Termini della ricerca

Accreditamento x Cammino x Diritto x Docenti x Formazione x Avranno x Candidati x Diventare x Docenti x Formativa x Formazione x Istituire x Migliori x Online x Piattaforma x Propri x Richiesta x Risorse x Seminari x Spazio x Possibile x

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 28911 UD. 28/03/2019 - DEPOSITO DEL 03/07/2019
impugnazioni - soggetti del diritto di impugnazione - parte civile - sentenza dichiarativa della prescrizione – impugnazione della parte civile – ammissibilità – condizioni.

PROVE
SENTENZA N. 28216 UD. 07/06/2019 - DEPOSITO DEL 27/06/2019
diritto alla prova – indagini difensive – assunzione di informazioni da persona detenuta – richiesta – valutazione del giudice – interesse al compimento dell´atto istruttorio – necessità.

STRANIERI
SENTENZA N. 16489 DEL 19/06/2019
apolide di fatto - espulsione - art. 31 della convenzione di new york del 28 settembre 1954 - applicabilità - condizioni.

PRESCRIZIONI PRESUNTIVE
SENTENZA N. 16123 DEL 14/06/2019
presunzione di avvenuto pagamento - apertura del fallimento durante il tempo della prescrizione presuntiva - insussistenza della presunzione - fondamento.

CONTRATTI BANCARI
SENTENZA N. 15895 DEL 13/06/2019
contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente - azione di ripetizione dell´indebito - eccezione di prescrizione - contenuto - necessità per la banca di indicare specificamente le rimesse solutorie prescritte - esclusione.

PERSONE FISICHE
ORDINANZA N. 12998 DEL 15/05/2019
persone fisiche – capacità di agire – nomina dell´amministratore di sostegno – presupposti – designazione anticipata da parte dell´interessato ex art. 408 c.c. – finalità – conseguenze – direttive sulle decisioni terapeutiche future.

DIFESA E DIFENSORI
SENTENZA N. 18844 UD. 05/02/2019 - DEPOSITO DEL 06/05/2019
difesa e difensori - in genere - astensione dalle udienze – procedimenti per reati in relazione ad alcuni dei quali la prescrizione maturi nei termini previsti dal codice di autoregolamentazione – rinvio – possibilità.

IMMIGRAZIONE
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 11749 DEL 03/05/2019
permesso di soggiorno per ragioni umanitarie ex art. 5, comma 6, del d. lgs. n. 286 del 1998 - domande proposte anteriormente all´entrata in vigore del d.l. n. 113 del 2018, conv. in l. n. 132 del 2018 - normativa applicabile - presupposti – necessaria valutazione comparativa tra integrazione sociale raggiunta in italia e situazione con riferimento al paese d´origine.

IMMIGRAZIONE
SENTENZA N. 11749 DEL 03/05/2019
permesso di soggiorno per ragioni umanitarie ex art. 5, comma 6, del d. lgs. n. 286 del 1998 - domande proposte anteriormente all´entrata in vigore del d.l. n. 113 del 2018, conv. in l. n. 132 del 2018 - normativa applicabile - presupposti – necessaria valutazione comparativa tra integrazione sociale raggiunta in italia e situazione con riferimento al paese d´origine.

RESPONSABILITÀ CIVILE
SENTENZA N. 11747 DEL 03/05/2019
domanda risarcitoria contro lo stato - art. 2 della l. n. 117 del 1988 nel testo anteriore alle modifiche apportate dalla l. n. 18 del 2015 – decisione difforme dalla precedente consolidata giurisprudenza di legittimità - grave violazione di legge – esclusione - condizioni.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 16164 UD. 27/02/2019 - DEPOSITO DEL 15/04/2019
appello - esecuzione delle condanne civili – richiesta di sospensione dell´esecuzione della condanna al pagamento della provvisionale – applicabilità dell´art. 603 cod. proc. pen. – esclusione – ragioni.

REATO
SENTENZA N. 15056 UD. 11/03/2019 - DEPOSITO DEL 05/04/2019
atti processuali - traduzione degli atti - in genere - sentenza d´appello – traduzione in lingua nota all´imputato alloglotta – necessità – esclusione - limiti.

PRINCIPI DI DIRITTO COMUNITARIO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 9022 DEL 01/04/2019
assegno per il nucleo familiare - cittadini di paesi terzi soggiornanti di lungo periodo in italia - familiari residenti presso il paese terzo di origine - computo - esclusione - questione di pregiudizialità ex art. 267 tfue.

PRINCIPI DI DIRITTO COMUNITARIO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 9021 DEL 01/04/2019
assegno per il nucleo familiare - cittadini di paesi terzi soggiornanti di lungo periodo in italia - familiari residenti presso il paese terzo di origine - computo - esclusione - questione di pregiudizialità ex art. 267 tfue.

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7709 DEL 19/03/2019
servizi della società dell´informazione - prestatore di servizi - responsabilità del c.d. caching - art. 15 d.lgs. n. 70 del 2003 - omessa rimozione dei contenuti illeciti a seguito dell´ordine proveniente dall´autorità amministrativa o giurisdizionale - sussiste.

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7708 DEL 19/03/2019
responsabilità dell´hosting provider - art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003 - condizioni - possibilità di identificare il video diffuso in violazione dell´altrui diritto - compito del giudice di merito.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 6972 DEL 11/03/2019
scuola primaria e secondaria - alunni aderenti al progetto formativo a tempo pieno e a tempo prolungato - diritto alla cd. autorefezione nell´orario e nei locali adibiti a mensa scolastica - configurabilità - questione.

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE
SENTENZA N. 8320 UD. 31/01/2019 - DEPOSITO DEL 25/02/2019
ordine europeo di indagine passivo – tardiva comunicazione al difensore del decreto di riconoscimento – violazione del diritto di difesa – sussistenza – ragioni.

COMUNITÀ EUROPEA
ORDINANZA N. 2964 DEL 31/01/2019
comunita´ europea - vittime di reati violenti - direttiva 2004/80/ce - intempestivo (e/o incompleto) recepimento - responsabilità risarcitoria dello stato membro anche nei confronti di soggetti non transfrontalieri - questione pregiudiziale - indennizzo determinato nell´importo fisso di cui al d.m. del 31 agosto 2017 - equità ed adeguatezza ex art. 12, par. 2, della medesima direttiva - questione pregiudiziale.

COMUNITÀ EUROPEA
ORDINANZA N. 2964 DEL 29/01/2019
comunita´ europea - vittime di reati violenti - direttiva 2004/80/ce - intempestivo (e/o incompleto) recepimento - responsabilità risarcitoria dello stato membro anche nei confronti di soggetti non transfrontalieri - questione pregiudiziale - indennizzo determinato nell´importo fisso di cui al d.m. del 31 agosto 2017 - equità ed adeguatezza ex art. 12, par. 2, della medesima direttiva - questione pregiudiziale.

RESPONSABILITÀ CIVILE
ORDINANZA N. 1573 DEL 22/01/2019
sito inquinato – bonifica spontanea del proprietario non responsabile – diritto di rivalsa nei confronti del responsabile – condizioni.

PRINCIPI DI DIRITTO COMUNITARIO
SENTENZA N. 451 DEL 10/01/2019
lavoro subordinato - licenziamento individuale - risarcimento del danno – indennità sostitutiva delle ferie non godute - questione di pregiudizialità ex art. 267 tfue.

SANZIONI AMMINISTRATIVE
SENTENZA N. 31632 DEL 06/12/2018
sanzione ex art. 187 bis t.u.f. - natura formalmente amministrativa, ma sostanzialmente penale - sussistenza - fondamento - sopravvenienza d.lgs. n. 107 del 2018 - incidenza - esclusione - fondamento.

SOCIETÀ
SENTENZA N. 28987 DEL 12/11/2018
trasformazione di s.r.l. in s.p.a. - recesso del socio -disciplina applicabile - art. 2473 c.c. - buona fede e correttezza quali fonti integrative - rilevanza.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 28084 DEL 05/11/2018
diritto di cronaca e diritto all´oblio - bilanciamento - questione di massima di particolare importanza.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 46201 UD. 31/05/2018 - DEPOSITO DEL 11/10/2018
mancata richiesta di riesame – esercizio del diritto all´appello in assenza di fatti sopravvenuti – ammissibilità.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 24198 DEL 04/10/2018
responsabilità della p.a. per mancata assistenza della forza pubblica.

RESPONSABILITÀ CIVILE
SENTENZA N. 19107 DEL 18/07/2018
medici specializzandi - mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - risarcimento del danno - corsi di specializzazione iniziati anteriormente al 1° gennaio 1983 - diritto al compenso.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 33046 UD. 25/01/2018 - DEPOSITO DEL 17/07/2018
misure cautelari - personali - impugnazioni - appello - in genere – rigetto della richiesta cautelare - appello del p.m. - accesso della difesa ai file audio delle intercettazioni poste a fondamento della richiesta della misura - legittimità - ragioni.

DIRITTO D´AUTORE
ORDINANZA N. 18726 DEL 13/07/2018
contratto di edizione concernente traduzione - applicabilità art. 119, comma 4, l n. 633 del 1941 - valutazione circa la elaborazione e/o trasformazione dell´opera intellettuale nota come traduzione - particolari caratteri.

SOCIETÀ
ORDINANZA N. 17500 DEL 04/07/2018
società di capitali - accordi tra soci in occasione di finanziamento partecipativo – attribuzione al nuovo socio del diritto di vendere e agli altri soci dell´obbligo di acquistare la partecipazione – termine e prezzo prefissati – finalità di manleva dalle eventuali conseguenze negative del conferimento – liceità e meritevolezza di tutela – fondamento.

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI
SENTENZA N. 17186 DEL 28/06/2018
proposta di concordato presentata da società creditrice - diritto di voto delle società correlate alla proponente – esclusione.

PRINCIPI DI DIRITTO COMUNITARIO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 13678 DEL 30/05/2018
piloti dipendenti della società cai – cessazione del rapporto al raggiungimento del 60° anno di età – questione di pregiudizialità ex art. 267 tfue.

LAVORO
SENTENZA N. 13175 DEL 25/05/2018
ex lettori di lingua straniera - trattamento economico - disciplina - prescrizione – decorrenza.

AZIONE PENALE
SENTENZA N. 23077 UD. 09/05/2018 - DEPOSITO DEL 23/05/2018
querela - in genere – reato di appropriazione indebita divenuto perseguibile a querela ex art. 10 del d.lgs. 10 aprile 2018, n. 36 – persona offesa già costituitasi parte civile – necessità dell´interpello di cui all´art. 12, comma 2, del medesimo d.lgs. – esclusione.

DELITTI CONTRO LA PERSONALITÀ DELLO STATO
SENTENZA N. 20755 UD. 27/10/2017 - DEPOSITO DEL 10/05/2018
attentati contro i diritti politici del cittadino - elettorato passivo e diritto al mantenimento della carica – inclusione fra i diritti politici – determinazione della persona offesa a dimettersi dalla carica di sindaco di un comune – sussistenza del reato.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 14800 UD. 21/12/2017 - DEPOSITO DEL 03/04/2018
appello - dibattimento - rinnovazione dell´istruzione - in genere - giudizio di appello - riforma della sentenza di condanna – assoluzione in appello - prova dichiarativa posta a base della decisione di primo grado - diversa valutazione di attendibilità - rinnovazione dibattimentale – necessità - esclusione - obbligo di motivazione.

DIRITTI DELLA PERSONALITÀ
SENTENZA N. 6963 DEL 20/03/2018
adottato – diritto alla conoscenza delle proprie origini - accesso alle informazioni relative alle sorelle e ai fratelli biologici adulti- condizioni.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA N. 6919 DEL 20/03/2018
diritto all´oblio – limite - esercizio del diritto di cronaca - sussistenza - condizioni - specifici presupposti - necessità.

IMPUGNAZIONI CIVILI
ORDINANZA N. 5001 DEL 02/03/2018
ricorso per cassazione - dedotta violazione o falsa applicazione di norme di diritto - principio di specificità ex artt. 366 n. 4 e 360-bis, n. 1, c.p.c. - motivo volto a mutare un indirizzo consolidato - modalità di deduzione.

DIRITTI REALI
SENTENZA N. 3873 DEL 16/02/2018
costruzione su suolo comune - accessione – accordo contrario – forma – consenso comproprietario – &´ius tollendi&´ – esclusione – conseguenze.

SOCIETÀ
ORDINANZA N. 3656 DEL 14/02/2018
società di capitali – amministratori – responsabilità – azione del terzo danneggiato – partecipazioni sociali - intestazione fiduciaria – fiduciante - legittimazione.

LAVORO (DIRITTO PENALE)
SENTENZA N. 3671 UD. 30/11/2017 - DEPOSITO DEL 25/01/2018
prevenzione infortuni - contravvenzioni in materia di sicurezza ed igiene del lavoro – eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato – adozione di modalità diverse da quelle prescritte dall´autorità di vigilanza – ammissibilità - effetti.

DIFESA E DIFENSORI
SENTENZA N. 3659 UD. 14/11/2017 - DEPOSITO DEL 25/01/2018
nomina del difensore di fiducia – amministrazione di sostegno – nomina effettuata dall´amministratore in luogo dell´amministrato – nullità per violazione del diritto di difesa – esclusione.

ASSICURAZIONE
ORDINANZA N. 1465 DEL 19/01/2018
assicurazione della responsabilità civile - possibilità di considerare &´sinistro&´ la richiesta risarcitoria del danneggiato - clausola atipica (cd. &´claim´s made&´) - esclusione dell´indennizzo per le richieste postume - giudizio di meritevolezza ex art. 1322 c.c. - questioni di massima di particolare importanza

RESPONSABILITÀ PER COLPA MEDICA
SENTENZA N. 50078 UD. 19/10/2017 - DEPOSITO DEL 31/12/2017
professionisti - medici e chirurghi - responsabilità colposa per morte o lesioni personali - legge 8 marzo 2017, n. 24 – art. 590-sexies cod. pen. - causa di non punibilità - configurabilità - ambito di applicazione – indicazioni.

PROCEDIMENTO CIVILE
SENTENZA N. 30877 DEL 22/12/2017
separazione personale dei coniugi - litispendenza internazionale – regolamento di giurisdizione – esperibilità – esclusione – impugnabilità - regolamento di competenza.

DIRITTO D´AUTORE
ORDINANZA N. 29811 DEL 12/12/2017
attività di sincronizzazione di un´opera musicale- abbinamento ad immagini mancanza consenso dell´autore - violazione artt. 18 e 61 della l. n. 633 del 1941 sussistenza.

PREVIDENZA
SENTENZA N. 27093 DEL 15/11/2017
indennità di trasferta – corresponsione con carattere continuativo - trattamento contributivo e fiscale – assoggettabilità a regime meno gravoso – art. 7 quinquies d.l. n. 193 del 2016, conv. con modif. in l. n. 225 del 2016 – costituzionalità e conformità a cedu.

DIRITTO D´AUTORE
ORDINANZA N. 26949 DEL 14/11/2017
cessione dei diritti di autore sulle fotografie - art. 89 l. n. 633 del 1941 - regola in caso di cessione del negativo - disciplina del caso opposto - esistenza del patto di unica riproduzione- prova - necessità.

STRANIERI
ORDINANZA N. 23472 DEL 06/10/2017
revoca provvedimento art. 5 d.lgs. n. 286 del 1998 – competenza commissione territoriale – autotutela ex art. 21 nonies l. n. 241 del 1990 – sussistenza – commissione nazionale diritto d´asilo – competenza – limiti.

TRIBUTI
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 22089 DEL 22/09/2017
tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell´imposta - detrazioni - spese di ristrutturazione di immobile altrui – in visto di un´attività di impresa- - inerenza rispetto all´attività imprenditoriale – detraibilità- diversa decisione dell´imprenditore sull´attività – conseguenze- ammortizzabilità ai fini del rimborso ex art. 30, comma 3 , lett. c) del d.p.r. n. 633 del 1972.

TRIBUTI
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 22090 DEL 22/09/2017
tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell´imposta - detrazioni - spese di ristrutturazione di immobile altrui – in visto di un´attività di impresa- - inerenza rispetto all´attività imprenditoriale – detraibilità- diversa decisione dell´imprenditore sull´attività – conseguenze- ammortizzabilità ai fini del rimborso ex art. 30, comma 3 , lett. c) del d.p.r. n. 633 del 1972.

PROVE
SENTENZA N. 40963 UD. 20/07/2017 - DEPOSITO DEL 07/09/2017
mezzi di ricerca della prova – sequestri - oggetto – dati informatici – estrazione di copia dei dati contenuti nel computer in sequestro – richiesta di riesame – conferma del decreto di sequestro - restituzione del computer all´avente diritto – ricorso per cassazione – ammissibilità - condizioni.

PREVIDENZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 20512 DEL 29/08/2017
liquidazione coatta amministrativa - credito del lavoratore - diritto al riscatto dei versamenti effettuati in favore di fondi di previdenza complementare privati - cumulo di interessi e rivalutazione monetaria - questione.

MEDIAZIONE
SENTENZA N. 19161 DEL 02/08/2017
mediazione atipica - caratteristiche - art. 2, comma 4, della l. n. 39 del 1989 - applicabilità - condizione - attività svolta, in mancanza di quest´ultima, da persona non iscritta al ruolo dei mediatori - diritto alla provvigione - esclusione.

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 36769 UD. 06/06/2017 - DEPOSITO DEL 24/07/2017
membro del parlamento – rappresentante italiano nell´assemblea parlamentare del consiglio d´europa – qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio – corruzione per l´esercizio della funzione – immunità di cui all´art. 68 cost.

FAMIGLIA
SENTENZA N. 15481 DEL 22/06/2017
assegno divorzile - richiesta di revisione, ex art. 9, comma 1, della l. n. 898 del 1970, incidente sulla spettanza del relativo diritto - principi di cui alla sentenza della suprema corte n. 11504 del 2017 - applicabilità.

DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 15539 DEL 22/06/2017
aiuti di stato - qualificazione come esistenti - applicabilità dell´art. 1, lett. b), v e iv, del regolamento n. 659 del 1999 - rimessione alla corte di giustizia dell´unione europea.

DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 15183 DEL 20/06/2017
violazione dei paragrafi 2 e 3 dell´art. 19 del regolamento n. 2201 del 2003 - interpretazione come mero criterio determinativo della competenza giurisdizionale - conseguenze - rimessione alla corte di giustizia dell´unione europea.

LAVORO
SENTENZA N. 13978 DEL 06/06/2017
assemblea sindacale ex art. 20 della l. n. 300 del 1970 - convocazione - diritto spettante alle rappresentanze sindacali unitarie come organo collegiale ed alle sue singole componenti.

FAMIGLIA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 11453 DEL 10/05/2017
pensione di reversibilità - diritto del coniuge divorziato nell´ipotesi in cui sia stata stabilita la corresponsione in suo favore in un´unica soluzione dell´assegno di divorzio - sussistenza o meno - contrasto.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 8825 UD. 27/10/2016 - DEPOSITO DEL 22/02/2017
appello – specificità dei motivi – difetto – inammissibilità.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 3456 DEL 09/02/2017
diritti della personalità - riservatezza - trattamento e comunicazione di dati sensibili - nozioni e modalità - dati indicativi della condizione di salute del titolare - contrasto.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 3455 DEL 09/02/2017
diritti della personalità - riservatezza - trattamento e comunicazione di dati sensibili - nozioni e modalità - dati indicativi della condizione di salute del titolare - contrasto.

IMPUGNAZIONI CIVILI
SENTENZA N. 2610 DEL 01/02/2017
ordinanza d´inammissibilità dell´azione di classe ex art. 140-bis del d.lgs. n. 206 del 2005 - ricorso straordinario per cassazione - inammissibilità - ragioni - riproponibilità dell´azione - limiti.

PENA
SENTENZA N. 4240 UD. 16/12/2016 - DEPOSITO DEL 30/01/2017
riparazione per l´ingiusta detenzione - presupposti – declaratoria di incostituzionalità della norma incriminatrice - pena interamente espiata in epoca precedente alla pronuncia di incostituzionalità – ingiustizia della detenzione subìta - esclusione.

FAMIGLIA
SENTENZA N. 1946 DEL 25/01/2017
diritto del nato da parto anonimo a conoscere le proprie origini - sussistenza - limite - verifica della persistenza della volontà della madre di mantenere l´anonimato - modalità attuative.

IMPUTATO
SENTENZA N. 53609 UD. 13/09/2016 - DEPOSITO DEL 16/12/2016
atti processuali – imputato straniero autorizzato ad allontanarsi dall´aula di udienza prima della lettura della sentenza – rinuncia implicita alla traduzione della sentenza – sussistenza.

LAVORO (DIRITTO PENALE)
SENTENZA N. 51897 UD. 08/09/2016 - DEPOSITO DEL 06/12/2016
lavoro subordinato - statuto dei lavoratori – impianti audiovisivi - installazione con possibilità di controllo a distanza dell´attività dei lavoratori - reato di cui agli artt. 4 e 38 della legge n. 300 del 1970 e 114 e 171 del d.lgs. n. 196 del 2003 – modifiche introdotte dall´art. 23, d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 - continuità normativa - sussistenza.

EQUA RIPARAZIONE
SENTENZA N. 24743 DEL 05/12/2016
irragionevole durata del processo presupposto in cui sia sollevata questione di legittimità costituzionale - diritto all´equa riparazione - sussistenza - condizioni

LAVORO SUBORDINATO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 24443 DEL 30/11/2016
diritto di indire assemblee ex art. 20 st.lav. - titolarità delle rsu - sussistenza - spettanza ai singoli componenti - contrasto - rimessione alle sezioni unite.

RISARCIMENTO DANNI
SENTENZA N. 23730 DEL 22/11/2016
legge regionale – illegittimità costituzionale per violazione di potestà legislativa statale – responsabilità della regione – insussistenza – fondamento.

IMPIEGO PUBBLICO
SENTENZA N. 22558 DEL 07/11/2016
personale scolastico assunto con contratti a termine - diritto alla progressione stipendiale - sussistenza - fondamento.

IMPIEGO PUBBLICO
SENTENZA N. 22552 DEL 07/11/2016
personale scolastico - illegittima reiterazione di contratti a termine su cd. organico di diritto - misure sanzionatorie adeguate - individuazione.

CONCORRENZA
SENTENZA N. 22042 DEL 31/10/2016
concorrenza sleale - per denigrazione - divulgazione di informazioni arrecanti discredito ad azienda concorrente - legittimo esercizio del diritto di critica - idoneità ad escludere l´illecito - condizioni.

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI
SENTENZA N. 22045 DEL 31/10/2016
fallimento - concordato fallimentare - pagamento dilazionato dei creditori aventi diritto di prelazione - ammissione al voto - necessità - modalità - redazione della relazione del professionista - necessità - esclusione.

PROCESSO CIVILE
SENTENZA N. 21297 DEL 20/10/2016
principio di chiarezza e sinteticità espositiva degli atti processuali –portata generale – mancato rispetto nel ricorso per cassazione - possibili conseguenze - inammissibilità del ricorso.

DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO
SENTENZA N. 15539 DEL 27/07/2016
domanda di accertamento negativo di contraffazione delle registrazioni comunitarie di disegno – giurisdizione – questioni pregiudiziali – rimessione alla corte di giustizia.

PERSONA GIURIDICA
SENTENZA N. 32793 UD. 13/06/2016 - DEPOSITO DEL 27/07/2016
società - in genere – amministratore di diritto – responsabilità per falso documentale commesso da soggetto delegato alla gestione – condizioni.

DIRITTI DELLA PERSONALITÀ
SENTENZA N. 15024 DEL 21/07/2016
diritto alla conoscenza delle proprie origini biologiche –interesse alla segretezza della madre – contemperamento - morte di quest´ultima - impossibilità di interpello – diritto della figlia adottata - prevalenza - configurabilità.

REATO
SENTENZA N. 31668 UD. 23/06/2016 - DEPOSITO DEL 21/07/2016
estinzione (cause di) - remissione di querela - mancata comparizione del querelante all´udienza dibattimentale - remissione tacita della querela - configurabilità - sussistenza.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 27620 UD. 28/04/2016 - DEPOSITO DEL 06/07/2016
appello - dibattimento - riforma di sentenza assolutoria – diversa valutazione di prova dichiarativa – omessa rinnovazione dell´istruttoria dibattimentale – conseguenze - vizio di motivazione della sentenza – sussistenza – annullamento con rinvio – necessità.

PROVE
SENTENZA N. 26889 UD. 28/04/2016 - DEPOSITO DEL 01/07/2016
mezzi di ricerca della prova - intercettazioni di conversazioni o comunicazioni - in genere - intercettazioni ambientali - esecuzione delle operazioni tramite virus informatico - attivazione del microfono di apparecchio telefonico smartphone - legittimità - condizioni.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 26259 UD. 29/10/2015 - DEPOSITO DEL 23/06/2016
esecuzione - giudice dell´esecuzione - revoca della sentenza per abolizione del reato - art. 673 cod. proc. pen. - ambito applicativo – sentenza di condanna successiva all´entrata in vigore di una legge abrogativa del reato – revocabilità della sentenza - condizioni.

CONTRATTI AGRARI
SENTENZA N. 12883 DEL 22/06/2016
prelazione agraria – &´denuntiatio&´ da parte del proprietario del fondo – revocabilità entro il termine per l´accettazione della proposta – esclusione.

REATI FALLIMENTARI
SENTENZA N. 22474 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 27/05/2016
bancarotta fraudolenta da reato societario – nuova disciplina introdotta dalla legge n. 69 del 2015 – falsità in valutazioni.

REATO
SENTENZA N. 21596 UD. 18/02/2016 - DEPOSITO DEL 24/05/2016
reati contro il patrimonio - delitti - ricettazione - in genere – oggetto – supporto contenenti dati sottratti accedendo abusivamente in un sistema informatico – possibilità – sussistenza. prove - disposizioni generali - diritto alla prova - indagini difensive – nelle more fra i giudizi di primo grado e di appello – assunzioni di informazioni da persona già esaminata in dibattimento – acquisizione dei verbali in appello senza disporre l´esame dei dichiaranti - esclusione.

DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 9978 DEL 16/05/2016
sentenza straniera comminatoria di danni punitivi - riconoscibilità, o meno.

PRESCRIZIONE
SENTENZA N. 19756 UD. 24/09/2015 - DEPOSITO DEL 12/05/2016
delitto punibile con l´ergastolo - fatto commesso prima della modifica dell´art. 157 cod. pen. – presenza di circostanza attenuante – imprescrittibilità – sussistenza.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 18954 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 06/05/2016
reali – impugnazioni – riesame – procedimento – rinvio operato dall´art. 324, comma 7, cod. proc. pen. – applicabilità ai riesami reali delle nuove disposizioni intreodotte ai commi 9 e 10 dell´art. 309 cod. proc. pen. - limiti.

PROCEDIMENTI SPECIALI
SENTENZA N. 18953 UD. 25/02/2016 - DEPOSITO DEL 06/05/2016
patteggiamento - in genere - accordo concernente un reato prescritto - effetti - rinuncia alla prescrizione – esclusione – necessità di una dichiarazione espressa.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
SENTENZA N. 1625 DEL 28/01/2016
art. 132, commi 2 e 3, del d.lgs. n. 196 del 2003 - testo risultante dal d.l. n. 144 del 2005 - utilizzo di dati del traffico telefonico, ed accesso agli stessi, oltre il termine di ventiquattro mesi - limiti.

LAVORO PUBBLICO
SENTENZA N. 14101 DEL 01/06/2018
istituti afam - personale docente - trattamento retributivo - equiparazione docenti universitari - esclusione.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 29487 UD. 07/05/2019 - DEPOSITO DEL 05/07/2019
misure di prevenzione - procedimento - impresa destinataria di informazione antimafia interdittiva - richiesta di accesso al controllo giudiziario ex art. 34-bis, comma 6, d.lgs. n. 159 del 2011 – competenza per territorio – indicazione.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 15812 UD. 11/03/2019 - DEPOSITO DEL 10/04/2019
cassazione - casi di ricorso - ricorso straordinario – decisioni aventi ad oggetto istanze risarcitorie dei detenuti - ammissibilità – esclusione ragioni

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7709 DEL 19/03/2019
servizi della società dell´informazione - prestatore di servizi - responsabilità del c.d. caching - art. 15 d.lgs. n. 70 del 2003 - omessa rimozione dei contenuti illeciti a seguito dell´ordine proveniente dall´autorità amministrativa o giurisdizionale - sussiste.

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7708 DEL 19/03/2019
responsabilità dell´hosting provider - art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003 - condizioni - possibilità di identificare il video diffuso in violazione dell´altrui diritto - compito del giudice di merito.

PROCEDIMENTO CIVILE
SENTENZA N. 30649 DEL 28/11/2018
medici specializzandi - mancata attuazione di direttive comunitarie (n. 75/362/cee e n. 82/76/cee) - legittimazione passiva della presidenza del consiglio dei ministri - sussistenza - erronea evocazione in giudizio di diverso organo statale - art. 4 della legge n. 260 del 1958 - applicabilità - mancata tempestiva eccezione da parte dell´avvocatura dello stato - conseguenze.

PROCEDIMENTO CIVILE
ORDINANZA N. 30649 DEL 27/11/2018
medici specializzandi - mancata attuazione di direttive comunitarie (n. 75/362/cee e n. 82/76/cee) - legittimazione passiva della presidenza del consiglio dei ministri - sussistenza - erronea evocazione in giudizio di diverso organo statale - art. 4 della legge n. 260 del 1958 - applicabilità - mancata tempestiva eccezione da parte dell´avvocatura dello stato - conseguenze.

SOCIETÀ
SENTENZA N. 28987 DEL 12/11/2018
trasformazione di s.r.l. in s.p.a. - recesso del socio -disciplina applicabile - art. 2473 c.c. - buona fede e correttezza quali fonti integrative - rilevanza.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 28084 DEL 05/11/2018
diritto di cronaca e diritto all´oblio - bilanciamento - questione di massima di particolare importanza.

RESPONSABILITÀ CIVILE
SENTENZA N. 19107 DEL 18/07/2018
medici specializzandi - mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - risarcimento del danno - corsi di specializzazione iniziati anteriormente al 1° gennaio 1983 - diritto al compenso.

DIRITTO D´AUTORE
ORDINANZA N. 18726 DEL 13/07/2018
contratto di edizione concernente traduzione - applicabilità art. 119, comma 4, l n. 633 del 1941 - valutazione circa la elaborazione e/o trasformazione dell´opera intellettuale nota come traduzione - particolari caratteri.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 30990 UD. 01/06/2018 - DEPOSITO DEL 09/07/2018
sentenza ex art. 599 bis cod. proc. pen. – modifica introdotta dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 – motivi proponibili con ricorso per cassazione – individuazione.

LAVORO PUBBLICO
SENTENZA N. 14101 DEL 01/06/2018
istituti afam - personale docente - trattamento retributivo - equiparazione docenti universitari - esclusione.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA N. 6919 DEL 20/03/2018
diritto all´oblio – limite - esercizio del diritto di cronaca - sussistenza - condizioni - specifici presupposti - necessità.

PROCESSO CIVILE
ORDINANZA N. 28766 DEL 30/11/2017
art. 380 bis 1. c.p.c. – contraddittorio meramente cartolare - questione di legittimità costituzionale - art. 24 cost. - manifesta infondatezza

IMPIEGO PUBBLICO
SENTENZA N. 28250 DEL 27/11/2017
personale insegnante - trasformazione graduatorie – aggiornamenti – mantenimento punteggio già maturato – sussistenza.

SANZIONI AMMINISTRATIVE
SENTENZA N. 24310 DEL 16/10/2017
abuso di informazioni privilegiate ex art. 187 bis del t.u.f. - provenienza dell´informazione da un terzo - rilevanza - esclusione

PARTE CIVILE
SENTENZA N. 37419 UD. 16/03/2017 - DEPOSITO DEL 27/07/2017
spese – assoluzione dell´imputato in appello – reato trasformato in illecito civile ex d.lgs. n. 7 del 2016 - condanna alle spese sostenute dalla parte civile – legittimità –ragioni.

GIURISDIZIONE
SENTENZA N. 31282 UD. 24/05/2017 - DEPOSITO DEL 22/06/2017
cognizione del giudice - atto amministrativo - presupposto del reato - illegittimità - questione oggetto di giudicato amministrativo - preclusione per il giudice penale - sussistenza - condizioni.

PERSONA GIURIDICA
SENTENZA N. 2655 UD. 16/09/2016 - DEPOSITO DEL 19/01/2017
responsabilità da reato - ente costituitosi ai sensi dell´art. 39 d.lgs. n. 231 del 2001 – richiesta di riesame avverso decreto di sequestro preventivo – proposizione ad opera di difensore diverso da quello indicato nell´atto di costituzione – procura speciale – necessità – omesso invio dell´informazione di garanzia – rilevanza - esclusione.

GIUDIZIO DI CASSAZIONE
ORDINANZA N. 395 DEL 10/01/2017
art. 380-bis c.p.c. – testo introdotto dal d.l. n. 168 del 2016 (conv., con modif., dalla l. n. 197 del 2016) - asserita violazione dell´art. 24 cost. - manifesta infondatezza.

RESPONSABILITÀ CIVILE
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 23581 DEL 21/11/2016
risarcimento danni da mancato recepimento di direttive comunitarie - medici specializzandi iscritti a corso di specializzazione prima del 31 dicembre 1982 –rimessione alla corte di giustizia.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 46688 UD. 29/09/2016 - DEPOSITO DEL 07/11/2016
impugnazioni – in genere - sentenza di condanna – reato abrogato – trasformazione in illecito civile – giudice dell´impugnazione - revoca delle statuizioni sugli interessi civili – necessità. esecuzione - giudice dell´ esecuzione - revoca della sentenza per abolizione del reato – estensione alle obbligazioni civili derivanti da reato - esclusione.

REATI FALLIMENTARI
SENTENZA N. 22474 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 27/05/2016
bancarotta fraudolenta da reato societario – nuova disciplina introdotta dalla legge n. 69 del 2015 – falsità in valutazioni.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 21598 UD. 08/03/2016 - DEPOSITO DEL 24/05/2016
in genere – condanna per danneggiamento – d. lgs. n. 7 del 2016 – abolitio criminis – conseguenze – pronuncia sulle statuizioni civili – obbligo – sussistenza.

REATO
SENTENZA N. 15427 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 13/04/2016
estinzione (cause di) - prescrizione – sospensione del termine di prescrizione - art. 159 cod. pen. - rinvio dibattimentale su istanza di parte - per la pendenza del procedimento di sanatoria edilizia - pregressa formazione del silenzio-rifiuto sull´istanza di sanatoria – conseguenze - illegittimità dell´ordinanza di sospensione del processo e del corso della prescrizione – esclusione.

REATO
SENTENZA N. 28045 UD. 29/11/2016 - DEPOSITO DEL 07/06/2017
partiti politici – finanziamento illecito – disposizioni penali – ambito applicativo – estensione ai membri del parlamento, ai consiglieri regionali, provinciali e comunali e ai candidati alle predette cariche - candidato alla carica di sindaco – applicabilità delle disposizioni penali - esclusione.

DIFESA E DIFENSORI
SENTENZA N. 28363 UD. 26/05/2017 - DEPOSITO DEL 07/06/2017
difesa e difensori – legittimo impedimento – istanza di rinvio dell´udienza per il contemporaneo impegno del difensore quale docente in una scuola di specializzazione per le professioni legali – configurabilità di un legittimo impedimento - esclusione.

APPALTO PUBBLICO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 2483 DEL 31/01/2017
servizi sanitari - contratti di appalto di cui all´allegato ib della direttiva 92/50/cee - questione interpretativa pregiudiziale - rinvio alla corte di giustizia dell´unione europea.

LAVORO PUBBLICO
SENTENZA N. 14101 DEL 01/06/2018
istituti afam - personale docente - trattamento retributivo - equiparazione docenti universitari - esclusione.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 29487 UD. 07/05/2019 - DEPOSITO DEL 05/07/2019
misure di prevenzione - procedimento - impresa destinataria di informazione antimafia interdittiva - richiesta di accesso al controllo giudiziario ex art. 34-bis, comma 6, d.lgs. n. 159 del 2011 – competenza per territorio – indicazione.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 15812 UD. 11/03/2019 - DEPOSITO DEL 10/04/2019
cassazione - casi di ricorso - ricorso straordinario – decisioni aventi ad oggetto istanze risarcitorie dei detenuti - ammissibilità – esclusione ragioni

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7709 DEL 19/03/2019
servizi della società dell´informazione - prestatore di servizi - responsabilità del c.d. caching - art. 15 d.lgs. n. 70 del 2003 - omessa rimozione dei contenuti illeciti a seguito dell´ordine proveniente dall´autorità amministrativa o giurisdizionale - sussiste.

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7708 DEL 19/03/2019
responsabilità dell´hosting provider - art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003 - condizioni - possibilità di identificare il video diffuso in violazione dell´altrui diritto - compito del giudice di merito.

PROCEDIMENTO CIVILE
SENTENZA N. 30649 DEL 28/11/2018
medici specializzandi - mancata attuazione di direttive comunitarie (n. 75/362/cee e n. 82/76/cee) - legittimazione passiva della presidenza del consiglio dei ministri - sussistenza - erronea evocazione in giudizio di diverso organo statale - art. 4 della legge n. 260 del 1958 - applicabilità - mancata tempestiva eccezione da parte dell´avvocatura dello stato - conseguenze.

PROCEDIMENTO CIVILE
ORDINANZA N. 30649 DEL 27/11/2018
medici specializzandi - mancata attuazione di direttive comunitarie (n. 75/362/cee e n. 82/76/cee) - legittimazione passiva della presidenza del consiglio dei ministri - sussistenza - erronea evocazione in giudizio di diverso organo statale - art. 4 della legge n. 260 del 1958 - applicabilità - mancata tempestiva eccezione da parte dell´avvocatura dello stato - conseguenze.

SOCIETÀ
SENTENZA N. 28987 DEL 12/11/2018
trasformazione di s.r.l. in s.p.a. - recesso del socio -disciplina applicabile - art. 2473 c.c. - buona fede e correttezza quali fonti integrative - rilevanza.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 28084 DEL 05/11/2018
diritto di cronaca e diritto all´oblio - bilanciamento - questione di massima di particolare importanza.

RESPONSABILITÀ CIVILE
SENTENZA N. 19107 DEL 18/07/2018
medici specializzandi - mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - risarcimento del danno - corsi di specializzazione iniziati anteriormente al 1° gennaio 1983 - diritto al compenso.

