Termini della ricerca

Concorso x Allegati x Amministrativi x Carenze x Concorso x Coprire x Direttori x Generali x Graduale x Inserimento x Organico x Preparazione x Prossimo x Requisiti x Scuole x Servizi x Triennio x Bandito x

REO
SENTENZA N. 25390 UD. 31/01/2019 - DEPOSITO DEL 07/06/2019
concorso di persone nel reato - mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti - reato proprio – estensione al concorrente &´extraneus&´ - presupposti – conoscibilità della qualifica soggettiva del concorrente &´intraneus&´ – necessità.

FINANZE E TRIBUTI
SENTENZA N. 19672 UD. 13/03/2019 - DEPOSITO DEL 08/05/2019
finanze e tributi – in genere – dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici – professionista che apponga un mendace visto di conformità &´leggero&´ o &´pesante&´ sulla dichiarazione del contribuente – mezzo fraudolento – idoneità a ostacolare l´accertamento e ad indurre in errore l´amministrazione finanziaria - sussistenza.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 8666 UD. 05/02/2019 - DEPOSITO DEL 27/03/2019
imputati giudicati responsabili per reati diversi non commessi in concorso – condanna in solido al risarcimento dei danni – legittimità – condizioni.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 8666 UD. 05/02/2019 - DEPOSITO DEL 27/02/2019
imputati giudicati responsabili per reati diversi non commessi in concorso – condanna in solido al risarcimento dei danni – legittimità – condizioni.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 534 UD. 10/12/2018 - DEPOSITO DEL 08/01/2019
giudice dell´esecuzione - concorso formale e reato continuato – lavoro di pubblica utilità – revoca implicita - esclusione.

STUPEFACENTI
SENTENZA N. 51063 UD. 27/09/2018 - DEPOSITO DEL 09/11/2018
stupefacenti - in genere - diversa tipologia di sostanza stupefacente detenuta - fattispecie del fatto di lieve entità - configurabilità – ragioni – applicabilità dell´art. 81 cod. pen. – esclusione.

CIRCOLAZIONE STRADALE
SENTENZA N. 42500 UD. 25/09/2018 - DEPOSITO DEL 27/09/2018
guida in stato di ebbrezza alcolica (art. 186 cds) – concorso tra le circostanze aggravanti previste dai commi 2-bis e 2-sexies – art. 63, comma 4 cod. pen. - applicazione – ulteriore aumento di pena detentiva – ragguaglio ex art. 135 cod. pen.

REATI CONTRO LA PERSONA
SENTENZA N. 26857 UD. 29/05/2018 - DEPOSITO DEL 12/06/2018
omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime - guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica per assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope - qualificazione - circostanza aggravante - contravvenzione di cui all´art. 186, comma 2 e 2-bis, d. lgs. n. 285 del 1992 - concorso - esclusione - ragioni.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO
SENTENZA N. 17235 UD. 17/01/2018 - DEPOSITO DEL 18/04/2018
autoriciclaggio – contributo causalmente rilevante dell´&´extraneus&´ nella condotta tipica dell´&´intraneus&´ ai sensi dell´art. 648-ter.1 cod. pen. –concorso in autoriciclaggio – esclusione – riciclaggio – configurabilità.

REATO
SENTENZA N. 41588 UD. 22/06/2017 - DEPOSITO DEL 12/09/2017
detenzione e porto illegali di arma comune da sparo - detenzione e porto di arma clandestina - concorso di reati - configurabilità - esclusione.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 38662 UD. 31/05/2017 - DEPOSITO DEL 02/08/2017
cassazione - cause di non punibilità, di improcedibilità, di estinzione del reato o della pena - concorso di causa di estinzione del reato e di nullità assoluta e insanabile - causa prevalente - indicazione – condizioni.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 28659 UD. 18/05/2017 - DEPOSITO DEL 08/06/2017
esecuzione - giudice dell´esecuzione - concorso formale e reato continuato - riconoscimento della continuazione - rideterminazione della pena - limite del triplo della pena stabilita per il reato più grave - sussistenza.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 20664 UD. 23/02/2017 - DEPOSITO DEL 28/04/2017
malversazione in danno dello stato - concorso formale con la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche - sussistenza.

REATI CONTRO L´ORDINE PUBBLICO
SENTENZA N. 3935 UD. 12/01/2017 - DEPOSITO DEL 27/01/2017
reati contro l´ordine pubblico - in genere - trasferimento fraudolento di valori - articolo 12-quinquies, comma primo, d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito con modificazioni in legge 7 agosto 1992, n. 356 - concorso con il delitto di cui all´art. 648ter1 cod. pen. - configurabilità – sussistenza.

SOCIETÀ
SENTENZA N. 1641 DEL 23/01/2017
amministratori di società fallita - azioni di responsabilità - legittimazione attiva del curatore fallimentare in sede civile e penale - sussistenza - danno da pagamento preferenziale - inclusione.

REATI CONTRO LA PERSONA
SENTENZA N. 33049 UD. 17/05/2016 - DEPOSITO DEL 28/07/2016
violenza sessuale commessa mediante costrizione, ex art. 609 bis cod. pen.– reato di induzione indebita di cui all´art. 319 quater cod. pen. – concorso di reati - esclusione.

PERSONA GIURIDICA
SENTENZA N. 6884 UD. 12/11/2015 - DEPOSITO DEL 22/02/2016
società – reati societari – delitti di cui ai primi due commi dell´art. 2638 cod. civ. – differente natura - ipotesi autonome di reato – concorso formale di reati ex art. 81, comma 1, cod. pen. – configurabilità.

IMPUGNAZIONI CIVILI
ORDINANZA N. 30765 DEL 22/12/2017
ricorso per cassazione – notifica della sentenza impugnata con modalità telematica – deposito della relata di notificazione ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c. – modalità.

EQUA RIPARAZIONE
ORDINANZA N. 26221 DEL 03/11/2017
processo amministrativo - condizione di procedibilità dell´istanza di prelievo – non manifesta infondatezza e rilevanza della questione di costituzionalità dell´art. 54, comma 2, d. l. n. 112 del 2008, conv. con modif. in l. n. 133 del 2008, e modificato dall´art. 3, comma 23, all. 4 al d.lgs. n. 104 del 2010 e dall´art. 1, comma 3, lett. a), n. 6), del d.lgs. n. 195 del 2011.

BANCHE E SOCIETÀ
SENTENZA N. 12777 UD. 16/11/2018 - DEPOSITO DEL 22/03/2019
- sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalla banca d´italia – natura sostanzialmente penale - esclusione.

REO
SENTENZA N. 25390 UD. 31/01/2019 - DEPOSITO DEL 07/06/2019
concorso di persone nel reato - mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti - reato proprio – estensione al concorrente &´extraneus&´ - presupposti – conoscibilità della qualifica soggettiva del concorrente &´intraneus&´ – necessità.

FINANZE E TRIBUTI
SENTENZA N. 19672 UD. 13/03/2019 - DEPOSITO DEL 08/05/2019
finanze e tributi – in genere – dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici – professionista che apponga un mendace visto di conformità &´leggero&´ o &´pesante&´ sulla dichiarazione del contribuente – mezzo fraudolento – idoneità a ostacolare l´accertamento e ad indurre in errore l´amministrazione finanziaria - sussistenza.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 8666 UD. 05/02/2019 - DEPOSITO DEL 27/03/2019
imputati giudicati responsabili per reati diversi non commessi in concorso – condanna in solido al risarcimento dei danni – legittimità – condizioni.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 8666 UD. 05/02/2019 - DEPOSITO DEL 27/02/2019
imputati giudicati responsabili per reati diversi non commessi in concorso – condanna in solido al risarcimento dei danni – legittimità – condizioni.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 534 UD. 10/12/2018 - DEPOSITO DEL 08/01/2019
giudice dell´esecuzione - concorso formale e reato continuato – lavoro di pubblica utilità – revoca implicita - esclusione.

