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L´agente sotto copertura: quando la prova c´è, ma non si vede

L´agente sotto copertura: quando la prova c´è, ma non si vede
PENALE - DELITTI CONTRO LA P.A.

Scientifico

L´agente sotto copertura: quando la prova c´è, ma non si vede

Mauro Giuseppe Cilardi 521 -

L'approvazione definitiva della legge cd. ”Spazzacorrotti” ha determinato l'ingresso nel nostro ordinamento di un nuovo settore entro cui è legittimato ad operare l'agente sotto copertura. Trattasi di uno strumento investigativo di rilevante supporto per la repressione di crimini lesivi di interessi particolarmente avvertiti nella comunità sociale.


Sommario: 1. La pervasività del fenomeno corruttivo; 2. La genesi storica della figura tra agente provocatore, falsus emptor e infiltrato; 3. La punibilità dell'agente e l'esigenza di tipizzazione del sistema: nasce l'agente sotto copertura; 4. L'agente sotto copertura produce ma non induce: la sacralità del principio della responsabilità penale personale; 5. Osservazioni conclusive: potenzialità repressive e nodi problematici nell'ambito dei reati contro la P.A.

1. La pervasività del fenomeno corruttivo

La corruzione rappresenta l'asservimento del potere pubblico agli interessi egoistici dei singoli. Quando il dipendente pubblico accetta vantaggi personali per esercitare la funzione che riveste in nome dello Stato, egli tradisce il patto d'onore che lo lega alla Nazione, vanificando la sacralità del vincolo per il conseguimento di indebiti benefici privati.

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Estremi per la citazione:
Mauro Giuseppe Cilardi, L´AGENTE SOTTO COPERTURA: QUANDO LA PROVA C´È, MA NON SI VEDE, in Riv. Cammino Dirit.,1, 2019

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