DIRITTO D´AUTORE
ORDINANZA N. 18726 DEL 13/07/2018
contratto di edizione concernente traduzione - applicabilità art. 119, comma 4, l n. 633 del 1941 - valutazione circa la elaborazione e/o trasformazione dell´opera intellettuale nota come traduzione - particolari caratteri.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 30990 UD. 01/06/2018 - DEPOSITO DEL 09/07/2018
sentenza ex art. 599 bis cod. proc. pen. – modifica introdotta dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 – motivi proponibili con ricorso per cassazione – individuazione.

LAVORO PUBBLICO
SENTENZA N. 14101 DEL 01/06/2018
istituti afam - personale docente - trattamento retributivo - equiparazione docenti universitari - esclusione.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA N. 6919 DEL 20/03/2018
diritto all´oblio – limite - esercizio del diritto di cronaca - sussistenza - condizioni - specifici presupposti - necessità.

PROCESSO CIVILE
ORDINANZA N. 28766 DEL 30/11/2017
art. 380 bis 1. c.p.c. – contraddittorio meramente cartolare - questione di legittimità costituzionale - art. 24 cost. - manifesta infondatezza

IMPIEGO PUBBLICO
SENTENZA N. 28250 DEL 27/11/2017
personale insegnante - trasformazione graduatorie – aggiornamenti – mantenimento punteggio già maturato – sussistenza.

SANZIONI AMMINISTRATIVE
SENTENZA N. 24310 DEL 16/10/2017
abuso di informazioni privilegiate ex art. 187 bis del t.u.f. - provenienza dell´informazione da un terzo - rilevanza - esclusione

PARTE CIVILE
SENTENZA N. 37419 UD. 16/03/2017 - DEPOSITO DEL 27/07/2017
spese – assoluzione dell´imputato in appello – reato trasformato in illecito civile ex d.lgs. n. 7 del 2016 - condanna alle spese sostenute dalla parte civile – legittimità –ragioni.

GIURISDIZIONE
SENTENZA N. 31282 UD. 24/05/2017 - DEPOSITO DEL 22/06/2017
cognizione del giudice - atto amministrativo - presupposto del reato - illegittimità - questione oggetto di giudicato amministrativo - preclusione per il giudice penale - sussistenza - condizioni.

PERSONA GIURIDICA
SENTENZA N. 2655 UD. 16/09/2016 - DEPOSITO DEL 19/01/2017
responsabilità da reato - ente costituitosi ai sensi dell´art. 39 d.lgs. n. 231 del 2001 – richiesta di riesame avverso decreto di sequestro preventivo – proposizione ad opera di difensore diverso da quello indicato nell´atto di costituzione – procura speciale – necessità – omesso invio dell´informazione di garanzia – rilevanza - esclusione.

GIUDIZIO DI CASSAZIONE
ORDINANZA N. 395 DEL 10/01/2017
art. 380-bis c.p.c. – testo introdotto dal d.l. n. 168 del 2016 (conv., con modif., dalla l. n. 197 del 2016) - asserita violazione dell´art. 24 cost. - manifesta infondatezza.

RESPONSABILITÀ CIVILE
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 23581 DEL 21/11/2016
risarcimento danni da mancato recepimento di direttive comunitarie - medici specializzandi iscritti a corso di specializzazione prima del 31 dicembre 1982 –rimessione alla corte di giustizia.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 46688 UD. 29/09/2016 - DEPOSITO DEL 07/11/2016
impugnazioni – in genere - sentenza di condanna – reato abrogato – trasformazione in illecito civile – giudice dell´impugnazione - revoca delle statuizioni sugli interessi civili – necessità. esecuzione - giudice dell´ esecuzione - revoca della sentenza per abolizione del reato – estensione alle obbligazioni civili derivanti da reato - esclusione.

REATI FALLIMENTARI
SENTENZA N. 22474 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 27/05/2016
bancarotta fraudolenta da reato societario – nuova disciplina introdotta dalla legge n. 69 del 2015 – falsità in valutazioni.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 21598 UD. 08/03/2016 - DEPOSITO DEL 24/05/2016
in genere – condanna per danneggiamento – d. lgs. n. 7 del 2016 – abolitio criminis – conseguenze – pronuncia sulle statuizioni civili – obbligo – sussistenza.

REATO
SENTENZA N. 15427 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 13/04/2016
estinzione (cause di) - prescrizione – sospensione del termine di prescrizione - art. 159 cod. pen. - rinvio dibattimentale su istanza di parte - per la pendenza del procedimento di sanatoria edilizia - pregressa formazione del silenzio-rifiuto sull´istanza di sanatoria – conseguenze - illegittimità dell´ordinanza di sospensione del processo e del corso della prescrizione – esclusione.

GIUDIZIO CIVILE E PENALE
SENTENZA N. 15859 DEL 12/06/2019
giudizio di rinvio innanzi alla corte d´appello civile a seguito di annullamento disposto dalla corte di cassazione penale ai soli effetti civili – applicabilità della disciplina di cui agli artt. 392-394 c.p.c. – condizioni – valutazione della sussistenza o meno del nesso causale tra condotta ed evento di danno – applicabilità del criterio causale del &´più probabile che non &´ – fondamento.

REO
SENTENZA N. 25390 UD. 31/01/2019 - DEPOSITO DEL 07/06/2019
concorso di persone nel reato - mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti - reato proprio – estensione al concorrente &´extraneus&´ - presupposti – conoscibilità della qualifica soggettiva del concorrente &´intraneus&´ – necessità.

PERSONE FISICHE
ORDINANZA N. 12998 DEL 15/05/2019
persone fisiche – capacità di agire – nomina dell´amministratore di sostegno – presupposti – designazione anticipata da parte dell´interessato ex art. 408 c.c. – finalità – conseguenze – direttive sulle decisioni terapeutiche future.

ESPROPRIAZIONE PRESSO TERZI
SENTENZA N. 12715 DEL 14/05/2019
titolo esecutivo giudiziale formato nei confronti di un condominio – crediti per contributi dovuti dai condomini – espropriazione presso terzi – applicabilità - principio di parziarietà –irrilevanza.

REATI CONTRO L´AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA
SENTENZA N. 19775 UD. 07/02/2019 - DEPOSITO DEL 08/05/2019
reati contro l´amministrazione della giustizia - in genere - false informazioni al pubblico ministero - sospensione del procedimento – esercizio dell´azione penale – condizioni – indicazione.

REATI CONTRO L´ORDINE PUBBLICO
SENTENZA N. 16896 UD. 31/01/2019 - DEPOSITO DEL 17/04/2019
reati contro l´ordine pubblico – in genere – art. 76, d.lgs. n. 159 del 2011 – reato di omessa comunicazione di variazioni patrimoniali – misura di prevenzione personale definitiva prima dell´entrata in vigore della legge n. 136 del 2010 – configurabilità del reato – sussistenza.

COMUNIONE E CONDOMINIO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 8943 DEL 29/03/2019
concessione in godimento, dietro corrispettivo, del lastrico solare od altra superficie comune in favore di un terzo - finalità di installazione di infrastrutture ed impianti che trasformino l´area, con riserva della proprietà dei manufatti al detentore della stessa - qualificazione del contratto - modalità di approvazione – questione di massima di particolare importanza.

CONTRATTI
SENTENZA N. 8230 DEL 22/03/2019
nullità ex art. 46 del d.p.r. n. 380 del 2001 e artt. 17 e 40 della l. n. 47 del 1985 - natura - nullità testuale - conseguenze - dichiarazione urbanistica dell´alienante - esistenza nell´atto - necessità - difformità della costruzione rispetto al titolo menzionato - irrilevanza ai fini della validità dell´atto.

PROCESSO TRIBUTARIO
SENTENZA N. 7099 DEL 13/03/2019
istanza di sospensione del processo (fino al 10 giugno 2019) formulata ai sensi dell´art. 6 d.l. n. 119 del 2018, conv. in l. n. 136 del 2018 (cd. &´pace fiscale&´) - ambito di applicazione - fattispecie relativa a cartella di pagamento emessa ai sensi dell´articolo 36-bis del d.p.r. n. 600 del 1973 - atto impositivo - esclusione - conseguenze - definizione agevolata - esclusione.

IMPUGNAZIONI CIVILI
SENTENZA N. 6278 DEL 04/03/2019
notificazione della sentenza – decorrenza del termine breve per il notificante – momento rilevante – dalla data di esecuzione della notifica nei confronti del destinatario.

SPESE GIUDIZIALI CIVILI
SENTENZA N. 9878 DEL 05/02/2019
controversie assistenziali - difesa diretta dell´inps - art. 152 bis disp. att. c.p.c. - applicabilità - fondamento.

RESPONSABILITÀ CIVILE
ORDINANZA N. 1573 DEL 22/01/2019
sito inquinato – bonifica spontanea del proprietario non responsabile – diritto di rivalsa nei confronti del responsabile – condizioni.

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO
SENTENZA N. 225 UD. 08/11/2018 - DEPOSITO DEL 04/01/2019
appropriazione indebita aggravata ex art. 61 n. 11 cod. pen. - d.lgs. 10 aprile 2018, n. 36 – applicabilità del regime di procedibilità a querela di parte ai processi in corso – sussistenza – remissione di querela - conseguenze.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 54424 UD. 27/04/2018 - DEPOSITO DEL 05/12/2018
reazione ad atti arbitrari del pubblico ufficiale - art. 393 bis-cod. pen. - natura giuridica – causa di giustificazione - carattere oggettivo – atto arbitrario – nozione.

RISARCIMENTO DANNI
SENTENZA N. 31007 DEL 30/11/2018
morte di un militare in missione - danno non patrimoniale spettante &´iure proprio&´ ai familiari - liquidazione – indennizzo erogato ai familiari della vittima del dovere - "compensatio lucri cum damno" - configurabilità.

VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA
SENTENZA N. 30939 DEL 29/11/2018
dedotta non conoscenza, da parte del proprietario del veicolo, dell´identità del guidatore - giustificato motivo - ipotesi riconducibili alla relativa nozione.

NOTIFICAZIONI
SENTENZA N. 50973 UD. 25/06/2018 - DEPOSITO DEL 08/11/2018
notificazioni - all´imputato - domicilio determinato – luogo ove è avvenuta la notifica a mani proprie - diversità dal domicilio indicato nell´atto – irrilevanza.

PROCESSO CIVILE
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 25198 DEL 16/10/2018
risarcimento del danno da fatto illecito costituente reato – domanda risarcitoria proposta davanti al giudice civile in difetto di costituzione di parte civile del danneggiato nel processo penale in data successiva alla pronuncia della sentenza penale di primo grado - sospensione del processo civile – questione di massima di particolare importanza.

SEQUESTRO PENALE
SENTENZA N. 45574 UD. 29/05/2018 - DEPOSITO DEL 10/10/2018
reato tributario - sequestro di conti correnti funzionale alla confisca – società dichiarata fallita antecedentemente all´emissione del sequestro – legittimità – esclusione- ragione.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 24198 DEL 04/10/2018
responsabilità della p.a. per mancata assistenza della forza pubblica.

PROCESSO CIVILE
SENTENZA N. 22438 DEL 24/09/2018
deposito di copia analogica del controricorso predisposto in originale telematico e notificato dal difensore a mezzo p.e.c. – mancanza di attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, legge n. 53 del 1994 – conseguenze.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 40347 UD. 02/07/2018 - DEPOSITO DEL 12/09/2018
reati contro la pubblica amministrazione - in genere - membro del parlamento – reato di corruzione propria – configurabilità - esclusione.

REATO
SENTENZA N. 39279 UD. 16/05/2018 - DEPOSITO DEL 30/08/2018
reato di installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni (art. 617 bis cod. pen.) – necessità che l´intercettazione riguardi soggetti diversi dall´agente – istallazione di un apparecchio per ostacolare l´intercettazione di proprie comunicazioni – configurabilità del reato – esclusione.

ISTITUTI DI PREVENZIONE E PENA
SENTENZA N. 36457 UD. 09/04/2018 - DEPOSITO DEL 30/07/2018
benefici penitenziari - reati ostativi - superamento dell´ostatività - collaborazione con la giustizia – sollecitazione da parte dell´autorità giudiziaria – esclusione – iniziativa del condannato.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 31088 UD. 25/06/2018 - DEPOSITO DEL 09/07/2018
cassazione – provvedimento con cui il giudice dell´esecuzione rimette le parti innanzi al giudice civile per la risoluzione della controversia in materia di proprietà delle cose in sequestro – inammissibilità del ricorso - ragioni.

PROCEDIMENTO CIVILE
SENTENZA N. 17533 DEL 04/07/2018
artt. 106 e 107 del d.p.r. n. 1229 del 1959 – violazione – mera irregolarità – configurabilità – fondamento – conseguenze.

TRIBUTI
SENTENZA N. 17148 DEL 28/06/2018
agevolazioni cd. prima casa – vendita dell´immobile entro cinque anni dall´acquisto – decadenza – acquisto entro un anno della nuda proprietà di altro immobile – irrilevanza.

SPESE GIUDIZIALI CIVILI
SENTENZA N. 16415 DEL 21/06/2018
mancata liquidazione nel dispositivo – rimedio - procedimento di correzione errore materiale – esperibilità

AZIONE PENALE
SENTENZA N. 23077 UD. 09/05/2018 - DEPOSITO DEL 23/05/2018
querela - in genere – reato di appropriazione indebita divenuto perseguibile a querela ex art. 10 del d.lgs. 10 aprile 2018, n. 36 – persona offesa già costituitasi parte civile – necessità dell´interpello di cui all´art. 12, comma 2, del medesimo d.lgs. – esclusione.

ESPROPRIAZIONE PRESSO TERZI
ORDINANZA N. 9624 DEL 19/04/2018
accertamento dell´obbligo del terzo - fallimento del debitore - improseguibilità dell´azione ex art. 51 l.f. - esclusione - carenza di interesse ad agire in ragione dell´improcedibilità del processo esecutivo - esclusione.

SANZIONI AMMINISTRATIVE
ORDINANZA N. 9555 DEL 18/04/2018
art. 126 bis codice della strada - obbligo del proprietario del veicolo di comunicare i dati del conducente - incapacità del proprietario di identificare il conducente - esenzione dalla responsabilità – ammissibilità.

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE
SENTENZA N. 14505 UD. 20/03/2018 - DEPOSITO DEL 29/03/2018
sentenze penali straniere - riconoscimento - deliberazione - determinazione della pena – art. 10 della convenzione di strasburgo del 21 marzo 1983, ratificata dalla legge 25 luglio 1988, n. 334 - continuazione dell´esecuzione – adattamento della pena – possibilità - limiti.

DIRITTI DELLA PERSONALITÀ
SENTENZA N. 6963 DEL 20/03/2018
adottato – diritto alla conoscenza delle proprie origini - accesso alle informazioni relative alle sorelle e ai fratelli biologici adulti- condizioni.

PROCEDIMENTO CIVILE
SENTENZA N. 4485 DEL 23/02/2018
controversie per la liquidazione delle spese dell´avvocato nei confronti del proprio cliente. – riti applicabili e competenza.

DIRITTI REALI
SENTENZA N. 3873 DEL 16/02/2018
costruzione su suolo comune - accessione – accordo contrario – forma – consenso comproprietario – &´ius tollendi&´ – esclusione – conseguenze.

UDIENZA PRELIMINARE
SENTENZA N. 2723 UD. 08/01/2018 - DEPOSITO DEL 22/01/2018
sentenza di non luogo a procedere - ricorso per cassazione - della persona offesa - vizio di motivazione – legge n. 103 del 2017 –– ammissibilità – esclusione.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 48126 UD. 20/07/2017 - DEPOSITO DEL 19/10/2017
sequestro preventivo- confisca- sentenza non irrevocabile – terzo estraneo al processo proprietario del bene - istanza di restituzione al giudice che procede – possibilità - rigetto- appello al tribunale del riesame – ammissibilità.

MEDIAZIONE
SENTENZA N. 19161 DEL 02/08/2017
mediazione atipica - caratteristiche - art. 2, comma 4, della l. n. 39 del 1989 - applicabilità - condizione - attività svolta, in mancanza di quest´ultima, da persona non iscritta al ruolo dei mediatori - diritto alla provvigione - esclusione.

REATI FALLIMENTARI
SENTENZA N. 37932 UD. 12/05/2017 - DEPOSITO DEL 28/07/2017
bancarotta fraudolenta - in genere - bancarotta impropria da reato societario – infedeltà patrimoniale - inerzia dell´amministratore – rilevanza – limiti.

VENDITA
SENTENZA N. 18891 DEL 28/07/2017
vizi della cosa venduta - responsabilità ex art. 1669 c.c. in capo al venditore che abbia eseguito lavori di manutenzione o ristrutturazione prima della compravendita.

CONTRATTI
ORDINANZA N. 18204 DEL 24/07/2017
negozi solenni - simulazione - controdichiarazione - forma - atto pubblico - necessità - esclusione.

GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA
SENTENZA N. 17620 DEL 17/07/2017
provvedimenti che, in via generale, negano la forza pubblica per tutte le esecuzioni degli sfratti per un certo periodo dell´anno - impugnazione - giurisdizione amministrativa - fondamento.

AZIONE PENALE
SENTENZA N. 28746 UD. 04/05/2017 - DEPOSITO DEL 09/06/2017
azione penale - querela - persone giuridiche, enti e associazioni – società fallita - furto di beni facenti parte della massa fallimentare - querela - amministratore - legittimazione - sussistenza.

RESPONSABILITÀ PER COLPA MEDICA
SENTENZA N. 28187 UD. 20/04/2017 - DEPOSITO DEL 07/06/2017
professionisti - medici e chirurghi - legge 8 marzo 2017, n. 24 – art. 590-sexies cod. pen. - responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario - criteri interpretativi – individuazione.

REATI CONTRO L´AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA
SENTENZA N. 24557 UD. 30/03/2017 - DEPOSITO DEL 17/05/2017
frode in processo penale e depistaggio – natura – reato proprio - qualifica soggettiva – preesistenza alle indagini – sussistenza - condotta - rapporto di connessione funzionale con l´accertamento che si assume violato – necessità.

BENI
SENTENZA N. 10303 DEL 26/04/2017
beni archeologici - appartenenza al patrimonio indisponibile dello stato - presunzione relativa.

COMUNIONE E CONDOMINIO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 9316 DEL 11/04/2017
costruzione su suolo comune ad opera di uno solo dei comproprietari, realizzata in violazione dei limiti ex art. 1102 c.c. - regime proprietario dell´immobile.

RICORSO PER CASSAZIONE
SENTENZA N. 7155 DEL 21/03/2017
art. 360-bis, n. 1, c.p.c. - formula della decisione - inammissibilità.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 4161 UD. 04/11/2016 - DEPOSITO DEL 27/01/2017
misure di prevenzione - in genere - confisca di prevenzione – tutela dei terzi – verbale di accertamento dei crediti – opposizione – ministero del difensore – necessità - sussistenza.

FAMIGLIA
SENTENZA N. 1946 DEL 25/01/2017
diritto del nato da parto anonimo a conoscere le proprie origini - sussistenza - limite - verifica della persistenza della volontà della madre di mantenere l´anonimato - modalità attuative.

ESPROPRIAZIONE PRESSO TERZI
SENTENZA N. 1545 DEL 20/01/2017
amministratore unico o consigliere di amministrazione di s.p.a. - natura del rapporto con la società - limiti di pignorabilità ex art. 545, comma 4, c.p.c. - inapplicabilità ai compensi per quanto svolto in ambito societario.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 1767 UD. 07/04/2016 - DEPOSITO DEL 16/01/2017
sicurezza pubblica - in genere – daspo amministrativo - condotta commessa &´in occasione o a causa di manifestazioni sportive&´ – atti di violenza realizzati all´interno di un impianto sportivo ma non durante l´effettivo svolgimento della manifestazione sportiva – configurabilità dei presupposti per il daspo – indicazione.

IMPUGNAZIONI CIVILI
SENTENZA N. 25513 DEL 13/12/2016
ricorso ex art. 348-ter, comma 3, c.p.c. - mancata indicazione della data di comunicazione dell´ordinanza di secondo grado – inammissibilità del ricorso - esclusione.

TRIBUTI
SENTENZA N. 25152 DEL 07/12/2016
ici – soggetto passivo – società di cartolarizzazione – esclusione.

NOTIFICAZIONI
SENTENZA N. 48916 UD. 28/09/2016 - DEPOSITO DEL 18/11/2016
atti processuali - traduzione degli atti - in genere - imputato alloglotta – elezione di domicilio presso il difensore d´ufficio - notificazione presso il difensore - traduzione degli atti – necessità.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO
SENTENZA N. 46288 UD. 28/06/2016 - DEPOSITO DEL 03/11/2016
delitti - estorsione - estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni - criteri distintivi – indicazione.

CONCORRENZA
SENTENZA N. 22042 DEL 31/10/2016
concorrenza sleale - per denigrazione - divulgazione di informazioni arrecanti discredito ad azienda concorrente - legittimo esercizio del diritto di critica - idoneità ad escludere l´illecito - condizioni.

FAMIGLIA
SENTENZA N. 19599 DEL 30/09/2016
donne legate da un rapporto di coppia - procedura di maternità assistita – gravidanza a seguito di donazione di ovocita dalla propria partner – assimilabilità alla fecondazione eterologa – ragioni e distinzioni.

IMPUGNAZIONI CIVILI
SENTENZA N. 18569 DEL 22/09/2016
sentenza - doppia data di deposito e di pubblicazione - decorrenza del termine &´lungo&´ di impugnazione - momento di conoscibilita´ - accertamento - necessita´.

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
SENTENZA N. 15283 DEL 25/07/2016
acquisizione sanante ex art. 42 bis del d.p.r. n. 327 del 2001 – controversie relative all´indennizzo – ambito - giurisdizione e competenza.

DIRITTI DELLA PERSONALITÀ
SENTENZA N. 15024 DEL 21/07/2016
diritto alla conoscenza delle proprie origini biologiche –interesse alla segretezza della madre – contemperamento - morte di quest´ultima - impossibilità di interpello – diritto della figlia adottata - prevalenza - configurabilità.

CONTRATTI AGRARI
SENTENZA N. 12883 DEL 22/06/2016
prelazione agraria – &´denuntiatio&´ da parte del proprietario del fondo – revocabilità entro il termine per l´accettazione della proposta – esclusione.

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI
SENTENZA N. 12957 DEL 22/06/2016
concordato preventivo cd. "in bianco" - audizione del debitore, ex art. 162, comma 2, l.fall., prima della declaratoria di sua inammissibilità - necessità - limite.

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
SENTENZA N. 11261 DEL 31/05/2016
azione per la determinazione dell´indennità di esproprio - decreto ablativo - condizione dell´azione - configurabilità - conseguenze - fattispecie regolata dal d.p.r. n. 327 del 2001.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 29487 UD. 07/05/2019 - DEPOSITO DEL 05/07/2019
misure di prevenzione - procedimento - impresa destinataria di informazione antimafia interdittiva - richiesta di accesso al controllo giudiziario ex art. 34-bis, comma 6, d.lgs. n. 159 del 2011 – competenza per territorio – indicazione.

PROVE
SENTENZA N. 28216 UD. 07/06/2019 - DEPOSITO DEL 27/06/2019
diritto alla prova – indagini difensive – assunzione di informazioni da persona detenuta – richiesta – valutazione del giudice – interesse al compimento dell´atto istruttorio – necessità.

SANITÀ PUBBLICA
SENTENZA N. 26007 UD. 05/04/2019 - DEPOSITO DEL 12/06/2019
sanità pubblica - in genere - legge 22 maggio 2015, n. 68 - delitti contro l´ambiente - inquinamento ambientale ex art. 452-bis cod. pen. – punibilità a titolo di dolo eventuale – configurabilità.

PENA
SENTENZA N. 22533 UD. 25/10/2018 - DEPOSITO DEL 22/05/2019
sospensione condizionale - potere-dovere attribuito dall´art. 597, comma 5, cod. proc. pen. – motivazione del giudice d´appello circa l´esercizio, positivo o negativo, del potere – necessità – sussistenza – omissione – censurabilità in cassazione – esclusione.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 16164 UD. 27/02/2019 - DEPOSITO DEL 15/04/2019
appello - esecuzione delle condanne civili – richiesta di sospensione dell´esecuzione della condanna al pagamento della provvisionale – applicabilità dell´art. 603 cod. proc. pen. – esclusione – ragioni.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 12541 UD. 14/03/2019 - DEPOSITO DEL 20/03/2019
reati contro la p.a. – art. 322-quater cod. pen. – ordine di pagamento della riparazione pecuniaria in favore dell´amministrazione lesa – sentenza di &´patteggiamento&´ – possibilità – esclusione.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 9872 UD. 08/11/2018 - DEPOSITO DEL 06/03/2019
delitti commessi con violenza alla persona – misure cautelari – richiesta di revoca o sostituzione proposta in udienza alla presenza della persona offesa o del suo difensore – notificazione ex art. 299, comma 3, cod. proc. pen. – obbligo – insussistenza.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 9855 UD. 08/11/2018 - DEPOSITO DEL 06/03/2019
imputato assistito da difensore non abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori – presentazione dell´impugnazione – obbligo del giudice di nominare un difensore d´ufficio abilitato – esclusione.

INDAGINI PRELIMINARI
SENTENZA N. 7915 UD. 03/12/2018 - DEPOSITO DEL 21/02/2019
arresto in flagranza – stato di flagranza – reato abituale – configurabilità – sussistenza – condizioni.

PROCEDIMENTI SOMMARI
SENTENZA N. 2840 DEL 31/01/2019
ingiunzione di pagamento europea – opposizione – richiesta del creditore di prosecuzione secondo la procedura ordinaria – individuazione della procedura – spettanza al creditore – poteri del giudice dell´ingiunzione – fissazione di un termine al creditore per introdurre la domanda – inosservanza – conseguenze.

COMUNITÀ EUROPEA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 2395 DEL 29/01/2019
riscossione delle accise in regime di mutua collaborazione internazionale - interpretazione dell´art. 12, n. 3, della direttiva n. 76/308/cee e succ. modif. - luogo di effettiva immissione in consumo del bene - rilevanza - doppia pendenza della pretesa doganale - rinvio pregiudiziale ex art. 267 tfue.

REATO
SENTENZA N. 48360 UD. 17/09/2018 - DEPOSITO DEL 23/10/2018
reato di istigazione al suicidio – qualificazione come reato commesso con violenza morale contro la persona – configurabilità – conseguenze in materia di archiviazione.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 46201 UD. 31/05/2018 - DEPOSITO DEL 11/10/2018
mancata richiesta di riesame – esercizio del diritto all´appello in assenza di fatti sopravvenuti – ammissibilità.

ASSICURAZIONE
SENTENZA N. 22437 DEL 24/09/2018
clausola "claims made" - patto di esclusione dell´indennizzo per le richieste postume - valutazione di meritevolezza ex art. 1322 c.c. – esclusione.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 39905 UD. 17/07/2018 - DEPOSITO DEL 04/09/2018
misure di prevenzione – revoca o modifica delle prescrizioni - competenza funzionale del giudice che ha emesso la misura – sussistenza – modifiche introdotte dalla l. n. 161 del 2017 – irrilevanza - ragioni.

MANDATO D´ARRESTO EUROPEO
SENTENZA N. 35290 UD. 19/07/2018 - DEPOSITO DEL 24/07/2018
sentenza di rifiuto della consegna per mancanza di documentazione richiesta – sopravvenuta irrevocabilità – applicabilità del principio del ne bis in idem – sussistenza – successiva ricezione della documentazione dallo stato estero - irrilevanza.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 34427 UD. 02/07/2018 - DEPOSITO DEL 20/07/2018
pene detentive - istanza di sospensione dell´esecuzione – corte costituzionale- sentenza n. 41 del 2018 - giudice dell´esecuzione - doveri - limiti edittali - individuazione.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 33046 UD. 25/01/2018 - DEPOSITO DEL 17/07/2018
misure cautelari - personali - impugnazioni - appello - in genere – rigetto della richiesta cautelare - appello del p.m. - accesso della difesa ai file audio delle intercettazioni poste a fondamento della richiesta della misura - legittimità - ragioni.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 31370 UD. 19/06/2018 - DEPOSITO DEL 10/07/2018
misure cautelari - personali - provvedimenti - ordinanza del giudice - requisiti - motivazione - legge n. 47 del 2015 - modifiche in tema di motivazione delle ordinanze cautelari - requisiti - motivazione redatta con la tecnica del c.d. copia - incolla della richiesta del pubblico ministero - accertamento dell´autonomia della valutazione - accoglimento parziale di una richiesta cautelare cumulativa - insufficienza - ragioni.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 30990 UD. 01/06/2018 - DEPOSITO DEL 09/07/2018
sentenza ex art. 599 bis cod. proc. pen. – modifica introdotta dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 – motivi proponibili con ricorso per cassazione – individuazione.

REATO
ORDINANZA N. 29562 UD. 29/05/2018 - DEPOSITO DEL 28/06/2018
estinzione (cause di) – causa estintiva del reato per la riparazione del danno ex art. 162-ter cod. pen. - diniego della richiesta – appellabilità - possibilità.

SANZIONI AMMINISTRATIVE
SENTENZA N. 15049 DEL 11/06/2018
richiesta di accesso atti procedimento sanzionatorio consob - disponibilità degli stessi dopo scadenza termini opposizione - proposizione motivi aggiunti - remissione in termini - ammissibilità.

PROCEDIMENTI SPECIALI
SENTENZA N. 20569 UD. 18/01/2018 - DEPOSITO DEL 09/05/2018
procedimento per decreto – richiesta – restituzione degli atti al pubblico ministero – ragione – valutazione circa la sussistenza della causa di non punibilità ex art. 131-bis cod. pen. – abnormità – esclusione.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 18720 UD. 12/12/2017 - DEPOSITO DEL 02/05/2018
giudice dell´esecuzione – richiesta di sospensione dell´esecuzione della pena pecuniaria applicata unitamente a pena detentiva per condannato già ammesso alla misura alternativa dell´affidamento in prova al servizio sociale – competenza – tribunale di sorveglianza ex art. 47, comma 12, ord. pen.

ORDINAMENTO PENITENZIARIO
SENTENZA N. 5322 UD. 12/09/2017 - DEPOSITO DEL 05/02/2018
regime ex art. 41 -bis ord. pen. – richiesta di revoca anticipata – silenzio rifiuto – reclamo del detenuto al tribunale di sorveglianza – successiva emissione di un provvedimento di rigetto della p.a. - sopravvenuta carenza di interesse alla decisione- esclusione – ragioni.

ASSICURAZIONE
ORDINANZA N. 1465 DEL 19/01/2018
assicurazione della responsabilità civile - possibilità di considerare &´sinistro&´ la richiesta risarcitoria del danneggiato - clausola atipica (cd. &´claim´s made&´) - esclusione dell´indennizzo per le richieste postume - giudizio di meritevolezza ex art. 1322 c.c. - questioni di massima di particolare importanza

COMPETENZA
SENTENZA N. 53390 UD. 26/10/2017 - DEPOSITO DEL 24/11/2017
competenza per connessione – connessione teleologica – identità fra gli autori dei reati – necessità – esclusione.

REATO
SENTENZA N. 47374 UD. 22/06/2017 - DEPOSITO DEL 13/10/2017
in genere - misure cautelari reali – richiesta di riesame - luogo di presentazione – criterio di cui all´art. 324, comma 2, e 582, comma 2, cod. proc. pen. – cancelleria del tribunale o dell´ufficio del giudice di pace del luogo in cui le parti si trovano, o agente consolare all´estero - ammissibilità.

TERMINI PROCESSUALI
SENTENZA N. 42043 UD. 18/05/2017 - DEPOSITO DEL 15/09/2017
restituzione nel termine – verifica della tempestività della richiesta - spedizione della domanda a mezzo posta - termine di riferimento - data della spedizione.

PROVE
SENTENZA N. 40963 UD. 20/07/2017 - DEPOSITO DEL 07/09/2017
mezzi di ricerca della prova – sequestri - oggetto – dati informatici – estrazione di copia dei dati contenuti nel computer in sequestro – richiesta di riesame – conferma del decreto di sequestro - restituzione del computer all´avente diritto – ricorso per cassazione – ammissibilità - condizioni.

MEDIAZIONE
SENTENZA N. 19161 DEL 02/08/2017
mediazione atipica - caratteristiche - art. 2, comma 4, della l. n. 39 del 1989 - applicabilità - condizione - attività svolta, in mancanza di quest´ultima, da persona non iscritta al ruolo dei mediatori - diritto alla provvigione - esclusione.

FAMIGLIA
SENTENZA N. 15481 DEL 22/06/2017
assegno divorzile - richiesta di revisione, ex art. 9, comma 1, della l. n. 898 del 1970, incidente sulla spettanza del relativo diritto - principi di cui alla sentenza della suprema corte n. 11504 del 2017 - applicabilità.

CITTADINANZA
SENTENZA N. 12380 DEL 17/05/2017
straniero nato in italia ed ivi legalmente residente - raggiungimento della maggiore età - richiesta della cittadinanza italiana - facoltà - requisiti.

PROCEDIMENTI SPECIALI
SENTENZA N. 22545 UD. 28/03/2017 - DEPOSITO DEL 09/05/2017
giudizio abbreviato - in genere – deducibilità in appello del diniego della richiesta di messa alla prova - possibilità - esclusione.

TRIBUTI
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 10541 DEL 28/04/2017
riconoscimento della qualità di imprenditore agricolo professionale (iap) - qualità richiesta per ottenere le agevolazioni fiscali di cui all´art. 5 del d.lgs. n. 228 del 2001 - questione di giurisdizione.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 20215 UD. 23/04/2017 - DEPOSITO DEL 27/04/2017
misure di prevenzione - impugnazioni - richiesta di confisca non preceduta da sequestro anticipatorio - decreto di rigetto - ricorso per cassazione - esclusione appello - configurabilità.

CONFISCA
SENTENZA N. 18691 UD. 10/06/2016 - DEPOSITO DEL 14/04/2017
beni formalmente intestati a terzi estranei al procedimento – richiesta di revoca della confisca – inammissibilità dichiarata &´de plano&´ – opposizione – procedimento – instaurazione del contraddittorio – necessità – richiesta di trattazione in pubblica udienza - omissione – conseguenze.

NULLITÀ PROCESSUALI
SENTENZA N. 15272 UD. 21/12/2016 - DEPOSITO DEL 28/03/2017
nullita´ - atti abnormi – richiesta di decreto penale di condanna –– restituzione degli atti al pm – ragione- ritenuta sussistenza della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto - abnormità.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 13199 UD. 21/07/2016 - DEPOSITO DEL 17/03/2017
cassazione - ricorso - in genere - ricorso straordinario per errore di fatto - proposizione contro decisione conclusiva di giudizio di revisione - ammissibilità.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 12872 UD. 19/01/2017 - DEPOSITO DEL 17/03/2017
benefici - cognizione del giudice di appello – benefici – sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi – applicabilità d´ufficio – esclusione.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO
SENTENZA N. 11979 UD. 17/02/2017 - DEPOSITO DEL 13/03/2017
estorsione – procedimento di esecuzione immobiliare – aggiudicatario provvisorio &´per persona da nominare&´ – richiesta e percezione di una somma di denaro dal debitore esecutato in cambio della rinuncia all´aggiudicazione definitiva - configurabilità del reato - sussistenza.

SENTENZA
SENTENZA N. 11959 UD. 15/02/2017 - DEPOSITO DEL 13/03/2017
requisiti - generalita´ delle parti - trattamento dei dati in ambito giudiziario - istanza di oscuramento dei dati riportati sulla sentenza o altro provvedimento – &´motivi legittimi&´ su cui si deve fondare la richiesta – indicazione.

DIFESA E DIFENSORI
SENTENZA N. 11771 UD. 07/12/2016 - DEPOSITO DEL 10/03/2017
patrocinio dei non abbienti - revoca - richiesta dell´amministrazione finanziaria - impugnazione - regimi.

FAMIGLIA
SENTENZA N. 1946 DEL 25/01/2017
diritto del nato da parto anonimo a conoscere le proprie origini - sussistenza - limite - verifica della persistenza della volontà della madre di mantenere l´anonimato - modalità attuative.

PERSONA GIURIDICA
SENTENZA N. 2655 UD. 16/09/2016 - DEPOSITO DEL 19/01/2017
responsabilità da reato - ente costituitosi ai sensi dell´art. 39 d.lgs. n. 231 del 2001 – richiesta di riesame avverso decreto di sequestro preventivo – proposizione ad opera di difensore diverso da quello indicato nell´atto di costituzione – procura speciale – necessità – omesso invio dell´informazione di garanzia – rilevanza - esclusione.

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE
SENTENZA N. 54467 UD. 15/11/2016 - DEPOSITO DEL 21/12/2016
estradizione per l´estero richiesta dalla turchia – ne bis in idem internazionale – condizioni per negare l´estradizione ex art. 705, comma 2, lett. a) e c) cod. proc. pen.

IMPUTATO
SENTENZA N. 53609 UD. 13/09/2016 - DEPOSITO DEL 16/12/2016
atti processuali – imputato straniero autorizzato ad allontanarsi dall´aula di udienza prima della lettura della sentenza – rinuncia implicita alla traduzione della sentenza – sussistenza.

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE
SENTENZA N. 53455 UD. 06/12/2016 - DEPOSITO DEL 16/12/2016
m.a.e. - nullità dell´ordinanza che dispone la consegna temporanea – estensione degli effetti alla sentenza emessa dall´autorità giudiziaria dello stato di emissione – esclusione - riconoscimento della sentenza di condanna – possibilità.

SENTENZA
SENTENZA N. 53153 UD. 27/10/2016 - DEPOSITO DEL 15/12/2016
provvisionale – domanda proposta dalla parte civile non impugnante per la prima volta in appello – reformatio in peius – esclusione.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 51864 UD. 31/05/2016 - DEPOSITO DEL 05/12/2016
pene detentive - sospensione dell´esecuzione – richiesta correlata ad una istanza di affidamento in prova al servizio sociale ex art. 47, comma 3 bis, ord. pen. – limiti edittali – individuazione – ragioni.

DIFESA E DIFENSORI
SENTENZA N. 41432 UD. 21/07/2016 - DEPOSITO DEL 03/10/2016
difesa e difensori - in genere – impedimento a comparire dovuto a serie ragioni di salute o ad altro evento non prevedibile – richiesta di rinvio dell´udienza - procedimento camerale in appello – rigetto – illegittimità - ragioni.