STUPEFACENTI
SENTENZA N. 51063 UD. 27/09/2018 - DEPOSITO DEL 09/11/2018
stupefacenti - in genere - diversa tipologia di sostanza stupefacente detenuta - fattispecie del fatto di lieve entità - configurabilità – ragioni – applicabilità dell´art. 81 cod. pen. – esclusione.

CIRCOLAZIONE STRADALE
SENTENZA N. 42500 UD. 25/09/2018 - DEPOSITO DEL 27/09/2018
guida in stato di ebbrezza alcolica (art. 186 cds) – concorso tra le circostanze aggravanti previste dai commi 2-bis e 2-sexies – art. 63, comma 4 cod. pen. - applicazione – ulteriore aumento di pena detentiva – ragguaglio ex art. 135 cod. pen.

REATI CONTRO LA PERSONA
SENTENZA N. 26857 UD. 29/05/2018 - DEPOSITO DEL 12/06/2018
omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime - guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica per assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope - qualificazione - circostanza aggravante - contravvenzione di cui all´art. 186, comma 2 e 2-bis, d. lgs. n. 285 del 1992 - concorso - esclusione - ragioni.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO
SENTENZA N. 17235 UD. 17/01/2018 - DEPOSITO DEL 18/04/2018
autoriciclaggio – contributo causalmente rilevante dell´&´extraneus&´ nella condotta tipica dell´&´intraneus&´ ai sensi dell´art. 648-ter.1 cod. pen. –concorso in autoriciclaggio – esclusione – riciclaggio – configurabilità.

REATO
SENTENZA N. 41588 UD. 22/06/2017 - DEPOSITO DEL 12/09/2017
detenzione e porto illegali di arma comune da sparo - detenzione e porto di arma clandestina - concorso di reati - configurabilità - esclusione.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 38662 UD. 31/05/2017 - DEPOSITO DEL 02/08/2017
cassazione - cause di non punibilità, di improcedibilità, di estinzione del reato o della pena - concorso di causa di estinzione del reato e di nullità assoluta e insanabile - causa prevalente - indicazione – condizioni.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 28659 UD. 18/05/2017 - DEPOSITO DEL 08/06/2017
esecuzione - giudice dell´esecuzione - concorso formale e reato continuato - riconoscimento della continuazione - rideterminazione della pena - limite del triplo della pena stabilita per il reato più grave - sussistenza.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 20664 UD. 23/02/2017 - DEPOSITO DEL 28/04/2017
malversazione in danno dello stato - concorso formale con la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche - sussistenza.

REATI CONTRO L´ORDINE PUBBLICO
SENTENZA N. 3935 UD. 12/01/2017 - DEPOSITO DEL 27/01/2017
reati contro l´ordine pubblico - in genere - trasferimento fraudolento di valori - articolo 12-quinquies, comma primo, d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito con modificazioni in legge 7 agosto 1992, n. 356 - concorso con il delitto di cui all´art. 648ter1 cod. pen. - configurabilità – sussistenza.

SOCIETÀ
SENTENZA N. 1641 DEL 23/01/2017
amministratori di società fallita - azioni di responsabilità - legittimazione attiva del curatore fallimentare in sede civile e penale - sussistenza - danno da pagamento preferenziale - inclusione.

REATI CONTRO LA PERSONA
SENTENZA N. 33049 UD. 17/05/2016 - DEPOSITO DEL 28/07/2016
violenza sessuale commessa mediante costrizione, ex art. 609 bis cod. pen.– reato di induzione indebita di cui all´art. 319 quater cod. pen. – concorso di reati - esclusione.

PERSONA GIURIDICA
SENTENZA N. 6884 UD. 12/11/2015 - DEPOSITO DEL 22/02/2016
società – reati societari – delitti di cui ai primi due commi dell´art. 2638 cod. civ. – differente natura - ipotesi autonome di reato – concorso formale di reati ex art. 81, comma 1, cod. pen. – configurabilità.

IMPIEGO PUBBLICO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 14593 DEL 15/07/2016
agenzia regionale per la protezione dell´ambiente (a.r.p.a.) - direttori tecnico-scientifico e amministrativo - art. 9, comma 6, della l. r. friuli venezia giulia n. 6 del 1998 - censure di costituzionalità - non manifesta infondatezza.

TRIBUTI
ORDINANZA N. 5733 DEL 09/03/2018
credito d´imposta – spese di ricerca e di sviluppo – introduzione di un tetto massimo fruibile – retroattività – legittimo affidamento – tutela – esclusione.

PROCESSO CIVILE
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 14252 DEL 07/06/2017
incompetenza per materia dichiarata dal primo giudice - conflitto negativo ex art. 45 c.p.c. sollevato dal giudice &´ad quem&´ dovendo la lite incardinarsi secondo i criteri generali - ammissibilità, o meno.

SENTENZA
SENTENZA N. 11959 UD. 15/02/2017 - DEPOSITO DEL 13/03/2017
requisiti - generalita´ delle parti - trattamento dei dati in ambito giudiziario - istanza di oscuramento dei dati riportati sulla sentenza o altro provvedimento – &´motivi legittimi&´ su cui si deve fondare la richiesta – indicazione.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 23012 UD. 20/04/2016 - DEPOSITO DEL 31/05/2016
personali - disposizioni generali - esigenze cautelari – partecipazione in associazione mafiosa - presunzione di pericolosità - limiti - prova contraria – oggetto - modifiche normative introdotte dagli artt. 1 e 2 della legge n. 47 del 2015 - valutazione dell´attualità delle esigenze - necessità.

REATO
SENTENZA N. 21596 UD. 18/02/2016 - DEPOSITO DEL 24/05/2016
reati contro il patrimonio - delitti - ricettazione - in genere – oggetto – supporto contenenti dati sottratti accedendo abusivamente in un sistema informatico – possibilità – sussistenza. prove - disposizioni generali - diritto alla prova - indagini difensive – nelle more fra i giudizi di primo grado e di appello – assunzioni di informazioni da persona già esaminata in dibattimento – acquisizione dei verbali in appello senza disporre l´esame dei dichiaranti - esclusione.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 5774 UD. 14/10/2015 - DEPOSITO DEL 11/02/2016
personali – disposizioni generali - in genere - riesame - decisione intervenuta prima della modifica dell´art. 309, comma decimo, cod. proc. pen., ai sensi della l. n. 47 del 2015 - termine per il deposito della motivazione in corso al momento della entrata in vigore della modifica normativa - applicabilità della nuova disciplina - esclusione.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 50454 UD. 10/11/2015 - DEPOSITO DEL 23/12/2015
personali - disposizioni generali - esigenze cautelari - legge n. 47 del 2015 - modifica dell´art. 274 lett. c) cod. proc. pen. - requisito dell´attualità del pericolo di reiterazione del reato – elementi di prova emersi nel corso dell´istruttoria dibattimentale – obbligo di valutazione da parte del giudice richiesto della revoca o sostituzione della misura - sussistenza.

