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Il prestanome nei delitti omissivi propri e commissivi mediante omissione: dalla frode fiscale alla bancarotta fraudolenta

Il prestanome nei delitti omissivi propri e commissivi mediante omissione: dalla frode fiscale alla bancarotta fraudolenta
PENALE - PENALE SOCIETARIO

Divulgativo

Il prestanome nei delitti omissivi propri e commissivi mediante omissione: dalla frode fiscale alla bancarotta fraudolenta

Ivano Ragnacci 209 -

Il contributo in narrativa si propone di illustrare un quadro sintetico delle diverse modalità d’interpretazione della posizione dell’amministratore c.d. di diritto o formale in seno alle figure delittuose ove maggiormente ricorre tale figura, dalla bancarotta fraudolenta, alla frode fiscale, alla falsa fatturazione et sim.


Sommario: 1. Premessa; 2. l’Errore incolpevole; 3. l’amministratore di fatto e quello di diritto: un endiadi infrequente nella prassi; 4. Esempio conclusivo: l’art. 9 D.lgs n. 74/2000.

1. Premessa.

Partendo dalla nota clausola di equivalenza di cui all’art. 40 del c.p., per cui non impedire un evento che si ha l’obbligo di evitare, equivale a cagionarlo, parrebbe superfluo, ad una lettura approssimativa, l’approfondimento del tema oggetto di analisi.

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Estremi per la citazione:
Ivano Ragnacci, IL PRESTANOME NEI DELITTI OMISSIVI PROPRI E COMMISSIVI MEDIANTE OMISSIONE: DALLA FRODE FISCALE ALLA BANCAROTTA FRAUDOLENTA, in Riv. Cammino Dirit.,12, 2018

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