INDAGINI PRELIMINARI
SENTENZA N. 36857 UD. 07/07/2016 - DEPOSITO DEL 05/09/2016
chiusura delle indagini – archiviazione – richiesta del pubblico ministero – opposizione della persona offesa – archiviazione per particolare tenuità del fatto in luogo dei diversi motivi indicati dal p.m. – mancata osservanza delle disposizioni di cui all´art. 411, comma 1 bis, cod. proc. pen. – conseguenze - nullità – ragioni.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 33216 UD. 31/03/2016 - DEPOSITO DEL 29/07/2016
estinzione (cause di) - in genere - sospensione con messa alla prova - ordinanza di rigetto della istanza di sospensione - autonoma impugnabilità - esclusione.

RESPONSABILITÀ DEL NOTARIO
SENTENZA N. 14766 DEL 19/07/2016
responsabilità del notaio - richiesta d´iscrizione di delibera societaria invalida - rilevanza disciplinare - condizioni.

PROCEDIMENTO CIVILE
SENTENZA N. 14594 DEL 15/07/2016
notificazione di atti processuali – mancato perfezionamento – non imputabilità al notificante – conservazione degli effetti – riattivazione immediata e completamento tempestivo del processo notificatorio – limiti temporali.

COMPETENZA
SENTENZA N. 25867 UD. 03/02/2016 - DEPOSITO DEL 22/06/2016
conflitti di competenza - sospensione del procedimento con messa alla prova - richiesta di sospensione avanzata in sede di opposizione a decreto penale di condanna - decisione -competenza.

REATO
SENTENZA N. 24819 UD. 08/04/2016 - DEPOSITO DEL 15/06/2016
sport – manifestazioni sportive – art. 6, comma 2, l. n. 401 del 1989 – obbligo di presentazione ad un ufficio o comando di polizia – richiesta di revoca o modifica del provvedimento – competenza del gip già investito della convalida – sussistenza.

INDAGINI PRELIMINARI
SENTENZA N. 24432 UD. 18/02/2016 - DEPOSITO DEL 13/06/2016
chiusura delle indagini – in genere – archiviazione richiesta per infondatezza della notizia di reato – obbligo di notifica alla persona offesa ex art. 408, comma 3 bis, cod. proc. pen. – configurabilità – ragioni.

REATO
SENTENZA N. 23856 UD. 15/01/2016 - DEPOSITO DEL 08/06/2016
reato - estinzione (cause di) - oblazione - procedimento per decreto - opposizione - domanda di oblazione subordinata - ammissibilità – condizioni - ragione.

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE
SENTENZA N. 23277 UD. 01/06/2016 - DEPOSITO DEL 03/06/2016
rapporti giurisdizionali con autorità straniere - in genere - mandato di arresto europeo esecutivo - consegna per l´estero – rifiuto della consegna ai sensi dell´art. 18, comma primo, lett. h), l. n. 69 del 2005 - "serio pericolo" che la persona richiesta sia sottoposta alla pena di morte, alla tortura o a pene o trattamenti inumani o degradanti – accertamento – necessità - modalità.

PROCEDIMENTI SPECIALI
SENTENZA N. 18953 UD. 25/02/2016 - DEPOSITO DEL 06/05/2016
patteggiamento - in genere - accordo concernente un reato prescritto - effetti - rinuncia alla prescrizione – esclusione – necessità di una dichiarazione espressa.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 18565 UD. 08/01/2016 - DEPOSITO DEL 04/05/2016
personali - estinzione - in genere – arresti domiciliari - revoca e sostituzione – procedimenti per delitti commessi con violenza alla persona- richiesta di autorizzazione a trasferire il luogo del domicilio degli arresti- necessità.

INDAGINI PRELIMINARI
SENTENZA N. 10959 UD. 29/01/2016 - DEPOSITO DEL 16/03/2016
indagini preliminari - chiusura delle indagini - archiviazione - richiesta del pubblico ministero - notifica alla persona offesa - delitti commessi con violenza alla persona - reati di atti persecutori e maltrattamenti - avviso della richiesta di archiviazione alla persona offesa ex art. 408, comma 3-bis,cod. proc. pen. – necessità.

REATO
SENTENZA N. 4527 UD. 20/10/2015 - DEPOSITO DEL 03/02/2016
estinzione (cause di) - in genere – richiesta di sospensione con messa alla prova – modifica della qualificazione giuridica attribuita al fatto dall´accusa – legittimità.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 3963 UD. 06/07/2015 - DEPOSITO DEL 29/01/2016
ricorso per cassazione - richiesta di applicazione della causa di non punibilità di cui all´art. 131 bis cod. pen. – rilevabilità d´ufficio della particolare tenuità del fatto – esclusione.

CONTRATTI BANCARI
ORDINANZA N. 25631 DEL 27/10/2017
contratto di &´advisoring&´ – legittimazione a far valere la nullità per mancanza di forma scritta – art. 17 del r.d. 2440 del 1923 e art. 23, comma 3, tuf – prevalenza del regime ex art. 17 del r.d. n. 2440 del 1923 – fondamento.

REATI CONTRO LA PERSONA
SENTENZA N. 21987 UD. 14/01/2019 - DEPOSITO DEL 20/05/2019
delitti contro la liberta´ individuale - violazione di domicilio - in genere – delitto di cui all´art. 615-quater cod. pen. – assorbimento nel delitto di cui all´art. 615-ter cod. pen. – configurabilità - condizioni.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 8666 UD. 05/02/2019 - DEPOSITO DEL 27/03/2019
imputati giudicati responsabili per reati diversi non commessi in concorso – condanna in solido al risarcimento dei danni – legittimità – condizioni.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 8666 UD. 05/02/2019 - DEPOSITO DEL 27/02/2019
imputati giudicati responsabili per reati diversi non commessi in concorso – condanna in solido al risarcimento dei danni – legittimità – condizioni.

ISTITUTI DI PREVENZIONE E PENA
SENTENZA N. 11980 UD. 10/03/2017 - DEPOSITO DEL 13/03/2017
divieto di trattamenti inumani o degradanti - spazio individuale intramurario inferiore a tre metri quadrati – presunzione di violazione dell´art. 3 cedu – sussistenza - limiti.

ISTITUTI DI PREVENZIONE E PENA
SENTENZA N. 52819 UD. 09/09/2016 - DEPOSITO DEL 13/12/2016
istituti di prevenzione e di pena (ordinamento penitenziario) - divieto di trattamenti inumani o degradanti - interpretazione della corte edu - spazio individuale minimo intramurario - modalità di computo – area occupata dal letto – rilevanza.

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7708 DEL 19/03/2019
responsabilità dell´hosting provider - art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003 - condizioni - possibilità di identificare il video diffuso in violazione dell´altrui diritto - compito del giudice di merito.

INDAGINI PRELIMINARI
SENTENZA N. 7915 UD. 03/12/2018 - DEPOSITO DEL 21/02/2019
arresto in flagranza – stato di flagranza – reato abituale – configurabilità – sussistenza – condizioni.

ORDINAMENTO PENITENZIARIO
SENTENZA N. 2895 UD. 15/11/2018 - DEPOSITO DEL 22/01/2019
libertà controllata – benefici penitenziari – art. 54 ord. pen. - possibilità di concessione della liberazione anticipata - esclusione.

SANZIONI AMMINISTRATIVE
SENTENZA N. 31632 DEL 06/12/2018
sanzione ex art. 187 bis t.u.f. - natura formalmente amministrativa, ma sostanzialmente penale - sussistenza - fondamento - sopravvenienza d.lgs. n. 107 del 2018 - incidenza - esclusione - fondamento.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 7884 UD. 14/11/2017 - DEPOSITO DEL 19/02/2018
misure di prevenzione - procedimento – confisca successiva a sequestro – termine per il deposito del provvedimento – art. 24, comma 2, d. lgs. n. 159 del 2011 (testo ante l. n. 161 del 2017) – proroga – condizioni.

TRIBUTI
SENTENZA N. 10225 DEL 26/04/2017
terreno costituente area di sedime di impianto di distribuzione di carburante - costo di acquisizione - ammortizzabilità - condizioni - coefficiente applicabile.

PREVIDENZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 6101 DEL 09/03/2017
lavoratori dello spettacolo - prolungamento dell´età pensionabile ex art. 3, comma 7, del d.l. n. 64 del 2010, conv., con modif., dalla l. n. 100 del 2000 - possibile violazione del principio di non discriminazione in base al sesso - pregiudiziale comunitaria.

SICUREZZA PUBBLICA
SENTENZA N. 2487 UD. 07/12/2016 - DEPOSITO DEL 18/01/2017
misure di prevenzione personali – fermo – condizioni per l´applicazione di misure coercitive a seguito della convalida – individuazione.

FINANZE E TRIBUTI
SENTENZA N. 55106 UD. 22/09/2016 - DEPOSITO DEL 29/12/2016
finanze e tributi - in genere - rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori dal territorio dello stato - cosiddetto "scudo fiscale" - causa di non punibilità di cui all´art. 13 - bis d.l. n. 78 del 2009 – operatività – condizioni.

LAVORO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 3982 DEL 29/02/2016
contratto di lavoro intermittente - possibile violazione del principio di non discriminazione in base all´età - pregiudiziale comunitaria.

ART. 1743 - DIRITTO DI ESCLUSIVA

(Codice civile)

Il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo di attività, né l´agente può assumere l´incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro.

ART. 1319 - DIRITTO DI ESIGERE L´INTERO

(Codice civile)

Ciascuno dei creditori può esigere l´esecuzione dell´intera prestazione indivisibile. Tuttavia l´erede del creditore, che agisce per il soddisfacimento dell´intero credito, deve dare cauzione a garanzia dei coeredi.

ART. 1438 - MINACCIA DI FAR VALERE UN DIRITTO

(Codice civile)

La minaccia di far valere un diritto può essere causa di annullamento del contratto solo quando è diretta a conseguire vantaggi ingiusti.

ART. 1517 - RISOLUZIONE DI DIRITTO

(Codice civile)

La risoluzione ha luogo di diritto a favore del contraente che, prima della scadenza del termine stabilito, abbia offerto all´altro, nelle forme di uso, la consegna della cosa o il pagamento del prezzo, se l´altra parte non adempie la propria obbligazione.
La risoluzione di diritto ha luogo pure a favore del venditore, se, alla scadenza del termine stabilito per la consegna, il compratore, la cui obbligazione di pagare il prezzo non sia scaduta, non si presenta per ricevere la cosa preventivamente offerta, ovvero non l´accetta.
Il contraente che intende valersi della risoluzione disposta dal presente articolo deve darne comunicazione all´altra parte entro otto giorni dalla scadenza del termine; in mancanza di tale comunicazione, si osservano le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento.

ART. 1531 - INTERESSI, DIVIDENDI E DIRITTO DI VOTO

(Codice civile)

Nella vendita a termine di titoli di credito, gli interessi e i dividendi esigibili dopo la conclusione del contratto e prima della scadenza del termine, se riscossi dal venditore, sono accreditati al compratore.
Qualora la vendita abbia per oggetto titoli azionari, il diritto di voto spetta al venditore fino al momento della consegna.

ART. 1532 - DIRITTO DI OPZIONE

(Codice civile)

Il diritto di opzione inerente ai titoli venduti a termine spetta al compratore.
Il venditore, qualora il compratore gliene faccia richiesta in tempo utile, deve mettere il compratore in grado di esercitare il diritto di opzione, oppure deve esercitarlo per conto del compratore, se questi gli ha fornito i fondi necessari.
In mancanza di richiesta da parte del compratore, il venditore deve curare la vendita dei diritti di opzione per conto del compratore, a mezzo di un agente di cambio o di un istituto di credito.

ART. 1568 - ESCLUSIVA A FAVORE DELL´AVENTE DIRITTO ALLA SOMMINISTRAZIONE

(Codice civile)

Se la clausola di esclusiva è pattuita a favore dell´avente diritto alla somministrazione, il somministrante non può compiere nella zona per cui l´esclusiva è concessa e per la durata del contratto, né direttamente né indirettamente, prestazioni della stessa natura di quelle che formano oggetto del contratto.
L´avente diritto alla somministrazione, che assume l´obbligo di promuovere, nella zona assegnatagli, la vendita delle cose di cui ha l´esclusiva, risponde dei danni in caso di inadempimento a tale obbligo, anche se ha eseguito il contratto rispetto al quantitativo minimo che sia stato fissato.

ART. 1606 - ESTINZIONE DEL DIRITTO DEL LOCATORE

(Codice civile)

Nei casi in cui il diritto del locatore sulla cosa locata si estingue con effetto retroattivo, le locazioni da lui concluse aventi data certa sono mantenute, purchè siano state fatte senza frode e non eccedano il triennio.
Sono salve le diverse disposizioni di legge.

ART. 1619 - DIRITTO DI CONTROLLO

(Codice civile)

Il locatore può accertare in ogni tempo, anche con accesso in luogo, se l´affittuario osserva gli obblighi che gli incombono.

ART. 6 - DIRITTO AL NOME

(Codice civile)

Ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito.
Nel nome si comprendono il prenome e il cognome.
Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalità dalla legge indicati.

ART. 1721 - DIRITTO DEL MANDATARIO SUI CREDITI

(Codice civile)

Il mandatario ha diritto di soddisfarsi sui crediti pecuniari sorti dagli affari che ha conclusi, con precedenza sul mandante e sui creditori di questo.

ART. 1064 - ESTENSIONE DEL DIRITTO DI SERVITÙ

(Codice civile)

Il diritto di servitù comprende tutto ciò che è necessario per usarne.
Se il fondo viene chiuso, il proprietario deve lasciarne libero e comodo l´ingresso a chi ha un diritto di servitù che renda necessario il passaggio per il fondo stesso.

ART. 1865 - DIRITTO DI RISCATTO DELLA RENDITA PERPETUA

(Codice civile)

La rendita perpetua è redimibile a volontà del debitore, nonostante qualunque convenzione contraria.
Le parti possono tuttavia convenire che il riscatto non possa eseguirsi durante la vita del beneficiario o prima di un certo termine, il quale non può eccedere i dieci anni nella rendita semplice e i trenta anni nella rendita fondiaria.
Può anche stipularsi che il debitore non esegua il riscatto senza averne dato preavviso al beneficiario. Il termine di preavviso non può eccedere l´anno.
Se sono convenuti termini più lunghi, essi si riducono nei limiti sopra stabiliti.

ART. 1916 - DIRITTO DI SURROGAZIONE DELL´ASSICURATORE

(Codice civile)

L´assicuratore che ha pagato l´indennità è surrogato, fino alla concorrenza dell´ammontare di essa, nei diritti dell´assicurato verso i terzi responsabili.
Salvo il caso di dolo, la surrogazione non ha luogo se il danno è causato dai figli, ... dagli ascendenti, da altri parenti o da affini dell´assicurato stabilmente con lui conviventi o da domestici.
L´assicurato è responsabile verso l´assicuratore del pregiudizio arrecato al diritto di surrogazione.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche alle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e contro le disgrazie accidentali.


[Note]

La Corte Costituzionale, con sentenza 7 - 21 maggio 1975, n. 117 (in G.U. 1a s.s. 28/05/1975, n. 140), ha dichiarato ´la illegittimità costituzionale dell´art. 1916, comma secondo, del codice civile, nella parte in cui non annovera, tra le persone nei confronti delle quali non è ammessa surrogazione, il coniuge dell´assicurato´.



La Corte Costituzionale, con sentenza 11 - 18 luglio 1991, n. 356 (in G.U. 1a s.s. 24/07/1991, n. 29), ha dichiarato ´l´illegittimità costituzionale dell´art. 1916 del codice civile nella parte in cui consente all´assicuratore di avvalersi, nell´esercizio del diritto di surrogazione nei confronti del terzo responsabile, anche delle somme da questi dovute all´assicurato a titolo di risarcimento del danno biologico´.

ART. 1930 - DIRITTO DEL RIASSICURATO IN CASO DI LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA

(Codice civile)

In caso di liquidazione coatta amministrativa del riassicurato, il riassicuratore deve pagare integralmente l´indennità dovuta al riassicurato, salva la compensazione con i premi e gli altri crediti.

ART. 1969 - ERRORE DI DIRITTO

(Codice civile)

La transazione non può essere annullata per errore di diritto relativo alle questioni che sono state oggetto di controversia tra le parti.

ART. 1998 - TITOLI CON DIRITTO A PREMI

(Codice civile)

Nel caso di usufrutto di titoli di credito il godimento dell´usufruttuario si estende ai premi e alle altre utilità aleatorie prodotte dal titolo.
Il premio è investito a norma dell´art. 1000.
Nel pegno di titoli di credito la garanzia non si estende ai premi e alle altre utilità aleatorie prodotte dal titolo.

ART. 2157 - DIRITTO DI PREFERENZA DEL CONCEDENTE

(Codice civile)

Il mezzadro, nella vendita dei prodotti assegnatigli in natura, deve, a parità di condizioni, preferire il concedente.

ART. 2160 - TRASFERIMENTO DEL DIRITTO DI GODIMENTO DEL FONDO

(Codice civile)

Se viene trasferito il diritto di godimento del fondo, la mezzadria continua nei confronti di chi subentra al concedente, salvo che il mezzadro, entro un mese dalla notizia del trasferimento, dichiari di recedere dal contratto. In tal caso il recesso ha effetto alla fine dell´anno agrario in corso o di quello successivo, se non è comunicato almeno tre mesi prima della fine dell´anno agrario in corso.
I crediti e i debiti del concedente verso il mezzadro risultanti dal libretto colonico passano a chi subentra nel godimento del fondo, salva per i debiti la responsabilità sussidiaria dell´originario concedente.

ART. 2288 - ESCLUSIONE DI DIRITTO

(Codice civile)

E´ escluso di diritto il socio che sia dichiarato fallito.
Parimenti è escluso di diritto il socio nei cui confronti un suo creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota a norma dell´art. 2270.

ART. 2350 - DIRITTO AGLI UTILI E ALLA QUOTA DI LIQUIDAZIONE

(Codice civile)

Ogni azione attribuisce il diritto a una parte proporzionale degli utili netti e del patrimonio netto risultante dalla liquidazione, salvi i diritti stabiliti a favore di speciali categorie di azioni.
Fuori dai casi di cui all´articolo 2447-bis, la società può emettere azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell´attività sociale in un determinato settore. Lo statuto stabilisce i criteri di individuazione dei costi e ricavi imputabili al settore, le modalità di rendicontazione, i diritti attribuiti a tali azioni, nonchè le eventuali condizioni e modalità di conversione in azioni di altra categoria.
Non possono essere pagati dividendi ai possessori delle azioni previste dal precedente comma se non nei limiti degli utili risultanti dal bilancio della società.

ART. 1701 - DIRITTO DI ACCERTAMENTO DEI VETTORI SUCCESSIVI

(Codice civile)

I vettori successivi hanno diritto di far dichiarare, nella lettera di vettura o in atto separato, lo stato delle cose da trasportare al momento in cui sono loro consegnate. In mancanza di dichiarazione, si presume che le abbiano ricevute in buono stato e conformi alla lettera di vettura.

ART. 732 - DIRITTO DI PRELAZIONE

(Codice civile)

Il coerede, che vuole alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall´ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall´acquirente e da ogni successivo avente causa, finchè dura lo stato di comunione ereditaria.
Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più, la quota è assegnata a tutti in parti uguali.

ART. 7 - TUTELA DEL DIRITTO AL NOME

(Codice civile)

La persona, alla quale si contesti il diritto all´uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall´uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni.
L´autorità giudiziaria può ordinare che la sentenza sia pubblicata in uno o più giornali.

ART. 757 - DIRITTO DELL´EREDE SULLA PROPRIA QUOTA

(Codice civile)

Ogni coerede è reputato solo e immediato successore in tutti i beni componenti la sua quota o a lui pervenuti dalla successione, anche per acquisto all´incanto, e si considera come se non avesse mai avuto la proprietà degli altri beni ereditari.

ART. 765 - VENDITA DEL DIRITTO EREDITARIO FATTA AL COEREDE

(Codice civile)

L´azione di rescissione non è ammessa contro la vendita del diritto ereditario fatta senza frode a uno dei coeredi, a suo rischio e pericolo, da parte degli altri coeredi o di uno di essi.

ART. 832 - CONTENUTO DEL DIRITTO

(Codice civile)

Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l´osservanza degli obblighi stabiliti dall´ordinamento giuridico.

ART. 390 - EMANCIPAZIONE DI DIRITTO

(Codice civile)

Il minore è di diritto emancipato col matrimonio.

ART. 442 - CONCORSO DI AVENTI DIRITTO

(Codice civile)

Quando più persone hanno diritto agli alimenti nei confronti di un medesimo obbligato, e questi non è in gradò di provvedere ai bisogni di ciascuna di esse, l´autorità giudiziaria dà i provvedimenti opportuni, tenendo conto della prossimità della parentela e dei rispettivi bisogni, e anche della possibilità che taluno degli aventi diritto abbia di conseguire gli alimenti da obbligati di grado ulteriore.

ART. 448-BIS - CESSAZIONE PER DECADENZA DELL´AVENTE DIRITTO DALLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE SUI FIGLI

(Codice civile)

Il figlio, anche adottivo, e, in sua mancanza, i discendenti prossimi non sono tenuti all´adempimento dell´obbligo di prestare gli alimenti al genitore nei confronti del quale è stata pronunciata la decadenza dalla responsabilità genitoriale e, per i fatti che non integrano i casi di indegnità di cui all´articolo 463, possono escluderlo dalla successione.

ART. 469 - ESTENSIONE DEL DIRITTO DI RAPPRESENTAZIONE. DIVISIONE

(Codice civile)

La rappresentazione ha luogo in infinito, siano uguali o disuguali il grado dei discendenti e il loro numero in ciascuna stirpe.
La rappresentazione ha luogo anche nel caso di unicità di stirpe.
Quando vi è rappresentazione, la divisione si fa per stirpi.
Se uno stipite ha prodotto più rami, la suddivisione avviene per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo.

ART. 479 - TRASMISSIONE DEL DIRITTO DI ACCETTAZIONE

(Codice civile)

Se il chiamato all´eredità muore senza averla accettata, il diritto di accettarla si trasmette agli eredi.
Se questi non sono d´accordo per accettare o rinunziare, colui che accetta l´eredità acquista tutti i diritti e soggiace a tutti i pesi ereditari, mentre vi rimane estraneo chi ha rinunziato.
La rinunzia all´eredità propria del trasmittente include rinunzia all´eredità che al medesimo è devoluta.

ART. 1199 - DIRITTO DEL DEBITORE ALLA QUIETANZA

(Codice civile)

Il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore.
Il rilascio di una quietanza per il capitale fa presumere il pagamento degli interessi.

ART. 718 - DIRITTO AI BENI IN NATURA

(Codice civile)

Ciascun coerede può chiedere la sua parte in natura dei beni mobili e immobili dell´eredità, salve le disposizioni degli articoli seguenti.

ART. 1097 - DIRITTO AGLI AVANZI D´ACQUA

(Codice civile)

Quando l´acqua è concessa, riservata o posseduta per un determinato uso, con restituzione al concedente o ad altri di ciò che ne sopravanza, tale uso non può variarsi a danno del fondo a cui la restituzione è dovuta.

ART. 904 - DIRITTO DI CHIUDERE LE LUCI

(Codice civile)

La presenza di luci in un muro non impedisce al vicino di acquistare la comunione del muro medesimo né di costruire in aderenza.
Chi acquista la comunione del muro non può chiudere le luci se ad esso non appoggia il suo edificio.

ART. 909 - DIRITTO SULLE ACQUE ESISTENTI NEL FONDO

(Codice civile)

Il proprietario del suolo ha il diritto di utilizzare le acque in esso esistenti, salve le disposizioni delle leggi speciali per le acque pubbliche e per le acque sotterranee.
Egli può anche disporne a favore d´altri, qualora non osti il diritto di terzi; ma, dopo essersi servito delle acque, non può divertirle in danno d´altri fondi.

ART. 952 - COSTITUZIONE DEL DIRITTO DI SUPERFICIE

(Codice civile)

Il proprietario può costituire il diritto di fare e mantenere al disopra del suolo una costruzione a favore di altri, che ne acquista la proprietà.
Del pari può alienare la proprietà della costruzione già esistente, separatamente dalla proprietà del suolo.

ART. 954 - ESTINZIONE DEL DIRITTO DI SUPERFICIE

(Codice civile)

L´estinzione del diritto di superficie per scadenza del termine importa l´estinzione dei diritti reali imposti dal superficiario. I diritti gravanti sul suolo si estendono alla costruzione, salvo, per le ipoteche, il disposto del primo comma dell´art. 2816.
I contratti di locazione, che hanno per oggetto la costruzione, non durano se non per l´anno in corso alla scadenza del termine.
Il perimento della costruzione non importa, salvo patto contrario, l´estinzione del diritto di superficie.
Il diritto di fare la costruzione sul suolo altrui si estingue per prescrizione per effetto del non uso protratto per venti anni.

ART. 965 - DISPONIBILITÀ DEL DIRITTO DELL´ENFITEUTA

(Codice civile)

L´enfiteuta può disporre del proprio diritto, sia per atto tra vivi, sia per atto di ultima volontà.
Per l´alienazione del diritto dell´enfiteuta non è dovuta alcuna prestazione al concedente.
Nell´atto costitutivo può essere vietato all´enfiteuta di disporre per atto tra vivi, in tutto o in parte, del proprio diritto, per un tempo non maggiore di venti anni.
Nel caso di alienazione compiuta contro tale divieto, l´enfiteuta non è liberato dai suoi obblighi verso il concedente ed è tenuto a questi solidalmente con l´acquirente.

ART. 970 - PRESCRIZIONE DEL DIRITTO DELL´ENFITEUTA

(Codice civile)

Il diritto dell´enfiteuta si prescrive per effetto del non uso protratto per venti anni.

ART. 981 - CONTENUTO DEL DIRITTO DI USUFRUTTO

(Codice civile)

L´usufruttuario ha diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la destinazione economica.
Egli può trarre dalla cosa ogni utilità che questa può dare, fermi i limiti stabiliti in queste capo.

ART. 1027 - CONTENUTO DEL DIRITTO

(Codice civile)

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo per l´utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.

ART. 2422 - DIRITTO D´ISPEZIONE DEI LIBRI SOCIALI

(Codice civile)

I soci hanno diritto di esaminare i libri indicati nel primo comma, numeri 1) e 3) dell´articolo 2421 e di ottenerne estratti a proprie spese.
Eguale diritto spetta al rappresentante comune degli obbligazionisti per i libri indicati nei numeri 2) e 3) dell´articolo 2421, e al rappresentante comune dei possessori di strumenti finanziari ed ai singoli possessori per il libro indicato al numero 8), ai singoli obbligazionisti per il libro indicato nel numero 7) dell´articolo medesimo.

ART. 516 - TERMINE PER L´ESERCIZIO DEL DIRITTO ALLA SEPARAZIONE

(Codice civile)

Il diritto alla separazione deve essere esercitato entro il termine di tre mesi dall´apertura della successione.

ART. 2816 - IPOTECA SUL DIRITTO DI SUPERFICIE

(Codice civile)

Le ipoteche che hanno per oggetto il diritto di superficie si estinguono nel caso di devoluzione della superficie al proprietario del suolo per decorso del termine. Se però il superficiario ha diritto a un corrispettivo, le ipoteche iscritte contro di lui si risolvono sul corrispettivo medesimo. Le ipoteche iscritte contro il proprietario del suolo non si estendono alla superficie.
Se per altre cause si riuniscono nella medesima persona il diritto del proprietario del suolo e quello del superficiario, le ipoteche sull´uno e sull´altro diritto continuano a gravare separatamente i diritti stessi.

ART. 2351 - DIRITTO DI VOTO

(Codice civile)

Ogni azione attribuisce il diritto di voto.
Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni senza diritto di voto, con diritto di voto limitato a particolari argomenti, con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Il valore di tali azioni non può complessivamente superare la metà del capitale sociale.
Lo statuto può altresì prevedere che, in relazione alla quantità delle azioni possedute da uno stesso soggetto, il diritto di voto sia limitato a una misura massima o disporne scaglionamenti.
Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni con diritto di voto plurimo anche per particolari argomenti o subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Ciascuna azione a voto plurimo può avere fino a un massimo di tre voti.
Gli strumenti finanziari di cui agli articoli 2346, sesto comma, e 2349, secondo comma, possono essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare può essere ad essi riservata, secondo modalità stabilite dallo statuto, la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco. Alle persone cosi´ nominate si applicano le medesime norme previste per gli altri componenti dell´organo cui partecipano.


[Note]

Il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 come modificato dal D.L. 24 giugno 2014, n. 91 convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 116 ha disposto (con l´art. 127-sexies, comma 1) che ´In deroga all´articolo 2351, quarto comma, del codice civile, gli statuti non possono prevedere l´emissione di azioni a voto plurimo´.

ART. 2370 - DIRITTO D´INTERVENTO ALL´ASSEMBLEA ED ESERCIZIO DEL VOTO

(Codice civile)

Possono intervenire all´assemblea coloro ai quali spetta il diritto di voto.
Lo statuto delle società le cui azioni non sono ammesse alla gestione accentrata, può richiedere il preventivo deposito delle azioni presso la sede sociale o presso le banche indicate nell´avviso di convocazione, fissando il termine entro il quale debbono essere depositate ed eventualmente prevedendo che non possano essere ritirate prima che l´assemblea abbia avuto luogo. Qualora le azioni emesse dalle società indicate al primo periodo siano diffuse fra il pubblico in misura rilevante il termine non può essere superiore a due giorni non festivi.
Se le azioni sono nominative, le società di cui al secondo comma provvedono all´iscrizione nel libro dei soci di coloro che hanno partecipato all´assemblea o che hanno effettuato il deposito.
Lo statuto può consentire l´intervento all´assemblea mediante mezzi di telecomunicazione ovvero l´espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica. Chi esprime il voto per corrispondenza o in via elettronica si considera intervenuto all´assemblea. Resta fermo quanto previsto dalle leggi speciali in materia di legittimazione all´intervento e all´esercizio del diritto di voto nell´assemblea nonchè in materia di aggiornamento del libro soci nelle società con azioni ammesse alla gestione accentrata.

ART. 2950 - PRESCRIZIONE DEL DIRITTO DEL MEDIATORE

(Codice civile)

Si prescrive in un anno il diritto del mediatore al pagamento della provvigione.

ART. 2891 - DIRITTO DEI CREDITORI DI FAR VENDERE I BENI

(Codice civile)

Entro il termine di quaranta giorni dalla notificazione indicata dall´articolo precedente, qualunque dei creditori iscritti o dei relativi fideiussori ha diritto di richiedere l´espropriazione dei beni con ricorso al presidente del tribunale competente a norma del codice di procedura civile, purchè adempia le condizioni che seguono:
1) che la richiesta sia notificata al terzo acquirente nel domicilio da lui eletto a norma dell´articolo precedente e al proprietario anteriore;
2) che contenga la dichiarazione del richiedente di aumentare di un decimo il prezzo stipulato o il valore dichiarato;
3) che contenga l´offerta di una cauzione per una somma eguale al quinto del prezzo aumentato come sopra;
4) che l´originale e le copie della richiesta siano sottoscritti dal richiedente o da un suo procuratore munito di mandato speciale.
L´omissione di alcuna di queste condizioni produce nullità della richiesta.

ART. 2815 - IPOTECA SUL DIRITTO DEL CONCEDENTE E SUL DIRITTO DELL´ENFITEUTA

(Codice civile)

Nel caso di affrancazione, le ipoteche gravanti sul diritto del concedente si risolvono sul prezzo dovuto per l´affrancazione; le ipoteche gravanti sul diritto dell´enfiteuta si estendono alla piena proprietà.
Nel caso di devoluzione o di cessazione dell´enfiteusi per decorso del termine, le ipoteche gravanti sul diritto dell´enfiteuta si risolvono sul prezzo dovuto per i miglioramenti, senza deduzione di quanto è dovuto al concedente per i canoni non soddisfatti. Il prezzo dei miglioramenti, se da atto scritto non risulta concordato con i creditori ipotecari, deve determinarsi giudizialmente, anche in contraddittorio dei medesimi. Le ipoteche gravanti sul diritto del concedente si estendono alla piena proprietà.
Quando l´enfiteusi si estingue per prescrizione, si estinguono le ipoteche che gravano sul diritto dell´enfiteuta.
Se per causa diversa da quelle sopra indicate vengono a riunirsi in una medesima persona il diritto del concedente e il diritto dell´enfiteuta, le ipoteche gravanti sull´uno e sull´altro continuano a gravarli separatamente; ma se l´ipoteca grava soltanto sull´uno o sull´altro diritto, essa si estende alla piena proprietà.

ART. 2588 - SOGGETTI DEL DIRITTO

(Codice civile)

Il diritto di brevetto spetta all´autore dell´invenzione e ai suoi aventi causa.

ART. 2584 - DIRITTO DI ESCLUSIVITÀ

(Codice civile)

Chi ha ottenuto un brevetto per un´invenzione industriale ha il diritto esclusivo di attuare l´invenzione e di disporne entro i limiti e alle condizioni stabilite dalla legge.
Il diritto si estende anche al commercio del prodotto a cui l´invenzione si riferisce.

ART. 2577 - CONTENUTO DEL DIRITTO

(Codice civile)

L´autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l´opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge.
L´autore, anche dopo la cessione dei diritti previsti dal comma precedente, può rivendicare la paternità dell´opera e può opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione dell´opera stessa, che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.

ART. 2441 - DIRITTO DI OPZIONE

(Codice civile)

Le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili in azioni devono essere offerte in opzione ai soci in proporzione al numero delle azioni possedute. Se vi sono obbligazioni convertibili il diritto di opzione spetta anche ai possessori di queste, in concorso con i soci, sulla base del rapporto di cambio.
L´offerta di opzione deve essere depositata presso l´ufficio del registro delle imprese e contestualmente resa nota mediante un avviso pubblicato sul sito internet della società, con modalità atte a garantire la sicurezza del sito medesimo, l´autenticità dei documenti e la certezza della data di pubblicazione, o, in mancanza, mediante deposito presso la sede della società. Per l´esercizio del diritto di opzione deve essere concesso un termine non inferiore a quindici giorni dalla pubblicazione dell´offerta.
Coloro che esercitano il diritto di opzione, purchè ne facciano contestuale richiesta, hanno diritto di prelazione nell´acquisto delle azioni e delle obbligazioni convertibili in azioni che siano rimaste non optate. Se le azioni sono quotate in mercati regolamentati, i diritti di opzione non esercitati devono essere offerti nel mercato regolamentato dagli amministratori, per conto della società, entro il mese successivo alla scadenza del termine stabilito a norma del secondo comma, per almeno cinque sedute, salvo che i diritti di opzione siano già stati integralmente venduti.
Il diritto di opzione non spetta per le azioni di nuova emissione che, secondo la deliberazione di aumento del capitale, devono essere liberate mediante conferimenti in natura. Nelle società con azioni quotate in mercati regolamentati lo statuto può altresì escludere il diritto di opzione nei limiti del dieci per cento del capitale sociale preesistente, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale.
Quando l´interesse della società lo esige, il diritto di opzione può essere escluso o limitato con la deliberazione di aumento di capitale.
Le proposte di aumento di capitale sociale con esclusione o limitazione del diritto di opzione, ai sensi del primo periodo del quarto comma o del quinto comma del presente articolo, devono essere illustrate dagli amministratori con apposita relazione, dalla quale devono risultare le ragioni dell´esclusione o della limitazione, ovvero, qualora l´esclusione derivi da un conferimento in natura, le ragioni di questo e in ogni caso i criteri adottati per la determinazione del prezzo di emissione. La relazione deve essere comunicata dagli amministratori al collegio sindacale o al consiglio di sorveglianza e al soggetto incaricato della revisione legale dei conti almeno trenta giorni prima di quello fissato per l´assemblea. Entro quindici giorni il collegio sindacale deve esprimere il proprio parere sulla congruità del prezzo di emissione delle azioni. Il parere del collegio sindacale e, nell´ipotesi prevista dal quarto comma, la relazione giurata dell´esperto designato dal Tribunale ovvero la documentazione indicata dall´articolo 2343-ter, terzo comma, devono restare depositati nella sede della società durante i quindici giorni che precedono l´assemblea e finchè questa non abbia deliberato; i soci possono prenderne visione. La deliberazione determina il prezzo di emissione delle azioni in base al valore del patrimonio netto, tenendo conto, per le azioni quotate in mercati regolamentati, anche dell´andamento delle quotazioni nell´ultimo semestre.
Non si considera escluso né limitato il diritto di opzione qualora la deliberazione di aumento di capitale preveda che le azioni di nuova emissione siano sottoscritte da banche, da enti o società finanziarie soggetti al controllo della Commissione nazionale per le società e la borsa ovvero da altri soggetti autorizzati all´esercizio dell´attività di collocamento di strumenti finanziari, con obbligo di offrirle agli azionisti della società, con operazioni di qualsiasi tipo, in conformità con i primi tre commi del presente articolo. Nel periodo di detenzione delle azioni offerte agli azionisti e comunque fino a quando non sia stato esercitato il diritto di opzione, i medesimi soggetti non possono esercitare il diritto di voto. Le spese dell´operazione sono a carico della società e la deliberazione di aumento del capitale deve indicarne l´ammontare.
Con deliberazione dell´assemblea presa con la maggioranza richiesta per le assemblee straordinarie può essere escluso il diritto di opzione per le azioni di nuova emissione, se queste sono offerte in sottoscrizione ai dipendenti della società o di società che la controllano o che sono da essa controllate. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 11 OTTOBRE 2012, N. 184.


[Note]

Il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, ha disposto (con l´art. 134, comma 1) che ´Per le società con azioni quotate, il termine previsto dall´articolo 2441, secondo comma, del codice civile è ridotto alla metà.´

ART. 2437 - DIRITTO DI RECESSO

(Codice civile)

Hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, i soci che non hanno concorso alle deliberazioni riguardanti:
a) la modifica della clausola dell´oggetto sociale, quando consente un cambiamento significativo dell´attività della società;
b) la trasformazione della società;
c) il trasferimento della sede sociale all´estero;
d) la revoca dello stato di liquidazione;
e) l´eliminazione di una o più cause di recesso previste dal successivo comma ovvero dallo statuto;
f) la modifica dei criteri di determinazione del valore dell´azione in caso di recesso;
g) le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione.
Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci che non hanno concorso all´approvazione delle deliberazioni riguardanti:
a) la proroga del termine;
b) l´introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari.
Se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate in un mercato regolamentato il socio può recedere con il preavviso di almeno centottanta giorni; lo statuto può prevedere un termine maggiore, non superiore ad un anno.
Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può prevedere ulteriori cause di recesso.
Restano salve le disposizioni dettate in tema di recesso per le società soggette ad attività di direzione e coordinamento.
E´ nullo ogni patto volto ad escludere o rendere più gravoso l´esercizio del diritto di recesso nelle ipotesi previste dal primo comma del presente articolo.