ISTITUTI DI PREVENZIONE E PENA
SENTENZA N. 1032 UD. 13/11/2018 - DEPOSITO DEL 10/01/2019
misure alternative alla detenzione – affidamento in prova al servizio sociale – parametri di valutazione – indicazione – breve durata della pena da espiare – esclusione.

IMPUGNAZIONI CIVILI
SENTENZA N. 18569 DEL 22/09/2016
sentenza - doppia data di deposito e di pubblicazione - decorrenza del termine &´lungo&´ di impugnazione - momento di conoscibilita´ - accertamento - necessita´.

PROVE
SENTENZA N. 27898 UD. 28/04/2016 - DEPOSITO DEL 06/07/2016
mezzi di prova - documenti - prova documentale – dichiarazioni raccolte dal giudice delegato nella procedura fallimentare - natura di documento ex art. 234 cod. proc. pen. – acquisizione nel fascicolo del dibattimento - legittimità.

IMPIEGO PUBBLICO
SENTENZA N. 22552 DEL 07/11/2016
personale scolastico - illegittima reiterazione di contratti a termine su cd. organico di diritto - misure sanzionatorie adeguate - individuazione.

PRODUZIONE COMMERCIO E CONSUMO
SENTENZA N. 31035 UD. 09/06/2016 - DEPOSITO DEL 20/07/2016
prodotti alimentari (in genere) - reato di preparazione e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione – violazione delle disposizioni sulla tracciabilità delle materie prime – reato - configurabilità.

PROVE
SENTENZA N. 13529 UD. 08/02/2017 - DEPOSITO DEL 20/03/2017
mezzi di prova – testimonianza – prossimo congiunto persona offesa del reato commesso anche in danno di altre persone – facoltà di astensione – esclusione - ragioni.

SANZIONI AMMINISTRATIVE
SENTENZA N. 31632 DEL 06/12/2018
sanzione ex art. 187 bis t.u.f. - natura formalmente amministrativa, ma sostanzialmente penale - sussistenza - fondamento - sopravvenienza d.lgs. n. 107 del 2018 - incidenza - esclusione - fondamento.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 34504 UD. 25/05/2018 - DEPOSITO DEL 20/07/2018
forma - requisiti - motivi - in genere - appello – legge n. 103 del 2017 - specificità dei motivi – requisiti - carenza – inammissibilità.

AVVOCATO E PROCURATORE
SENTENZA N. 19282 DEL 19/07/2018
società tra professionisti ex art. 10 l. n. 183 del 2011 costituita da avvocati - partecipazione di professionista iscritto in altro albo professionale – requisiti di costituzione e dell´organo di gestione.

MISURE CAUTELARI
SENTENZA N. 31370 UD. 19/06/2018 - DEPOSITO DEL 10/07/2018
misure cautelari - personali - provvedimenti - ordinanza del giudice - requisiti - motivazione - legge n. 47 del 2015 - modifiche in tema di motivazione delle ordinanze cautelari - requisiti - motivazione redatta con la tecnica del c.d. copia - incolla della richiesta del pubblico ministero - accertamento dell´autonomia della valutazione - accoglimento parziale di una richiesta cautelare cumulativa - insufficienza - ragioni.

PREVIDENZA SOCIALE
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 28110 DEL 24/11/2017
lavoratori agricoli a tempo indeterminato – indennità di disoccupazione – trattamento riservato agli altri lavoratori a tempo indeterminato – disparità di trattamento – questione di costituzionalità – non manifesta infondatezza e rilevanza.

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI
SENTENZA N. 24345 DEL 16/10/2017
iscrizione nell´elenco dei pubblicisti, ex art. 36 della l. n. 69 del 1963 - requisiti - regolarità della retribuzione - necessità - onere della prova.

CITTADINANZA
SENTENZA N. 12380 DEL 17/05/2017
straniero nato in italia ed ivi legalmente residente - raggiungimento della maggiore età - richiesta della cittadinanza italiana - facoltà - requisiti.

SENTENZA
SENTENZA N. 11959 UD. 15/02/2017 - DEPOSITO DEL 13/03/2017
requisiti - generalita´ delle parti - trattamento dei dati in ambito giudiziario - istanza di oscuramento dei dati riportati sulla sentenza o altro provvedimento – &´motivi legittimi&´ su cui si deve fondare la richiesta – indicazione.

TRIBUTI
SENTENZA N. 13145 DEL 24/06/2016
benefici prima casa – abitazione di lusso - revoca a seguito di accesso ad abitazione civile - legittimità dell´accesso - fondamento.

COMUNITÀ EUROPEA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 14080 DEL 23/05/2019
14080 e 14081 -regime di monopolio legale di poste italiane s.p.a. per la gestione del servizio di conto corrente postale dedicato alla raccolta ici - compatibilità con gli artt. 14 e 106, paragr. 2, tfue - questione pregiudiziale - potere di poste italiane s.p.a. di determinazione unilaterale dell´importo della &´commissione&´ dovuta dal concessionario della riscossione ici - compatibilità con gli artt. 106, paragr. 2, 107, paragr. 1, e 102, paragr. 1, tfue - questione pregiudiziale.

TRIBUTI
ORDINANZA N. 11016 DEL 19/04/2019
contenzioso tributario - ricorso introduttivo - notificazione - utilizzo di un´agenzia privata di recapito e non del servizio postale universale - vizio - nullità o inesistenza - questione.

PROCEDIMENTO PENALE
SENTENZA N. 12541 UD. 14/03/2019 - DEPOSITO DEL 20/03/2019
reati contro la p.a. – art. 322-quater cod. pen. – ordine di pagamento della riparazione pecuniaria in favore dell´amministrazione lesa – sentenza di &´patteggiamento&´ – possibilità – esclusione.

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7709 DEL 19/03/2019
servizi della società dell´informazione - prestatore di servizi - responsabilità del c.d. caching - art. 15 d.lgs. n. 70 del 2003 - omessa rimozione dei contenuti illeciti a seguito dell´ordine proveniente dall´autorità amministrativa o giurisdizionale - sussiste.

DIRITTO D´AUTORE
SENTENZA N. 7708 DEL 19/03/2019
responsabilità dell´hosting provider - art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003 - condizioni - possibilità di identificare il video diffuso in violazione dell´altrui diritto - compito del giudice di merito.

TRIBUTI
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 2385 DEL 29/01/2019
iva – prestazioni di servizi – prestiti o distacchi di personale della società controllante in favore di quella controllata – versamento del solo rimborso del relativo costo – legislazione nazionale – irrilevanza dell´operazione – questione pregiudiziale ex art. 267 tfue.

ISTITUTI DI PREVENZIONE E PENA
SENTENZA N. 1032 UD. 13/11/2018 - DEPOSITO DEL 10/01/2019
misure alternative alla detenzione – affidamento in prova al servizio sociale – parametri di valutazione – indicazione – breve durata della pena da espiare – esclusione.

ORDINAMENTO PENITENZIARIO
SENTENZA N. 31 UD. 20/11/2018 - DEPOSITO DEL 02/01/2019
benefici penitenziari – art. 58 quater c.p.p. – affidamento in prova ai servizi sociali – divieto di concessione in caso di revoca per sopravvenuta irreperibilità di un precedente affidamento – termine – decorrenza – individuazione.

