Amministratore di fatto e reati tributari: la temperata irrilevanza degli atti gestori
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Divulgativo

Amministratore di fatto e reati tributari: la temperata irrilevanza degli atti gestori

Francesco Scicutella 297 -

Commento alla sentenza n. 41259/2018, con cui la Cassazione, pur dando seguito all’orientamento tradizionale, secondo cui i destinatari del D.Lgs. 74/2000 vanno individuati sulla base delle concrete funzioni esercitate, ha aperto ad una possibile estensione “per via giurisprudenziale” delle posizioni soggettive attive nei reati tributari.


Sommario: 1. Massima – 2. La vicenda e le questioni giuridiche – 3. Il ruolo dell’amministratore di fatto nei reati tributari – 4. Osservazioni conclusive - Bibliografia.

1. Massima.

Nei reati puniti dalle norme di cui al D.Lgs. 74/2000, gli autori delle condotte criminose devono essere individuati avuto riguardo delle concrete funzioni esercitate, desumibili da particolari indici sintomatici, e non solo sulla base delle mere qualifiche formali da essi possedute, né della rilevanza degli atti posti in essere e a detta qualifica ascrivibili.

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Estremi per la citazione:
Francesco Scicutella, AMMINISTRATORE DI FATTO E REATI TRIBUTARI: LA TEMPERATA IRRILEVANZA DEGLI ATTI GESTORI, in Riv. Cammino Dirit.,1, 2019

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