Testo Unico Enti Locali TITOLO VIII - ENTI LOCALI DEFICITARI O DISSESTATI art. 259 - ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato art. 259 t.u.e.l.

Testo unico enti locali

Parte II - Ordinamento finanziario e contabile

Titolo VIII - Enti locali deficitari o dissestati
Art. 259 - Ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato
1. Il consiglio dellŽente locale presenta al Ministro dellŽinterno, entro il termine perentorio di tre mesi dalla data di emanazione del decreto di cui allŽarticolo 252, unŽipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato.
1-bis. Nei casi in cui la dichiarazione di dissesto sia adottata nel corso del secondo semestre dellŽesercizio finanziario per il quale risulta non essere stato ancora validamente deliberato il bilancio di previsione o sia adottata nellŽesercizio successivo, il consiglio dellŽente presenta per lŽapprovazione del Ministro dellŽinterno, entro il termine di cui al comma 1, unŽipotesi di bilancio che garantisca lŽeffettivo riequilibrio entro il secondo esercizio.
1-ter. Nei comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, nel caso in cui il riequilibrio del bilancio sia significativamente condizionato dallŽesito delle misure di riduzione di almeno il 20 per cento dei costi dei servizi, nonchè dalla razionalizzazione di tutti gli organismi e società partecipati, laddove presenti, i cui costi incidono sul bilancio dellŽente, lŽente può raggiungere lŽequilibrio, in deroga alle norme vigenti, entro lŽesercizio in cui si completa la riorganizzazione dei servizi comunali e la razionalizzazione di tutti gli organismi partecipati, e comunque entro tre anni, compreso quello in cui è stato deliberato il dissesto. Fino al raggiungimento dellŽequilibrio e per i tre esercizi successivi, lŽorgano di revisione economico-finanziaria dellŽente trasmette al Ministero dellŽinterno, entro 30 giorni dalla scadenza di ciascun esercizio, una relazione sullŽefficacia delle misure adottate e sugli obiettivi raggiunti nellŽesercizio.
2. LŽipotesi di bilancio realizza il riequilibrio mediante lŽattivazione di entrate proprie e la riduzione delle spese correnti.
3. Per lŽattivazione delle entrate proprie, lŽente provvede con le modalità di cui allŽarticolo 251, riorganizzando anche i servizi relativi allŽacquisizione delle entrate ed attivando ogni altro cespite.
4. Le province ed i comuni per i quali le risorse di parte corrente, costituite dai trasferimenti in conto al fondo ordinario ed al fondo consolidato e da quella parte di tributi locali calcolata in detrazione ai trasferimenti erariali, sono disponibili in misura inferiore, rispettivamente, a quella media unica nazionale ed a quella media della fascia demografica di appartenenza, come definita con il decreto di cui allŽarticolo 263, comma 1, richiedono, con la presentazione dellŽipotesi, e compatibilmente con la quantificazione annua dei contributi a ciò destinati, lŽadeguamento dei contributi statali alla media predetta, quale fattore del consolidamento finanziario della gestione.
5. Per la riduzione delle spese correnti lŽente locale riorganizza con criteri di efficienza tutti i servizi, rivedendo le dotazioni finanziarie ed eliminando, o quanto meno riducendo ogni previsione di spesa che non abbia per fine lŽesercizio di servizi pubblici indispensabili. LŽente locale emana i provvedimenti necessari per il risanamento economico-finanziario degli enti od organismi dipendenti, nonchè delle aziende speciali, nel rispetto della normativa specifica in materia.
6. LŽente locale, ugualmente ai fini della riduzione delle spese, ridetermina la dotazione organica dichiarando eccedente il personale comunque in servizio in sovrannumero rispetto ai rapporti medi dipendenti-popolazione di cui allŽarticolo 263, comma 2, fermo restando lŽobbligo di accertare le compatibilità di bilancio. La spesa per il personale a tempo determinato deve altresì essere ridotta a non oltre il 50 per cento della spesa media sostenuta a tale titolo per lŽultimo triennio antecedente lŽanno cui lŽipotesi si riferisce.
7. La rideterminazione della dotazione organica è sottoposta allŽesame della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali per lŽapprovazione.
8. Il mancato rispetto degli adempimenti di cui al comma 6 comporta la denuncia dei fatti alla Procura regionale presso la Corte dei conti da parte del Ministero dellŽinterno. LŽente locale è autorizzato ad iscrivere nella parte entrata dellŽipotesi di bilancio un importo pari alla quantificazione del danno subito. EŽ consentito allŽente il mantenimento dellŽimporto tra i residui attivi sino alla conclusione del giudizio di responsabilità.
9. La Cassa depositi e prestiti e gli altri istituti di credito sono autorizzati, su richiesta dellŽente, a consolidare lŽesposizione debitoria dellŽente locale, al 31 dicembre precedente, in un ulteriore mutuo decennale, con esclusione delle rate di ammortamento già scadute. Conservano validità i contributi statali e regionali già concessi in relazione ai mutui preesistenti.
10. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, possono porre a proprio carico oneri per la copertura di posti negli enti locali dissestati in aggiunta a quelli di cui alla dotazione organica rideterminata, ove gli oneri predetti siano previsti per tutti gli enti operanti nellŽambito della medesima regione o provincia autonoma.
11. Per le province ed i comuni il termine di cui al comma 1 è sospeso a seguito di indizione di elezioni amministrative per lŽente, dalla data di indizione dei comizi elettorali e sino allŽinsediamento dellŽorgano esecutivo.

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