PROCEDIMENTO CIVILE
SENTENZA N. 33208 DEL 21/12/2018
notifica a persona sottoposta allo speciale programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia - presso il domicilio eletto dal collaboratore ex art. 12, comma 3 bis, d.l. n. 8/1991 - legittimità - mancata conoscenza dell´atto - deduzione da parte del notificatario - possibilità.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 28084 DEL 05/11/2018
diritto di cronaca e diritto all´oblio - bilanciamento - questione di massima di particolare importanza.

REATO
SENTENZA N. 46715 UD. 28/03/2018 - DEPOSITO DEL 15/10/2018
reato ex art. 5 d.lgs n. 74 del 2000 - servizio di trasporto pubblico urbano con offerta di servizi turistici-ricreativi - operazioni esenti dall´iva ex art. 10, comma 1, n. 14 del d.p.r. n. 633 del 1972 - esclusione - ragioni.

CONTRATTO IN GENERALE
SENTENZA N. 20684 DEL 09/08/2018
contratto stipulato da azienda speciale posseduta dallo stato o da un ente pubblico – forma scritta – necessità – esclusione – fondamento.

REATO
SENTENZA N. 32058 UD. 17/05/2018 - DEPOSITO DEL 12/07/2018
gestore di struttura ricettiva residenziale – attività di riscossione dell´imposta di soggiorno per conto dell´ente comunale – incaricato di pubblico servizio – configurabilità.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 18720 UD. 12/12/2017 - DEPOSITO DEL 02/05/2018
giudice dell´esecuzione – richiesta di sospensione dell´esecuzione della pena pecuniaria applicata unitamente a pena detentiva per condannato già ammesso alla misura alternativa dell´affidamento in prova al servizio sociale – competenza – tribunale di sorveglianza ex art. 47, comma 12, ord. pen.

COMUNITÀ EUROPEA
ORDINANZA N. 5342 DEL 06/03/2018
obbligo del concessionario della riscossione di aprire un conto corrente postale per la raccolta dei versamenti ici - aiuti di stato - abuso di posizione dominante - rinvio pregiudiziale

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 9385 UD. 13/04/2018 - DEPOSITO DEL 01/03/2018
reati contro la pubblica amministrazione - nozione di persona incaricata di un pubblico servizio – contraente generale - qualifica di incaricato di pubblico servizio - sussistenza - fattispecie.

CONTRATTI BANCARI
SENTENZA N. 898 DEL 16/01/2018
intermediazione finanziaria - requisito formale di cui all´art. 23 del d.lgs. n. 58 del 1998 – modalità.

RESPONSABILITÀ CIVILE
ORDINANZA N. 26327 DEL 03/11/2017
azione ai sensi della l. n. 117 del 1988 – competenza territoriale – criterio di collegamento ex art. 11 cod. proc. pen. - operatività – magistrati apicali.

ORDINAMENTO PENITENZIARIO
SENTENZA N. 47052 UD. 18/05/2017 - DEPOSITO DEL 12/10/2017
azione risarcitoria ai sensi dell´art. 35-ter l. 26 luglio 1975, n. 354 – istanza proposta da detenuto affidato in prova al servizio sociale - competenza - magistrato di sorveglianza - sussistenza.

REATI CONTRO LA PERSONA
SENTENZA N. 41210 UD. 18/05/2017 - DEPOSITO DEL 08/09/2017
delitti contro la liberta´ individuale - accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico - fatto commesso da pubblico ufficiale o da incaricato di pubblico servizio abilitato, ma per ragioni diverse da quelle consentite - configurabilità del reato - sussistenza.

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 36769 UD. 06/06/2017 - DEPOSITO DEL 24/07/2017
membro del parlamento – rappresentante italiano nell´assemblea parlamentare del consiglio d´europa – qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio – corruzione per l´esercizio della funzione – immunità di cui all´art. 68 cost.

LAVORO PUBBLICO
SENTENZA N. 14429 DEL 09/06/2017
emolumenti di natura retributiva, pensionistica ed assistenziale in favore dei pubblici dipendenti - interessi e rivalutazione monetaria per ritardato pagamento - calcolo sulla somma dovuta al netto delle ritenute fiscali e contributive.

TRIBUTI
SENTENZA N. 10225 DEL 26/04/2017
terreno costituente area di sedime di impianto di distribuzione di carburante - costo di acquisizione - ammortizzabilità - condizioni - coefficiente applicabile.

PREVIDENZA
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 6101 DEL 09/03/2017
lavoratori dello spettacolo - prolungamento dell´età pensionabile ex art. 3, comma 7, del d.l. n. 64 del 2010, conv., con modif., dalla l. n. 100 del 2000 - possibile violazione del principio di non discriminazione in base al sesso - pregiudiziale comunitaria.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 10875 UD. 23/11/2016 - DEPOSITO DEL 06/03/2017
nozione di incaricato di pubblico servizio - ente poste - attività di "bancoposta"- raccolta di risparmio postale - dipendente addetto al servizio - qualifica di incaricato di pubblico servizio – sussistenza.

APPALTO PUBBLICO
ORDINANZA INTERLOCUTORIA N. 2483 DEL 31/01/2017
servizi sanitari - contratti di appalto di cui all´allegato ib della direttiva 92/50/cee - questione interpretativa pregiudiziale - rinvio alla corte di giustizia dell´unione europea.

ISTITUTI DI PREVENZIONE E PENA
SENTENZA N. 52819 UD. 09/09/2016 - DEPOSITO DEL 13/12/2016
istituti di prevenzione e di pena (ordinamento penitenziario) - divieto di trattamenti inumani o degradanti - interpretazione della corte edu - spazio individuale minimo intramurario - modalità di computo – area occupata dal letto – rilevanza.

FALLIMENTO
SENTENZA N. 25162 DEL 07/12/2016
azione revocatoria fallimentare - esenzione di cui all´art. 67, comma 3, lett. a), l.fall. - pagamenti effettuati &´nei termini d´uso&´ - nozione.

ESECUZIONE
SENTENZA N. 51864 UD. 31/05/2016 - DEPOSITO DEL 05/12/2016
pene detentive - sospensione dell´esecuzione – richiesta correlata ad una istanza di affidamento in prova al servizio sociale ex art. 47, comma 3 bis, ord. pen. – limiti edittali – individuazione – ragioni.

IMPUGNAZIONI
SENTENZA N. 38048 UD. 22/06/2016 - DEPOSITO DEL 13/09/2016
casi e mezzi (tassatività) – affidamento in prova al servizio sociale – deliberazione sul relativo esito - rimedio esperibile - opposizione - ragioni - conseguenze.

LICENZIAMENTI
SENTENZA N. 15540 DEL 27/07/2016
autoferrotranvieri – licenziamento per giustificato motivo oggettivo per riduzione di personale – regime di cui al r.d. n. 148 del 1931 – ambito.

APPALTO PRIVATO
SENTENZA N. 14355 DEL 14/07/2016
appalto di servizi di operazioni portuali – assenza di titolo concessorio – violazione di norma imperativa – esclusione – condizioni.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
SENTENZA N. 28299 UD. 10/11/2015 - DEPOSITO DEL 07/07/2016
qualifica soggettiva di incaricato di pubblico servizio – funzionari di società private operanti nei c.d. settori speciali – sussistenza – ragioni – persona giuridica – società- in genere - responsabilità da reato degli enti – prescrizione dell´illecito dell´ente- eccezione di legittimità costituzionale dell´art. 22 del d. lgs. n. 231 del 2001 per contrasto con gli artt. 3, 24, comma secondo, 111 cost.- manifesta infondatezza.

