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Legge Sulla Privacy TITOLO II - TRATTAMENTI DA PARTE DI FORZE DI POLIZIA art. 52 - dati identificativi degli interessati art. 52 l.s.p.

Legge Sulla Privacy TITOLO II - TRATTAMENTI DA PARTE DI FORZE DI POLIZIA art. 52 - dati identificativi degli interessati art. 52 l.s.p.

Legge sulla privacy

Parte II - Disposizioni relative a specifici settori

Titolo II - Trattamenti da parte di forze di polizia
Art. 52 - Dati identificativi degli interessati
1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni concernenti
la redazione e il contenuto di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali dell´autorità giudiziaria di ogni ordine e grado, l´interessato può chiedere per motivi legittimi, con richiesta depositata nella cancelleria o segreteria dell´ufficio che procede prima che sia definito il relativo grado di giudizio, che sia apposta a cura della medesima cancelleria o segreteria, sull´originale della sentenza o del provvedimento, un´annotazione volta a precludere, in caso di riproduzione della sentenza o provvedimento in qualsiasi forma, per finalità di informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante reti di comunicazione elettronica, l´indicazione delle generalità e di altri dati identificativi del medesimo interessato riportati sulla sentenza o provvedimento.
2. Sulla richiesta di cui al comma 1 provvede in calce con
decreto, senza ulteriori formalità, l´autorità che pronuncia la sentenza o adotta il provvedimento. La medesima autorità può disporre d´ufficio che sia apposta l´annotazione di cui al comma 1, a tutela dei diritti o della dignità degli interessati.
3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, all´atto del deposito della
sentenza o provvedimento, la cancelleria o segreteria vi appone e sottoscrive anche con timbro la seguente annotazione, recante l´indicazione degli estremi del presente articolo: ´In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi di....´.
4. In caso di diffusione anche da parte di terzi di sentenze o di
altri provvedimenti recanti l´annotazione di cui al comma 2, o delle relative massime giuridiche, è omessa l´indicazione delle generalità e degli altri dati identificativi dell´interessato.
5. Fermo restando quanto previsto dall´articolo 734-bis del codice
penale relativamente alle persone offese da atti di violenza sessuale, chiunque diffonde sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali dell´autorità giudiziaria di ogni ordine e grado è tenuto ad omettere in ogni caso, anche in mancanza dell´annotazione di cui al comma 2, le generalità, altri dati identificativi o altri dati anche relativi a terzi dai quali può desumersi anche indirettamente l´identità di minori, oppure delle parti nei procedimenti in materia di rapporti di famiglia e di stato delle persone.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
in caso di deposito di lodo ai sensi dell´articolo 825 del codice di procedura civile. La parte può formulare agli arbitri la richiesta di cui al comma 1 prima della pronuncia del lodo e gli arbitri appongono sul lodo l´annotazione di cui al comma 3, anche ai sensi del comma 2. Il collegio arbitrale costituito presso la camera arbitrale per i lavori pubblici ai sensi dell´articolo 32 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, provvede in modo analogo in caso di richiesta di una parte.
7. Fuori dei casi indicati nel presente articolo è ammessa la
diffusione in ogni forma del contenuto anche integrale di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali.

Aggiornato

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