ART. 2947 - PRESCRIZIONE DEL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO

(Codice civile)

Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.
Per il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni.
In ogni caso, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all´azione civile. Tuttavia, se il reato è estinto per causa diversa dalla prescrizione o è intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive nei termini indicati dai primi due commi, con decorrenza dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile.

ART. 2576 - ACQUISTO DEL DIRITTO

(Codice civile)

Il titolo originario dell´acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell´opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

ART. 2497-QUATER - DIRITTO DI RECESSO

(Codice civile)

Il socio di società soggetta ad attività di direzione e coordinamento può recedere:
a) quando la società o l´ente che esercita attività di direzione e coordinamento ha deliberato una trasformazione che implica il mutamento del suo scopo sociale, ovvero ha deliberato una modifica del suo oggetto sociale consentendo l´esercizio di attività che alterino in modo sensibile e diretto le condizioni economiche e patrimoniali della società soggetta ad attività di direzione e coordinamento;
b) quando a favore del socio sia stata pronunciata, con decisione esecutiva, condanna di chi esercita attività di direzione e coordinamento ai sensi dell´articolo 2497; in tal caso il diritto di recesso può essere esercitato soltanto per l´intera partecipazione del socio;
c) all´inizio ed alla cessazione dell´attività di direzione e coordinamento, quando non si tratta di una società con azioni quotate in mercati regolamentati e ne deriva un´alterazione delle condizioni di rischio dell´investimento e non venga promossa un´offerta pubblica di acquisto.
Si applicano, a seconda dei casi ed in quanto compatibili, le disposizioni previste per il diritto di recesso del socio nella società per azioni o in quella a responsabilità limitata.

ART. 2507 - RAPPORTI CON IL DIRITTO COMUNITARIO

(Codice civile)

L´interpretazione ed applicazione delle disposizioni contenute nel presente capo è effettuata in base ai principi dell´ordinamento delle Comunità europee.

ART. 2545-QUINQUIES - DIRITTO AGLI UTILI E ALLE RISERVE DEI SOCI COOPERATORI

(Codice civile)

L´atto costitutivo indica le modalità e la percentuale massima di ripartizione dei dividendi tra i soci cooperatori.
Possono essere distribuiti dividendi, acquistate proprie quote o azioni ovvero assegnate ai soci le riserve divisibili se il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società è superiore ad un quarto. La condizione non si applica nei confronti dei possessori di strumenti finanziari.
L´atto costitutivo può autorizzare l´assemblea ad assegnare ai soci le riserve divisibili attraverso:
a) l´emissione degli strumenti finanziari di cui all´articolo 2526;
b) mediante aumento proporzionale delle quote sottoscritte e versate, o mediante l´emissione di nuove azioni, anche in deroga a quanto previsto dall´articolo 2525, nella misura massima complessiva del venti per cento del valore originario.
Le riserve divisibili, spettanti al socio in caso di scioglimento del rapporto, possono essere assegnate, se lo statuto non prevede diversamente, attraverso l´emissione di strumenti finanziari liberamente trasferibili e devono esserlo ove il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società sia inferiore ad un quarto.
Le disposizioni dei commi secondo e terzo non si applicano alle cooperative con azioni quotate in mercati regolamentati.

ART. 2569 - DIRITTO DI ESCLUSIVITÀ

(Codice civile)

Chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a distinguere prodotti o servizi ha diritto di valersene in modo esclusivo per i prodotti o servizi per i quali è stato registrato.
In mancanza di registrazione il marchio è tutelato a norma dell´art. 2571.

ART. 2575 - OGGETTO DEL DIRITTO

(Codice civile)

Formano oggetto del diritto di autore le opere dell´ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all´architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

ART. 50 - CONSENSO DELL´AVENTE DIRITTO

(Codice penale)

Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, col consenso della persona che può validamente disporne.

ART. 153 - ESERCIZIO DEL DIRITTO DI REMISSIONE. INCAPACI

(Codice penale)

Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a cagione di infermità  di mente, il diritto di remissione è esercitato dal loro legale rappresentante.
I minori, che hanno compiuto gli anni quattordici, e gli inabilitati possono esercitare il diritto di remissione, anche quando la querela è stata proposta dal rappresentante, ma, in ogni caso, la remissione non ha effetto senza l´approvazione di questo.
Il rappresentante può rimettere la querela proposta da lui o dal rappresentato, ma la remissione non ha effetto, se questi manifesta volontà  contraria.
Le disposizioni dei capoversi precedenti si applicano anche nel caso in cui il minore raggiunge gli anni quattordici, dopo che è stata proposta la querela.

ART. 121 - DIRITTO DI QUERELA ESERCITATO DA UN CURATORE SPECIALE

(Codice penale)

Se la persona offesa è minore degli anni quattordici o inferma di mente, e non v´è chi ne abbia la rappresentanza, ovvero chi l´esercita si trovi con la persona medesima in conflitto di interessi, il diritto di querela è esercitato da un curatore speciale.

ART. 543 - DIRITTO DI QUERELA

(Codice penale)

Articolo abrogato

ART. 156 - ESTINZIONE DEL DIRITTO DI REMISSIONE

(Codice penale)

Il diritto di remissione si estingue con la morte della persona offesa dal reato.

ART. 51 - ESERCIZIO DI UN DIRITTO O ADEMPIMENTO DI UN DOVERE

(Codice penale)

L´esercizio di un diritto o l´adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità , esclude la punibilità .
Se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell´autorità , del reato risponde sempre il pubblico ufficiale che ha dato l´ordine.
Risponde del reato altresì chi ha eseguito l´ordine, salvo che, per errore di fatto abbia ritenuto di obbedire a un ordine legittimo.
Non è punibile chi esegue l´ordine illegittimo, quando la legge non gli consente alcun sindacato sulla legittimità  dell´ordine.

ART. 120 - DIRITTO DI QUERELA

(Codice penale)

Ogni persona offesa da un reato per cui non debba procedersi d´ufficio o dietro richiesta o istanza ha diritto di querela.
Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a cagione d´infermità  di mente, il diritto di querela, è esercitato dal genitore o dal tutore.
I minori che hanno compiuto gli anni quattordici e gli inabilitati possono esercitare il diritto di querela e possono altresì, in loro vece, esercitarlo il genitore ovvero il tutore o il curatore, nonostante ogni contraria dichiarazione di volontà , espressa o tacita, del minore o dell´inabilitato.

ART. 126 - ESTINZIONE DEL DIRITTO DI QUERELA

(Codice penale)

Il diritto di querela si estingue con la morte della persona offesa.
Se la querela è stata già  proposta, la morte della persona offesa non estingue il reato.

ART. 31 - DICHIARAZIONI INTESE AD AGEVOLARE L´ESERCIZIO DEL DIRITTO DI INSTALLARE INFRASTRUTTURE E DEI DIRITTI DI INTERCONNESSIONE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Su richiesta di un operatore, il Ministero, allo scopo di agevolare l´esercizio dei diritti di installare infrastrutture, di negoziare l´interconnessione o di ottenere l´accesso e l´interconnessione nei confronti di altre autorità o di altri operatori, rilascia nel termine di una settimana una dichiarazione da cui risulti che l´operatore stesso ha presentato una dichiarazione ai sensi dell´articolo 25, comma 4, indicando le condizioni alle quali una impresa che fornisce reti o servizi di comunicazione elettronica in forza di autorizzazione generale è legittimata a richiedere tali diritti.

ART. 70 - CONTRATTI E ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RECESSO

(Comunicazioni elettroniche)

1. Fermo restando le disposizioni di cui al decreto-legge 31 gennaio 2007, n.7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, i consumatori ed altri utenti finali che ne facciano richiesta, hanno diritto di stipulare contratti con una o più imprese che forniscono servizi di connessione ad una rete di comunicazione pubblica o servizi di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Il contratto indica almeno, in modo chiaro, dettagliato e facilmente comprensibile:
a) la denominazione e la sede dell´impresa;
b) i servizi forniti, ed in particolare:
1) se viene fornito o meno l´accesso ai servizi di emergenza e alle informazioni sulla localizzazione del chiamante e se esistono eventuali restrizioni alla fornitura di servizi di emergenza di cui all´articolo 76;
2) informazioni su eventuali altre condizioni che limitano l´accesso o l´utilizzo di servizi e applicazioni;
3) i livelli minimi di qualità del servizio offerti, compresa la data dell´allacciamento iniziale e, ove opportuno, altri parametri di qualità del servizio, quali definiti dall´Autorità;
4) informazioni sulle procedure poste in essere dall´impresa per misurare e strutturare il traffico in un collegamento di rete nel rispetto del diritto di scelta nonchè del diritto alla protezione dei dati personali dell´utente onde evitare la saturazione della rete e il superamento dei limiti di capienza, e informazioni sulle eventuali ripercussioni sulla qualità del servizio riconducibili a tali procedure;
5) eventuali restrizioni imposte dal fornitore all´utilizzo delle apparecchiature terminali fornite.
c) i tipi di servizi di manutenzione offerti e i servizi di assistenza alla clientela forniti, nonchè le modalità per contattare tali servizi;
d) qualora esista un obbligo ai sensi dell´articolo 75, la scelta del contraente di far includere o meno i suoi dati personali in un elenco e i dati di cui trattasi;
e) il dettaglio dei prezzi e delle tariffe, nonchè le modalità secondo le quali possono essere ottenute informazioni aggiornate in merito a tutte le tariffe applicabili e a tutti i costi di manutenzione, alle modalità di pagamento e ad eventuali differenze di costo ad esse legate;
f) la durata del contratto, le condizioni di rinnovo e di cessazione dei servizi e del contratto compresi:
1) ogni utilizzo minimo o durata richiesti per beneficiare di condizioni promozionali;
2) i diritti e gli obblighi inerenti la portabilità dei numeri o di altri identificatori;
3) eventuali commissioni dovute alla scadenza del contratto, compresi gli eventuali costi da recuperare in relazione all´apparecchiatura terminale.
g) le disposizioni relative all´indennizzo e al rimborso applicabili qualora non sia raggiunto il livello di qualità del servizio previsto dal contratto;
h) il modo in cui possono essere avviati i procedimenti di risoluzione delle controversie ai sensi dell´articolo 84;
i) i tipi di azioni che l´impresa può adottare in risposta a incidenti o minacce alla sicurezza o all´integrità e alle vulnerabilità.
2. L´Autorità vigila sull´applicazione di quanto disposto ai fini di cui al comma 1 e può estendere gli obblighi di cui al medesimo comma affinchè sussistano anche nei confronti di altri utenti finali.
3. L´Autorità può richiedere che il contratto contenga ogni informazione che possa essere fornita a tal fine dalle autorità competenti sull´utilizzo delle reti e servizi di comunicazione elettronica per attività illegali e per la diffusione di contenuti dannosi, e sugli strumenti di tutela dai rischi per la sicurezza personale, la vita privata e i dati personali di cui all´articolo 71, comma 2-quater, e relativi al servizio fornito.
4. Il contraente, qualora non accetti le modifiche delle condizioni contrattuali da parte delle imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica, ha diritto di recedere dal contratto senza penali né costi di disattivazione. Le modifiche sono comunicate al contraente con adeguato preavviso, non inferiore a trenta giorni, e contengono le informazioni complete circa l´esercizio del diritto di recesso. L´Autorità può specificare la forma di tali comunicazioni.
5. L´utente finale che utilizzi, o dia modo ad altri di utilizzare il servizio per effettuare comunicazioni o attività contro la morale o l´ordine pubblico o arrecare danno ai minori molestia o disturbo alla quiete privata ovvero per finalità abusive o fraudolente, decade dal contratto di fornitura del servizio, fatta salva ogni altra responsabilità prevista dalle leggi vigenti.
6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 28 MAGGIO 2012, N. 70.

ART. 7 - DIRITTO DI ACCESSO AI DATI PERSONALI ED ALTRI DIRITTI

(Legge sulla privacy)

1. L´interessato ha diritto di ottenere la conferma dell´esistenza
o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.
2. L´interessato ha diritto di ottenere l´indicazione:
a) dell´origine dei dati personali;
b) delle finalità e modalità del trattamento;
c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con
l´ausilio di strumenti elettronici;
d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e
del rappresentante designato ai sensi dell´articolo 5, comma 2;
e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati
personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.
3. L´interessato ha diritto di ottenere:
a) l´aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha
interesse, l´integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il
blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l´attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b)
sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.
4. L´interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo
riguardano, ancorchè pertinenti allo scopo della raccolta;
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di
invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

ART. 1 - DIRITTO ALLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

(Legge sulla privacy)

1. Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.
PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 4 NOVEMBRE 2010, N. 183.

ART. 363 - PRINCIPIO DI DIRITTO NELL´INTERESSE DELLA LEGGE

(Procedura civile)

Quando le parti non hanno proposto ricorso nei termini di legge o vi hanno rinunciato, ovvero quando il provvedimento non è ricorribile in cassazione e non è altrimenti impugnabile, il Procuratore generale presso la Corte di cassazione può chiedere che la Corte enunci nell´interesse della legge il principio di diritto al quale il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi.
La richiesta del procuratore generale, contenente una sintetica esposizione del fatto e delle ragioni di diritto poste a fondamento dell´istanza, è rivolta al primo presidente, il quale può disporre che la Corte si pronunci a sezioni unite se ritiene che la questione è di particolare importanza.
Il principio di diritto può essere pronunciato dalla Corte anche d´ufficio, quando il ricorso proposto dalle parti è dichiarato inammissibile, se la Corte ritiene che la questione decisa è di particolare importanza.
La pronuncia della Corte non ha effetto sul provvedimento del giudice di merito.

ART. 384 - ENUNCIAZIONE DEL PRINCIPIO DI DIRITTO E DECISIONE DELLA CAUSA NEL MERITO

(Procedura civile)

La Corte enuncia il principio di diritto quando decide il ricorso proposto a norma dell´articolo 360, primo comma, n. 3), e in ogni altro caso in cui, decidendo su altri motivi del ricorso, risolve una questione di diritto di particolare importanza.
La Corte, quando accoglie il ricorso, cassa la sentenza rinviando la causa ad altro giudice, il quale deve uniformarsi al principio di diritto e comunque a quanto statuito dalla Corte, ovvero decide la causa nel merito qualora non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.
Se ritiene di porre a fondamento della sua decisione una questione rilevata d´ufficio, la Corte riserva la decisione, assegnando con ordinanza al pubblico ministero e alle parti un termine non inferiore a venti e non superiore a sessanta giorni dalla comunicazione per il deposito in cancelleria di osservazioni sulla medesima questione.
Non sono soggette a cassazione le sentenze erroneamente motivate in diritto, quando il dispositivo sia conforme al diritto; in tal caso la Corte si limita a correggere la motivazione.


[Note]

La L. 26 novembre 1990, n. 353, come modificata dalla L. 4 dicembre 1992, n. 477, ha disposto (con l´art. 92, comma 1) che ´Fatta eccezione per la disposizione di cui all´articolo 1, la presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1993. Ai giudizi pendenti a tale data si applicano, fino al 2 gennaio 1994, le disposizioni anteriormente vigenti.´



La L. 26 novembre 1990, n. 353, come modificata dal D.L. 7 ottobre 1994, n. 571, convertito con modificazioni dalla L. 6 dicembre 1994, n. 673, ha disposto (con l´art. 92, comma 1) che ´Fatta eccezione per la disposizione di cui all´articolo 1, la presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1993. Ai giudizi pendenti a tale data si applicano, fino al 30 aprile 1995, le disposizioni anteriormente vigenti.´

ART. 111 - SUCCESSIONE A TITOLO PARTICOLARE NEL DIRITTO CONTROVERSO

(Procedura civile)

Se nel corso del processo si trasferisce il diritto controverso per atto tra vivi a titolo particolare, il processo prosegue tra le parti originarie.
Se il trasferimento a titolo particolare avviene a causa di morte, il processo è proseguito dal successore universale o in suo confronto.
In ogni caso il successore a titolo particolare può intervenire o essere chiamato nel processo e, se le altre parti vi consentono, l´alienante o il successore universale può esserne estromesso.
La sentenza pronunciata contro questi ultimi spiega sempre i suoi effetti anche contro il successore a titolo particolare ed è impugnabile anche da lui, salve le norme sull´acquisto in buona fede dei mobili e sulla trascrizione ....

ART. 113 - PRONUNCIA SECONDO DIRITTO

(Procedura civile)

Nel pronunciare sulla causa il giudice deve seguire le norme del diritto, salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equità.
Il giudice di pace decide secondo equità le cause il cui valore non eccede millecento euro, salvo quelle derivanti da rapporti giuridici relativi a contratti conclusi secondo le modalità di cui all´articolo 1342 del codice civile.


[Note]

La L. 25 luglio 1966, n. 571 come modificata dall´errata corrige in G.U. 03/08/1966, n. 192 ha disposto (con l´art. 2, comma 1) che ´Il limite di valore entro il quale il conciliatore decide le cause secondo equità ed inappellabilmente, a norma degli articoli 113, secondo comma, e 339, ultimo comma del Codice di procedura civile, è elevato a lire ventimila.´



La L. 21 novembre 1991, n. 374 come modificata dal D.L. 7 ottobre 1994, n. 571, convertito con modificazioni dalla L. 6 dicembre 1994, n. 673 ha disposto (con l´art. 49, comma 1) che ´Le disposizioni di cui agli articoli 3, commi 2 e 3; 7; 9; 10; 11; 13; da 15 a 34; da 39 a 41 e da 43 a 47 hanno efficacia a partire dal 1 maggio 1995.´



Il D.L. 8 febbraio 2003, n. 18, convertito con modificazioni dalla L. 7 aprile 2003, n. 63 ha disposto (con l´art. 1-bis, comma 1) che la disposizione di cui al comma secondo si applica ai giudizi instaurati con citazione notificata dal 10 febbraio 2003.



La Corte Cotituzionale con sentenza 5-6 luglio 2004, n. 206 (in G.U. 1a s.s. 14/07/2004 n. 27) ha dichiarato ´l´illegittimità costituzionale dell´art. 113, secondo comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevede che il giudice di pace debba osservare i principi informatori della materia´.

ART. 816-QUINQUIES - INTERVENTO DI TERZI E SUCCESSIONE NEL DIRITTO CONTROVERSO

(Procedura civile)

L´intervento volontario o la chiamata in arbitrato di un terzo sono ammessi solo con l´accordo del terzo e delle parti e con il consenso degli arbitri.
Sono sempre ammessi l´intervento previsto dal secondo comma dell´articolo 105 e l´intervento del litisconsorte necessario.
Si applica l´articolo 111.

ART. 771 - PERSONE CHE HANNO DIRITTO DI ASSISTERE ALL´INVENTARIO

(Procedura civile)

Hanno diritto di assistere alla formazione dell´inventario:
1) il coniuge superstite;
2) gli eredi legittimi presunti;
3) l´esecutore testamentario, gli eredi istituiti e i legatari;
4) i creditori che hanno fatto opposizione alla rimozione dei sigilli.

ART. 482 - DIRITTO DELLE PARTI IN ORDINE ALLA DOCUMENTAZIONE

(Procedura penale)

1. Le parti hanno diritto di fare inserire nel verbale, entro i limiti strettamente necessari, ogni dichiarazione a cui abbiano interesse, purchè non contraria alla legge. Le memorie scritte presentate dalle parti a sostegno delle proprie richieste e conclusioni sono allegate al verbale.
2. Il presidente può disporre, anche di ufficio, che l´ausiliario dia lettura di singole parti del verbale al fine di verificarne la fedeltà e la completezza. Sulla domanda di rettificazione o di cancellazione nonchè sulle questioni relative a quanto previsto dal comma 1, il presidente decide con ordinanza.

ART. 369-BIS - INFORMAZIONE DELLA PERSONA SOTTOPOSTA ALLE INDAGINI SUL DIRITTO DI DIFESA

(Procedura penale)

1. Al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima dell´invito a presentarsi per rendere l´interrogatorio ai sensi del combinato disposto degli articoli 375, comma 3, e 416, ovvero, al più tardi, contestualmente all´avviso della conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell´articolo 415-bis, il pubblico ministero, a pena di nullità degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la comunicazione della nomina del difensore d´ufficio.
2. La comunicazione di cui al comma 1 deve contenere:
a) l´informazione della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, con l´indicazione della facoltà e dei diritti attribuiti dalla legge alla persona sottoposta alle indagini;
b) il nominativo del difensore d´ufficio e il suo indirizzo e recapito telefonico;
c) l´indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia con l´avvertimento che, in mancanza, l´indagato sarà assistito da quello nominato d´ufficio;
d) l´indicazione dell´obbligo di retribuire il difensore d´ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al beneficio di cui alla lettera e) e l´avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata;
d-bis) l´informazione del diritto all´interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
e) l´indicazione delle condizioni per l´ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

ART. 366 - DEPOSITO DEGLI ATTI CUI HANNO DIRITTO DI ASSISTERE I DIFENSORI

(Procedura penale)

1. Salvo quanto previsto da specifiche disposizioni, i verbali degli atti compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria ai quali il difensore ha diritto di assistere, sono depositati nella segreteria del pubblico ministero entro il terzo giorno successivo al compimento dell´atto, con facoltà per il difensore di esaminarli ed estrarne copia nei cinque giorni successivi. Quando non è stato dato avviso del compimento dell´atto, al difensore è immediatamente notificato l´avviso di deposito e il termine decorre dal ricevimento della notificazione. Il difensore ha facoltà di esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano e, se si tratta di documenti, di estrarne copia .
2. Il pubblico ministero con decreto motivato, può disporre, per gravi motivi, che il deposito degli atti indicati nel comma 1 e l´esercizio della facoltà indicata nel terzo periodo dello stesso comma siano ritardati, senza pregiudizio di ogni altra attività del difensore, per non oltre trenta giorni. Contro il decreto del pubblico ministero la persona sottoposta ad indagini ed il difensore, possono proporre opposizione al giudice, che provvede ai sensi dell´articolo 127 .

ART. 365 - ATTI AI QUALI IL DIFENSORE HA DIRITTO DI ASSISTERE SENZA AVVISO

(Procedura penale)

1. Il pubblico ministero, quando procede al compimento di atti di perquisizione o sequestro, chiede alla persona sottoposta alle indagini, che sia presente, se è assistita da un difensore di fiducia e, qualora ne sia priva, designa un difensore di ufficio a norma dell´articolo 97 comma 3.
2. Il difensore ha facoltà di assistere al compimento dell´atto, fermo quanto previsto dall´articolo 249.
3. Si applicano le disposizioni dell´articolo 364 comma 7.

ART. 190 - DIRITTO ALLA PROVA

(Procedura penale)

1. Le prove sono ammesse a richiesta di parte. Il giudice provvede senza ritardo con ordinanza escludendo le prove vietate dalla legge e quelle che manifestamente sono superflue o irrilevanti.
2. La legge stabilisce i casi in cui le prove sono ammesse di ufficio.
3. I provvedimenti sull´ammissione della prova possono essere revocati sentite le parti in contraddittorio.

ART. 143 - DIRITTO ALL´INTERPRETE E ALLA TRADUZIONE DI ATTI FONDAMENTALI

(Procedura penale)

1. L´imputato che non conosce la lingua italiana ha diritto di farsi assistere gratuitamente, indipendentemente dall´esito del procedimento, da un interprete al fine di poter comprendere l´accusa contro di lui formulata e di seguire il compimento degli atti e lo svolgimento delle udienze cui partecipa. Ha altresì diritto all´assistenza gratuita di un interprete per le comunicazioni con il difensore prima di rendere un interrogatorio, ovvero al fine di presentare una richiesta o una memoria nel corso del procedimento.
2. Negli stessi casi l´autorità procedente dispone la traduzione scritta, entro un termine congruo tale da consentire l´esercizio dei diritti e della facoltà della difesa, dell´informazione di garanzia, dell´informazione sul diritto di difesa, dei provvedimenti che dispongono misure cautelari personali, dell´avviso di conclusione delle indagini preliminari, dei decreti che dispongono l´udienza preliminare e la citazione a giudizio, delle sentenze e dei decreti penali di condanna.
3. La traduzione gratuita di altri atti o anche solo di parte di essi, ritenuti essenziali per consentire all´imputato di conoscere le accuse a suo carico, può essere disposta dal giudice, anche su richiesta di parte, con atto motivato, impugnabile unitamente alla sentenza.
4. L´accertamento sulla conoscenza della lingua italiana è compiuto dall´autorità giudiziaria. La conoscenza della lingua italiana è presunta fino a prova contraria per chi sia cittadino italiano.
5. L´interprete e il traduttore sono nominati anche quando il giudice, il pubblico ministero o l´ufficiale di polizia giudiziaria ha personale conoscenza della lingua o del dialetto da interpretare.
6. La nomina del traduttore per gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3 è regolata dagli articoli 144 e seguenti del presente titolo. La prestazione dell´ufficio di interprete e di traduttore è obbligatoria.

ART. 696 - PREVALENZA DELLE CONVENZIONI E DEL DIRITTO INTERNAZIONALE GENERALE

(Procedura penale)

1. Le estradizioni, le rogatorie internazionali, gli effetti delle sentenze penali straniere, l´esecuzione all´estero delle sentenze penali italiane e gli altri rapporti con le autorità straniere, relativi all´amministrazione della giustizia in materia penale, sono disciplinati dalle norme della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959 e dalle altre norme delle convenzioni internazionali in vigore per lo Stato e dalle norme di diritto internazionale generale.
2. Se tali norme mancano o non dispongono diversamente, si applicano le norme che seguono.

ART. 25 - DIRITTO DI AFFISSIONE

(Statuto dei lavoratori)

Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere,
su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l´obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all´interno dell´unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.

ART. 14 - DIRITTO DI ASSOCIAZIONE E DI ATTIVITÀ SINDACALE

(Statuto dei lavoratori)

Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di
svolgere attività sindacale, è garantito a tutti i lavoratori all´interno dei luoghi di lavoro.

ART. 10 - DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE

(Testo unico enti locali)

1. Tutti gli atti dell´amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l´esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.
2. Il regolamento assicura ai cittadini, singoli e associati, il diritto di accesso agli atti amministrativi e disciplina il rilascio di copie di atti previo pagamento dei soli costi; individua, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti; detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l´informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull´ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino; assicura il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui è in possesso l´amministrazione.
3. Al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all´attività dell´amministrazione, gli enti locali assicurano l´accesso alle strutture, ed ai servizi gli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni.

ART. 2723 - PATTI POSTERIORI ALLA FORMAZIONE DEL DOCUMENTO

(Codice civile)

Qualora si alleghi che, dopo la formazione di un documento, è stato stipulato un patto aggiunto o contrario al contenuto di esso, l´autorità giudiziaria può consentire la prova per testimoni soltanto se, avuto riguardo alla qualità delle parti, alla natura del contratto e a ogni altra circostanza, appare verosimile che siano state fatte aggiunte o modificazioni verbali.

ART. 363 - FORMAZIONE DELL´INVENTARIO

(Codice civile)

L´inventario si fa col ministero del cancelliere del tribunale o di un notaio a ciò delegato dal giudice tutelare, con l´intervento del protutore e, se è possibile, anche del minore che abbia compiuto gli anni sedici, e con l´assistenza di due testimoni scelti preferibilmente fra i parenti o gli amici della famiglia.112a
Il giudice può consentire che l´inventario sia fatto senza ministero di cancelliere o di notaio, se il valore presumibile del patrimonio non eccede quindicimila lire.
L´inventario è depositato presso il tribunale.112a
Nel verbale di deposito il tutore e il protutore ne dichiarano con giuramento la sincerità.

[Note]

Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall´articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3.´


Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3.´

ART. 686 - ALIENAZIONE E TRASFORMAZIONE DELLA COSA LEGATA

(Codice civile)

L´alienazione che il testatore faccia della cosa legata o di parte di essa, anche mediante vendita con patto di riscatto, revoca il legato riguardo a ciò che è stato alienato, anche quando l´alienazione è annullabile per cause diverse dai vizi del consenso, ovvero la cosa ritorna in proprietà del testatore.
Lo stesso avviene se il testatore ha trasformato la cosa legata in un´altra, in guisa che quella abbia perduto la precedente forma e la primitiva denominazione.
E´ ammessa la prova di una diversa volontà del testatore.

ART. 726 - STIMA E FORMAZIONE DELLE PARTI

(Codice civile)

Fatti i prelevamenti, si provvede alla stima di ciò che rimane nella massa, secondo il valore venale dei singoli oggetti.
Eseguita la stima, si procede alla formazione di tante porzioni quanti sono gli eredi o le stirpi condividenti in proporzione delle quote.

ART. 727 - NORME PER LA FORMAZIONE DELLE PORZIONI

(Codice civile)

Salvo quanto è disposto dagli articoli 720 e 722, le porzioni devono essere formate, previa stima dei beni, comprendendo una quantità di mobili, immobili e crediti di eguale natura e qualità, in proporzione dell´entità di ciascuna quota.
Si deve tuttavia evitare, per quanto è possibile, il frazionamento delle biblioteche, gallerie e collezioni che hanno un´importanza storica, scientifica o artistica.

ART. 2064 - FORMAZIONE E PUBBLICAZIONE

(Codice civile)

La formazione e la pubblicazione delle ordinanze corporative e degli accordi economici collettivi sono regolate dalle leggi speciali.

ART. 2499 - LIMITI ALLA TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

Può farsi luogo alla trasformazione anche in pendenza di procedura concorsuale, purchè non vi siano incompatibilità con le finalità o lo stato della stessa.

ART. 2500 - CONTENUTO, PUBBLICITÀ ED EFFICACIA DELL´ATTO DI TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

La trasformazione in società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata deve risultare da atto pubblico, contenente le indicazioni previste dalla legge per l´atto di costituzione del tipo adottato.
L´atto di trasformazione è soggetto alla disciplina prevista per il tipo adottato ed alle forme di pubblicità relative, nonchè alla pubblicità richiesta per la cessazione dell´ente che effettua la trasformazione.
La trasformazione ha effetto dall´ultimo degli adempimenti pubblicitari di cui al comma precedente.

ART. 2500-BIS - INVALIDITÀ DELLA TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

Eseguita la pubblicità di cui all´articolo precedente, l´invalidità dell´atto di trasformazione non può essere pronunciata.
Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai partecipanti all´ente trasformato ed ai terzi danneggiati dalla trasformazione.

ART. 2500-TER - TRASFORMAZIONE DI SOCIETÀ DI PERSONE

(Codice civile)

Salvo diversa disposizione del contratto sociale, la trasformazione di società di persone in società di capitali è decisa con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili; in ogni caso al socio che non ha concorso alla decisione spetta il diritto di recesso.
Nei casi previsti dal precedente comma il capitale della società risultante dalla trasformazione deve essere determinato sulla base dei valori attuali degli elementi dell´attivo e del passivo e deve risultare da relazione di stima redatta a norma dell´articolo 2343 ovvero dalla documentazione di cui all´articolo 2343-ter ovvero, infine, nel caso di società a responsabilità limitata, dell´articolo 2465. Si applicano altresì, nel caso di società per azioni o in accomandita per azioni, il secondo, terzo e, in quanto compatibile, quarto comma dell´articolo 2343 ovvero, nelle ipotesi di cui al primo e secondo comma dell´articolo 2343-ter, il terzo comma del medesimo articolo.

ART. 2500-SEXIES - TRASFORMAZIONE DI SOCIETÀ DI CAPITALI

(Codice civile)

Salvo diversa disposizione dello statuto, la deliberazione di trasformazione di società di capitali in società di persone è adottata con le maggioranze previste per le modifiche dello statuto. E´ comunque richiesto il consenso dei soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata.
Gli amministratori devono predisporre una relazione che illustri le motivazioni e gli effetti della trasformazione. Copia della relazione deve restare depositata presso la sede sociale durante i trenta giorni che precedono l´assemblea convocata per deliberare la trasformazione; i soci hanno diritto di prenderne visione e di ottenerne gratuitamente copia.
Ciascun socio ha diritto all´assegnazione di una partecipazione proporzionale al valore della sua quota o delle sue azioni.
I soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata, rispondono illimitatamente anche per le obbligazioni sociali sorte anteriormente alla trasformazione.

ART. 2500-SEPTIES - TRASFORMAZIONE ETEROGENEA DA SOCIETÀ DI CAPITALI

(Codice civile)

Le società disciplinate nei capi V, VI, VII del presente titolo possono trasformarsi in consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni.
Si applica l´articolo 2500-sexies, in quanto compatibile.
La deliberazione deve essere assunta con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto, e comunque con il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata.
La deliberazione di trasformazione in fondazione produce gli effetti che il capo II del titolo II del Libro primo ricollega all´atto di fondazione o alla volontà del fondatore.

ART. 2500-OCTIES - TRASFORMAZIONE ETEROGENEA IN SOCIETÀ DI CAPITALI

(Codice civile)

I consorzi, le società consortili, le comunioni d´azienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni possono trasformarsi in una delle società disciplinate nei capi V, VI e VII del presente titolo.
La deliberazione di trasformazione deve essere assunta, nei consorzi, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consorziati; nelle comunioni di aziende all´unanimità; nelle società consortili e nelle associazioni con la maggioranza richiesta dalla legge o dall´atto costitutivo per lo scioglimento anticipato.
La trasformazione di associazioni in società di capitali può essere esclusa dall´atto costitutivo o, per determinate categorie di associazioni, dalla legge; non è comunque ammessa per le associazioni che abbiano ricevuto contributi pubblici oppure liberalità e oblazioni del pubblico. Il capitale sociale della società risultante dalla trasformazione è diviso in parti uguali fra gli associati, salvo diverso accordo tra gli stessi.
La trasformazione di fondazioni in società di capitali è disposta dall´autorità governativa, su proposta dell´organo competente. Le azioni o quote sono assegnate secondo le disposizioni dell´atto di fondazione o, in mancanza, dell´articolo 31.

ART. 2545-DECIES - TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

Le società cooperative diverse da quelle a mutualità prevalente possono deliberare, con il voto favorevole di almeno la metà dei soci della cooperativa, la trasformazione in una società del tipo previsto dal titolo V, capi II, III, IV, V, VI e VII, o in consorzio.
Quando i soci sono meno di cinquanta, la deliberazione deve essere approvata con il voto favorevole dei due terzi di essi. Quando i soci sono più di diecimila, l´atto costitutivo può prevedere che la trasformazione sia deliberata con il voto favorevole dei due terzi dei votanti se all´assemblea sono presenti, personalmente o per delega, almeno il venti per cento dei soci.
All´esito della trasformazione gli strumenti finanziari con diritto di voto sono convertiti in partecipazioni ordinarie, conservando gli eventuali privilegi.

ART. 28 - TRASFORMAZIONE DELLE FONDAZIONI

(Codice civile)

Quando lo scopo è esaurito o divenuto impossibile o di scarsa utilità, o il patrimonio è divenuto insufficiente, l´autorità governativa, anzichè dichiarare estinta la fondazione, può provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno possibile dalla volontà del fondatore.
La trasformazione non è ammessa quando i fatti che vi darebbero luogo sono considerati nell´atto di fondazione come causa di estinzione della persona giuridica e di devoluzione dei beni a terze persone.
Le disposizioni del primo comma di questo articolo e dell´art. 26 non si applicano alle fondazioni destinate a vantaggio soltanto di una o più famiglie determinate.

ART. 2545-UNDECIES - DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO E BILANCIO DI TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

La deliberazione di trasformazione devolve il valore effettivo del patrimonio, dedotti il capitale versato e rivalutato e i dividendi non ancora distribuiti, eventualmente aumentato fino a concorrenza dell´ammontare minimo del capitale della nuova società, esistenti alla data di trasformazione, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Alla proposta di deliberazione di trasformazione gli amministratori allegano una relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società cooperativa, attestante il valore effettivo del patrimonio dell´impresa.
L´assemblea non può procedere alla deliberazione di cui ai precedenti commi qualora la cooperativa non sia stata sottoposta a revisione da parte dell´autorità di vigilanza nell´anno precedente o, comunque, gli amministratori non ne abbiano fatto richiesta da almeno novanta giorni.

ART. 2632 - FORMAZIONE FITTIZIA DEL CAPITALE

(Codice civile)

Gli amministratori e i soci conferenti che, anche in parte, formano od aumentano fittiziamente il capitale sociale mediante attribuzioni di azioni o quote in misura complessivamente superiore all´ammontare del capitale sociale, sottoscrizione reciproca di azioni o quote, sopravvalutazione rilevante dei conferimenti di beni in natura o di crediti ovvero del patrimonio della società nel caso di trasformazione, sono puniti con la reclusione fino ad un anno.

ART. 212 - CASI DI SOSPENSIONE O DI TRASFORMAZIONE DI MISURE DI SICUREZZA

(Codice penale)

L´esecuzione di una misura di sicurezza applicata a persona imputabile è sospesa se questa deve scontare una pena detentiva, e riprende il suo corso dopo l´esecuzione della pena.
Se la persona sottoposta a una misura di sicurezza detentiva è colpita da un´infermità  psichica, il giudice ne ordina il ricovero in un manicomio giudiziario, ovvero in una casa di cura e di custodia.
Quando sia cessata l´infermità , il giudice, accertato che la persona è socialmente pericolosa, ordina che essa sia assegnata ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro ovvero a un riformatorio giudiziario se non crede di sottoporla a libertà  vigilata.
Se l´infermità  psichica colpisce persona sottoposta a misura di sicurezza non detentiva o a cauzione di buona condotta , e l´infermo viene ricoverato in un manicomio comune, cessa l´esecuzione di dette misure. Nondimeno, se si tratta di persona sottoposta a misura di sicurezza personale non detentiva, il giudice, cessata l´infermità , procede a nuovo accertamento ed applica una misura di sicurezza personale non detentiva qualora la persona risulti ancora pericolosa.

ART. 653 - FORMAZIONE DI CORPI ARMATI NON DIRETTI A COMMETTERE REATI

(Codice penale)

Chiunque, senza autorizzazione, forma un corpo armato non diretto a commettere reati è punito con l´arresto fino a un anno.