REATO
SENTENZA N. 6709 UD. 19/01/2016 - DEPOSITO DEL 19/02/2016
giuoco - concorsi ed operazioni - a pronostici - attività non autorizzata di raccolta di scommesse in italia per conto di &´bookmaker&´ straniero – procedura di regolarizzazione introdotta dalla legge n. 190 del 2014 e prorogata dalla legge n. 208 del 2015 - contrasto con le libertà eurounitarie di stabilimento e di prestazione di servizi – esclusione.

ART. 2782 - CONCORSO DI CREDITI EGUALMENTE PRIVILEGIATI

(Codice civile)

I crediti egualmente privilegiati concorrono tra loro in proporzione del rispettivo importo.
La stessa disposizione si osserva quando concorrono tra loro più crediti privilegiati ai quali le leggi speciali attribuiscono genericamente una prelazione su ogni altro credito.

ART. 441 - CONCORSO DI OBBLIGATI

(Codice civile)

Se più persone sono obbligate nello stesso grado alla prestazione degli alimenti, tutte devono concorrere alla prestazione stessa, ciascuna in proporzione delle proprie condizioni economiche.
Se le persone chiamate in grado anteriore alla prestazione non sono in condizioni di sopportare l´onere in tutto o in parte, l´obbligazione stessa è posta in tutto o in parte a carico delle persone chiamate in grado posteriore.
Se gli obbligati non sono concordi sulla misura, sulla distribuzione e sul modo di somministrazione degli alimenti, provvede l´autorità giudiziaria secondo le circostanze.

ART. 442 - CONCORSO DI AVENTI DIRITTO

(Codice civile)

Quando più persone hanno diritto agli alimenti nei confronti di un medesimo obbligato, e questi non è in gradò di provvedere ai bisogni di ciascuna di esse, l´autorità giudiziaria dà i provvedimenti opportuni, tenendo conto della prossimità della parentela e dei rispettivi bisogni, e anche della possibilità che taluno degli aventi diritto abbia di conseguire gli alimenti da obbligati di grado ulteriore.

ART. 542 - CONCORSO DI CONIUGE E FIGLI

(Codice civile)

Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, ... a quest´ultimo è riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge.
Quando i figli ..., sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, è effettuata in parti uguali.
COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 28 DICEMBRE 2013, N. 154.


[Note]

Il D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154 ha disposto (con l´art. 73, comma 1, lettera b che ´All´articolo 542 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
[...]
b) al secondo comma le parole: ´, legittimi o naturalì ovunque presenti sono soppresse´.

ART. 544 - CONCORSO DI ASCENDENTI ... E CONIUGE

(Codice civile)

Quando chi muore non lascia figli, ma ascendenti ... e il coniuge, a quest´ultimo è riservata la metà del patrimonio, ed agli ascendenti un quarto.
In caso di pluralità di ascendenti, la quota di riserva ad essi attribuita ai sensi del precedente comma è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall´articolo 569.

AGGIONRAMENTO
La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l´art. 1, comma 11) che ´Nel codice civile, le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli».´

ART. 553 - RIDUZIONE DELLE PORZIONI DEGLI EREDI LEGITTIMI IN CONCORSO CON LEGITTIMARI

(Codice civile)

Quando sui beni lasciati dal defunto si apre in tutto o in parte la successione legittima, nel concorso di legittimari con altri successibili, le porzioni che spetterebbero a questi ultimi si riducono proporzionalmente nei limiti in cui è necessario per integrare la quota riservata ai legittimari, i quali però devono imputare a questa, ai sensi dell´art. 564, quanto hanno ricevuto dal defunto in virtù di donazioni o di legati.

ART. 571 - CONCORSO DI GENITORI O ASCENDENTI CON FRATELLI E SORELLE

(Codice civile)

Se coi genitori o con uno soltanto di essi concorrono fratelli e sorelle germani del defunto, tutti sono ammessi alla successione del medesimo per capi, purchè in nessun caso la quota, in cui succedono i genitori o uno di essi, sia minore della metà.
Se vi sono fratelli e sorelle unilaterali, ciascuno di essi consegue la metà della quota che consegue ciascuno dei germani o dei genitori, salva in ogni caso la quota della metà in favore di questi ultimi.
Se entrambi i genitori non possono o non vogliono venire alla successione e vi sono ulteriori ascendenti, a questi ultimi si devolve, nel modo determinato dall´articolo 569, la quota che sarebbe spettata a uno dei genitori in mancanza dell´altro.

ART. 581 - CONCORSO DEL CONIUGE CON I FIGLI

(Codice civile)

Quando con il coniuge concorrono figli ..., il coniuge ha diritto alla metà dell´eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi.

AGGIONRAMENTO
La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l´art. 1, comma 11) che ´Nel codice civile, le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli».´

ART. 582 - CONCORSO DEL CONIUGE CON ASCENDENTI ..., FRATELLI E SORELLE

(Codice civile)

Al coniuge sono devoluti i due terzi dell´eredità se egli concorre con ascendenti ... o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri. In quest´ultimo caso la parte residua è devoluta agli ascendenti, ai fratelli e alle sorelle, secondo le disposizioni dell´articolo 571, salvo in ogni caso agli ascendenti il diritto a un quarto della eredità.

ART. 860 - CONCORSO DEI PROPRIETARI NELLA SPESA

(Codice civile)

I proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l´esecuzione, la manutenzione e l´esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica.

ART. 1227 - CONCORSO DEL FATTO COLPOSO DEL CREDITORE

(Codice civile)

Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l´entità delle conseguenze che ne sono derivate.
Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l´ordinaria diligenza.

ART. 2741 - CONCORSO DEI CREDITORI E CAUSE DI PRELAZIONE

(Codice civile)

I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause legittime di prelazione.
Sono cause legittime di prelazione i privilegi, il pegno e le ipoteche.

ART. 2779 - CONCORSO DEI PRIVILEGI CON IPOTECHE SUGLI AUTOVEICOLI

(Codice civile)

Se i privilegi indicati dall´articolo precedente concorrono con le ipoteche sugli autoveicoli, menzionate nell´articolo 2810, queste sono proposte ai privilegi menzionati nei primi dieci numeri dell´articolo 2778 e sono preferite a tutti gli altri.

ART. 2781 - CONCORSO DI PRIVILEGI SPECIALI CON CREDITI PIGNORATIZI

(Codice civile)

Qualora con crediti assistiti da privilegio speciale concorra un credito garantito con pegno e uno dei privilegi debba essere preferito rispetto al pegno, tale privilegio prevale su quegli altri che devono essere posposti al pegno, anche se anteriori di grado.

ART. 316-BIS - CONCORSO NEL MANTENIMENTO

(Codice civile)

I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinchè possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.
In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l´inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell´obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all´altro genitore o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l´istruzione e l´educazione della prole.
Il decreto, notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica.
L´opposizione è regolata dalle norme relative all´opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili.
Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento.

ART. 73 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE TEMPORANEE O PENE PECUNIARIE DELLA STESSA SPECIE

(Codice penale)

Se più reati importano pene temporanee detentive della stessa specie, si applica una pena unica, per un tempo uguale alla durata complessiva delle pene che si dovrebbero infliggere per i singoli reati.
Quando concorrono più delitti, per ciascuno dei quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni, si applica l´ergastolo.
Le pene pecuniarie della stessa specie si applicano tutte per intero.

