I beni archeologici sequestrati vanno allo Stato anche se l´imputato viene assolto
Pubblico - Beni culturali

Divulgativo

I beni archeologici sequestrati vanno allo Stato anche se l´imputato viene assolto

Barbara Mascitto

La sentenza in commento conferma il principio per cui i beni archeologici appartengono allo Stato. Il privato che affermi al contrario il proprio diritto di proprietà può solo eccepire che i beni stessi sono stati acquistati prima del 1909, ovvero far valere una delle ipotesi in cui la legge consente che i beni stessi siano di proprietà di privati.


Con ordinanza del 4/10/2016 il Tribunale di Napoli, a seguito di provvedimento di rinvio della sez. 3 della Cassazione che qualificava il ricorso come opposizione ex art. 667 comma 4 c.p.p., rigettava l'opposizione stessa proposta avverso l'ordinanza dello medesimo Tribunale che assegnava i beni sequestrati nell'ambito del procedimento penale al Ministero dei beni culturali sostenendo che, nonostante l'assoluzione dell'imputato, dal processo non era emerso che i beni provenissero da eredità parentale o fossero presenti nel patrimonio familiare in epoca anteriore al 1909.

Viene proposto ricorso per Cassazione sulla base di due motivazioni:

1) violazione dell'art. 606 comma 1 lett.b) e 125 c.p.p. per omessa motivazione.

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Estremi per la citazione:
Barbara Mascitto, I BENI ARCHEOLOGICI SEQUESTRATI VANNO ALLO STATO ANCHE SE L´IMPUTATO VIENE ASSOLTO, in Riv. Cammino Dirit.,8, 2018

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