ART. 306 - BANDA ARMATA: FORMAZIONE E PARTECIPAZIONE

(Codice penale)

Quando, per commettere uno dei delitti indicati nell´articolo 302, si forma una banda armata, coloro che la promuovono o costituiscono od organizzano, soggiacciono, per ciò solo alla pena della reclusione da cinque a quindici anni.
Per il solo fatto di partecipare alla banda armata la pena è della reclusione da tre a nove anni.
I capi o i sovventori della banda armata soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.

ART. 164 - OMESSA INFORMAZIONE O ESIBIZIONE AL GARANTE

(Legge sulla privacy)

1. Chiunque omette di fornire le informazioni o di esibire i
documenti richiesti dal Garante ai sensi degli articoli 150, comma 2, e 157 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro a sessantamila euro .

ART. 596 - FORMAZIONE DEL PROGETTO DI DISTRIBUZIONE

(Procedura civile)

Se non si può provvedere a norma dell´articolo 510 primo comma, il giudice dell´esecuzione o il professionista delegato a norma dell´articolo 591-bis, non più tardi di trenta giorni dal versamento del prezzo, provvede a formare un progetto di distribuzione contenente la graduazione dei creditori che vi partecipano, e lo deposita in cancelleria affinchè possa essere consultato dai creditori e dal debitore, fissando l´udienza per la loro audizione.113a
Tra la comunicazione dell´invito e l´udienza debbono intercorrere almeno dieci giorni.


[Note]

Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito con modificazioni dalla L. 17 agosto 2005, n. 168, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-quater) che la presente modifica ha effetto a decorrere dal 1 gennaio 2006.



Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-sexies) che ´Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° gennaio 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l´osservanza delle norme precedentemente in vigore. L´intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° gennaio 2006.)´



Il D.L.14 marzo 2005, n. 35,convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 , come modificato dal D.L.30 dicembre 2005, n. 273, convertito con modificazioni dalla L. 23 febbraio 2006, n. 51, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-sexies) che ´Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° marzo 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l´osservanza delle norme precedentemente in vigore. L´intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° marzo 2006.´

ART. 168 - ISCRIZIONE DELLA CAUSA A RUOLO E FORMAZIONE DEL FASCICOLO D´UFFICIO

(Procedura civile)

All´atto della costituzione dell´attore, o, se questi non si è costituito, all´atto della costituzione del convenuto, su presentazione della nota d´iscrizione a ruolo, il cancelliere iscrive la causa nel ruolo generale.
Contemporaneamente il cancelliere forma il fascicolo d´ufficio, nel quale inserisce la nota d´iscrizione a ruolo, copia dell´atto di citazione, delle comparse e delle memorie in carta non bollata e, successivamente, i processi verbali d´udienza, i provvedimenti del giudice, gli atti d´istruzione e la copia del dispositivo delle sentenze.

ART. 256-BIS - ACQUISIZIONE DI DOCUMENTI, ATTI O ALTRE COSE DA PARTE DELL´AUTORITÀ GIUDIZIARIA PRESSO LE SEDI DEI SERVIZI DI INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA

(Procedura penale)

1. Quando deve disporre l´acquisizione di documenti, atti o altre cose presso le sedi dei servizi di informazione per la sicurezza, presso gli uffici del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o comunque presso uffici collegati all´esercizio delle funzioni di informazione per la sicurezza della Repubblica, l´autorità giudiziaria indica nell´ordine di esibizione, in modo quanto più possibile specifico, i documenti, gli atti e le cose oggetto della richiesta.
2. L´autorità giudiziaria procede direttamente sul posto all´esame dei documenti, degli atti e delle cose e acquisisce agli atti quelli strettamente indispensabili ai fini dell´indagine. Nell´espletamento di tale attività, l´autorità giudiziaria può avvalersi della collaborazione di ufficiali di polizia giudiziaria.
3. Quando ha fondato motivo di ritenere che i documenti, gli atti o le cose esibiti non siano quelli richiesti o siano incompleti, l´autorità giudiziaria informa il Presidente del Consiglio dei ministri, che provvede a disporre la consegna di ulteriori documenti, atti o cose o, se ne ricorrono i presupposti, a confermare l´inesistenza di ulteriori documenti, atti o cose.
4. Quando deve essere acquisito, in originale o in copia, un documento, un atto o una cosa, originato da un organismo informativo estero, trasmesso con vincolo di non divulgazione, l´esame e la consegna immediata sono sospesi e il documento, l´atto o la cosa è trasmesso immediatamente al Presidente del Consiglio dei ministri affinchè vengano assunte le necessarie iniziative presso l´autorità estera per le relative determinazioni in ordine all´apposizione del segreto di Stato.
5. Nell´ipotesi prevista al comma 4, il Presidente del Consiglio dei ministri autorizza l´acquisizione del documento, dell´atto o della cosa ovvero oppone o conferma il segreto di Stato entro sessanta giorni dalla trasmissione.
6. Se il Presidente del Consiglio dei ministri non si pronuncia nel termine di cui al comma 5, l´autorità giudiziaria acquisisce il documento, l´atto o la cosa.

ART. 270-BIS - COMUNICAZIONI DI SERVIZIO DI APPARTENENTI AL DIPARTIMENTO DELLE INFORMAZIONI PER LA SICUREZZA E AI SERVIZI DI INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA

(Procedura penale)

1. L´autorità giudiziaria, quando abbia acquisito, tramite intercettazioni, comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o ai servizi di informazione per la sicurezza, dispone l´immediata secretazione e la custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti concernenti tali comunicazioni.
2. Terminate le intercettazioni, l´autorità giudiziaria trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri copia della documentazione contenente le informazioni di cui intende avvalersi nel processo, per accertare se taluna di queste informazioni sia coperta da segreto di Stato.
3. Prima della risposta del Presidente del Consiglio dei ministri, le informazioni ad esso inviate possono essere utilizzate solo se vi è pericolo di inquinamento delle prove, o pericolo di fuga, o quando è necessario intervenire per prevenire o interrompere la commissione di un delitto per il quale sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. Resta ferma la disciplina concernente la speciale causa di giustificazione prevista per attività del personale dei servizi di informazione per la sicurezza.
4. Se entro sessanta giorni dalla notificazione della richiesta il Presidente del Consiglio dei ministri non oppone il segreto, l´autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l´ulteriore corso del procedimento.
5. L´opposizione del segreto di Stato inibisce all´autorità giudiziaria l´utilizzazione delle notizie coperte dal segreto.
6. Non è in ogni caso precluso all´autorità giudiziaria di procedere in base ad elementi autonomi e indipendenti dalle informazioni coperte dal segreto.
7. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, qualora il conflitto sia risolto nel senso dell´insussistenza del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri non può più opporlo con riferimento al medesimo oggetto. Qualora il conflitto sia risolto nel senso della sussistenza del segreto di Stato, l´autorità giudiziaria non può acquisire né utilizzare, direttamente o indirettamente, atti o documenti sui quali è stato opposto il segreto di Stato.
8. In nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale. La Corte adotta le necessarie garanzie per la segretezza del procedimento.

ART. 369-BIS - INFORMAZIONE DELLA PERSONA SOTTOPOSTA ALLE INDAGINI SUL DIRITTO DI DIFESA

(Procedura penale)

1. Al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima dell´invito a presentarsi per rendere l´interrogatorio ai sensi del combinato disposto degli articoli 375, comma 3, e 416, ovvero, al più tardi, contestualmente all´avviso della conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell´articolo 415-bis, il pubblico ministero, a pena di nullità degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la comunicazione della nomina del difensore d´ufficio.
2. La comunicazione di cui al comma 1 deve contenere:
a) l´informazione della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, con l´indicazione della facoltà e dei diritti attribuiti dalla legge alla persona sottoposta alle indagini;
b) il nominativo del difensore d´ufficio e il suo indirizzo e recapito telefonico;
c) l´indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia con l´avvertimento che, in mancanza, l´indagato sarà assistito da quello nominato d´ufficio;
d) l´indicazione dell´obbligo di retribuire il difensore d´ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al beneficio di cui alla lettera e) e l´avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata;
d-bis) l´informazione del diritto all´interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
e) l´indicazione delle condizioni per l´ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

ART. 452 - TRASFORMAZIONE DEL RITO

(Procedura penale)

1. Se il giudizio direttissimo risulta promosso fuori dei casi previsti dall´articolo 449, il giudice dispone con ordinanza la restituzione degli atti al pubblico ministero.
2. Se l´imputato chiede il giudizio abbreviato, il giudice, prima che sia dichiarato aperto il dibattimento, dispone con ordinanza la prosecuzione del giudizio con il rito abbreviato. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all´articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l´ordinanza con cui era ststo disposto il giudizio abbreviato, fissa l´udienza per il giudizio direttissimo.


[Note]

La Corte costituzionale con sentenza 4-12 aprile 1990, n. 183 (in G.U. 1a s.s. 18/04/1990, n. 16) ha dichiarato ´l´ illegittimità costituzionale dell´art. 452, comma 2, del codice di procedura penale del 1988, nella parte in cui non prevede che il pubblico ministero, quando non consente alla richiesta di trasformazione del giudizio direttissimo in giudizio abbreviato, debba enunciare le ragioni del suo dissenso e nella parte in cui non prevede che il giudice, quando, a giudizio direttissimo concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all´imputato la riduzione di pena contemplata dall´art. 442, comma 2, dello stesso codice.´

ART. 369 - INFORMAZIONE DI GARANZIA

(Procedura penale)

1. Solo quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere, il pubblico ministero invia per posta, in piego chiuso raccomandato con ricevuta di ritorno, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa una informazione di garanzia con indicazione delle norme di legge che si assumono violate, dell a data e del luogo del fatto e con invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia.
1-bis. Il pubblico ministero informa altresì la persona sottoposta alle indagini e la persona offesa del diritto alla comunicazione previsto dall´articolo 335, comma 3.
2. Qualora ne ravvisi la necessità ovvero l´ufficio postale restituisca il piego per irreperibilità del destinatario, il pubblico ministero può disporre che l´informazione di garanzia sia notificata a norma dell´articolo 151.

ART. 10 - DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE

(Testo unico enti locali)

1. Tutti gli atti dell´amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l´esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.
2. Il regolamento assicura ai cittadini, singoli e associati, il diritto di accesso agli atti amministrativi e disciplina il rilascio di copie di atti previo pagamento dei soli costi; individua, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti; detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l´informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull´ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino; assicura il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui è in possesso l´amministrazione.
3. Al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all´attività dell´amministrazione, gli enti locali assicurano l´accesso alle strutture, ed ai servizi gli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni.

ART. 115 - TRASFORMAZIONE DELLE AZIENDE SPECIALI IN SOCIETÀ PER AZIONI

(Testo unico enti locali)

1. I comuni, le province e gli altri enti locali possono, per atto
unilaterale, trasformare le aziende speciali in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione. Il capitale iniziale di tali società è determinato dalla deliberazione di trasformazione in misura non inferiore al fondo di dotazione delle aziende speciali risultante dall´ultimo bilancio di esercizio approvato e comunque in misura non inferiore all´importo minimo richiesto per la costituzione delle società medesime. L´eventuale residuo del patrimonio netto conferito è imputato a riserve e fondi, mantenendo ove possibile le denominazioni e le destinazioni previste nel bilancio delle aziende originarie. Le società conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione e subentrano pertanto in tutti i rapporti attivi e passivi delle aziende originarie.
2. La deliberazione di trasformazione tiene luogo di tutti gli
adempimenti in materia di costituzione delle società previsti dalla normativa vigente, ferma l´applicazione delle disposizioni degli articoli 2330, commi terzo e quarto, e 2330-bis del codice civile.
3. Ai fini della definitiva determinazione dei valori patrimoniali
conferiti, entro tre mesi dalla costituzione delle società, gli amministratori devono richiedere a un esperto designato dal presidente del tribunale una relazione giurata ai sensi e per gli effetti dell´articolo 2343, primo comma, del codice civile. Entro sei mesi dal ricevimento di tale relazione gli amministratori e i sindaci determinano i valori definitivi di conferimento dopo avere controllato le valutazioni contenute nella relazione stessa e, se sussistono fondati motivi, aver proceduto alla revisione della stima.
Fino a quando i valori di conferimento non sono stati determinati in via definitiva le azioni delle società sono inalienabili.
4. Le società di cui al comma 1 possono essere costituite anche ai
fini dell´applicazione delle norme di cui al decreto-legge 21 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474.
5. COMMA ABROGATO DALLA L. 28 DICEMBRE 2001, N.448.
6. Il conferimento e l´assegnazione dei beni degli enti locali e
delle aziende speciali alle società di cui al comma 1 sono esenti da imposizioni fiscali, dirette e indirette, statali e regionali.
7. La deliberazione di cui al comma 1 può anche prevedere la
scissione dell´Azienda, speciale e la destinazione a società di nuova costituzione di un ramo aziendale di questa. Si applicano, in tal caso, per quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 del presente articolo, nonchè agli articoli 2504-septies e 2504-decies del codice civile.
7-bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano
anche alla trasformazione dei consorzi, intendendosi sostituita al consiglio comunale l´assemblea consortile. In questo caso le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei componenti; gli enti locali che non intendono partecipare alla società hanno diritto alla liquidazione sulla base del valore nominale iscritto a bilancio della relativa quota di capitale.
7-ter. Alla privatizzazione di enti ed aziende delle regioni a
statuto ordinario e ad autonomia speciale, fermo restando quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia, si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi. Delle obbligazioni sorte anteriormente alla costituzione delle società di capitali di cui al comma 1 rispondono in ogni caso le regioni.

ART. 120 - SOCIETÀ DI TRASFORMAZIONE URBANA

(Testo unico enti locali)

1. Le città metropolitane e i comuni, anche con la partecipazione
della provincia e della regione, possono costituire società per azioni per progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti. A tal fine le deliberazioni dovranno in ogni caso prevedere che gli azionisti privati delle società per azioni siano scelti tramite procedura di evidenza pubblica.
2. Le società di trasformazione urbana provvedono alla
preventiva acquisizione degli immobili interessati dall´intervento, alla trasformazione e alla commercializzazione degli stessi. Le acquisizioni possono avvenire consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte del comune.
3. Gli immobili interessati dall´intervento di trasformazione sono
individuati con delibera del consiglio comunale. L´individuazione degli immobili equivale a dichiarazione di pubblica utilità, anche per gli immobili non interessati da opere pubbliche. Gli immobili di proprietà degli enti locali interessati dall´intervento possono essere conferiti alla società anche a titolo di concessione .
4. I rapporti tra gli enti locali azionisti e la società per
azioni di trasformazione urbana sono disciplinati da una convenzione contenente, a pena di nullità, gli obblighi e i diritti delle parti.

ART. 161 - OMESSA O INIDONEA INFORMATIVA ALL´INTERESSATO

(Legge sulla privacy)

1. La violazione delle disposizioni di cui all´articolo 13 è
punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro .

ART. 80 - INFORMATIVA DA PARTE DI ALTRI SOGGETTI PUBBLICI

(Legge sulla privacy)

1. Oltre a quanto previsto dall´articolo 79, possono avvalersi
della facoltà di fornire un´unica informativa per una pluralità di trattamenti di dati effettuati, a fini amministrativi e in tempi diversi, rispetto a dati raccolti presso l´interessato e presso terzi, i competenti servizi o strutture di soggetti pubblici operanti in ambito sanitario o della prevenzione e sicurezza del lavoro.
2. L´informativa di cui al comma 1 è integrata con appositi e
idonei cartelli ed avvisi agevolmente visibili al pubblico, affissi e diffusi anche nell´ambito di pubblicazioni istituzionali e mediante reti di comunicazione elettronica, in particolare per quanto riguarda attività amministrative di rilevante interesse pubblico che non richiedono il consenso degli interessati.

ART. 79 - INFORMATIVA DA PARTE DI ORGANISMI SANITARI

(Legge sulla privacy)

1. Gli organismi sanitari pubblici e privati possono avvalersi
delle modalità semplificate relative all´informativa e al consenso di cui agli articoli 78 e 81 in riferimento ad una pluralità di prestazioni erogate anche da distinti reparti ed unità dello stesso organismo o di più strutture ospedaliere o territoriali specificamente identificati.
2. Nei casi di cui al comma 1 l´organismo o le strutture annotano
l´avvenuta informativa e il consenso con modalità uniformi e tali da permettere una verifica al riguardo da parte di altri reparti ed unità che, anche in tempi diversi, trattano dati relativi al medesimo interessato.
3. Le modalità semplificate di cui agli articoli 78 e 81 possono
essere utilizzate in modo omogeneo e coordinato in riferimento all´insieme dei trattamenti di dati personali effettuati nel complesso delle strutture facenti capo alle aziende sanitarie.
4. Sulla base di adeguate misure organizzative in applicazione del
comma 3, le modalità semplificate possono essere utilizzate per più trattamenti di dati effettuati nei casi di cui al presente articolo e dai soggetti di cui all´articolo 80.

ART. 78 - INFORMATIVA DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE O DEL PEDIATRA

(Legge sulla privacy)

1. Il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta
informano l´interessato relativamente al trattamento dei dati personali, in forma chiara e tale da rendere agevolmente comprensibili gli elementi indicati nell´articolo 13, comma 1.
2. L´informativa può essere fornita per il complessivo
trattamento dei dati personali necessario per attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, svolte dal medico o dal pediatra a tutela della salute o dell´incolumità fisica dell´interessato, su richiesta dello stesso o di cui questi è informato in quanto effettuate nel suo interesse.
3. L´informativa può riguardare, altresì, dati personali
eventualmente raccolti presso terzi, ed è fornita preferibilmente per iscritto, anche attraverso carte tascabili con eventuali allegati pieghevoli, includendo almeno gli elementi indicati dal Garante ai sensi dell´articolo 13, comma 3, eventualmente integrati anche oralmente in relazione a particolari caratteristiche del trattamento.
4. L´informativa, se non è diversamente specificato dal medico o
dal pediatra, riguarda anche il trattamento di dati correlato a quello effettuato dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, effettuato da un professionista o da altro soggetto, parimenti individuabile in base alla prestazione richiesta, che:
a) sostituisce temporaneamente il medico o il pediatra;
b) fornisce una prestazione specialistica su richiesta del medico
e del pediatra;
c) può trattare lecitamente i dati nell´ambito di un´attività
professionale prestata in forma associata;
d) fornisce farmaci prescritti;
e) comunica dati personali al medico o pediatra in conformità
alla disciplina applicabile.
5. L´informativa resa ai sensi del presente articolo evidenzia
analiticamente eventuali trattamenti di dati personali che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonchè per la dignità dell´interessato, in particolare in caso di trattamenti effettuati:
a) per scopi scientifici, anche di ricerca scientifica e di
sperimentazione clinica controllata di medicinali, in conformità alle leggi e ai regolamenti, ponendo in particolare evidenza che il consenso, ove richiesto, è manifestato liberamente;
b) nell´ambito della teleassistenza o telemedicina;
c) per fornire altri beni o servizi all´interessato attraverso una
rete di comunicazione elettronica.

ART. 13 - INFORMATIVA

(Legge sulla privacy)

1. L´interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali sono previamente informati oralmente o per iscritto circa:
a) le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati;
b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;
c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;
d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di responsabili o incaricati, e l´ambito di diffusione dei dati medesimi;
e) i diritti di cui all´articolo 7;
f) gli estremi identificativi del titolare e, se designati, del rappresentante nel territorio dello Stato ai sensi dell´articolo 5 e del responsabile. Quando il titolare ha designato più responsabili è indicato almeno uno di essi, indicando il sito della rete di comunicazione o le modalità attraverso le quali è conoscibile in modo agevole l´elenco aggiornato dei responsabili. Quando è stato designato un responsabile per il riscontro all´interessato in caso di esercizio dei diritti di cui all´articolo 7, è indicato tale responsabile.
2. L´informativa di cui al comma 1 contiene anche gli elementi previsti da specifiche disposizioni del presente codice e può non comprendere gli elementi già noti alla persona che fornisce i dati o la cui conoscenza può ostacolare in concreto l´espletamento, da parte di un soggetto pubblico, di funzioni ispettive o di controllo svolte per finalità di difesa o sicurezza dello Stato oppure di prevenzione, accertamento o repressione di reati.
3. Il Garante può individuare con proprio provvedimento modalità semplificate per l´informativa fornita in particolare da servizi telefonici di assistenza e informazione al pubblico.
4. Se i dati personali non sono raccolti presso l´interessato, l´informativa di cui al comma 1, comprensiva delle categorie di dati trattati, è data al medesimo interessato all´atto della registrazione dei dati o, quando è prevista la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione.
5. La disposizione di cui al comma 4 non si applica quando:
a) i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria;
b) i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento;
c) l´informativa all´interessato comporta un impiego di mezzi che il Garante, prescrivendo eventuali misure appropriate. dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si riveli, a giudizio del Garante, impossibile.
5-bis. L´informativa di cui al comma 1 non è dovuta in caso di ricezione di curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati ai fini dell´eventuale instaurazione di un rapporto di lavoro. Al momento del primo contatto successivo all´invio del curriculum, il titolare è tenuto a fornire all´interessato, anche oralmente, una informativa breve contenente almeno gli elementi di cui al comma 1, lettere a), d) ed f).


[Note]

Il D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14, ha disposto (con l´art. 44, comma 1-bis) che ´I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1° agosto 2005 sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009, anche in deroga agli articoli 13 e 23 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli titolari del trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati prima del 1° agosto 2005´.



Il D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14, come modificato dal D.L. 25 settembre 2009, n. 135, convertito con modificazioni dalla L. 20 novembre 2009, n. 166, ha disposto (con l´art. 44, comma 1-bis) che ´I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1° agosto 2005 sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al termine di sei mesi successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 , anche in deroga agli articoli 13 e 23 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli titolari del trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati prima del 1° agosto 2005´.

ART. 2723 - PATTI POSTERIORI ALLA FORMAZIONE DEL DOCUMENTO

(Codice civile)

Qualora si alleghi che, dopo la formazione di un documento, è stato stipulato un patto aggiunto o contrario al contenuto di esso, l´autorità giudiziaria può consentire la prova per testimoni soltanto se, avuto riguardo alla qualità delle parti, alla natura del contratto e a ogni altra circostanza, appare verosimile che siano state fatte aggiunte o modificazioni verbali.

ART. 363 - FORMAZIONE DELL´INVENTARIO

(Codice civile)

L´inventario si fa col ministero del cancelliere del tribunale o di un notaio a ciò delegato dal giudice tutelare, con l´intervento del protutore e, se è possibile, anche del minore che abbia compiuto gli anni sedici, e con l´assistenza di due testimoni scelti preferibilmente fra i parenti o gli amici della famiglia.112a
Il giudice può consentire che l´inventario sia fatto senza ministero di cancelliere o di notaio, se il valore presumibile del patrimonio non eccede quindicimila lire.
L´inventario è depositato presso il tribunale.112a
Nel verbale di deposito il tutore e il protutore ne dichiarano con giuramento la sincerità.

[Note]

Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall´articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3.´


Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3.´

ART. 686 - ALIENAZIONE E TRASFORMAZIONE DELLA COSA LEGATA

(Codice civile)

L´alienazione che il testatore faccia della cosa legata o di parte di essa, anche mediante vendita con patto di riscatto, revoca il legato riguardo a ciò che è stato alienato, anche quando l´alienazione è annullabile per cause diverse dai vizi del consenso, ovvero la cosa ritorna in proprietà del testatore.
Lo stesso avviene se il testatore ha trasformato la cosa legata in un´altra, in guisa che quella abbia perduto la precedente forma e la primitiva denominazione.
E´ ammessa la prova di una diversa volontà del testatore.

ART. 726 - STIMA E FORMAZIONE DELLE PARTI

(Codice civile)

Fatti i prelevamenti, si provvede alla stima di ciò che rimane nella massa, secondo il valore venale dei singoli oggetti.
Eseguita la stima, si procede alla formazione di tante porzioni quanti sono gli eredi o le stirpi condividenti in proporzione delle quote.

ART. 727 - NORME PER LA FORMAZIONE DELLE PORZIONI

(Codice civile)

Salvo quanto è disposto dagli articoli 720 e 722, le porzioni devono essere formate, previa stima dei beni, comprendendo una quantità di mobili, immobili e crediti di eguale natura e qualità, in proporzione dell´entità di ciascuna quota.
Si deve tuttavia evitare, per quanto è possibile, il frazionamento delle biblioteche, gallerie e collezioni che hanno un´importanza storica, scientifica o artistica.

ART. 2064 - FORMAZIONE E PUBBLICAZIONE

(Codice civile)

La formazione e la pubblicazione delle ordinanze corporative e degli accordi economici collettivi sono regolate dalle leggi speciali.

ART. 2499 - LIMITI ALLA TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

Può farsi luogo alla trasformazione anche in pendenza di procedura concorsuale, purchè non vi siano incompatibilità con le finalità o lo stato della stessa.

ART. 2500 - CONTENUTO, PUBBLICITÀ ED EFFICACIA DELL´ATTO DI TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

La trasformazione in società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata deve risultare da atto pubblico, contenente le indicazioni previste dalla legge per l´atto di costituzione del tipo adottato.
L´atto di trasformazione è soggetto alla disciplina prevista per il tipo adottato ed alle forme di pubblicità relative, nonchè alla pubblicità richiesta per la cessazione dell´ente che effettua la trasformazione.
La trasformazione ha effetto dall´ultimo degli adempimenti pubblicitari di cui al comma precedente.

ART. 2500-BIS - INVALIDITÀ DELLA TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

Eseguita la pubblicità di cui all´articolo precedente, l´invalidità dell´atto di trasformazione non può essere pronunciata.
Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai partecipanti all´ente trasformato ed ai terzi danneggiati dalla trasformazione.

ART. 2500-TER - TRASFORMAZIONE DI SOCIETÀ DI PERSONE

(Codice civile)

Salvo diversa disposizione del contratto sociale, la trasformazione di società di persone in società di capitali è decisa con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili; in ogni caso al socio che non ha concorso alla decisione spetta il diritto di recesso.
Nei casi previsti dal precedente comma il capitale della società risultante dalla trasformazione deve essere determinato sulla base dei valori attuali degli elementi dell´attivo e del passivo e deve risultare da relazione di stima redatta a norma dell´articolo 2343 ovvero dalla documentazione di cui all´articolo 2343-ter ovvero, infine, nel caso di società a responsabilità limitata, dell´articolo 2465. Si applicano altresì, nel caso di società per azioni o in accomandita per azioni, il secondo, terzo e, in quanto compatibile, quarto comma dell´articolo 2343 ovvero, nelle ipotesi di cui al primo e secondo comma dell´articolo 2343-ter, il terzo comma del medesimo articolo.

ART. 2500-SEXIES - TRASFORMAZIONE DI SOCIETÀ DI CAPITALI

(Codice civile)

Salvo diversa disposizione dello statuto, la deliberazione di trasformazione di società di capitali in società di persone è adottata con le maggioranze previste per le modifiche dello statuto. E´ comunque richiesto il consenso dei soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata.
Gli amministratori devono predisporre una relazione che illustri le motivazioni e gli effetti della trasformazione. Copia della relazione deve restare depositata presso la sede sociale durante i trenta giorni che precedono l´assemblea convocata per deliberare la trasformazione; i soci hanno diritto di prenderne visione e di ottenerne gratuitamente copia.
Ciascun socio ha diritto all´assegnazione di una partecipazione proporzionale al valore della sua quota o delle sue azioni.
I soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata, rispondono illimitatamente anche per le obbligazioni sociali sorte anteriormente alla trasformazione.

ART. 2500-SEPTIES - TRASFORMAZIONE ETEROGENEA DA SOCIETÀ DI CAPITALI

(Codice civile)

Le società disciplinate nei capi V, VI, VII del presente titolo possono trasformarsi in consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni.
Si applica l´articolo 2500-sexies, in quanto compatibile.
La deliberazione deve essere assunta con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto, e comunque con il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata.
La deliberazione di trasformazione in fondazione produce gli effetti che il capo II del titolo II del Libro primo ricollega all´atto di fondazione o alla volontà del fondatore.

ART. 2500-OCTIES - TRASFORMAZIONE ETEROGENEA IN SOCIETÀ DI CAPITALI

(Codice civile)

I consorzi, le società consortili, le comunioni d´azienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni possono trasformarsi in una delle società disciplinate nei capi V, VI e VII del presente titolo.
La deliberazione di trasformazione deve essere assunta, nei consorzi, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consorziati; nelle comunioni di aziende all´unanimità; nelle società consortili e nelle associazioni con la maggioranza richiesta dalla legge o dall´atto costitutivo per lo scioglimento anticipato.
La trasformazione di associazioni in società di capitali può essere esclusa dall´atto costitutivo o, per determinate categorie di associazioni, dalla legge; non è comunque ammessa per le associazioni che abbiano ricevuto contributi pubblici oppure liberalità e oblazioni del pubblico. Il capitale sociale della società risultante dalla trasformazione è diviso in parti uguali fra gli associati, salvo diverso accordo tra gli stessi.
La trasformazione di fondazioni in società di capitali è disposta dall´autorità governativa, su proposta dell´organo competente. Le azioni o quote sono assegnate secondo le disposizioni dell´atto di fondazione o, in mancanza, dell´articolo 31.

ART. 2545-DECIES - TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

Le società cooperative diverse da quelle a mutualità prevalente possono deliberare, con il voto favorevole di almeno la metà dei soci della cooperativa, la trasformazione in una società del tipo previsto dal titolo V, capi II, III, IV, V, VI e VII, o in consorzio.
Quando i soci sono meno di cinquanta, la deliberazione deve essere approvata con il voto favorevole dei due terzi di essi. Quando i soci sono più di diecimila, l´atto costitutivo può prevedere che la trasformazione sia deliberata con il voto favorevole dei due terzi dei votanti se all´assemblea sono presenti, personalmente o per delega, almeno il venti per cento dei soci.
All´esito della trasformazione gli strumenti finanziari con diritto di voto sono convertiti in partecipazioni ordinarie, conservando gli eventuali privilegi.

ART. 28 - TRASFORMAZIONE DELLE FONDAZIONI

(Codice civile)

Quando lo scopo è esaurito o divenuto impossibile o di scarsa utilità, o il patrimonio è divenuto insufficiente, l´autorità governativa, anzichè dichiarare estinta la fondazione, può provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno possibile dalla volontà del fondatore.
La trasformazione non è ammessa quando i fatti che vi darebbero luogo sono considerati nell´atto di fondazione come causa di estinzione della persona giuridica e di devoluzione dei beni a terze persone.
Le disposizioni del primo comma di questo articolo e dell´art. 26 non si applicano alle fondazioni destinate a vantaggio soltanto di una o più famiglie determinate.

ART. 2545-UNDECIES - DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO E BILANCIO DI TRASFORMAZIONE

(Codice civile)

La deliberazione di trasformazione devolve il valore effettivo del patrimonio, dedotti il capitale versato e rivalutato e i dividendi non ancora distribuiti, eventualmente aumentato fino a concorrenza dell´ammontare minimo del capitale della nuova società, esistenti alla data di trasformazione, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Alla proposta di deliberazione di trasformazione gli amministratori allegano una relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società cooperativa, attestante il valore effettivo del patrimonio dell´impresa.
L´assemblea non può procedere alla deliberazione di cui ai precedenti commi qualora la cooperativa non sia stata sottoposta a revisione da parte dell´autorità di vigilanza nell´anno precedente o, comunque, gli amministratori non ne abbiano fatto richiesta da almeno novanta giorni.

ART. 2632 - FORMAZIONE FITTIZIA DEL CAPITALE

(Codice civile)

Gli amministratori e i soci conferenti che, anche in parte, formano od aumentano fittiziamente il capitale sociale mediante attribuzioni di azioni o quote in misura complessivamente superiore all´ammontare del capitale sociale, sottoscrizione reciproca di azioni o quote, sopravvalutazione rilevante dei conferimenti di beni in natura o di crediti ovvero del patrimonio della società nel caso di trasformazione, sono puniti con la reclusione fino ad un anno.

ART. 212 - CASI DI SOSPENSIONE O DI TRASFORMAZIONE DI MISURE DI SICUREZZA

(Codice penale)

L´esecuzione di una misura di sicurezza applicata a persona imputabile è sospesa se questa deve scontare una pena detentiva, e riprende il suo corso dopo l´esecuzione della pena.
Se la persona sottoposta a una misura di sicurezza detentiva è colpita da un´infermità  psichica, il giudice ne ordina il ricovero in un manicomio giudiziario, ovvero in una casa di cura e di custodia.
Quando sia cessata l´infermità , il giudice, accertato che la persona è socialmente pericolosa, ordina che essa sia assegnata ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro ovvero a un riformatorio giudiziario se non crede di sottoporla a libertà  vigilata.
Se l´infermità  psichica colpisce persona sottoposta a misura di sicurezza non detentiva o a cauzione di buona condotta , e l´infermo viene ricoverato in un manicomio comune, cessa l´esecuzione di dette misure. Nondimeno, se si tratta di persona sottoposta a misura di sicurezza personale non detentiva, il giudice, cessata l´infermità , procede a nuovo accertamento ed applica una misura di sicurezza personale non detentiva qualora la persona risulti ancora pericolosa.

ART. 653 - FORMAZIONE DI CORPI ARMATI NON DIRETTI A COMMETTERE REATI

(Codice penale)

Chiunque, senza autorizzazione, forma un corpo armato non diretto a commettere reati è punito con l´arresto fino a un anno.

ART. 306 - BANDA ARMATA: FORMAZIONE E PARTECIPAZIONE

(Codice penale)

Quando, per commettere uno dei delitti indicati nell´articolo 302, si forma una banda armata, coloro che la promuovono o costituiscono od organizzano, soggiacciono, per ciò solo alla pena della reclusione da cinque a quindici anni.
Per il solo fatto di partecipare alla banda armata la pena è della reclusione da tre a nove anni.
I capi o i sovventori della banda armata soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.

ART. 164 - OMESSA INFORMAZIONE O ESIBIZIONE AL GARANTE

(Legge sulla privacy)

1. Chiunque omette di fornire le informazioni o di esibire i
documenti richiesti dal Garante ai sensi degli articoli 150, comma 2, e 157 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro a sessantamila euro .

ART. 596 - FORMAZIONE DEL PROGETTO DI DISTRIBUZIONE

(Procedura civile)

Se non si può provvedere a norma dell´articolo 510 primo comma, il giudice dell´esecuzione o il professionista delegato a norma dell´articolo 591-bis, non più tardi di trenta giorni dal versamento del prezzo, provvede a formare un progetto di distribuzione contenente la graduazione dei creditori che vi partecipano, e lo deposita in cancelleria affinchè possa essere consultato dai creditori e dal debitore, fissando l´udienza per la loro audizione.113a
Tra la comunicazione dell´invito e l´udienza debbono intercorrere almeno dieci giorni.


[Note]

Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito con modificazioni dalla L. 17 agosto 2005, n. 168, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-quater) che la presente modifica ha effetto a decorrere dal 1 gennaio 2006.



Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-sexies) che ´Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° gennaio 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l´osservanza delle norme precedentemente in vigore. L´intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° gennaio 2006.)´



Il D.L.14 marzo 2005, n. 35,convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 , come modificato dal D.L.30 dicembre 2005, n. 273, convertito con modificazioni dalla L. 23 febbraio 2006, n. 51, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-sexies) che ´Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° marzo 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l´osservanza delle norme precedentemente in vigore. L´intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° marzo 2006.´

ART. 168 - ISCRIZIONE DELLA CAUSA A RUOLO E FORMAZIONE DEL FASCICOLO D´UFFICIO

(Procedura civile)

All´atto della costituzione dell´attore, o, se questi non si è costituito, all´atto della costituzione del convenuto, su presentazione della nota d´iscrizione a ruolo, il cancelliere iscrive la causa nel ruolo generale.
Contemporaneamente il cancelliere forma il fascicolo d´ufficio, nel quale inserisce la nota d´iscrizione a ruolo, copia dell´atto di citazione, delle comparse e delle memorie in carta non bollata e, successivamente, i processi verbali d´udienza, i provvedimenti del giudice, gli atti d´istruzione e la copia del dispositivo delle sentenze.

ART. 256-BIS - ACQUISIZIONE DI DOCUMENTI, ATTI O ALTRE COSE DA PARTE DELL´AUTORITÀ GIUDIZIARIA PRESSO LE SEDI DEI SERVIZI DI INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA

(Procedura penale)

1. Quando deve disporre l´acquisizione di documenti, atti o altre cose presso le sedi dei servizi di informazione per la sicurezza, presso gli uffici del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o comunque presso uffici collegati all´esercizio delle funzioni di informazione per la sicurezza della Repubblica, l´autorità giudiziaria indica nell´ordine di esibizione, in modo quanto più possibile specifico, i documenti, gli atti e le cose oggetto della richiesta.
2. L´autorità giudiziaria procede direttamente sul posto all´esame dei documenti, degli atti e delle cose e acquisisce agli atti quelli strettamente indispensabili ai fini dell´indagine. Nell´espletamento di tale attività, l´autorità giudiziaria può avvalersi della collaborazione di ufficiali di polizia giudiziaria.
3. Quando ha fondato motivo di ritenere che i documenti, gli atti o le cose esibiti non siano quelli richiesti o siano incompleti, l´autorità giudiziaria informa il Presidente del Consiglio dei ministri, che provvede a disporre la consegna di ulteriori documenti, atti o cose o, se ne ricorrono i presupposti, a confermare l´inesistenza di ulteriori documenti, atti o cose.
4. Quando deve essere acquisito, in originale o in copia, un documento, un atto o una cosa, originato da un organismo informativo estero, trasmesso con vincolo di non divulgazione, l´esame e la consegna immediata sono sospesi e il documento, l´atto o la cosa è trasmesso immediatamente al Presidente del Consiglio dei ministri affinchè vengano assunte le necessarie iniziative presso l´autorità estera per le relative determinazioni in ordine all´apposizione del segreto di Stato.
5. Nell´ipotesi prevista al comma 4, il Presidente del Consiglio dei ministri autorizza l´acquisizione del documento, dell´atto o della cosa ovvero oppone o conferma il segreto di Stato entro sessanta giorni dalla trasmissione.
6. Se il Presidente del Consiglio dei ministri non si pronuncia nel termine di cui al comma 5, l´autorità giudiziaria acquisisce il documento, l´atto o la cosa.