ART. 184 - ESTINZIONE DELLA PENA DI MORTE, DELL´ERGASTOLO O DI PENE TEMPORANEE NEL CASO DI CONCORSO DI REATI

(Codice penale)

Quando, per effetto di amnistia, indulto o grazia, la pena di morte o dell´ergastolo è estinta, la pena detentiva temporanea, inflitta per il reato concorrente, è eseguita per intero. Nondimeno, se il condannato ha già  interamente subito l´isolamento diurno, applicato a norma del capoverso dell´art. 72, la pena per il reato concorrente è ridotta alla metà ; ed è estinta, se il condannato è stato detenuto per oltre trenta anni.
Se, per effetto di alcuna delle dette cause estintive, non deve essere scontata la pena detentiva temporanea inflitta, per il reato concorrente, al condannato all´ergastolo, non si applica l´isolamento diurno, stabilito nel capoverso dell´articolo 72. Se la pena detentiva deve essere scontata solo in parte, il periodo dell´isolamento diurno, applicato a norma del predetto articolo, può essere ridotto fino a tre mesi.

ART. 183 - CONCORSO DI CAUSE ESTINTIVE

(Codice penale)

Le cause di estinzione del reato o della pena operano nel momento in cui esse intervengono.
Nel concorso di una causa che estingue il reato con una causa che estingue la pena, prevale la causa che estingue il reato, anche se è intervenuta successivamente.
Quando intervengono in tempi diversi più cause di estinzione del reato o della pena, la causa antecedente estingue il reato o la pena, e quelle successive fanno cessare gli effetti che non siano ancora estinti in conseguenza della causa antecedente.
Se più cause intervengono contemporaneamente, la causa più favorevole opera l´estinzione del reato o della pena; ma anche in tal caso, per gli effetti che non siano estinti in conseguenza della causa più favorevole, si applica il capoverso precedente.

ART. 81 - CONCORSO FORMALE. REATO CONTINUATO

(Codice penale)

à? punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.
Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge.
Nei casi preveduti da quest´articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti.
Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall´articolo 99, quarto comma, l´aumento della quantità  di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave.

ART. 80 - CONCORSO DI PENE INFLITTE CON SENTENZE O DECRETI DIVERSI

(Codice penale)

Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche nel caso in cui, dopo una sentenza o un decreto di condanna, si deve giudicare la stessa persona per un altro reato commesso anteriormente o posteriormente alla condanna medesima, ovvero quando contro la stessa persona si debbono eseguire più sentenze o più decreti di condanna.

ART. 301 - CONCORSO DI REATI

(Codice penale)

Quando l´offesa alla vita, all´incolumità , alla libertà  o all´onore, indicata negli articoli 276, 277, 278, 280, 281, 282, 295, 296, 297 e 298, è considerata dalla legge come reato anche in base a disposizioni diverse da quelle contenute nei capi precedenti, si applicano le disposizioni che stabiliscono la pena più grave.
Nondimeno, nei casi in cui debbono essere applicate disposizioni diverse da quelle contenute nei capi precedenti, le pene sono aumentate da un terzo alla metà .
Quando l´offesa alla vita, all´incolumità , alla libertà  o all´onore è considerata dalla legge come elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro reato, questo cessa dal costituire un reato complesso, e il colpevole soggiace a pene distinte, secondo le norme sul concorso dei reati, applicandosi, per le dette offese, le disposizioni contenute nei capi precedenti.

ART. 74 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE DI SPECIE DIVERSA

(Codice penale)

Se più reati importano pene temporanee detentive di specie diversa, queste si applicano tutte distintamente e per intero.
La pena dell´arresto è eseguita per ultima.

ART. 41 - CONCORSO DI CAUSE

(Codice penale)

Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall´azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità  fra l´azione od omissione e l´evento.
Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità  quando sono state da sole sufficienti a determinare l´evento. In tal caso, se l´azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sè un reato, si applica la pena per questo stabilita.
Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui.

ART. 72 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO L´ERGASTOLO E DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE TEMPORANEE

(Codice penale)

Al colpevole di più delitti, ciascuno dei quali importa la pena dell´ergastolo, si applica la detta pena con l´isolamento diurno da sei mesi a tre anni.
Nel caso di concorso di un delitto che importa la pena dell´ergastolo, con uno o più delitti che importano pene detentive temporanee per un tempo complessivo superiore a cinque anni, si applica la pena dell´ergastolo, con l´isolamento diurno per un periodo di tempo da due a diciotto mesi.
L´ergastolano condannato all´isolamento diurno partecipa all´attività  lavorativa.

ART. 69 - CONCORSO DI CIRCOSTANZE AGGRAVANTI E ATTENUANTI

(Codice penale)

Quando concorrono insieme circostanze aggravanti e circostanze attenuanti, e le prime sono dal giudice ritenute prevalenti, non si tien conto delle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti, e si fa luogo soltanto agli aumenti di pena stabiliti per le circostanze aggravanti.
Se le circostanze attenuanti sono ritenute prevalenti sulle circostanze aggravanti, non si tien conto degli aumenti di pena stabiliti per queste ultime, e si fa luogo soltanto alle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti.
Se fra le circostanze aggravanti e quelle attenuanti il giudice ritiene che vi sia equivalenza, si applica la pena che sarebbe inflitta se non concorresse alcuna di dette circostanze.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall´articolo 99, quarto comma, nonchè dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato.
(â?¦)

ART. 68 - LIMITI AL CONCORSO DI CIRCOSTANZE

(Codice penale)

Salvo quanto è disposto nell´articolo 15, quando una circostanza aggravante comprende in sè un´altra circostanza aggravante, ovvero una circostanza attenuante comprende in sè un´altra circostanza attenuante, è valutata a carico o a favore del colpevole soltanto la circostanza aggravante o la circostanza attenuante, la quale importa, rispettivamente, il maggiore aumento o la maggiore diminuzione di pena.
Se le circostanze aggravanti o attenuanti importano lo stesso aumento o la stessa diminuzione di pena, si applica un solo aumento o una sola diminuzione di pena.

ART. 67 - LIMITI DELLE DIMINUZIONI DI PENA NEL CASO DI CONCORSO DI PIÙ CIRCOSTANZE ATTENUANTI

(Codice penale)

Se concorrono più circostanze attenuanti la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non può essere inferiore:
1) a quindici anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena di morte;
2) a dieci anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena dell´ergastolo.
Le altre pene sono diminuite. In tal caso, quando non si tratta delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell´articolo 63, la pena non può essere applicata in misura inferiore ad un quarto.

ART. 66 - LIMITI DEGLI AUMENTI DI PENA NEL CASO DI CONCORSO DI PIÙ CIRCOSTANZE AGGRAVANTI

(Codice penale)

Se concorrono più circostanze aggravanti, la pena da applicare per effetto degli aumenti non può superare il triplo del massimo stabilito dalla legge per il reato, salvo che si tratti delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell´articolo 63, nè comunque eccedere:
1) gli anni trenta, se si tratta della reclusione;
2) gli anni cinque, se si tratta dell´arresto;
3) e, rispettivamente, euro 10.329 o euro 2.065, se si tratta della multa o dell´ammenda; ovvero, rispettivamente, euro 30.987 o euro 6.197 se il giudice si avvale della facoltà  di aumento indicata nel capoverso dell´articolo 133-bis .

ART. 75 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE PECUNIARIE DI SPECIE DIVERSA

(Codice penale)

Se più reati importano pene pecuniarie di specie diversa, queste si applicano tutte distintamente e per intero.
Nel caso che la pena pecuniaria non sia stata pagata per intero, la somma pagata, agli effetti della conversione, viene detratta dall´ammontare della multa.

