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Falso ideologico per il praticante che si iscrive al registro tacendo sui propri carichi pendenti

Falso ideologico per il praticante che si iscrive al registro tacendo sui propri carichi pendenti
PENALE - REATI IN GENERALE

Divulgativo

Falso ideologico per il praticante che si iscrive al registro tacendo sui propri carichi pendenti

Nicola Tezza 207 -

La Suprema Corte di cassazione ha confermato la sentenza di condanna di un praticante avvocato per il reato di falso ideologico in atto pubblico ai sensi dell'art. 483 c.p. il quale, con dichiarazione sostitutiva resa all'Ordine degli Avvocati di Potenza, attestava mendacemente di non avere carichi pendenti al tempo della domanda di iscrizione.


Sommario:1. Profili introduttivi: la sentenza n. 21683/2018 - 2. Il caso in esame - 3. L'istituto dell'art. 483 c.p. - 4. Profili critici del cd. «falso ideologico» - 5. Conclusioni.

1. Introduzione

Con la sentenza emessa in data 23 febbraio 2018, n. 21683 la Cassazione, sezione V, ha ribadito un orientamento già consolidato con riguardo all'applicazione del delitto di “falso ideologico” in atto pubblico, ex art. 483 c.p., alla dichiarazione sostitutiva presentata ai sensi degli artt. 46 e 47 D.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445. Seguendo il filone giurisprudenziale previgente la Corte di cassazione ha applicato il reato di "falso ideologico" commesso da privato congiuntamente con la disciplina extra-penale, che pone problemi non sempre di facile soluzione.

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Estremi per la citazione:
Nicola Tezza, FALSO IDEOLOGICO PER IL PRATICANTE CHE SI ISCRIVE AL REGISTRO TACENDO SUI PROPRI CARICHI PENDENTI, in Riv. Cammino Dirit.,11, 2018

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