ART. 270-BIS - COMUNICAZIONI DI SERVIZIO DI APPARTENENTI AL DIPARTIMENTO DELLE INFORMAZIONI PER LA SICUREZZA E AI SERVIZI DI INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA

(Procedura penale)

1. L´autorità giudiziaria, quando abbia acquisito, tramite intercettazioni, comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o ai servizi di informazione per la sicurezza, dispone l´immediata secretazione e la custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti concernenti tali comunicazioni.
2. Terminate le intercettazioni, l´autorità giudiziaria trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri copia della documentazione contenente le informazioni di cui intende avvalersi nel processo, per accertare se taluna di queste informazioni sia coperta da segreto di Stato.
3. Prima della risposta del Presidente del Consiglio dei ministri, le informazioni ad esso inviate possono essere utilizzate solo se vi è pericolo di inquinamento delle prove, o pericolo di fuga, o quando è necessario intervenire per prevenire o interrompere la commissione di un delitto per il quale sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. Resta ferma la disciplina concernente la speciale causa di giustificazione prevista per attività del personale dei servizi di informazione per la sicurezza.
4. Se entro sessanta giorni dalla notificazione della richiesta il Presidente del Consiglio dei ministri non oppone il segreto, l´autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l´ulteriore corso del procedimento.
5. L´opposizione del segreto di Stato inibisce all´autorità giudiziaria l´utilizzazione delle notizie coperte dal segreto.
6. Non è in ogni caso precluso all´autorità giudiziaria di procedere in base ad elementi autonomi e indipendenti dalle informazioni coperte dal segreto.
7. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, qualora il conflitto sia risolto nel senso dell´insussistenza del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri non può più opporlo con riferimento al medesimo oggetto. Qualora il conflitto sia risolto nel senso della sussistenza del segreto di Stato, l´autorità giudiziaria non può acquisire né utilizzare, direttamente o indirettamente, atti o documenti sui quali è stato opposto il segreto di Stato.
8. In nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale. La Corte adotta le necessarie garanzie per la segretezza del procedimento.

ART. 369-BIS - INFORMAZIONE DELLA PERSONA SOTTOPOSTA ALLE INDAGINI SUL DIRITTO DI DIFESA

(Procedura penale)

1. Al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima dell´invito a presentarsi per rendere l´interrogatorio ai sensi del combinato disposto degli articoli 375, comma 3, e 416, ovvero, al più tardi, contestualmente all´avviso della conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell´articolo 415-bis, il pubblico ministero, a pena di nullità degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la comunicazione della nomina del difensore d´ufficio.
2. La comunicazione di cui al comma 1 deve contenere:
a) l´informazione della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, con l´indicazione della facoltà e dei diritti attribuiti dalla legge alla persona sottoposta alle indagini;
b) il nominativo del difensore d´ufficio e il suo indirizzo e recapito telefonico;
c) l´indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia con l´avvertimento che, in mancanza, l´indagato sarà assistito da quello nominato d´ufficio;
d) l´indicazione dell´obbligo di retribuire il difensore d´ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al beneficio di cui alla lettera e) e l´avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata;
d-bis) l´informazione del diritto all´interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
e) l´indicazione delle condizioni per l´ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

ART. 452 - TRASFORMAZIONE DEL RITO

(Procedura penale)

1. Se il giudizio direttissimo risulta promosso fuori dei casi previsti dall´articolo 449, il giudice dispone con ordinanza la restituzione degli atti al pubblico ministero.
2. Se l´imputato chiede il giudizio abbreviato, il giudice, prima che sia dichiarato aperto il dibattimento, dispone con ordinanza la prosecuzione del giudizio con il rito abbreviato. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all´articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l´ordinanza con cui era ststo disposto il giudizio abbreviato, fissa l´udienza per il giudizio direttissimo.


[Note]

La Corte costituzionale con sentenza 4-12 aprile 1990, n. 183 (in G.U. 1a s.s. 18/04/1990, n. 16) ha dichiarato ´l´ illegittimità costituzionale dell´art. 452, comma 2, del codice di procedura penale del 1988, nella parte in cui non prevede che il pubblico ministero, quando non consente alla richiesta di trasformazione del giudizio direttissimo in giudizio abbreviato, debba enunciare le ragioni del suo dissenso e nella parte in cui non prevede che il giudice, quando, a giudizio direttissimo concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all´imputato la riduzione di pena contemplata dall´art. 442, comma 2, dello stesso codice.´

ART. 369 - INFORMAZIONE DI GARANZIA

(Procedura penale)

1. Solo quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere, il pubblico ministero invia per posta, in piego chiuso raccomandato con ricevuta di ritorno, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa una informazione di garanzia con indicazione delle norme di legge che si assumono violate, dell a data e del luogo del fatto e con invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia.
1-bis. Il pubblico ministero informa altresì la persona sottoposta alle indagini e la persona offesa del diritto alla comunicazione previsto dall´articolo 335, comma 3.
2. Qualora ne ravvisi la necessità ovvero l´ufficio postale restituisca il piego per irreperibilità del destinatario, il pubblico ministero può disporre che l´informazione di garanzia sia notificata a norma dell´articolo 151.

ART. 10 - DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE

(Testo unico enti locali)

1. Tutti gli atti dell´amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l´esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.
2. Il regolamento assicura ai cittadini, singoli e associati, il diritto di accesso agli atti amministrativi e disciplina il rilascio di copie di atti previo pagamento dei soli costi; individua, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti; detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l´informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull´ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino; assicura il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui è in possesso l´amministrazione.
3. Al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all´attività dell´amministrazione, gli enti locali assicurano l´accesso alle strutture, ed ai servizi gli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni.

ART. 115 - TRASFORMAZIONE DELLE AZIENDE SPECIALI IN SOCIETÀ PER AZIONI

(Testo unico enti locali)

1. I comuni, le province e gli altri enti locali possono, per atto
unilaterale, trasformare le aziende speciali in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione. Il capitale iniziale di tali società è determinato dalla deliberazione di trasformazione in misura non inferiore al fondo di dotazione delle aziende speciali risultante dall´ultimo bilancio di esercizio approvato e comunque in misura non inferiore all´importo minimo richiesto per la costituzione delle società medesime. L´eventuale residuo del patrimonio netto conferito è imputato a riserve e fondi, mantenendo ove possibile le denominazioni e le destinazioni previste nel bilancio delle aziende originarie. Le società conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione e subentrano pertanto in tutti i rapporti attivi e passivi delle aziende originarie.
2. La deliberazione di trasformazione tiene luogo di tutti gli
adempimenti in materia di costituzione delle società previsti dalla normativa vigente, ferma l´applicazione delle disposizioni degli articoli 2330, commi terzo e quarto, e 2330-bis del codice civile.
3. Ai fini della definitiva determinazione dei valori patrimoniali
conferiti, entro tre mesi dalla costituzione delle società, gli amministratori devono richiedere a un esperto designato dal presidente del tribunale una relazione giurata ai sensi e per gli effetti dell´articolo 2343, primo comma, del codice civile. Entro sei mesi dal ricevimento di tale relazione gli amministratori e i sindaci determinano i valori definitivi di conferimento dopo avere controllato le valutazioni contenute nella relazione stessa e, se sussistono fondati motivi, aver proceduto alla revisione della stima.
Fino a quando i valori di conferimento non sono stati determinati in via definitiva le azioni delle società sono inalienabili.
4. Le società di cui al comma 1 possono essere costituite anche ai
fini dell´applicazione delle norme di cui al decreto-legge 21 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474.
5. COMMA ABROGATO DALLA L. 28 DICEMBRE 2001, N.448.
6. Il conferimento e l´assegnazione dei beni degli enti locali e
delle aziende speciali alle società di cui al comma 1 sono esenti da imposizioni fiscali, dirette e indirette, statali e regionali.
7. La deliberazione di cui al comma 1 può anche prevedere la
scissione dell´Azienda, speciale e la destinazione a società di nuova costituzione di un ramo aziendale di questa. Si applicano, in tal caso, per quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 del presente articolo, nonchè agli articoli 2504-septies e 2504-decies del codice civile.
7-bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano
anche alla trasformazione dei consorzi, intendendosi sostituita al consiglio comunale l´assemblea consortile. In questo caso le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei componenti; gli enti locali che non intendono partecipare alla società hanno diritto alla liquidazione sulla base del valore nominale iscritto a bilancio della relativa quota di capitale.
7-ter. Alla privatizzazione di enti ed aziende delle regioni a
statuto ordinario e ad autonomia speciale, fermo restando quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia, si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi. Delle obbligazioni sorte anteriormente alla costituzione delle società di capitali di cui al comma 1 rispondono in ogni caso le regioni.

ART. 120 - SOCIETÀ DI TRASFORMAZIONE URBANA

(Testo unico enti locali)

1. Le città metropolitane e i comuni, anche con la partecipazione
della provincia e della regione, possono costituire società per azioni per progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti. A tal fine le deliberazioni dovranno in ogni caso prevedere che gli azionisti privati delle società per azioni siano scelti tramite procedura di evidenza pubblica.
2. Le società di trasformazione urbana provvedono alla
preventiva acquisizione degli immobili interessati dall´intervento, alla trasformazione e alla commercializzazione degli stessi. Le acquisizioni possono avvenire consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte del comune.
3. Gli immobili interessati dall´intervento di trasformazione sono
individuati con delibera del consiglio comunale. L´individuazione degli immobili equivale a dichiarazione di pubblica utilità, anche per gli immobili non interessati da opere pubbliche. Gli immobili di proprietà degli enti locali interessati dall´intervento possono essere conferiti alla società anche a titolo di concessione .
4. I rapporti tra gli enti locali azionisti e la società per
azioni di trasformazione urbana sono disciplinati da una convenzione contenente, a pena di nullità, gli obblighi e i diritti delle parti.

ART. 2080 - COLONIA PARZIARIA E AFFITTO CON OBBLIGO DI MIGLIORIA

(Codice civile)

Nei contratti individuali di colonia parziaria e di affitto a coltivatore diretto, con obbligo di miglioria, conservano efficacia le clausole difformi dalle disposizioni del contratto collettivo stipulato durante lo svolgimento del rapporto.

ART. 1779 - COSA PROPRIA DEL DEPOSITARIO

(Codice civile)

Il depositario è liberato da ogni obbligazione, se risulta che la cosa gli appartiene e che il depositante non ha su di essa alcun diritto.

ART. 2358 - ALTRE OPERAZIONI SULLE PROPRIE AZIONI

(Codice civile)

La società non può, direttamente o indirettamente, accordare prestiti, né fornire garanzie per l´acquisto o la sottoscrizione delle proprie azioni, se non alle condizioni previste dal presente articolo.
Tali operazioni sono preventivamente autorizzate dall´assemblea straordinaria.
Gli amministratori della società predispongono una relazione che illustri, sotto il profilo giuridico ed economico, l´operazione, descrivendone le condizioni, evidenziando le ragioni e gli obiettivi imprenditoriali che la giustificano, lo specifico interesse che l´operazione presenta per la società, i rischi che essa comporta per la liquidità e la solvibilità della società ed indicando il prezzo al quale il terzo acquisirà le azioni. Nella relazione gli amministratori attestano altresì che l´operazione ha luogo a condizioni di mercato, in particolare per quanto riguarda le garanzie prestate e il tasso di interesse praticato per il rimborso del finanziamento, e che il merito di credito della controparte è stato debitamente valutato. La relazione è depositata presso la sede della società durante i trenta giorni che precedono l´assemblea. Il verbale dell´assemblea, corredato dalla relazione degli amministratori, è depositato entro trenta giorni per l´iscrizione nel registro delle imprese.
In deroga all´articolo 2357-ter, quando le somme o le garanzie fornite ai sensi del presente articolo sono utilizzate per l´acquisto di azioni detenute dalla società ai sensi dell´articolo 2357 e 2357-bis l´assemblea straordinaria autorizza gli amministratori a disporre di tali azioni con la delibera di cui al secondo comma. Il prezzo di acquisto delle azioni è determinato secondo i criteri di cui all´articolo 2437-ter, secondo comma. Nel caso di azioni negoziate in un mercato regolamentato il prezzo di acquisto è pari almeno al prezzo medio ponderato al quale le azioni sono state negoziate nei sei mesi che precedono la pubblicazione dell´avviso di convocazione dell´assemblea.
Qualora la società accordi prestiti o fornisca garanzie per l´acquisto o la sottoscrizione delle azioni proprie a singoli amministratori della società o della controllante o alla stessa controllante ovvero a terzi che agiscono in nome proprio e per conto dei predetti soggetti, la relazione di cui al terzo comma attesta altresi´ che l´operazione realizza al meglio l´interesse della società.
L´importo complessivo delle somme impiegate e delle garanzie fornite ai sensi del presente articolo non può eccedere il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall´ultimo bilancio regolarmente approvato, tenuto conto anche dell´eventuale acquisto di proprie azioni ai sensi dell´articolo 2357. Una riserva indisponibile pari all´importo complessivo delle somme impiegate e delle garanzie fornite è iscritta al passivo del bilancio.
La società non può, neppure per tramite di società fiduciaria, o per interposta persona, accettare azioni proprie in garanzia.
Salvo quanto previsto dal comma sesto, le disposizioni del presente articolo non si applicano alle operazioni effettuate per favorire l´acquisto di azioni da parte di dipendenti della società o di quelli di società controllanti o controllate.
Resta salvo quanto previsto dagli articoli 2391-bis e 2501-bis.

ART. 1122 - OPERE SU PARTI DI PROPRIETÀ O USO INDIVIDUALE

(Codice civile)

Nell´unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti normalmente destinate all´uso comune, che siano state attribuite in proprietà esclusiva o destinate all´uso individuale, il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell´edificio.
In ogni caso è data preventiva notizia all´amministratore che ne riferisce all´assemblea.

ART. 1159 - USUCAPIONE SPECIALE PER LA PICCOLA PROPRIETÀ RURALE

(Codice civile)

La proprietà dei fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani dalla legge si acquista in virtù del possesso continuato per quindici anni.
Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia debitamente trascritto, un fondo rustico con annessi fabbricati, situati in comuni classificati montani dalla legge, ne compie l´usucapione in suo favore col decorso di cinque anni dalla data di trascrizione.
La legge speciale stabilisce la procedura, le modalità e le agevolazioni per la regolarizzazione del titolo di proprietà.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai fondi rustici con annessi fabbricati, situati in comuni non classificati montani dalla legge, aventi un reddito non superiore ai limiti fissati dalla legge speciale.

[Note]

La L. 10 maggio 1976, n. 346 ha disposto (con l´art. 2, comma 1) che ´Le disposizioni dell´articolo 1159-bis del codice civile si applicano ai fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani ai sensi della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, qualunque siano la loro estensione ed il loro reddito, nonchè ai fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni non classificati montani, quando il loro reddito dominicale iscritto in catasto ai sensi del regio decreto-legge 4 aprile 1939, n. 589, convertito nella legge 29 giugno 1939, n. 976, non supera complessivamente le lire cinquemila.´


La L. 10 maggio 1976, n. 346, come modificata dalla L. 31 gennaio 1994, n. 97 ha disposto (con l´art. 2, comma 1) che ´Le disposizioni dell´articolo 1159-bis del codice civile si applicano ai fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani ai sensi della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, qualunque siano la loro estensione ed il loro reddito, nonchè ai fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni non classificati montani, quando il loro reddito dominicale iscritto in catasto ai sensi del regio decreto-legge 4 aprile 1939, n. 589, convertito nella legge 29 giugno 1939, n. 976, non supera complessivamente le lire 350.000´.

ART. 1523 - PASSAGGIO DELLA PROPRIETÀ E DEI RISCHI

(Codice civile)

Nella vendita a rate con riserva della proprietà, il compratore acquista la proprietà della cosa col pagamento dell´ultima rata di prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna.

ART. 1524 - OPPONIBILITÀ DELLA RISERVA DI PROPRIETÀ NEI CONFRONTI DI TERZI

(Codice civile)

La riserva della proprietà è opponibile ai creditori del compratore, solo se risulta da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento.
Se la vendita ha per oggetto macchine e il prezzo è superiore alle lire trentamila, la riserva della proprietà è opponibile anche al terzo acquirente, purchè il patto di riservato dominio sia trascritto in apposito registro tenuto nella cancelleria del tribunale nella giurisdizione del quale è collocata la macchina, e questa, quando è acquistata dal terzo, si trovi ancora nel luogo dove la trascrizione è stata eseguita.
Sono salve le disposizioni relative ai beni mobili iscritti in pubblici registri.

ART. 1638 - ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE

(Codice civile)

In caso di espropriazione per pubblico interesse o di occupazione temporanea del fondo locato, l´affittuario ha diritto di ottenere dal locatore la parte d´indennità a questo corrisposta per i frutti non percepiti o per il mancato raccolto.

ART. 1060 - SERVITÙ COSTITUITE DAL NUDO PROPRIETARIO

(Codice civile)

Il proprietario può, senza il consenso dell´usufruttuario, imporre sul fondo le servitù che non pregiudicano il diritto di usufrutto.

ART. 1735 - COMMISSIONARIO CONTRAENTE IN PROPRIO

(Codice civile)

Nella commissione di compera o di vendita di titoli, divise o merci aventi un prezzo corrente che risulti nei modi indicati dal terzo comma dell´art. 1515, se il committente non ha diversamente disposto, il commissionario può fornire al prezzo suddetto le cose che deve comprare, o può acquistare per sè le cose che deve vendere, salvo, in ogni caso, il suo diritto alla provvigione.
Anche quando il committente ha fissato il prezzo, il commissionario che acquista per sè non può praticare un prezzo inferiore a quello corrente nel giorno in cui compie l´operazione, se questo è superiore al prezzo fissato dal committente; e il commissionario che fornisce le cose che deve comprare non può praticare un prezzo superiore a quello corrente, se questo è inferiore al prezzo fissato dal committente.

ART. 1059 - SERVITÙ CONCESSA DA UNO DEI COMPROPRIETARI

(Codice civile)

La servitù concessa da uno dei comproprietari di un fondo indiviso non è costituita se non quando gli altri l´hanno anch´essi concessa unitamente o separatamente.
La concessione, però, fatta da uno dei comproprietari, indipendentemente dagli altri, obbliga il concedente e i suoi eredi o aventi causa a non porre impedimento all´esercizio del diritto concesso.

ART. 1814 - TRASFERIMENTO DELLA PROPRIETÀ

(Codice civile)

Le cose date a mutuo passano in proprietà del mutuatario.

ART. 1919 - ASSICURAZIONE SULLA VITA PROPRIA O DI UN TERZO

(Codice civile)

L´assicurazione può essere stipulata sulla vita propria o su quella di un terzo.
L´assicurazione contratta per il caso di morte di un terzo non è valida se questi o il suo legale rappresentante non dà il consenso alla conclusione del contratto. Il consenso deve essere provato per iscritto.

ART. 2002 - DOCUMENTI DI LEGITTIMAZIONE E TITOLI IMPROPRI

(Codice civile)

Le norme di questo titolo non si applicano ai documenti che servono solo a identificare l´avente diritto alla prestazione, o a consentire il trasferimento del diritto senza l´osservanza delle forme proprie della cessione.

ART. 2357 - ACQUISTO DELLE PROPRIE AZIONI

(Codice civile)

La società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall´ultimo bilancio regolarmente approvato. Possono essere acquistate soltanto azioni interamente liberate.
L´acquisto deve essere autorizzato dall´assemblea, la quale ne fissa le modalità, indicando in particolare il numero massimo di azioni da acquistare, la durata, non superiore ai diciotto mesi, per la quale l´autorizzazione è accordata, il corrispettivo minimo ed il corrispettivo massimo.
Il valore nominale delle azioni acquistate a norma del primo e secondo comma dalle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio non può eccedere la quinta parte del capitale sociale, tenendosi conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.
Le azioni acquistate in violazione dei commi precedenti debbono essere alienate secondo modalità da determinarsi dall´assemblea, entro un anno dal loro acquisto. In mancanza, deve procedersi senza indugio al loro annullamento e alla corrispondente riduzione del capitale. Qualora l´assemblea non provveda, gli amministratori e i sindaci devono chiedere che la riduzione sia disposta dal tribunale secondo il procedimento previsto dall´articolo 2446, secondo comma.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli acquisti fatti per tramite di società fiduciaria o per interposta persona.

ART. 2357-BIS - CASI SPECIALI DI ACQUISTO DELLE PROPRIE AZIONI

(Codice civile)

Le limitazioni contenute nell´articolo 2357 non si applicano quando l´acquisto di azioni proprie avvenga:
1) in esecuzione di una deliberazione dell´assemblea di riduzione del capitale, da attuarsi mediante riscatto e annullamento di azioni;
2) a titolo gratuito, sempre che si tratti di azioni interamente liberate;
3) per effetto di successione universale o di fusione o scissione;
4) in occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della società, sempre che si tratti di azioni interamente liberate.
Se il valore nominale delle azioni proprie supera il limite della quinta parte del capitale per effetto di acquisti avvenuti a norma dei numeri 2), 3) e 4) del primo comma del presente articolo, si applica per l´eccedenza il penultimo comma dell´articolo 2357, ma il termine entro il quale deve avvenire l´alienazione è di tre anni.

ART. 2357-TER - DISCIPLINA DELLE PROPRIE AZIONI

(Codice civile)

Gli amministratori non possono disporre delle azioni acquistate a norma dei due articoli precedenti se non previa autorizzazione dell´assemblea, la quale deve stabilire le relative modalità. A tal fine possono essere previste, nei limiti stabiliti dal primo e secondo comma dell´articolo 2357, operazioni successive di acquisto ed alienazione.
Finchè le azioni restano in proprietà della società, il diritto agli utili e il diritto di opzione sono attribuiti proporzionalmente alle altre azioni. Il diritto di voto è sospeso, ma le azioni proprie sono tuttavia computate ai fini del calcolo delle maggioranze e delle quote richieste per la costituzione e per le deliberazioni dell´assemblea. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il computo delle azioni proprie è disciplinato dall´articolo 2368, terzo comma.
Una riserva indisponibile pari all´importo delle azioni proprie iscritto all´attivo del bilancio deve essere costituita e mantenuta finchè le azioni non siano trasferite o annullate.

ART. 5 - ATTI DI DISPOSIZIONE DEL PROPRIO CORPO

(Codice civile)

Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all´ordine pubblico o al buon costume.


[Note]

La L. 19 settembre 2012, n. 167 ha disposto (con l´art. 1, comma 1) che ´In deroga al divieto di cui all´articolo 5 del codice civile, è ammesso disporre a titolo gratuito di parti di polmone, pancreas e intestino al fine esclusivo del trapianto tra persone viventì.

ART. 1642 - PROPRIETÀ DEL BESTIAME CONSEGNATO

(Codice civile)

Qualora il bestiame consegnato all´affittuario sia stato determinato con indicazione della specie, del numero, del sesso, della qualità, dell´età e del peso, anche se ne è stata fatta stima, la proprietà di esso rimane al locatore. Tuttavia l´affittuario può disporre dei singoli capi, ma deve mantenere nel fondo la dotazione necessaria.

ART. 929 - ACQUISTO DI PROPRIETÀ DELLA COSA RITROVATA

(Codice civile)

Trascorso un anno dall´ultimo giorno della pubblicazione senza che si presenti il proprietario, la cosa oppure il suo prezzo, se le circostanze ne hanno richiesto la vendita, appartiene a chi l´ha trovata.
Così il proprietario come il ritrovatore, riprendendo la cosa o ricevendo il prezzo, devono pagare le spese occorse.

ART. 219 - PROVA DELLA PROPRIETÀ DEI BENI

(Codice civile)

Il coniuge può provare con ogni mezzo nei confronti dell´altro la proprietà esclusiva di un bene.
I beni di cui nessuno dei coniugi può dimostrare la proprietà esclusiva sono di proprietà indivisa per pari quota di entrambi i coniugi.

ART. 757 - DIRITTO DELL´EREDE SULLA PROPRIA QUOTA

(Codice civile)

Ogni coerede è reputato solo e immediato successore in tutti i beni componenti la sua quota o a lui pervenuti dalla successione, anche per acquisto all´incanto, e si considera come se non avesse mai avuto la proprietà degli altri beni ereditari.

ART. 834 - ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE

(Codice civile)

Nessuno può essere privato in tutto o in parte dei beni di sua proprietà, se non per causa di pubblico interesse, legalmente dichiarata, e contro il pagamento di una giusta indennità.
Le norme relative all´espropriazione per causa di pubblico interesse sono determinate da leggi speciali.

ART. 838 - ESPROPRIAZIONE DI BENI CHE INTERESSANO LA PRODUZIONE NAZIONALE O DI PREVALENTE INTERESSE PUBBLICO

(Codice civile)

Salve le disposizioni delle leggi penali e di polizia, nonchè le norme dell´ordinamento corporativo e le disposizioni particolari concernenti beni determinati, quando il proprietario abbandona la conservazione, la coltivazione o l´esercizio di beni che interessano la produzione nazionale, in modo da nuocere gravemente alle esigenze della produzione stessa, può farsi luogo all´espropriazione dei beni da parte dell´autorità amministrativa, premesso il pagamento di una giusta indennità.
La stessa disposizione si applica se il deperimento dei beni ha per effetto di nuocere gravemente al decoro delle città o alle ragioni dell´arte, della storia o della sanità pubblica.

ART. 860 - CONCORSO DEI PROPRIETARI NELLA SPESA

(Codice civile)

I proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l´esecuzione, la manutenzione e l´esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica.

ART. 865 - ESPROPRIAZIONE PER INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI

(Codice civile)

Quando l´inosservanza degli obblighi imposti ai proprietari risulta tale da compromettere l´attuazione del piano di bonifica, può farsi luogo all´espropriazione parziale o totale del fondo appartenente al proprietario inadempiente, osservate le disposizioni della legge speciale.
L´espropriazione ha luogo a favore del consorzio, se questo ne fa richiesta, o, in mancanza, a favore di altra persona che si obblighi ad eseguire le opere offrendo opportune garanzie.

ART. 1096 - DIRITTI DEL PROPRIETARIO DEL FONDO SERVENTE

(Codice civile)

La servitù degli scoli non toglie al proprietario del fondo servente il diritto di usare liberamente dell´acqua a vantaggio del suo fondo, di cambiare la coltivazione di questo e di abbandonarne in tutto o in parte l´irrigazione.

ART. 903 - LUCI NEL MURO PROPRIO O NEL MURO COMUNE

(Codice civile)

Le luci possono essere aperte dal proprietario del muro contiguo al fondo altrui.
Se il muro è comune, nessuno dei proprietari può aprire luci senza il consenso dell´altro; ma chi ha sopraelevato il muro comune può aprirle nella maggiore altezza a cui il vicino non abbia voluto contribuire.

ART. 2471 - ESPROPRIAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE

(Codice civile)

La partecipazione può formare oggetto di espropriazione. Il pignoramento si esegue mediante notificazione al debitore e alla società e successiva iscrizione nel registro delle imprese. PERIODO SOPPRESSO DAL D.L. 29 NOVEMBRE 2008, N. 185, CONVERTIO CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 28 GENNAIO 2009, N. 2.
L´ordinanza del giudice che dispone la vendita della partecipazione deve essere notificata alla società a cura del creditore.
Se la partecipazione non è liberamente trasferibile e il creditore, il debitore e la società non si accordano sulla vendita della quota stessa, la vendita ha luogo all´incanto; ma la vendita è priva di effetto se, entro dieci giorni dall´aggiudicazione, la società presenta un altro acquirente che offra lo stesso prezzo.
Le disposizioni del comma precedente si applicano anche in caso di fallimento di un socio.

ART. 931 - EQUIPARAZIONE DEL POSSESSORE O DETENTORE AL PROPRIETARIO

(Codice civile)

Agli effetti delle disposizioni contenute negli articoli 927 e seguenti, al proprietario sono equiparati, secondo le circostanze, il possessore e il detentore.

ART. 935 - OPERE FATTE DAL PROPRIETARIO DEL SUOLO CON MATERIALI ALTRUI

(Codice civile)

Il proprietario del suolo che ha fatto costruzioni, piantagioni od opere con materiali altrui deve pagarne il valore, se la separazione non è chiesta dal proprietario dei materiali, ovvero non può farsi senza che si rechi grave danno all´opera costruita o senza che perisca la piantagione. Deve inoltre, anche nel caso che si faccia la separazione, il risarcimento dei danni, se è in colpa grave.
In ogni caso la rivendicazione dei materiali non è ammessa trascorsi sei mesi dal giorno in cui il proprietario ha avuto notizia dell´incorporazione.

ART. 936 - OPERE FATTE DA UN TERZO CON MATERIALI PROPRI

(Codice civile)

Quando le piantagioni, costruzioni od opere sono state fatte da un terzo con suoi materiali, il proprietario del fondo ha diritto di ritenerle o di obbligare colui che le ha fatte a levarle.
Se il proprietario preferisce di ritenerle, deve pagare a sua scelta il valore dei materiali e il prezzo della mano d´opera oppure l´aumento di valore recato al fondo.
Se il proprietario del fondo domanda che siano tolte, esse devono togliersi a spese di colui che le ha fatte. Questi può inoltre essere condannato al risarcimento dei danni.
Il proprietario non può obbligare il terzo a togliere le piantagioni, costruzioni od opere, quando sono state fatte a sua scienza e senza opposizione o quando sono state fatte dal terzo in buona fede.
La rimozione non può essere domandata trascorsi sei mesi dal giorno in cui il proprietario ha avuto notizia dell´incorporazione.

ART. 956 - DIVIETO DI PROPRIETÀ SEPARATA DELLE PIANTAGIONI

(Codice civile)

Non può essere costituita o trasferita la proprietà delle piantagioni separatamente dalla proprietà del suolo.

ART. 1006 - RIFIUTO DEL PROPRIETARIO ALLE RIPARAZIONI

(Codice civile)

Se il proprietario rifiuta di eseguire le riparazioni poste a suo carico o ne ritarda l´esecuzione senza giusto motivo, è in facoltà dell´usufruttuario di farle eseguire a proprie spese. Le spese devono essere rimborsate alla fine dell´usufrutto senza interesse. A garanzia del rimborso l´usufruttuario ha diritto di ritenere l´immobile riparato.

ART. 1009 - IMPOSTE E ALTRI PESI A CARICO DEL PROPRIETARIO

(Codice civile)

Al pagamento dei carichi imposti sulla proprietà durante l´usufrutto, salvo diverse disposizioni di legge, è tenuto il proprietario, ma l´usufruttuario gli deve corrispondere l´interesse della somma pagata.
Se l´usufruttuario ne anticipa il pagamento, ha diritto di essere rimborsato del capitale alla fine dell´usufrutto.

ART. 1020 - REQUISIZIONE O ESPROPRIAZIONE

(Codice civile)

Se la cosa è requisita o espropriata per pubblico interesse, l´usufrutto si trasferisce sull´indennità relativa.

ART. 881 - PRESUNZIONE DI PROPRIETÀ ESCLUSIVA DEL MURO DIVISORIO

(Codice civile)

Si presume che il muro divisorio tra i campi, cortili, giardini od orti appartenga al proprietario del fondo verso il quale esiste il piovente e in ragione del piovente medesimo.
Se esistono sporti, come cornicioni, mensole e simili, o vani che si addentrano oltre la metà della grossezza del muro, e gli uni e gli altri risultano costruiti col muro stesso, si presume che questo spetti al proprietario dalla cui parte gli sporti o i vani si presentano, anche se vi sia soltanto qualcuno di tali segni.
Se uno o più di essi sono da una parte, e uno o più dalla parte opposta, il muro è reputato comune: in ogni caso la positura del piovente prevale su tutti gli altri indizi.

ART. 2814 - IPOTECA SULL´USUFRUTTO E SULLA NUDA PROPRIETÀ

(Codice civile)

Le ipoteche costituite sull´usufrutto si estinguono col cessare di questo. Tuttavia, se la cessazione si verifica per rinunzia o per abuso da parte dell´usufruttuario ovvero per acquisto della nuda proprietà da parte del medesimo, l´ipoteca perdura fino a che non si verifichi l´evento che avrebbe altrimenti prodotto l´estinzione dell´usufrutto.
Se la nuda proprietà è gravata da ipoteca, questa, avvenendo l´estinzione dell´usufrutto, si estende alla piena proprietà. Ma nei casi in cui, secondo la disposizione del comma precedente, perdura l´ipoteca costituita sull´usufrutto, l´estensione non pregiudica il credito garantito con l´ipoteca stessa.

ART. 2357-QUATER - DIVIETO DI SOTTOSCRIZIONE DELLE PROPRIE AZIONI

(Codice civile)

Salvo quanto previsto dall´articolo 2357-ter, secondo comma, la società non può sottoscrivere azioni proprie.
Le azioni sottoscritte in violazione del divieto stabilito nel precedente comma si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori o, in caso di aumento del capitale sociale, dagli amministratori. La presente disposizione non si applica a chi dimostri di essere esente da colpa.
Chiunque abbia sottoscritto in nome proprio, ma per conto della società, azioni di quest´ultima è considerato a tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio. Della liberazione delle azioni rispondono solidalmente, a meno che dimostrino di essere esenti da colpa, i promotori, i soci fondatori e, nel caso di aumento del capitale sociale, gli amministratori.

ART. 2871 - DIRITTI DEL TERZO DATORE CHE HA PAGATO I CREDITORI ISCRITTI O HA SOFFERTO L´ESPROPRIAZIONE

(Codice civile)

Il terzo datore che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto l´espropriazione ha regresso contro il debitore. Se vi sono più debitori obbligati in solido, il terzo che ha costituito l´ipoteca a garanzia di tutti ha regresso contro ciascuno per l´intero.
Il terzo datore ha regresso contro i fideiussori del debitore. Ha inoltre regresso contro gli altri terzi datori per la loro rispettiva porzione e può esercitare, anche nei confronti dei terzi acquirenti, il subingresso previsto dal secondo comma dell´art. 2866.

ART. 2783-TER - CREDITI DELLO STATO ATTINENTI ALLE RISORSE PROPRIE TRADIZIONALI DI PERTINENZA DEL BILANCIO GENERALE DELL´UNIONE EUROPEA

(Codice civile)

I crediti dello Stato attinenti alle risorse proprie tradizionali di cui all´articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della decisione n. 2007/436/CE/Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, di pertinenza del bilancio generale dell´Unione europea sono equiparati, ai fini dell´applicazione delle disposizioni del presente capo, ai crediti dello Stato per l´imposta sul valore aggiunto.

ART. 2770 - CREDITI PER ATTI CONSERVATIVI O DI ESPROPRIAZIONE

(Codice civile)

I crediti per le spese di giustizia fatte per atti conservativi o per l´espropriazione di beni immobili nell´interesse comune dei creditori sono privilegiati sul prezzo degli immobili stessi.
Del pari ha privilegio il credito dell´acquirente di un immobile per le spese fatte per la dichiarazione di liberazione dell´immobile dalle ipoteche.

ART. 2755 - SPESE PER ATTI CONSERVATIVI O DI ESPROPRIAZIONE

(Codice civile)

I crediti per spese di giustizia fatte per atti conservativi o per l´espropriazione di beni mobili nell´interesse comune dei creditori hanno privilegio sui beni stessi.

ART. 2674 - DIVIETO DI RIFIUTARE GLI ATTI DEL PROPRIO UFFICIO

(Codice civile)

Il conservatore può ricusare di ricevere le note e i titoli, se non sono in carattere intelligibile e non può riceverli quando il titolo non ha i requisiti stabiliti dagli articoli 2657, 2660, primo comma, 2821, 2835 e 2837 o non è presentato con le modalità previste dall´articolo 2658 e quando la nota non contiene le indicazioni prescritte dagli articoli 2659, 2660 e 2839, numeri 1), 3), 4) e 7) .
In ogni altro caso il conservatore non può ricusare o ritardare di ricevere la consegna dei titoli presentati e di eseguire le trascrizioni, iscrizioni o annotazioni richieste, nonchè di spedire le copie o i certificati. Le parti possono far stendere immediatamente verbale del rifiuto o del ritardo da un notaio o da un ufficiale giudiziario assistito da due testimoni.

ART. 2529 - ACQUISTO DELLE PROPRIE QUOTE O AZIONI

(Codice civile)

L´atto costitutivo può autorizzare gli amministratori ad acquistare o rimborsare quote o azioni della società, purchè sussistano le condizioni previste dal secondo comma dell´articolo 2545-quinquies e l´acquisto o il rimborso è fatto nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall´ultimo bilancio regolarmente approvato.

ART. 2474 - OPERAZIONI SULLE PROPRIE PARTECIPAZIONI

(Codice civile)

In nessun caso la società può acquistare o accettare in garanzia partecipazioni proprie, ovvero accordare prestiti o fornire garanzia per il loro acquisto o la loro sottoscrizione.

ART. 2910 - OGGETTO DELL´ESPROPRIAZIONE

(Codice civile)

Il creditore, per conseguire quanto gli è dovuto, può fare espropriare i beni del debitore, secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile.
Possono essere espropriati anche i beni di un terzo quando sono vincolati a garanzia del credito o quando sono oggetto di un atto che è stato revocato perché compiuto in pregiudizio del creditore.

ART. 652 - RIFIUTO DI PRESTARE LA PROPRIA OPERA IN OCCASIONE DI UN TUMULTO

(Codice penale)

Chiunque, in occasione di un tumulto o di un pubblico infortunio o di un comune pericolo ovvero nella flagranza di un reato rifiuta, senza giusto motivo, di prestare il proprio aiuto o la propria opera, ovvero di dare le informazioni o le indicazioni che gli siano richieste da un pubblico ufficiale o da una persona incaricata di un pubblico servizio, nell´esercizio delle funzioni o del servizio, è punito con l´arresto fino a tre mesi o con l´ammenda fino a euro 309.
Se il colpevole dà  informazioni o indicazioni mendaci, è punito con l´arresto da uno a sei mesi ovvero con l´ammenda da euro 30 a euro 619.

ART. 642 - FRAUDOLENTO DANNEGGIAMENTO DEI BENI ASSICURATI E MUTILAZIONE FRAUDOLENTA DELLA PROPRIA PERSONA

(Codice penale)

Chiunque, al fine di conseguire per sè o per altri l´indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà , falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Alla stessa pena soggiace chi al fine predetto cagiona a se stesso una lesione personale o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio o denuncia un sinistro non accaduto ovvero distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro. Se il colpevole consegue l´intento la pena è aumentata. Si procede a querela di parte.
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche se il fatto è commesso all´estero, in danno di un assicuratore italiano, che eserciti la sua attività  nel territorio dello Stato. Il delitto è punibile a querela della persona offesa.