ART. 671 - APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA DEL CONCORSO FORMALE E DEL REATO CONTINUATO

(Procedura penale)

1. Nel caso di più sentenze o decreti penali irrevocabili pronunciati in procedimenti distinti contro la stessa persona, il condannato o il pubblico ministero possono chiedere al giudice dell´esecuzione l´applicazione della disciplina del concorso formale o del reato continuato, sempre che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione. Fra gli elementi che incidono sull´applicazione della disciplina del reato continuato vi è la consumazione di più reati in relazione allo stato di tossicodipendenza.
2. Il giudice dell´esecuzione provvede determinando la pena in misura non superiore alla somma di quelle inflitte con ciascuna sentenza o ciascun decreto.
2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all´articolo 81, quarto comma del codice penale.
3. Il giudice dell´esecuzione può concedere altresì la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, quando ciò consegue al riconoscimento del concorso formale o della continuazione. Adotta infine ogni altro provvedimento conseguente.

ART. 39 - CONCORSO DI ASTENSIONE E DI RICUSAZIONE

(Procedura penale)

1. La dichiarazione di ricusazione si considera come non proposta quando il giudice, anche successivamente ad essa, dichiara di astenersi e l´astensione è accolta.

ART. 174 - PREDISPOSIZIONE ED APPROVAZIONE DEL BILANCIO E DEI SUOI ALLEGATI

(Testo unico enti locali)

1. Lo schema di bilancio di previsione, finanziario e il Documento unico di programmazione sono predisposti dall´organo esecutivo e da questo presentati all´organo consiliare unitamente agli allegati ed alla relazione dell´organo di revisione entro il 15 novembre di ogni anno.
2. Il regolamento di contabilità, dell´ente prevede per tali adempimenti un congruo termine, nonchè i termini entro i quali possono essere presentati da parte dei membri dell´organo consiliare e dalla Giunta emendamenti agli schemi di bilancio. A seguito di variazioni del quadro normativo di riferimento sopravvenute, l´organo esecutivo presenta all´organo consiliare emendamenti allo schema di bilancio e alla nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione in corso di approvazione.
3. Il bilancio di previsione finanziario è deliberato dall´organo consiliare entro il termine previsto dall´articolo 151. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118, COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126.
4. Nel sito internet dell´ente locale sono pubblicati il bilancio di previsione, il piano esecutivo di gestione, le variazioni al bilancio di previsione, il bilancio di previsione assestato ed il piano esecutivo di gestione assestato.


[Note]

Il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126, ha disposto (con l´art. 80, comma 1) che le presenti modifiche ´si applicano, ove non diversamente previsto nel presente decreto, a decorrere dall´esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all´esercizio 2015 e successivì.

ART. 172 - ALTRI ALLEGATI AL BILANCIO DI PREVISIONE

(Testo unico enti locali)

1. Al bilancio di previsione sono allegati i documenti previsti dall´art. 11, comma 3, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni, e i seguenti documenti:
a) l´elenco degli indirizzi internet di pubblicazione del rendiconto della gestione, del bilancio consolidato deliberati e relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione, dei rendiconti e dei bilanci consolidati delle unioni di comuni e dei soggetti considerati nel gruppo ´amministrazione pubblica´ di cui al principio applicato del bilancio consolidato allegato al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni, relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui il bilancio si riferisce. Tali documenti contabili sono allegati al bilancio di previsione qualora non integralmente pubblicati nei siti internet indicati nell´elenco;
b) la deliberazione, da adottarsi annualmente prima dell´approvazione del bilancio, con la quale i comuni verificano la quantità e qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie - ai sensi delle leggi 18 aprile 1962, n. 167, 22 ottobre 1971, n. 865, e 5 agosto 1978, n. 457, che potranno essere ceduti in proprietà od in diritto di superficie; con la stessa deliberazione i comuni stabiliscono il prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato;
c) le deliberazioni con le quali sono determinati, per l´esercizio successivo, le tariffe, le aliquote d´imposta e le eventuali maggiori detrazioni, le variazioni dei limiti di reddito per i tributi locali e per i servizi locali, nonchè, per i servizi a domanda individuale, i tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi;
d) la tabella relativa ai parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale prevista dalle disposizioni vigenti in materia;
e) il prospetto della concordanza tra bilancio di previsione e obiettivo programmatico del patto di stabilità interno.


[Note]

Il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126, ha disposto (con l´art. 80, comma 1) che la presente modifica si applica, ´ove non diversamente previsto nel presente decreto, a decorrere dall´esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all´esercizio 2015 e successivì.

ART. 34 - DIRITTI AMMINISTRATIVI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Oltre ai contributi di cui all´articolo 35, possono essere
imposti alle imprese che forniscono reti o servizi ai sensi dell´autorizzazione generale o alle quali sono stati concessi diritti di uso, diritti amministrativi che coprano complessivamente i soli costi amministrativi sostenuti per la gestione, il controllo e l´applicazione del regime di autorizzazione generale, dei diritti di uso e degli obblighi specifici di cui all´articolo 28, comma 2, ivi compresi i costi di cooperazione internazionale, di armonizzazione e di standardizzazione, di analisi di mercato, di sorveglianza del rispetto delle disposizioni e di altri controlli di mercato, nonchè di preparazione e di applicazione del diritto derivato e delle decisioni amministrative, ed in particolare di decisioni in materia di accesso e interconnessione. I diritti amministrativi sono imposti alle singole imprese in modo proporzionato, obiettivo e trasparente che minimizzi i costi amministrativi aggiuntivi e gli oneri accessori.
2. La misura dei diritti amministrativi di cui al comma 1 è
riportata nell´allegato n. 10.

ART. 59 - ACCESSO A DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

(Legge sulla privacy)

1. Fatto salvo quanto previsto dall´articolo 60, i presupposti, le
modalità, i limiti per l´esercizio del diritto di accesso a documenti amministrativi contenenti dati personali, e la relativa tutela giurisdizionale, restano disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e dalle altre disposizioni di legge in materia, nonchè dai relativi regolamenti di attuazione, anche per ciò che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e le operazioni di trattamento eseguibili in esecuzione di una richiesta di accesso. Le attività finalizzate all´applicazione di tale disciplina si considerano di rilevante interesse pubblico.

ART. 654 - EFFICACIA DELLA SENTENZA PENALE DI CONDANNA O DI ASSOLUZIONE IN ALTRI GIUDIZI CIVILI O AMMINISTRATIVI

(Procedura penale)

1. Nei confronti dell´imputato, della parte civile e del responsabile civile che si sia costituito o che sia intervenuto nel processo penale, la sentenza penale irrevocabile di condanna o di assoluzione pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo, quando in questo si controverte intorno a un diritto o a un interesse legittimo il cui riconoscimento dipende dall´accertamento degli stessi fatti materiali che furono oggetto del giudizio penale, purchè i fatti accertati siano stati ritenuti rilevanti ai fini della decisione penale e purchè la legge civile non ponga limitazioni alla prova della posizione soggettiva controversa.

