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Il prototipo delle libertà moderne: la libertà religiosa



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Il prototipo delle libertà moderne: la libertà religiosa

Francesco Del Gaudio

Porre “la persona” al centro di ogni intervento normativo, al fine di garantire l’efficace sviluppo delle politiche di integrazione.


Sommario: 1. Premessa - 2. La libertà di religione: breve excursus storico – 3. La libertà religiosa: profili generali, dalla dimensione negativa alla qualificazione positiva - 4. L’art. 19 Costituzione: contenuto e limiti, la connessione tra l'art. 19 e l'art. 21 Cost. - 5. La religione come fattore di integrazione sociale. La Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione - 7. Conclusioni.

1. Premessa

È impossibile definire «come propriamente giuridica l’essenza della libertà religiosa»[1], dovendosi ritenere, che la libertà religiosa «si presenta sempre, anzitutto ed essenzialmente, non come un istituto ontologicamente giuridico, ma propriamente come un valore»[2]: un valore religioso, indubbiamente, filosofico, etico e al contempo politico che «si riconnette, geneticamente e strutturalmente, alla concezione dell’uomo e della società che ha accompagnato»[3]; un valore che «non è di per se stesso né assoluto, né universale, ma si rivela essenzialmente come valore storico, relativo ad una cultura data, analizzabile e intelligibile unicamente nella sua connessione col sistema di valori proprio di ogni cultura»[4]. Sin dai tempi più antichi, infatti, è stato affermato con forza il «diritto intangibile della coscienza individuale alla dulcissima libertas […] di professare quella fede, in cui effettivamente si creda e che spontaneamente si sia eletta al di fuori di ogni ingerenza e pressione della autorità e senza incontrare alcuna coartazione o repressione da parte dello Stato»[5]. Nessuna Costituzione, benché tuteli più o meno apertamente il diritto di libertà religiosa, non fornisce o ha mai fornito una nozione giuridica di “religione”, e ciò in ragione dell’aspetto estremamente complesso del fattore religioso, qualcosa di talmente intrinseco, profondo e personale che difficilmente può essere sindacato e racchiuso in rigidi e generici schemi dogmatici[6]. La libertà religiosa, allora, è quella sottilissima linea che sta in mezzo e che si propone di tutelare, non il bene della fede in sé, che in quanto tale è personalissima e legata ai propri convincimenti verso il trascendente, bensì il diritto del singolo o dei gruppi di assumere gli orientamenti che ritengano più consoni ai propri convincimenti, in relazione alla manifestazione esterna di quella personalissima fede religiosa. 

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Estremi per la citazione:
Francesco Del Gaudio, IL PROTOTIPO DELLE LIBERTÀ MODERNE: LA LIBERTÀ RELIGIOSA, in Riv. Cammino Dirit.,6, 2018

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| Centro | Efficace | Garantire | Integrazione | Intervento | Normativo | Persona | Politiche | Sviluppo
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