ART. 496 - FALSE DICHIARAZIONI SULL´IDENTITÀ  O SU QUALITÀ  PERSONALI PROPRIE O DI ALTRI

(Codice penale)

Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli precedenti, interrogato sulla identità , sullo stato o su altre qualità  della propria o dell´altrui persona, fa mendaci dichiarazioni a un pubblico ufficiale o a persona incaricata di un pubblico servizio, nell´esercizio delle funzioni o del servizio, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

ART. 495 - FALSA ATTESTAZIONE O DICHIARAZIONE A UN PUBBLICO UFFICIALE SULLA IDENTITÀ  O SU QUALITÀ  PERSONALI PROPRIE O DI ALTRI

(Codice penale)

Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l´identità , lo stato o altre qualità  della propria o dell´altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni.
La reclusione non è inferiore a due anni:
1) se si tratta di dichiarazioni in atti dello stato civile;
2) se la falsa dichiarazione sulla propria identità , sul proprio stato o sulle proprie qualità  personali è resa all´autorità  giudiziaria da un imputato o da una persona sottoposta ad indagini, ovvero se, per effetto della falsa dichiarazione, nel casellario giudiziale una decisione penale viene iscritta sotto falso nome.
Articolo 495-bis.
Falsa dichiarazione o attestazione al certificatore di firma elettronica sull´identità  o su qualità  personali proprie o di altri.
Chiunque dichiara o attesta falsamente al soggetto che presta servizi di certificazione delle firme elettroniche l´identità  o lo stato o altre qualità  della propria o dell´altrui persona è punito con la reclusione fino ad un anno.

ART. 393 - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI CON VIOLENZA ALLE PERSONE

(Codice penale)

Chiunque, al fine indicato nell´articolo precedente, e potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sè medesimo usando violenza o minaccia alle persone, è punito, a querela dell´offeso, con la reclusione fino a un anno.
Se il fatto è commesso anche con violenza sulle cose, alla pena della reclusione è aggiunta la multa fino a euro 206.
La pena è aumentata se la violenza o la minaccia alle persone è commessa con armi.

ART. 392 - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI CON VIOLENZA SULLE COSE

(Codice penale)

Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sè medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 516.
Agli effetti della legge penale, si ha violenza sulle cose allorchè la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione.
Si ha, altresì, violenza sulle cose allorchè un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico.

ART. 644-BIS - USURA IMPROPRIA

(Codice penale)

(...)

ART. 646 - APPROPRIAZIONE INDEBITA

(Codice penale)

Chiunque, per procurare a sè o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032 .
Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.
Si procede d´ufficio, se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel n. 11 dell´articolo 61.

ART. 647 - APPROPRIAZIONE DI COSE SMARRITE, DEL TESORO O DI COSE AVUTE PER ERRORE O CASO FORTUITO

(Codice penale)

à? punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 309:
1) chiunque, avendo trovato denaro o cose da altri smarrite, se li appropria, senza osservare le prescrizioni della legge civile sull´acquisto della proprietà  di cose trovate;
2) chiunque, avendo trovato un tesoro, si appropria, in tutto o in parte, la quota dovuta al proprietario del fondo;
3) chiunque si appropria cose, delle quali sia venuto in possesso per errore altrui o per caso fortuito.
Nei casi preveduti dai numeri 1 e 3, se il colpevole conosceva il proprietario della cosa che si è appropriata, la pena è della reclusione fino a due anni e della multa fino a euro 309.

ART. 517-TER - FABBRICAZIONE E COMMERCIO DI BENI REALIZZATI USURPANDO TITOLI DI PROPRIETÀ  INDUSTRIALE

(Codice penale)

Salva l´applicazione degli articoli 473 e 474 chiunque, potendo conoscere dell´esistenza del titolo di proprietà  industriale, fabbrica o adopera industrialmente oggetti o altri beni realizzati usurpando un titolo di proprietà  industriale o in violazione dello stesso è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000.
Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto, introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita, pone in vendita con offerta diretta ai consumatori o mette comunque in circolazione i beni di cui al primo comma.
Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 474 bis, 474 ter, secondo comma, e 517 bis, secondo comma.
I delitti previsti dai commi primo e secondo sono punibili sempre che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà  intellettuale o industriale.

ART. 651 - RIFIUTO D´INDICAZIONI SULLA PROPRIA IDENTITÀ  PERSONALE

(Codice penale)

Chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell´esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità  personale, sul proprio stato, o su altre qualità  personali, è punito con l´arresto fino a un mese o con l´ammenda fino a euro 206.

ART. 94 - OCCUPAZIONE DI SEDI AUTOSTRADALI DA GESTIRE IN CONCESSIONE E DI PROPRIETÀ DEI CONCESSIONARI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Per la realizzazione e la manutenzione di reti di comunicazione elettronica ad uso pubblico, può essere occupata una sede idonea, lungo il percorso delle autostrade, gestite in concessione e di proprietà del concessionario, all´interno delle reti di recinzione.
2. La servitù è imposta con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
3. Prima della emanazione del decreto d´imposizione della servitù, il Ministero trasmette all´ufficio provinciale dell´Agenzia del territorio competente un piano di massima dei lavori da eseguire. L´ufficio provinciale dell´Agenzia del territorio, sentite le parti, esprime il suo parere in merito e stabilisce la indennità da pagarsi al proprietario in base all´effettiva diminuzione del valore del fondo, all´onere che ad esso si impone ed al contenuto della servitù.
4. Il Ministro dello sviluppo economico emana il decreto d´imposizione della servitù, determinando le modalità di esercizio, dopo essersi accertato del pagamento o del deposito dell´indennità. Il decreto viene notificato alle parti interessate.
5. L´inizio del procedimento per l´imposizione della servitù deve essere preceduto da un tentativo di bonario componimento tra il fornitore del servizio di comunicazione elettronica ad uso pubblico ed il proprietario dell´autostrada, previo, in ogni caso, parere dell´ufficio provinciale dell´Agenzia del territorio competente sull´ammontare dell´indennità da corrispondere per la servitù stessa.
6. Qualora il concessionario proprietario dell´autostrada dovesse provvedere all´allargamento od a modifiche e spostamenti della sede autostradale per esigenze di viabilità, e l´esecuzione di tali lavori venisse ad interessare i cavi di comunicazione elettronica, ne dà tempestiva comunicazione al proprietario di detti cavi, avendo cura di inviare la descrizione particolareggiata delle opere da eseguire. In tali modifiche e spostamenti sono compresi anche quelli per frane, bonifiche, drenaggi ed altre cause di forza maggiore.
7. Il proprietario dei cavi di comunicazione elettronica provvede a proprie cura e spese alla modifica dei propri impianti ed al loro spostamento sulla nuova sede che il concessionario proprietario dell´autostrada è tenuto a mettere a disposizione.
8. Le disposizioni del presente articolo sono integrate da quelle di cui agli articoli 3 e 40 della legge 1° agosto 2002, n. 166.
9. Per quanto non espressamente stabilito nel presente articolo, si applicano le norme di cui al presente Capo.

ART. 91 - LIMITAZIONI LEGALI DELLA PROPRIETÀ

(Comunicazioni elettroniche)

1. Negli impianti di reti di comunicazione elettronica di cui all´articolo 90, commi 1 e 2, i fili o cavi senza appoggio possono passare, anche senza il consenso del proprietario, sia al di sopra delle proprietà pubbliche o private, sia dinanzi a quei lati di edifici ove non siano finestre od altre aperture praticabili a prospetto.
2. Il proprietario od il condominio non può opporsi all´appoggio di antenne, di sostegni, nonchè al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto, nell´immobile di sua proprietà occorrente per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini.
3. I fili, cavi ed ogni altra installazione debbono essere collocati in guisa da non impedire il libero uso della cosa secondo la sua destinazione.
4. Il proprietario è tenuto a sopportare il passaggio nell´immobile di sua proprietà del personale dell´esercente il servizio che dimostri la necessità di accedervi per l´installazione, riparazione e manutenzione degli impianti di cui sopra.
4-bis. L´operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione. L´operatore di comunicazione ha l´obbligo, d´intesa con le proprietà condominiali, di ripristinare a proprie spese le parti comuni degli immobili oggetto di intervento nello stato precedente i lavori e si accolla gli oneri per la riparazione di eventuali danni arrecati.
5. Nei casi previsti dal presente articolo al proprietario non è dovuta alcuna indennità.
6. L´operatore incaricato del servizio può agire direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti e turbative al passaggio ed alla installazione delle infrastrutture.

ART. 90 - PUBBLICA UTILITÀ - ESPROPRIAZIONE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Gli impianti di reti di comunicazione elettronica ad uso pubblico, ovvero esercitati dallo Stato, e le opere accessorie occorrenti per la funzionalità di detti impianti hanno carattere di pubblica utilità, ai sensi degli articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.
2. Gli impianti di reti di comunicazioni elettronica e le opere accessorie di uso esclusivamente privato possono essere dichiarati di pubblica utilità con decreto del Ministro dello sviluppo economico, ove concorrano motivi di pubblico interesse.
3. Per l´acquisizione patrimoniale dei beni immobili necessari alla realizzazione degli impianti e delle opere di cui ai commi 1 e 2, può esperirsi la procedura di esproprio prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Tale procedura può essere esperita dopo che siano andati falliti, o non sia stato possibile effettuare, i tentativi di bonario componimento con i proprietari dei fondi sul prezzo di vendita offerto, da valutarsi da parte degli uffici tecnici erariali competenti.

ART. 600 - CONVOCAZIONE DEI COMPROPRIETARI

(Procedura civile)

Il giudice dell´esecuzione, su istanza del creditore pignorante o dei comproprietari e sentiti tutti gli interessati, provvede, quando è possibile, alla separazione della quota in natura spettante al debitore.
Se la separazione in natura non è chiesta o non è possibile, il giudice dispone che si proceda alla divisione a norma del codice civile, salvo che ritenga probabile la vendita della quota indivisa ad un prezzo pari o superiore al valore della stessa, determinato a norma dell´articolo 568.113a


[Note]

Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito con modificazioni dalla L. 17 agosto 2005, n. 168, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-quater) che la presente modifica ha effetto a decorrere dal 1 gennaio 2006.



Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-sexies) che ´Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° gennaio 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l´osservanza delle norme precedentemente in vigore. L´intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° gennaio 2006.)´



Il D.L.14 marzo 2005, n. 35,convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 , come modificato dal D.L.30 dicembre 2005, n. 273, convertito con modificazioni dalla L. 23 febbraio 2006, n. 51, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-sexies) che ´Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° marzo 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l´osservanza delle norme precedentemente in vigore. L´intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° marzo 2006.´

ART. 602 - MODO DELL´ESPROPRIAZIONE

(Procedura civile)

Quando oggetto dell´espropriazione è un bene gravato da pegno o da ipoteca per un debito altrui, oppure un bene la cui alienazione da parte del debitore è stata revocata per frode, si applicano le disposizioni contenute nei capi precedenti, in quanto non siano modificate dagli articoli che seguono.

ART. 586 - TRASFERIMENTO DEL BENE ESPROPRIATO

(Procedura civile)

Avvenuto il versamento del prezzo, il giudice dell´ esecuzione può sospendere la vendita quando ritiene che il prezzo offerto sia notevolmente inferiore a quello giusto, ovvero pronunciare decreto col quale trasferisce all´ aggiudicatario il bene espropriato, ripetendo la descrizione contenuta nell´ ordinanza che dispone la vendita e ordinando che si cancellino le trascrizioni dei pignoramenti e le iscrizioni ipotecarie, se queste ultime non si riferiscono ad obbligazioni assuntesi dall´ aggiudicatario a norma dell´articolo 508. Il giudice con il decreto ordina anche la cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie successive alla trascrizione del pignoramento.113a
Il decreto contiene altresì l´ingiunzione al debitore o al custode di rilasciare l´immobile venduto.
Esso costituisce titolo per la trascrizione della vendita sui libri fondiari e titolo esecutivo per il rilascio.


[Note]

Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito con modificazioni dalla L. 17 agosto 2005, n. 168, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-quater) che la presente modifica ha effetto a decorrere dal 1 gennaio 2006.



Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-sexies) che ´Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° gennaio 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore.´



Il D.L.14 marzo 2005, n. 35,convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 , come modificato dal D.L.30 dicembre 2005, n. 273, convertito con modificazioni dalla L. 23 febbraio 2006, n. 51, ha disposto (con l´art. 2, comma 3-sexies) che ´Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° marzo 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l´osservanza delle norme precedentemente in vigore. L´intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° marzo 2006.´

ART. 558 - LIMITAZIONE DELL´ESPROPRIAZIONE

(Procedura civile)

Se un creditore ipotecario estende il pignoramento a immobili non ipotecati a suo favore, il giudice dell´esecuzione può applicare il disposto dell´articolo 496, oppure può sospenderne la vendita fino al compimento di quella relativa agli immobili ipotecati.

ART. 556 - ESPROPRIAZIONE DI MOBILI INSIEME CON IMMOBILI

(Procedura civile)

Il creditore può fare pignorare insieme coll´immobile anche i mobili che lo arredano, quando appare opportuno che l´espropriazione avvenga unitamente.
In tal caso l´ufficiale giudiziario forma atti separati per l´immobile e per i mobili, ma li deposita insieme nella cancelleria del tribunale.

ART. 491 - INIZIO DELL´ESPROPRIAZIONE

(Procedura civile)

Salva l´ipotesi prevista nell´art. 502, l´espropriazione forzata si inizia col pignoramento.

ART. 483 - CUMULO DEI MEZZI DI ESPROPRIAZIONE

(Procedura civile)

Il creditore può valersi cumulativamente dei diversi mezzi di espropriazione forzata previsti dalla legge, ma, su opposizione del debitore, il giudice dell´esecuzione, con ordinanza non impugnabile, può limitare l´espropriazione al mezzo che il creditore sceglie o, in mancanza, a quello che il giudice stesso determina.
Se è iniziata anche l´esecuzione immobiliare, l´ordinanza è pronunciata dal giudice di quest´ultima.



[Note]

Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall´articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3´.



Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188, ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3´.

ART. 138 - NOTIFICAZIONE IN MANI PROPRIE

(Procedura civile)

L´ufficiale giudiziario esegue la notificazione di regola mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione oppure, se ciò non è possibile, ovunque lo trovi nell´ambito della circoscrizione dell´ufficio giudiziario al quale è addetto.
Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, l´ufficiale giudiziario ne dà atto nella relazione, e la notificazione si considera fatta in mani proprie.

ART. 26-BIS - FORO RELATIVO ALL´ESPROPRIAZIONE FORZATA DI CREDITI

(Procedura civile)

Quando il debitore è una delle pubbliche amministrazioni indicate dall´articolo 413, quinto comma, per l´espropriazione forzata di crediti è competente, salvo quanto disposto dalle leggi speciali, il giudice del luogo dove il terzo debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.
Fuori dei casi di cui al primo comma, per l´espropriazione forzata di crediti è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.


[Note]

Il D.L. 12 settembre 2014, n. 132, convertito con modificazioni dalla L. 10 novembre 2014, n. 162, ha disposto (con l´art. 19, comma 6-bis) che la presente modifica si applica ai procedimenti iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. medesimo.

ART. 795 - ESPROPRIAZIONE

(Procedura civile)

Se è fatta istanza di espropriazione, il giudice, verificate le condizioni stabilite dalla legge per l´ammissibilità di essa, dispone con decreto che si proceda a norma degli articoli 567 e seguenti.
La vendita non può essere fatta che all´incanto a norma degli articoli 576 e seguenti.
L´incanto si apre sul prezzo offerto dal creditore istante.
Alla distribuzione della somma ricavata partecipano, oltre ai creditori privilegiati e ipotecari, i creditori dell´acquirente.
Quest´ultimo ha diritto di essere collocato nella graduazione con privilegio per le spese sopportate per la dichiarazione di liberazione.

ART. 149 - PRINCIPI GENERALI IN MATERIA DI FINANZA PROPRIA E DERIVATA

(Testo unico enti locali)

1. L´ordinamento della finanza locale è riservato alla legge, che la coordina con la finanza statale e con quella regionale.
2. Ai comuni e alle province la legge riconosce, nell´ambito della finanza pubblica, autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.
3. La legge assicura, altresì, agli enti locali potestà impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse e delle tariffe, con conseguente adeguamento della legislazione tributaria vigente. A tal fine i comuni e le province in forza dell´articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo per quanto attiene alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e dell´aliquota massima dei singoli tributi, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti. Per quanto non regolamentato si applicano le disposizioni di legge vigenti.
4. La finanza dei comuni e delle province è costituita da:
a) imposte proprie;
b) addizionali e compartecipazioni ad imposte erariali o
regionali;
c) tasse e diritti per servizi pubblici;
d) trasferimenti erariali;
e) trasferimenti regionali;
f) altre entrate proprie, anche di natura patrimoniale;
g) risorse per investimenti;
h) altre entrate.
5. I trasferimenti erariali sono ripartiti in base a criteri obiettivi che tengano conto della popolazione, del territorio e delle condizioni socio- economiche, nonchè in base ad una perequata distribuzione delle risorse che tenga conto degli squilibri di fiscalità locale.
6. Lo Stato assegna specifici contributi per fronteggiare situazioni eccezionali.
7. Le entrate fiscali finanziano i servizi pubblici ritenuti necessari per lo sviluppo della comunità ed integrano la contribuzione erariale per l´erogazione dei servizi pubblici indispensabili.
8. A ciascun ente locale spettano le tasse, i diritti, le tariffe e i corrispettivi sui servizi di propria competenza. Gli enti locali determinano per i servizi pubblici tariffe o corrispettivi a carico degli utenti, anche in modo non generalizzato. Lo Stato e le regioni, qualora prevedano per legge casi di gratuità nei servizi di competenza dei comuni e delle province ovvero fissino prezzi e tariffe inferiori al costo effettivo della prestazione, debbono garantire agli enti locali risorse finanziarie compensative.
9. La legge determina un fondo nazionale ordinario per contribuire ad investimenti degli enti locali destinati alla realizzazione di opere pubbliche di preminente interesse sociale ed economico.
10. La legge determina un fondo nazionale speciale per finanziare con criteri perequativi gli investimenti destinati alla realizzazione di opere pubbliche unicamente in aree o per situazioni definite dalla legge statale.
11. L´ammontare complessivo dei trasferimenti e dei fondi è determinato in base a parametri fissati dalla legge per ciascuno degli anni previsti dal bilancio pluriennale dello Stato e non è riducibile nel triennio.
12. Le regioni concorrono al finanziamento degli enti locali per la realizzazione del piano regionale di sviluppo e dei programmi di investimento, assicurando la copertura finanziaria degli oneri necessari all´esercizio di funzioni trasferite o delegate.
13. Le risorse spettanti a comuni e province per spese di investimento previste da leggi settoriali dello Stato sono distribuite sulla base di programmi regionali. Le regioni, inoltre, determinano con legge i finanziamenti per, le funzioni da esse attribuite agli enti locali in relazione al costo di gestione dei servizi sulla base della programmazione regionale.

ART. 251 - ATTIVAZIONE DELLE ENTRATE PROPRIE

(Testo unico enti locali)

1. Nella prima riunione successiva alla dichiarazione di dissesto e comunque entro trenta giorni dalla data di esecutività della delibera il consiglio dell´ente, o il commissario nominato ai sensi dell´articolo 247, comma 1, è tenuto a deliberare per le imposte e tasse locali di spettanza dell´ente dissestato, diverse dalla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita, nonchè i limiti reddituali, agli effetti dell´applicazione dell´imposta comunale per l´esercizio di imprese, arti e professioni, che determinano gli importi massimi del tributo dovuto.
2. La delibera non è revocabile ed ha efficacia per cinque anni, che decorrono da quello dell´ipotesi di bilancio riequilibrato. In caso di mancata adozione della delibera nei termini predetti l´organo regionale di controllo procede a norma dell´articolo 136.
3. Per le imposte e tasse locali di istituzione successiva alla deliberazione del dissesto, l´organo dell´ente dissestato che risulta competente ai sensi della legge istitutiva del tributo deve deliberare, entro i termini previsti per la prima applicazione del tributo medesimo, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita. La delibera ha efficacia per un numero di anni necessario al raggiungimento di un quinquennio a decorrere da quello dell´ipotesi di bilancio riequilibrato.
4. Resta fermo il potere dell´ente dissestato di deliberare, secondo le competenze, le modalità, i termini ed i limiti stabiliti dalle disposizioni vigenti, le maggiorazioni, riduzioni, graduazioni ed agevolazioni previste per le imposte e tasse di cui ai commi 1 e 3, nonchè di deliberare la maggiore aliquota dell´imposta comunale sugli immobili consentita per straordinarie esigenze di bilancio.
5. Per il periodo di cinque anni, decorrente dall´anno dell´ipotesi di bilancio riequilibrato, ai fini della tassa smaltimento rifiuti solidi urbani, gli enti che hanno dichiarato il dissesto devono applicare misure tariffarie che assicurino complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio e, per i servizi produttivi ed i canoni patrimoniali, devono applicare le tariffe nella misura massima consentita dalle disposizioni vigenti. Per i servizi a domanda individuale il costo di gestione deve essere coperto con proventi tariffari e con contributi finalizzati almeno nella misura prevista dalle norme vigenti. Per i termini di adozione delle delibere, per la loro efficacia e per la individuazione dell´organo competente si applicano le norme ordinarie vigenti in materia. Per la prima delibera il termine di adozione è fissato al trentesimo giorno successivo alla deliberazione del dissesto.
6. Le delibere di cui ai commi 1, 3 e 5 devono essere comunicate alla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali presso il Ministero dell´interno entro 30 giorni dalla data di adozione; nel caso di mancata osservanza delle disposizioni di cui ai predetti commi sono sospesi i contributi erariali.

ART. 135 - PUBBLICAZIONE SENZA RICHIESTA O SENZA DOCUMENTI

(Codice civile)

E´ punito con l´ammenda da lire duecento a lire mille l´ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla pubblicazione di un matrimonio senza la richiesta di cui all´art. 96 o quando manca alcuno dei documenti prescritti dal primo comma dell´art. 97.

ART. 1771 - RICHIESTA DI RESTITUZIONE E OBBLIGO DI RITIRARE LA COSA

(Codice civile)

Il depositario deve restituire la cosa appena il depositante la richiede, salvo che sia convenuto un termine nell´interesse del depositario.
Il depositario può richiedere in qualunque tempo che il depositante riprenda la cosa, salvo che sia convenuto un termine nell´interesse del depositante. Anche se non è stato convenuto un termine, il giudice può concedere al depositante un termine congruo per ricevere la cosa.

ART. 2367 - CONVOCAZIONE SU RICHIESTA DI SOCI

(Codice civile)

Gli amministratori o il consiglio di gestione devono convocare senza ritardo l´assemblea, quando ne è fatta domanda da tanti soci che rappresentino almeno il ventesimo del capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e il decimo del capitale sociale nelle altre o la minore percentuale prevista nello statuto, e nella domanda sono indicati gli argomenti da trattare.
Se gli amministratori o il consiglio di gestione, oppure in loro vece i sindaci o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione, non provvedono, il tribunale, sentiti i componenti degli organi amministrativi e di controllo, ove il rifiuto di provvedere risulti ingiustificato, ordina con decreto la convocazione dell´assemblea, designando la persona che deve presiederla.
La convocazione su richiesta di soci non è ammessa per argomenti sui quali l´assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.

ART. 2725 - ATTI PER I QUALI È RICHIESTA LA PROVA PER ISCRITTO O LA FORMA SCRITTA

(Codice civile)

Quando, secondo la legge o la volontà delle parti, un contratto deve essere provato per iscritto, la prova per testimoni è ammessa soltanto nel caso indicato dal n. 3 dell´articolo precedente.
La stessa regola si applica nei casi in cui la forma scritta è richiesta sotto pena di nullità.

ART. 2731 - CAPACITÀ RICHIESTA PER LA CONFESSIONE

(Codice civile)

La confessione non è efficace se non proviene da persona capace di disporre del diritto, a cui i fatti confessati si riferiscono. Qualora sia resa da un rappresentante, è efficace solo se fatta entro i limiti e nei modi in cui questi vincola il rappresentato.

ART. 2893 - MANCATA RICHIESTA DELL´INCANTO

(Codice civile)

Se l´incanto non è domandato nel tempo e nel modo prescritti dall´art. 2891, il valore del bene rimane definitivamente stabilito nel prezzo che l´acquirente ha posto a disposizione dei creditori a norma dell´art. 2890, n. 3.
La liberazione del bene dalle ipoteche avviene dopo che è stato depositato il prezzo e si è provveduto nei modi indicati dal codice di procedura civile.

ART. 96 - RICHIESTA DELLA PUBBLICAZIONE

(Codice civile)

La richiesta della pubblicazione deve farsi da ambedue gli sposi o da persona che ne ha da essi ricevuto speciale incarico.

ART. 129 - IRREVOCABILITÀ  ED ESTENSIONE DELLA RICHIESTA

(Codice penale)

La richiesta dell´autorità  è irrevocabile.
Le disposizioni degli articoli 122 e 123 si applicano anche alla richiesta.

ART. 313 - AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE O RICHIESTA DI PROCEDIMENTO

(Codice penale)

Per i delitti preveduti dagli articoli 244, 245, 265, 267, 269, 273, 274, 277, 278, 279, 287 e 288 non si può procedere senza l´autorizzazione del ministro per la giustizia.

Parimenti non si può procedere senza tale autorizzazione per i delitti preveduti dagli articoli 247, 248, 249, 250, 251 e 252, quando sono commessi a danno di uno Stato estero alleato o associato, a fine di guerra, allo Stato italiano.

Per il delitto preveduto nell´art. 290, quando è commesso contro l´Assemblea costituente ovvero contro le Assemblee legislative o una di queste, non si può procedere senza l´autorizzazione dell´Assemblea, contro la quale il vilipendio è diretto. Negli altri casi non si può procedere senza l´autorizzazione del ministro per la giustizia.

I delitti preveduti dagli articoli 296, 297, 298, in relazione agli articoli 296 e 297, e dall´art. 299, sono punibili a richiesta del ministro per la giustizia.

ART. 128 - TERMINE PER LA RICHIESTA DI PROCEDIMENTO

(Codice penale)

Quando la punibilità  di un reato dipende dalla richiesta dell´autorità , la richiesta non può essere più proposta, decorsi tre mesi dal giorno in cui l´autorità  ha avuto notizia del fatto che costituisce il reato.
Quando la punibilità  di un reato commesso all´estero dipende dalla presenza del colpevole nel territorio dello Stato, la richiesta non può essere più proposta, decorsi tre anni dal giorno in cui il colpevole si trova nel territorio dello Stato.

ART. 127 - RICHIESTA DI PROCEDIMENTO PER DELITTI CONTRO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

(Codice penale)

Salvo quanto è disposto nel titolo primo del libro secondo di questo codice, qualora un delitto punibile a querela della persona offesa sia commesso in danno del Presidente della Repubblica, alla querela è sostituita la richiesta del ministro per la giustizia.

ART. 157 - RICHIESTA DI INFORMAZIONI E DI ESIBIZIONE DI DOCUMENTI

(Legge sulla privacy)

1. Per l´espletamento dei propri compiti il Garante può
richiedere al titolare, al responsabile, all´interessato o anche a terzi di fornire informazioni e di esibire documenti.

ART. 425 - RICHIESTA DI INFORMAZIONI E OSSERVAZIONI ALLE ASSOCIAZIONI SINDACALI

(Procedura civile)

Su istanza di parte, l´associazione sindacale indicata dalla stessa ha facoltà di rendere in giudizio, tramite un suo rappresentante, informazioni e osservazioni orali o scritte.
Tali informazioni e osservazioni possono essere rese anche nel luogo di lavoro ove sia stato disposto l´accesso ai sensi del terzo comma dell´articolo 421.
A tal fine, il giudice può disporre ai sensi del sesto comma dell´articolo 420.
Il giudice può richiedere alle associazioni sindacali il testo dei contratti e accordi collettivi di lavoro, anche aziendali, da applicare nella causa.

ART. 114 - PRONUNCIA SECONDO EQUITÀ A RICHIESTA DI PARTE

(Procedura civile)

Il giudice, sia in primo grado che in appello, decide il merito della causa secondo equità quando esso riguarda diritti disponibili delle parti e queste gliene fanno concorde richiesta.

ART. 213 - RICHIESTA D´INFORMAZIONI ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

(Procedura civile)

Fuori dei casi previsti negli articoli 210 e 211, il giudice può richiedere d´ufficio alla pubblica amministrazione le informazioni scritte relative ad atti e documenti dell´amministrazione stessa, che è necessario acquisire al processo.

ART. 80 - RICHIESTA DI ESCLUSIONE DELLA PARTE CIVILE

(Procedura penale)

1. Il pubblico ministero, l´imputato e il responsabile civile possono proporre richiesta motivata di esclusione della parte civile.
2. Nel caso di costituzione di parte civile per l´udienza preliminare, la richiesta è proposta, a pena di decadenza, non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nella udienza preliminare o nel dibattimento.
3. Se la costituzione avviene nel corso degli atti preliminari al dibattimento o introduttivi dello stesso, la richiesta è proposta oralmente a norma dell´articolo 491 comma 1.
4. Sulla richiesta il giudice decide senza ritardo con ordinanza.
5. L´esclusione della parte civile ordinata nell´udienza
preliminare non impedisce una successiva costituzione fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall´articolo 484.

ART. 344 - RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE

(Procedura penale)

1. Il pubblico ministero chiede l´autorizzazione prima di procedere a giudizio direttissimo o di richiedere il giudizio immediato, il rinvio a giudizio, il decreto penale di condanna o di emettere il decreto di citazione a giudizio. La richiesta deve, comunque, essere presentata entro trenta giorni dalla iscrizione nel registro delle notizie di reato del nome della persona per la quale è necessaria l´autorizzazione.
2. Se la persona per la quale è necessaria l´autorizzazione è stata arrestata in flagranza, il pubblico ministero richiede l´autorizzazione a procedere immediatamente e comunque prima della udienza di convalida.
3. Il giudice sospende il processo e il pubblico ministero richiede senza ritardo l´autorizzazione a procedere qualora ne sia sorta la necessità dopo che si è proceduto a giudizio direttissimo ovvero dopo che sono state formulate le richieste previste dalla prima parte del comma 1. Se vi è pericolo nel ritardo, il giudice provvede all´assunzione delle prove richieste dalle parti.
4. Quando si procede nei confronti di più persone per alcune delle quali soltanto è necessaria l´autorizzazione e questa tarda ad essere concessa, si può procedere separatamente contro gli imputati per i quali l´autorizzazione non è necessaria.


[Note]

Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall´articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli
articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3.´



Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188 ha disposto (con l´art. 247, comma 1) che ´Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999 , fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma
1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3.´

ART. 342 - RICHIESTA DI PROCEDIMENTO

(Procedura penale)

1. La richiesta di procedimento è presentata al pubblico ministero con atto sottoscritto dall´autorità competente.

ART. 208 - RICHIESTA DELL´ESAME

(Procedura penale)

1. Nel dibattimento, l´imputato, la parte civile che non debba essere esaminata come testimone, il responsabile civile e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria sono esaminati se ne fanno richiesta o vi consentono.

ART. 118-BIS - RICHIESTA DI COPIE DI ATTI E DI INFORMAZIONI DA

(Procedura penale)

parte del Presidente del Consiglio dei ministri).
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri può richiedere all´autorità giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall´articolo 329, direttamente o a mezzo del direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, copie di atti di procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto ritenute indispensabili per lo svolgimento delle attività connesse alle esigenze del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.
2. Si applicano le disposizioni dell´articolo 118, commi 2 e 3.
3. L´autorità giudiziaria può altresì trasmettere le copie e le informazioni di cui al comma 1 anche di propria iniziativa. Ai medesimi fini l´autorità giudiziaria può autorizzare l´accesso diretto di funzionari delegati dal direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza al registro delle notizie di reato, anche se tenuto in forma automatizzata.

ART. 118 - RICHIESTA DI COPIE DI ATTI E DI INFORMAZIONI DA PARTE DEL MINISTRO DELL´INTERNO

(Procedura penale)

1. Il ministro dell´interno, direttamente o a mezzo di un ufficiale di polizia giudiziaria o del personale della Direzione investigativa antimafia appositamente delegato, può ottenere dall´autorità giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall´articolo 329, copie di atti di procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto, ritenute indispensabili per la prevenzione dei delitti per i quali è obbligatorio l´arresto in flagranza. L´autorità giudiziaria può trasmettere le copie e le informazioni anche di propria iniziativa.
1-bis. Ai medesimi fini l´autorità giudiziaria può autorizzare i soggetti indicati nel comma 1 all´accesso diretto al registro previsto dall´articolo 335, anche se tenuto in forma automatizzata.
2. L´autorità giudiziaria provvede senza ritardo e può rigettare la richiesta con decreto motivato.
3. Le copie e le informazioni acquisite a norma del comma 1 sono coperte dal segreto di ufficio.

ART. 46 - RICHIESTA DI RIMESSIONE

(Procedura penale)

1. La richiesta è depositata, con i documenti che vi si riferiscono, nella cancelleria del giudice ed è notificata entro sette giorni a cura del richiedente alle altre parti.
2. La richiesta dell´imputato è sottoscritta da lui personalmente o da un suo procuratore speciale.
3. Il giudice trasmette immediatamente alla corte di cassazione la richiesta con i documenti allegati e con eventuali osservazioni.
4. L´inosservanza delle forme e dei termini previsti dai commi 1 e 2 è causa di inammissibilità della richiesta.

ART. 86 - RICHIESTA DI ESCLUSIONE DEL RESPONSABILE CIVILE

(Procedura penale)

1. La richiesta di esclusione del responsabile civile può essere proposta dall´imputato nonchè dalla parte civile e dal pubblico ministero che non ne abbiano richiesto la citazione.
2. La richiesta può essere proposta altresì dal responsabile civile che non sia intervenuto volontariamente anche qualora gli elementi di prova raccolti prima della citazione possano recare pregiudizio alla sua difesa in relazione a quanto previsto dagli articoli 651 e 654.
3. La richiesta deve essere motivata ed è proposta, a pena di decadenza, non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nella udienza preliminare o nel dibattimento. Il giudice decide senza ritardo con ordinanza.

ART. 248 - RICHIESTA DI CONSEGNA

(Procedura penale)

1. Se attraverso la perquisizione si ricerca una cosa determinata, l´autorità giudiziaria può invitare a consegnarla. Se la cosa è presentata, non si procede alla perquisizione, salvo che si ritenga utile procedervi per la completezza delle indagini.
2. Per rintracciare le cose da sottoporre a sequestro o per accertare altre circostanze utili ai fini delle indagini, l´autorità giudiziaria o gli ufficiali di polizia giudiziaria da questa delegati possono esaminare presso banche atti, documenti e corrispondenza nonchè dati, informazioni e programmi informatici. In caso di rifiuto, l´autorità giudiziaria procede a perquisizione.

ART. 54-QUATER - RICHIESTA DI TRASMISSIONE DEGLI ATTI A UN DIVERSO PUBBLICO MINISTERO

(Procedura penale)

1. La persona sottoposta alle indagini che abbia conoscenza del procedimento ai sensi dell´articolo 335 o dell´articolo 369 e la persona offesa dal reato che abbia conoscenza del procedimento ai sensi dell´articolo 369, nonchè i rispettivi difensori, se ritengono che il reato appartenga alla competenza di un giudice diverso da quello presso il quale il pubblico ministero che procede esercita le sue funzioni, possono chiedere la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il giudice competente enunciando, a pena di inammissibilità, le ragioni a sostegno della indicazione del diverso giudice ritenuto competente.
2. La richiesta deve essere depositata nella segreteria del pubblico ministero che procede con l´indicazione del giudice ritenuto competente.
3. Il pubblico ministero decide entro dieci giorni dalla presentazione della richiesta e, ove la accolga, trasmette gli atti del procedimento all´ufficio del pubblico ministero presso il giudice competente, dandone comunicazione al richiedente. Se non provvede in tal senso, il richiedente, entro i successivi dieci giorni, può chiedere al procuratore generale presso la corte d´appello o, qualora il giudice ritenuto competente appartenga ad un diverso distretto, al procuratore generale presso la Corte di cassazione, di determinare quale ufficio del pubblico ministero deve procedere. Il procuratore generale, assunte le necessarie informazioni, provvede alla determinazione, entro venti giorni dal deposito della richiesta, con decreto motivato dandone comunicazione alle parti ed agli uffici interessati. Quando la richiesta riguarda taluno dei reati indicati nell´articolo 51, comma 3-bis, il procuratore generale provvede osservando le disposizioni dell´articolo 54-ter.
4. La richiesta non può essere riproposta a pena di inammissibilità salvo che sia basata su fatti nuovi e diversi.
5. Gli atti di indagine preliminare compiuti prima della trasmissione degli atti o della comunicazione del decreto di cui al comma 3 possono essere utilizzati nei casi e nei modi previsti dalla legge.

ART. 49 - NUOVA RICHIESTA DI RIMESSIONE

(Procedura penale)

1. Anche quando la richiesta è stata accolta, il pubblico ministero o l´imputato può chiedere un nuovo provvedimento per la revoca di quello precedente o per la designazione di un altro giudice.
2. L´ordinanza che rigetta o dichiara inammissibile per manifesta infondatezza la richiesta di rimessione non impedisce che questa sia nuovamente proposta purchè fondata su elementi nuovi.
3. E´ inammissibile per manifesta infondatezza anche la richiesta di rimessione non fondata su elementi nuovi rispetto a quelli già valutati in una ordinanza che ha rigettato o dichiarato inammissibile una richiesta proposta da altro imputato dello stesso procedimento o di un procedimento da esso separato.
4. La richiesta dichiarata inammissibile per motivi diversi dalla manifesta infondatezza può essere sempre riproposta.

ART. 47 - EFFETTI DELLA RICHIESTA

(Procedura penale)

1. In seguito alla presentazione della richiesta di rimessione il giudice può disporre con ordinanza la sospensione del processo fino a che non sia intervenuta l´ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la richiesta. La Corte di cassazione può sempre disporre con ordinanza la sospensione del processo.
2. Il giudice deve comunque sospendere il processo prima dello svolgimento delle conclusioni e della discussione e non possono essere pronunciati il decreto che dispone il giudizio o la sentenza quando ha avuto notizia dalla Corte di cassazione che la richiesta di rimessione è stata assegnata alle sezioni unite ovvero a sezione diversa dall´apposita sezione di cui all´articolo 610, comma 1. Il giudice non dispone la sospensione quando la richiesta non è fondata su elementi nuovi rispetto a quelli di altra già rigettata o dichiarata inammissibile.
3. La sospensione del processo ha effetto fino a che non sia intervenuta l´ordinanza che rigetta o dichiara inammissibile la richiesta e non impedisce il compimento degli atti urgenti.
4. In caso di sospensione del processo si applica l´articolo 159 del codice penale e, se la richiesta è stata proposta dall´imputato, sono sospesi i termini di cui all´articolo 303, comma 1. La prescrizione e i termini di custodia cautelare riprendono il loro corso dal giorno in cui la Corte di cassazione rigetta o dichiara inammissibile la richiesta ovvero, in caso di suo accoglimento, dal giorno in cui il processo dinanzi al giudice designato perviene al medesimo stato in cui si trovava al momento della sospensione. Si osservano in quanto compatibili le disposizioni dell´articolo 304.

[Note]

La Corte costituzionale, con la sentenza 14-22 ottobre 1996, n. 353 (in G.U. 1a s.s. 30/10/1996, n. 44) ha dichiarato l´illegittimità costituzionale del comma 1 del presente articolo ´nella parte in cui fa divieto al giudice di pronunciare la sentenza fino a che non sia intervenuta l´ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di rimessione´.

ART. 393 - RICHIESTA

(Procedura penale)

1. La richiesta è presentata entro i termini per la conclusione delle indagini preliminari e comunque in tempo sufficiente per l´assunzione della prova prima della scadenza dei medesimi termini e indica:
a) la prova da assumere, i fatti che ne costituiscono l´oggetto e le ragioni della sua rilevanza per la decisione dibattimentale;
b) le persone nei confronti delle quali si procede per i fatti oggetto della prova;
c) le circostanze che, a norma dell´articolo 392, rendono la prova non rinviabile al dibattimento.
2. La richiesta proposta dal pubblico ministero indica anche i difensori delle persone interessate a norma del comma 1 lettera b), la persona offesa e il suo difensore.
2-bis. Con la richiesta di incidente probatorio di cui all´articolo 392, comma 1-bis, il pubblico ministero deposita tutti gli atti di indagine compiuti.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si osservano a pena di inammissibilità.
4. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono chiedere la proroga del termine delle indagini preliminari ai fini dell´esecuzione dell´incidente probatorio. Il giudice provvede con decreto motivato, concedendo la proroga per il tempo indispensabile all´assunzione della prova quando risulta che la richiesta di incidente probatorio non avrebbe potuto essere formulata anteriormente. Nello stesso modo il giudice provvede se il termine per le indagini preliminari scade durante l´esecuzione dell´incidente probatorio. Del provvedimento è data in ogni caso comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello.

[Note]

La Corte costituzionale, con sentenza 23 febbraio-10 marzo 1994, n. 77 (in G.U. 1a s.s. 16/03/1994, n. 12) 7), ha disposto l´ illegittimità costituzionale del presente articolo ´nella parte in cui non consente che, nei casi previsti dal presente articolo, l´incidente probatorio possa essere richiesto anche nella fase dell´udienza preliminare.´

ART. 117 - RICHIESTA DI COPIE DI ATTI E DI INFORMAZIONI DA PARTE DEL PUBBLICO MINISTERO

(Procedura penale)

1. Fermo quanto disposto dall´articolo 371, quando è necessario per il compimento delle proprie indagini, il pubblico ministero può ottenere dall´autorità giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall´articolo 329, copie di atti relativi ad altri procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto. L´autorità giudiziaria può trasmettere le copie e le informazioni anche di propria iniziativa.
2. L´autorità giudiziaria provvede senza ritardo e può rigettare la richiesta con decreto motivato.
2-bis. Il procuratore nazionale antimafia, nell´ambito delle funzioni previste dall´articolo 371-bis, accede al registro delle notizie di reato , ai registri di cui all´articolo 34 della legge 19 marzo 1990, n. 55, e alle banche dati istituite appositamente presso le direzioni distrettuali antimafia realizzando se del caso collegamenti reciproci.

ART. 446 - RICHIESTA DI APPLICAZIONE DELLA PENA E CONSENSO

(Procedura penale)

1. Le parti possono formulare la richiesta prevista dall´articolo, 444, comma 1, fino alla presentazione delle conclusioni di cui agli articoli 421, comma 3, e 422, comma 3, e fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado nel giudizio direttissimo. Se è stato notificato il decreto di giudizio immediato, la richiesta è formulata entro il termine e con le forme stabilite dall´articolo 458, comma 1.
2. La richiesta e il consenso nell´udienza sono formulati oralmente; negli altri casi sono formulati con atto scritto.
3. La volontà dell´imputato è espressa personalmente o a mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione è autenticata nelle forme previste dall´articolo 583 comma 3.
4. Il consenso sulla richiesta può essere dato entro i termini previsti dal comma 1, anche se in precedenza era stato negato.
5. Il giudice, se ritiene opportuno verificare la volontarietà della richiesta o del consenso, dispone la comparizione dell´imputato.
6. Il pubblico ministero, in caso di dissenso, deve enunciarne le ragioni.

ART. 745 - RICHIESTA DI MISURE CAUTELARI ALL´ESTERO

(Procedura penale)

1. Se è domandata l´esecuzione di una pena restrittiva della libertà personale e il condannato si trova all´estero, il ministro di grazia e giustizia ne richiede la custodia cautelare (1).
2. Nel domandare l´esecuzione di una confisca, il ministro ha facoltà di richiedere il sequestro.
2 bis. Il Ministro ha altresì facoltà, nei casi previsti da accordi internazionali, di richiedere lo svolgimento di indagini per l´identificazione e la ricerca di beni che si trovano all´estero e che possono divenire oggetto di una domanda di esecuzione di confisca, nonché di richiedere il loro sequestro (2).

ART. 726 - CITAZIONE DI TESTIMONI A RICHIESTA DELL´AUTORITÀ STRANIERA

(Procedura penale)

1. La citazione dei testimoni residenti o dimoranti nel territorio dello Stato, richiesta da una autorità giudiziaria straniera, è trasmessa al procuratore della Repubblica del luogo in cui deve essere eseguita, il quale provvede per la notificazione a norma dell´articolo 167.

ART. 642 - PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA DI ACCOGLIMENTO DELLA RICHIESTA

(Procedura penale)

1. La sentenza di accoglimento, a richiesta dell´interessato, è affissa per estratto, a cura della cancelleria, nel comune in cui la sentenza di condanna era stata pronunciata e in quello dell´ultima residenza del condannato. L´ufficiale giudiziario deposita in cancelleria il certificato delle eseguite affissioni.
2. Su richiesta dell´interessato, il presidente della corte di appello dispone con ordinanza che l´estratto della sentenza sia pubblicato a cura della cancelleria in un giornale, indicato nella richiesta; le spese della pubblicazione sono a carico della cassa delle ammende.

ART. 639 - PROVVEDIMENTI IN ACCOGLIMENTO DELLA RICHIESTA

(Procedura penale)

1. La corte di appello, quando pronuncia sentenza di proscioglimento a seguito di accoglimento della richiesta di revisione, anche nel caso previsto dall´articolo 638, ordina la restituzione delle somme pagate in esecuzione della condanna per le pene pecuniarie, per le misure di sicurezza patrimoniali, per le spese processuali e di mantenimento in carcere e per il risarcimento dei danni a favore della parte civile citata per il giudizio di revisione. Ordina altresì la restituzione delle cose che sono state confiscate, a eccezione di quelle previste nell´articolo 240 comma 2 n. 2 del codice penale.

ART. 633 - FORMA DELLA RICHIESTA

(Procedura penale)

1. La richiesta di revisione è proposta personalmente o per mezzo di un procuratore speciale. Essa deve contenere l´indicazione specifica delle ragioni e delle prove che la giustificano e deve essere presentata, unitamente a eventuali atti e documenti, nella cancelleria della corte di appello individuata secondo i criteri di cui all´articolo 11 .
2. Nei casi previsti dall´articolo 630 comma 1 lettere a) e b), alla richiesta devono essere unite le copie autentiche delle sentenze o dei decreti penali di condanna ivi indicati.
3. Nel caso previsto dall´articolo 630 comma 1 lettera d), alla richiesta deve essere unita copia autentica della sentenza irrevocabile di condanna per il reato ivi indicato.


[Note]

La L. 23 novembre 1998, n. 405 ha disposto (con l´art. 2, comma 1) che ´la competenza, individuata ai sensi del comma 1 dell´articolo 633 del codice di procedura penale, come sostituito dall´articolo 1 della presente legge, vale anche per i procedimenti di revisione in corso alla data di entrata in vigore della legge stessa, salvo che sia stato aperto il dibattimento ai sensi degli articoli 636 e 492 del codice di procedura penale o sia stata pronunciata ordinanza di inammissibilità a norma dell´articolo 634 dello stesso codice.´
Ha inoltre disposto (con l´art. 2, comma 2) che ´Lo spostamento della competenza di cui al comma 1 opera tuttavia anche per i procedimenti di revisione per i quali la Corte di cassazione ha annullato l´ordinanza di inammissibilità rinviando ad altra sezione della corte di appello che ha pronunciato l´ordinanza annullata.´

ART. 632 - SOGGETTI LEGITTIMATI ALLA RICHIESTA

(Procedura penale)

1. Possono chiedere la revisione:
a) il condannato o un suo prossimo congiunto ovvero la persona che ha sul condannato l´autorità tutoria e, se il condannato è morto, l´erede o un prossimo congiunto;
b) il procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto fu pronunciata la sentenza di condanna. Le persone indicate nella lettera a) possono unire la propria richiesta a quella del procuratore generale.

ART. 572 - RICHIESTA DELLA PARTE CIVILE O DELLA PERSONA OFFESA

(Procedura penale)

1. La parte civile, la persona offesa, anche se non costituita parte civile, e gli enti e le associazioni intervenuti a norma degli articoli 93 e 94, possono presentare richiesta motivata al pubblico ministero di proporre impugnazione a ogni effetto penale.
2. Il pubblico ministero, quando non propone impugnazione, provvede con decreto motivato da notificare al richiedente.

ART. 556 - GIUDIZIO ABBREVIATO E APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA

(Procedura penale)

1. Per il giudizio abbreviato e per l´applicazione della pena su richiesta si osservano, rispettivamente, le disposizioni dei titoli I e II del libro sesto, in quanto applicabili.
2. Se manca l´udienza preliminare si applicano, secondo i casi, le disposizioni degli articoli 555, comma 2, 557 e 558, comma 8. Si osserva altresì, in quanto applicabile, la disposizione dell´articolo 441-bis; nel caso di cui al comma 4 di detto articolo, il giuduce, revocata l´ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l´udienza per il giudizio.

ART. 464-NOVIES - DIVIETO DI RIPROPOSIZIONE DELLA RICHIESTA DI MESSA ALLA PROVA

(Procedura penale)

1. Nei casi di cui all´articolo 464-septies, comma 2, ovvero di revoca dell´ordinanza di sospensione del procedimento con messa alla prova, l´istanza non può essere riproposta.

ART. 464-TER - RICHIESTA DI SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO CON MESSA ALLA PROVA NEL CORSO DELLE INDAGINI PRELIMINARI

(Procedura penale)

1. Nel corso delle indagini preliminari, il giudice, se è presentata una richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova, trasmette gli atti al pubblico ministero affinchè esprima il consenso o il dissenso nel termine di cinque giorni.
2. Se il pubblico ministero presta il consenso, il giudice provvede ai sensi dell´articolo 464-quater.
3. Il consenso del pubblico ministero deve risultare da atto scritto e sinteticamente motivato, unitamente alla formulazione dell´imputazione.
4. Il pubblico ministero, in caso di dissenso, deve enunciarne le ragioni. In caso di rigetto, l´imputato può rinnovare la richiesta prima dell´apertura del dibattimento di primo grado e il giudice, se ritiene la richiesta fondata, provvede ai sensi dell´articolo 464-quater.

ART. 458 - RICHIESTA DI GIUDIZIO ABBREVIATO

(Procedura penale)

1. L´imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato depositando nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari la richiesta, con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero, entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato.
2. Se la richiesta è ammissibile , il giudice fissa con decreto l´udienza dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all´imputato, al difensore e alla persona offesa. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all´articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l´ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l´udienza per il giudizio immediato.
3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando il giudizio immediato è stato richiesto dall´imputato a norma dell´articolo 419 comma 5.


[Note]

La Corte costituzionale, con sentenza 28 gennaio - 15 febbraio 1991, n. 81 (in G.U. 1a s.s. 20/02/1991, n. 8), ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell´art. 458, primo e secondo comma, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il pubblico ministero, in caso di dissenso, sia tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevede che il giudice, quando, a dibattimento concluso, ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, possa applicare all´imputato la riduzione di pena contemplata dall´art. 442, stesso comma, dello stesso codice.



La Corte costituzionale, con sentenza 22-31 gennaio 1992 n. 23 (in G.U. 1a s. s. 5/2/1992 n. 6) ha dichiarato ´In applicazione dell´art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 l´illegittimità costituzionale dell´art. 458, primo e secondo comma, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice, all´esito del dibattimento, ritenendo che il processo poteva essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, possa applicare la riduzione di pena prevista dall´art. 442, secondo comma, dello stesso codice´.



La Corte costituzionale, con sentenza 10-16 aprile 2002 n. 120 (in G.U. 1a s.s. 24/04/2002 n. 17) ha dichiarato ´la illegittimità costituzionale costituzionale dell´art. 458, comma 1, del codice di procedura penale, nella parte in cui prevede che il termine entro cui l´imputato può chiedere il giudizio abbreviato decorre dalla notificazione del decreto di giudizio immediato, anzichè dall´ultima notificazione, all´imputato o al difensore, rispettivamente del decreto ovvero dell´avviso della data fissata per il giudizio immediato.´



La Corte costituzionale, con sentenza 19-23 maggio 2003 n. 169 (in G.U. 1a s.s. 28/5/2003 n. 21) ha dichiarato ´l´illegittimità costituzionale dell´art. 458, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che, in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata ad una integrazione probatoria, l´imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado e il giudice possa disporre il giudizio abbreviato´.

ART. 455 - DECISIONE SULLA RICHIESTA DI GIUDIZIO IMMEDIATO

(Procedura penale)

1. Il giudice, entro cinque giorni, emette decreto con il quale dispone il giudizio immediato ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero
1-bis. Nei casi di cui all´articolo 453, comma 1-bis, il giudice rigetta la richiesta se l´ordinanza che dispone la custodia cautelare è stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.

ART. 368 - PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE SULLA RICHIESTA DI SEQUESTRO

(Procedura penale)

1. Quando, nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero ritiene che non si debba disporre il sequestro richiesto dall´interessato, trasmette la richiesta con il suo parere, al giudice per le indagini preliminari.

ART. 447 - RICHIESTA DI APPLICAZIONE DELLA PENA NEL CORSO DELLE INDAGINI PRELIMINARI

(Procedura penale)

1. Nel corso delle indagini preliminari, il giudice, se è presentata una richiesta congiunta o una richiesta con il consenso scritto dell´altra parte, fissa, con decreto in calce alla richiesta, l´udienza per la decisione, assegnando, se necessario, un termine al richiedente per la notificazione all´altra parte. Almeno tre giorni prima dell´udienza il fascicolo del pubblico ministero è depositato nella cancelleria del giudice.
2. Nell´udienza il pubblico ministero e il difensore sono sentiti se compaiono.
3. Se la richiesta è presentata da una parte, il giudice fissa con decreto un termine all´altra parte per esprimere il consenso o il dissenso e dispone che la richiesta e il decreto siano notificati a cura del richiedente. Prima della scadenza del termine non è consentita la revoca o la modifica della richiesta e in caso di consenso si procede a norma del comma 1.

ART. 390 - RICHIESTA DI CONVALIDA DELL´ARRESTO O DEL FERMO

(Procedura penale)

1. Entro quarantotto ore dall´arresto o dal fermo il pubblico ministero, qualora non debba ordinare la immediata liberazione dell´arrestato o del fermato, richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo dove l´arresto o il fermo è stato eseguito.
2. Il giudice fissa l´udienza di convalida al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al difensore.
3. L´arresto o il fermo diviene inefficace se il pubblico ministero non osserva le prescrizioni del comma 1.
3-bis. Se non ritiene di comparire, il pubblico ministero trasmette al giudice, per l´udienza di convalida, le richieste in ordine alla libertà personale con gli elementi su cui le stesse si fondano.

ART. 445 - EFFETTI DELL´APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA

(Procedura penale)

1. La sentenza prevista dall´articolo 444, comma 2, quando la pena irrogata non superi i due anni di pena detentiva soli o congiunti a pena pecuniaria, non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento né l´applicazione di pene accessorie e di misure di sicurezza, fatta eccezione della confisca nei casi previsti dall´articolo 240 del codice penale.
1-bis. Salvo quanto previsto dall´articolo 653, la sentenza prevista dall´articolo 444, comma 2, anche quando è pronunciata dopo la chiusura del dibattimento, non ha efficacia nei giudizi civili o amministrativi. Salve diverse disposizioni di legge, la sentenza è equiparata a una pronuncia di condanna.
2. Il reato è estinto ,ove sia stata irrogata una pena detentiva non superiore a due anni soli o congiunti a pena pecuniaria, se nel termine di cinque anni, quando la sentenza concerne un delitto, ovvero di due anni, quando la sentenza concerne una contravvenzione, l´imputato non commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole. In questo caso si estingue ogni effetto penale, e se è stata applicata una pena pecuniaria o una sanzione sostitutiva, l´applicazione non è comunque di ostacolo alla concessione di una successiva sospensione condizionale della pena.

ART. 444 - APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA

(Procedura penale)

1. L´imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l´applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
1-bis. Sono esclusi dall´applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all´articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, i procedimenti per i delitti di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, primo, secondo, terzo e quinto comma, 600-quater, secondo comma, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, nonchè 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale, nonchè quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell´articolo 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
2. Se vi è il consenso anche della parte che non ha formulato la richiesta e non deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento a norma dell´articolo 129, il giudice, sulla base degli atti, se ritiene corrette la qualificazione giuridica del fatto, l´applicazione e la comparazione delle circostanze prospettate dalle parti, nonchè congrua la pena indicata, ne dispone con sentenza l´applicazione enunciando nel dispositivo che vi è stata la richiesta delle parti. Se vi è costituzione di parte civile, il giudice non decide sulla relativa domanda; l´imputato è tuttavia condannato al pagamento delle spese sostenute dalla parte civile, salvo che ricorrano giusti motivi per la compensazione totale o parziale. Non si applica la disposizione dell´articolo 75, comma 3.
3. La parte, nel formulare la richiesta, può subordinarne l´efficacia alla concessione della sospensione condizionale della pena. In questo caso il giudice, se ritiene che la sospensione condizionale non può essere concessa, rigetta la richiesta.


[Note]

La Corte costituzionale, con sentenza 26 giugno - 2 luglio 1990, n. 313 (in G.U. 1°a s.s. 04/07/1990, n. 27), ha dichiarato ´l´illegittimità costituzionale dell´art. 444, secondo comma, del codice di procedura penale 1988, nella parte in cui non prevede che, ai fini e nei limiti di cui all´art. 27, terzo comma, della Costituzione, il giudice possa valutare la congruità della pena indicata dalle parti, rigettando la richiesta in ipotesi di sfavorevole valutazione´.



La Corte costituzionale, con sentenza 26 settembre - 12 ottobre 1990, n. 443 (in G.U. 1a s.s. 17/10/1990, n. 41), ha dichiarato ´l´illegittimità costituzionale dell´art. 444, secondo comma, secondo periodo, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice condanni l´imputato al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, salvo che ritenga di disporne, per giusti motivi, la compensazione totale o parziale´.

ART. 435 - RICHIESTA DI REVOCA

(Procedura penale)

1. Nella richiesta di revoca il pubblico ministero indica le nuove fonti di prova, specifica se queste sono già state acquisite o sono ancora da acquisire e richiede, nel primo caso, il rinvio a giudizio e, nel secondo, la riapertura delle indagini.
2. Con la richiesta sono trasmessi alla cancelleria del giudice gli atti relativi alle nuove fonti di prova.
3. Il giudice, se non dichiara inammissibile la richiesta, designa un difensore all´imputato che ne sia privo, fissa la data dell´udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, all´imputato, al difensore e alla persona offesa. Il procedimento si svolge nelle forme previste dall´articolo 127.

ART. 417 - REQUISITI FORMALI DELLA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO

(Procedura penale)

1. La richiesta di rinvio a giudizio contiene:
a) le generalità dell´imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonchè le generalità della persona offesa dal reato qualora ne sia possibile l´identificazione;
b) l´enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l´applicazione di misure di sicurezza, con l´indicazione dei relativi articoli di legge;
c) l´indicazione delle fonti di prova acquisite;
d) la domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il giudizio;
e) la data e la sottoscrizione.

ART. 416 - PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DEL PUBBLICO MINISTERO

(Procedura penale)

1. La richiesta di rinvio a giudizio è depositata dal pubblico ministero nella cancelleria del giudice. La richiesta di rinvio a giudizio è nulla se non è preceduta dall´avviso, previsto dall´articolo 415-bis, nonchè dall´invito a presentarsi per rendere l´interrogatorio ai sensi dell´articolo 375. comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di cui all´articolo 415-bis, comma 3.
2. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove.
2-bis. Qualora si proceda per il reato di cui all´articolo 589, secondo comma, del codice penale, la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero deve essere depositata entro trenta giorni dalla chiusura delle indagini preliminari.

[Note]

La L. 16 luglio 1997, n. 234 ha disposto (con l´art. 3, comma 1) che ´il comma 1 dell´articolo 416 del codice di procedura penale, come modificato dall´articolo 2, comma 2, della presente legge, ed il comma 2 dell´articolo 555del codice di procedura penale, come modificato dall´articolo 2, comma 3, della presente legge, non si applicano ai procedimenti penali nei quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, è già stata depositata richiesta di rinvio a giudizio o è già stato emesso decreto di citazione a giudizio.´

ART. 413 - RICHIESTA DELLA PERSONA SOTTOPOSTA ALLE INDAGINI O DELLA PERSONA OFFESA DAL REATO

(Procedura penale)

1. La persona sottoposta alle indagini o la persona offesa dal reato può chiedere al procuratore generale di disporre l´avocazione a norma dell´articolo 412 comma 1.
2. Disposta l´avocazione, il procuratore generale svolge le indagini preliminari indispensabili e formula le sue richieste entro trenta giorni dalla richiesta proposta a norma del comma 1.

ART. 410 - OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

(Procedura penale)

1. Con l´opposizione alla richiesta di archiviazione la persona offesa dal reato chiede la prosecuzione delle indagini preliminari indicando, a pena di inammissibilità, l´oggetto della investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova.
2. Se l´opposizione è inammissibile e la notizia di reato è infondata, il giudice dispone l´archiviazione con decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero.
3. Fuori dei casi previsti dal comma 2, il giudice provvede a norma dell´articolo 409 commi 2, 3, 4 e 5, ma, in caso di più persone offese, l´avviso per l´udienza è notificato al solo opponente.

ART. 409 - PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE SULLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

(Procedura penale)

1. Fuori dei casi in cui sia stata presentata l´opposizione prevista dall´articolo 410, il giudice, se accoglie la richiesta di archiviazione, pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero. Il provvedimento che dispone l´archiviazione è notificato alla persona sottoposta alle indagini se nel corso del procedimento è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare.
2. Se non accoglie la richiesta, il giudice fissa la data dell´udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa dal reato. Il procedimento si svolge nelle forme previste dall´articolo 127. Fino al giorno dell´udienza gli atti restano depositati in cancelleria con facoltà del difensore di estrarne copia.
3. Della fissazione dell´udienza il giudice dà inoltre comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello.
4. A seguito dell´udienza, il giudice, se ritiene necessarie ulteriori indagini, le indica con ordinanza al pubblico ministero, fissando il termine indispensabile per il compimento di esse.
5. Fuori del caso previsto dal comma 4, il giudice, quando non accoglie la richiesta di archiviazione, dispone con ordinanza che, entro dieci giorni, il pubblico ministero formuli l´imputazione. Entro due giorni dalla formulazione dell´imputazione, il giudice fissa con decreto l´udienza preliminare. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 418 e 419.
6. L´ordinanza di archiviazione è ricorribile per cassazione solo nei casi di nullità previsti dall´articolo 127 comma 5.

ART. 408 - RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE PER INFONDATEZZA DELLA NOTIZIA DI REATO

(Procedura penale)

1. Entro i termini previsti dagli articoli precedenti, il pubblico ministero, se la notizia di reato è infondata, presenta al giudice richiesta di archiviazione. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari.
2. L´avviso della richiesta è notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l´eventuale archiviazione.
3. Nell´avviso è precisato che, nel termine di dieci giorni, la persona offesa può prendere visione degli atti e presentare opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari.
3-bis. Per i delitti commessi con violenza alla persona, l´avviso della richiesta di archiviazione è in ogni caso notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa ed il termine di cui al comma 3 è elevato a venti giorni.

ART. 398 - PROVVEDIMENTI SULLA RICHIESTA DI INCIDENTE PROBATORIO

(Procedura penale)

1. Entro due giorni dal deposito della prova della notifica e comunque dopo la scadenza del termine previsto dall´articolo 396 comma 1, il giudice pronuncia ordinanza con la quale accoglie, dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di incidente probatorio. L´ordinanza di inammissibilità o di rigetto è immediatamente comunicata al pubblico ministero e notificata alle persone interessate.
2. Con l´ordinanza che accoglie la richiesta il giudice stabilisce:
a) l´oggetto della prova nei limiti della richiesta e delle deduzioni;
b) le persone interessate all´assunzione della prova individuate sulla base della richiesta e delle deduzioni;
c) la data dell´udienza. Tra il provvedimento e la data dell´udienza non può intercorrere un termine superiore a dieci giorni.
3. Il giudice fa notificare alla persona sottoposta alle indagini, alla persona offesa e ai difensori avviso del giorno, dell´ora e del luogo in cui si deve procedere all´incidente probatorio almeno due giorni prima della data fissata con l´avvertimento che nei due giorni precedenti l´udienza possono prendere cognizione ed estrarre copia delle dichiarazioni già rese dalla persona da esaminare. Nello stesso termine l´avviso e ´comunicato al pubblico ministero.
3-bis. La persona sottoposta alle indagini ed i difensori delle parti hanno diritto di ottenere copia degli atti depositati ai sensi dell´articolo 393, comma 2-bis.
4. Se si deve procedere a più incidenti probatori, essi sono assegnati alla medesima udienza, sempre che non ne derivi ritardo.
5. Quando ricorrono ragioni di urgenza e l´incidente probatorio non può essere svolto nella circoscrizione del giudice competente, quest´ultimo può delegare il giudice per le indagini preliminari del luogo dove la prova deve essere assunta.
5-bis. Nel caso di indagini che riguardano ipotesi di reato previste dagli articoli 572, 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-ter, anche se relativo al materiale pornografico di cui all´articolo 600-quater 1, 609-quater e 609-octies, 609-undecies e 612-bis del codice penale, il giudice, ove fra le persone interessate all´assunzione della prova vi siano minorenni, con l´ordinanza di cui al comma 2, stabilisce il luogo, il tempo e Le modalità particolari attraverso cui procedere all´incidente probatorio, quando le esigenze di tutela delle persone lo rendono necessario od opportuno. A tal fine l´udienza può svolgersi anche in luogo diverso dal tribunale, avvalendosi il giudice, ove esistano, di strutture specializzate di assistenza o, in mancanza, presso l´abitazione della persona interessata all´assunzione della prova. Le dichiarazioni testimoniali debbono essere documentate integralmente con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva. Quando si verifica una indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico, si provvede con le forme della perizia ovvero della consulenza tecnica. Dell´interrogatorio è anche redatto verbale in forma riassuntiva. La trascrizione della riproduzione è disposta solo se richiesta dalle parti.
5-ter. Il giudice, su richiesta di parte, applica le disposizioni di cui al comma 5-bis quando fra le persone interessate all´assunzione della prova vi siano maggiorenni in condizione di particolare vulnerabilità, desunta anche dal tipo di reato per cui si procede.


[Note]

La Corte costituzionale, con sentenza 1 giugno-9 luglio 1998 n. 262 (G.U. 1a s.s. 15/7/1998, n. 28) ha dichiarato l´ illegittimità costituzionale del comma 5-bis del presente articolo ´nella parte in cui non prevede l´ipotesi di reato di cui all´art. 609-quinquies (Corruzione di minorenne) del codice penale fra quelle in presenza delle quali, ove fra le persone interessate all´assunzione della prova vi siano minori di anni sedici, il giudice stabilisce il luogo, il tempo e le modalità particolari attraverso cui procedere all´incidente probatorio, quando le esigenze del minore lo rendono necessario od opportuno´.



La Corte costituzionale, con sentenza 13-29 gennaio 2005 n. 63 (in G.U. 1a s.s. 2/2/2005, n. 5) ha dichiarato la illegittimità costituzionale ´dell´art. 398, comma 5-bis, del codice di procedura penale nella parte in cui non prevede che il giudice possa provvedere nei modi ivi previsti all´assunzione della prova ove fra le persone interessate ad essa vi sia un maggiorenne infermo di mente, quando le esigenze di questi lo rendano necessario od opportuno´.

ART. 395 - PRESENTAZIONE E NOTIFICAZIONE DELLA RICHIESTA

(Procedura penale)

1. La richiesta di incidente probatorio è depositata nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari, unitamente a eventuali cose o documenti, ed è notificata a cura di chi l´ha proposta, secondo i casi, al pubblico ministero e alle persone indicate nell´articolo 393 comma 1 lettera b). La prova della notificazione è depositata in cancelleria.

ART. 394 - RICHIESTA DELLA PERSONA OFFESA

(Procedura penale)

1. La persona offesa può chiedere al pubblico ministero di promuovere un incidente probatorio.
2. Se non accoglie la richiesta, il pubblico ministero pronuncia decreto motivato e lo fa notificare alla persona offesa.

ART. 454 - PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DEL PUBBLICO MINISTERO

(Procedura penale)

1. Entro novanta giorni dalla iscrizione della notizia di reato nel registro previsto dall´articolo 335, il pubblico ministero trasmette la richiesta di giudizio immediato alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari.
2. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato, sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove.

ART. 2783-TER - CREDITI DELLO STATO ATTINENTI ALLE RISORSE PROPRIE TRADIZIONALI DI PERTINENZA DEL BILANCIO GENERALE DELL´UNIONE EUROPEA

(Codice civile)

I crediti dello Stato attinenti alle risorse proprie tradizionali di cui all´articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della decisione n. 2007/436/CE/Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, di pertinenza del bilancio generale dell´Unione europea sono equiparati, ai fini dell´applicazione delle disposizioni del presente capo, ai crediti dello Stato per l´imposta sul valore aggiunto.

ART. 49 - OBBLIGHI IN MATERIA DI ACCESSO E DI USO DI DETERMINATE RISORSE DI

(Comunicazioni elettroniche)

rete
1. Ai sensi dell´articolo 45, l´Autorità può imporre agli operatori di accogliere richieste ragionevoli di accesso ed autorizzare l´uso di determinati elementi di rete e risorse correlate, in particolare qualora verifichi che il rifiuto di concedere l´accesso o la previsione di termini e condizioni non ragionevoli di effetto equivalente ostacolerebbero lo sviluppo di una concorrenza sostenibile sul mercato al dettaglio e sarebbero contrari agli interessi dell´utente finale. Agli operatori può essere imposto, tra l´altro:
a) di concedere agli operatori un accesso a determinati elementi o risorse di rete, compreso l´accesso agli elementi della rete che non sono attivi o l´accesso disaggregato alla rete locale, anche per consentire la selezione o la preselezione del vettore o l´offerta di rivendita delle linee di contraenti;
b) di negoziare in buona fede con gli operatori che chiedono un accesso;
c) di non revocare l´accesso alle risorse consentito in precedenza;
d) di garantire determinati servizi all´ingrosso necessari affinchè terze parti possano formulare offerte;
e) di concedere un accesso alle interfacce tecniche, ai protocolli e ad altre tecnologie indispensabili per l´interoperabilità dei servizi o dei servizi di reti private virtuali;
f) di consentire la coubicazione o altre forme di condivisione associata degli impianti;
g) di fornire determinati servizi necessari per garantire agli utenti l´interoperabilità dei servizi da punto a punto, tra cui risorse per servizi di reti intelligenti o servizi di roaming tra operatori di reti mobili;
h) di garantire l´accesso ai sistemi di supporto operativo o a sistemi software analoghi necessari per garantire eque condizioni di concorrenza nella fornitura dei servizi;
i) di interconnettere reti o risorse di rete.
i-bis) di fornire l´accesso a servizi correlati come quelli relativi all´identità, alla posizione e alla presenza.
2. L´Autorità può associare agli obblighi di cui al comma 1, condizioni di equità, ragionevolezza, tempestività.
3. Nel valutare l´opportunità di imporre gli obblighi di cui al comma 1, e soprattutto nel considerare se tali obblighi siano proporzionati agli obiettivi definiti nell´articolo 13, l´Autorità tiene conto, in particolare, dei seguenti fattori:
a) fattibilità tecnica ed economica dell´uso o dell´installazione di risorse concorrenti, a fronte del ritmo di evoluzione del mercato, tenuto conto della natura e del tipo di interconnessione o di accesso in questione, fra cui la fattibilità di altri prodotti di accesso a monte, quale l´accesso ai condotti;
b) fattibilità della fornitura dell´accesso proposto, alla luce della capacità disponibile;
c) investimenti iniziali del proprietario delle risorse, tenendo conto di qualsiasi investimento pubblico effettuato e dei rischi connessi a tali investimenti;
d) necessità di tutelare la concorrenza a lungo termine, con particolare attenzione ad una concorrenza infrastrutturale economicamente sostenibile;
e) eventuali diritti di proprietà intellettuale applicabili;
f) fornitura di servizi paneuropei.
3-bis. L´Autorità può, nell´imporre ad un operatore l´obbligo di concedere l´accesso ai sensi del presente articolo, stabilire condizioni tecniche o operative che devono essere soddisfatte dal prestatore di servizi o dai beneficiari di tale accesso, ove necessario per garantire il funzionamento normale della rete. L´obbligo di rispettare determinate norme o specifiche tecniche è conforme alle norme e alle specifiche stabilite conformemente all´articolo 20 del presente Codice.

ART. 43 - SISTEMI DI ACCESSO CONDIZIONATO ED ALTRE RISORSE

(Comunicazioni elettroniche)

1. All´accesso condizionato ai servizi televisivi e radiofonici
digitali trasmessi ai telespettatori e agli ascoltatori si applicano, a prescindere dai mezzi di trasmissione, le condizioni di cui all´allegato n. 2, parte I.
2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, l´Autorità
può riesaminare le condizioni applicate in virtù del presente articolo attraverso un´analisi di mercato conformemente alle disposizioni dell´articolo 19 per determinare se mantenere, modificare o revocare le condizioni indicate. Qualora, in base all´analisi di mercato, l´Autorità verifica che uno o più operatori di servizi di accesso condizionato non dispongono di un significativo potere di mercato sul mercato pertinente, può modificare o revocare le condizioni per tali imprese conformemente alla procedura prevista agli articoli 11 e 12, solo se non risultino pregiudicati da tale modifica o revoca:
a) l´accesso per gli utenti finali a programmi radiofonici e
televisivi e a canali e servizi di diffusione specificati ai sensi dell´articolo 81;
b) le prospettive di un´effettiva concorrenza nei mercati per:
1) i servizi digitali di radiodiffusione sonora e televisiva al
dettaglio;
2) i sistemi di accesso condizionato ed altre risorse correlate.
3. La modifica o la revoca degli obblighi è comunicata alle
parti interessate con un congruo preavviso.

ART. 263 - DETERMINAZIONE DELLE MEDIE NAZIONALI PER CLASSI DEMOGRAFICHE DELLE RISORSE DI PARTE CORRENTE E DELLA CONSISTENZA DELLE DOTAZIONI ORGANICHE

(Testo unico enti locali)

1. Con decreto a cadenza triennale il Ministro dell´interno individua le medie nazionali annue, per classe demografica per i comuni ed uniche per le province, delle risorse di parte corrente di cui all´articolo 259, comma 4.
2. Con decreto a cadenza triennale il Ministro dell´interno individua con proprio decreto la media nazionale per classe demografica della consistenza delle dotazioni organiche per comuni e province ed i rapporti medi dipendenti-popolazione per classe demografica, validi per gli enti in condizione di dissesto ai fini di cui all´articolo 259, comma 6. In ogni caso agli enti spetta un numero di dipendenti non inferiore a quello spettante agli enti di maggiore dimensione della fascia demografica precedente.

ART. 840 - SOTTOSUOLO E SPAZIO SOVRASTANTE AL SUOLO

(Codice civile)

La proprietà del suolo si estende al sottosuolo, con tutto ciò che vi si contiene, e il proprietario può fare qualsiasi escavazione od opera che non rechi danno al vicino. Questa disposizione non si applica a quanto forma oggetto delle leggi sulle miniere, cave e torbiere. Sono del pari salve le limitazioni derivanti dalle leggi sulle antichità e belle arti, sulle acque, sulle opere idrauliche e da altre leggi speciali.
Il proprietario del suolo non può opporsi ad attività di terzi che si svolgano a tale profondità nel sottosuolo o a tale altezza nello spazio sovrastante, che egli non abbia interesse ad escluderle.

ART. 794 - ONERE ILLECITO O IMPOSSIBILE

(Codice civile)

L´onere illecito o impossibile si considera non apposto; rende tuttavia nulla la donazione se ne ha costituito il solo motivo determinante.

ART. 49 - REATO SUPPOSTO ERRONEAMENTE E REATO IMPOSSIBILE

(Codice penale)

Non è punibile chi commette un fatto non costituente reato, nella supposizione erronea che esso costituisca reato.
La punibilità  è altresì esclusa quando, per la inidoneità  dell´azione o per l´inesistenza dell´oggetto di essa, è impossibile l´evento dannoso o pericoloso.
Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se concorrono nel fatto gli elementi costitutivi di un reato diverso, si applica la pena stabilita per il reato effettivamente commesso.
Nel caso indicato nel primo capoverso, il giudice può ordinare che l´imputato prosciolto sia sottoposto a misura di sicurezza.

Avvertenza: Le informazioni fornite si intendono a carattere indicativo. Nonostante l’impegno nell’analisi e nello sviluppo del software non è possibile escludere la presenza di errori, per cui si consiglia di controllare sempre i risultati ottenuti.