ART. 116 - RITO IN MATERIA DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

(Processo amministrativo)

1. Contro le determinazioni e contro il silenzio sulle istanze di accesso ai documenti amministrativi , nonchè per la tutela del diritto di accesso civico connessa all´inadempimento degli obblighi di trasparenza il ricorso è proposto entro trenta giorni dalla conoscenza della determinazione impugnata o dalla formazione del silenzio, mediante notificazione all´amministrazione e ad almeno un controinteressato. Si applica l´articolo 49. Il termine per la proposizione di ricorsi incidentali o motivi aggiunti è di trenta giorni.
2. In pendenza di un giudizio cui la richiesta di accesso è connessa, il ricorso di cui al comma 1 può essere proposto con istanza depositata presso la segreteria della sezione cui è assegnato il ricorso principale, previa notificazione all´amministrazione e agli eventuali controinteressati. L´istanza è decisa con ordinanza separatamente dal giudizio principale, ovvero con la sentenza che definisce il giudizio.
3. L´amministrazione può essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente a ciò autorizzato.
4. Il giudice decide con sentenza in forma semplificata; sussistendone i presupposti, ordina l´esibizione e, ove previsto, la pubblicazione dei documenti richiesti, entro un termine non superiore, di norma, a trenta giorni, dettando, ove occorra, le relative modalità.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai giudizi di impugnazione.

ART. 100 - APPELLABILITÀ DELLE SENTENZE DEI TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI

(Processo amministrativo)

1. Avverso le sentenze dei tribunali amministrativi regionali è ammesso appello al Consiglio di Stato, ferma restando la competenza del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana per gli appelli proposti contro le sentenze del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia.

ART. 47 - RIPARTIZIONE DELLE CONTROVERSIE TRA TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI E SEZIONI STACCATE

(Processo amministrativo)

1. Nei ricorsi devoluti alle sezioni staccate in base ai criteri di cui all´articolo 13, il deposito del ricorso è effettuato presso la segreteria della sezione staccata. Fuori dei casi di cui all´articolo 14, non è considerata questione di competenza la ripartizione delle controversie tra tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo e sezione staccata.
2. Se una parte, diversa dal ricorrente, ritiene che il ricorso debba essere deciso dal tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo anzichè dalla sezione staccata, o viceversa, deve eccepirlo nell´atto di costituzione o, comunque, con atto depositato non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine di cui articolo 46, comma 1. Il presidente del tribunale amministrativo regionale provvede sulla eccezione con ordinanza motivata non impugnabile, udite le parti che ne facciano richiesta. Se sono state disposte misure cautelari, si applica l´articolo 15, commi 8 e 9.
3. Salvo quanto previsto dall´ultimo periodo del comma 2, alla ripartizione di cui al presente articolo non si applica l´articolo 15.

ART. 5 - TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI

(Processo amministrativo)

1. Sono organi di giurisdizione amministrativa di primo grado i tribunali amministrativi regionali e il Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino - Alto Adige.
2. Il tribunale amministrativo regionale decide con l´intervento di tre magistrati, compreso il presidente. In mancanza del presidente, il collegio è presieduto dal magistrato con maggiore anzianità nel ruolo.
3. Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino - Alto Adige resta disciplinato dallo statuto speciale e dalle relative norme di attuazione.

ART. 4 - GIURISDIZIONE DEI GIUDICI AMMINISTRATIVI

(Processo amministrativo)

1. La giurisdizione amministrativa è esercitata dai tribunali amministrativi regionali e dal Consiglio di Stato secondo le norme del presente codice.

ART. 2782 - CONCORSO DI CREDITI EGUALMENTE PRIVILEGIATI

(Codice civile)

I crediti egualmente privilegiati concorrono tra loro in proporzione del rispettivo importo.
La stessa disposizione si osserva quando concorrono tra loro più crediti privilegiati ai quali le leggi speciali attribuiscono genericamente una prelazione su ogni altro credito.

ART. 441 - CONCORSO DI OBBLIGATI

(Codice civile)

Se più persone sono obbligate nello stesso grado alla prestazione degli alimenti, tutte devono concorrere alla prestazione stessa, ciascuna in proporzione delle proprie condizioni economiche.
Se le persone chiamate in grado anteriore alla prestazione non sono in condizioni di sopportare l´onere in tutto o in parte, l´obbligazione stessa è posta in tutto o in parte a carico delle persone chiamate in grado posteriore.
Se gli obbligati non sono concordi sulla misura, sulla distribuzione e sul modo di somministrazione degli alimenti, provvede l´autorità giudiziaria secondo le circostanze.

ART. 442 - CONCORSO DI AVENTI DIRITTO

(Codice civile)

Quando più persone hanno diritto agli alimenti nei confronti di un medesimo obbligato, e questi non è in gradò di provvedere ai bisogni di ciascuna di esse, l´autorità giudiziaria dà i provvedimenti opportuni, tenendo conto della prossimità della parentela e dei rispettivi bisogni, e anche della possibilità che taluno degli aventi diritto abbia di conseguire gli alimenti da obbligati di grado ulteriore.

ART. 542 - CONCORSO DI CONIUGE E FIGLI

(Codice civile)

Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, ... a quest´ultimo è riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge.
Quando i figli ..., sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, è effettuata in parti uguali.
COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 28 DICEMBRE 2013, N. 154.


[Note]

Il D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154 ha disposto (con l´art. 73, comma 1, lettera b che ´All´articolo 542 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
[...]
b) al secondo comma le parole: ´, legittimi o naturalì ovunque presenti sono soppresse´.

ART. 544 - CONCORSO DI ASCENDENTI ... E CONIUGE

(Codice civile)

Quando chi muore non lascia figli, ma ascendenti ... e il coniuge, a quest´ultimo è riservata la metà del patrimonio, ed agli ascendenti un quarto.
In caso di pluralità di ascendenti, la quota di riserva ad essi attribuita ai sensi del precedente comma è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall´articolo 569.

AGGIONRAMENTO
La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l´art. 1, comma 11) che ´Nel codice civile, le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli».´

ART. 553 - RIDUZIONE DELLE PORZIONI DEGLI EREDI LEGITTIMI IN CONCORSO CON LEGITTIMARI

(Codice civile)

Quando sui beni lasciati dal defunto si apre in tutto o in parte la successione legittima, nel concorso di legittimari con altri successibili, le porzioni che spetterebbero a questi ultimi si riducono proporzionalmente nei limiti in cui è necessario per integrare la quota riservata ai legittimari, i quali però devono imputare a questa, ai sensi dell´art. 564, quanto hanno ricevuto dal defunto in virtù di donazioni o di legati.

ART. 571 - CONCORSO DI GENITORI O ASCENDENTI CON FRATELLI E SORELLE

(Codice civile)

Se coi genitori o con uno soltanto di essi concorrono fratelli e sorelle germani del defunto, tutti sono ammessi alla successione del medesimo per capi, purchè in nessun caso la quota, in cui succedono i genitori o uno di essi, sia minore della metà.
Se vi sono fratelli e sorelle unilaterali, ciascuno di essi consegue la metà della quota che consegue ciascuno dei germani o dei genitori, salva in ogni caso la quota della metà in favore di questi ultimi.
Se entrambi i genitori non possono o non vogliono venire alla successione e vi sono ulteriori ascendenti, a questi ultimi si devolve, nel modo determinato dall´articolo 569, la quota che sarebbe spettata a uno dei genitori in mancanza dell´altro.

ART. 581 - CONCORSO DEL CONIUGE CON I FIGLI

(Codice civile)

Quando con il coniuge concorrono figli ..., il coniuge ha diritto alla metà dell´eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi.

AGGIONRAMENTO
La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l´art. 1, comma 11) che ´Nel codice civile, le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli».´

ART. 582 - CONCORSO DEL CONIUGE CON ASCENDENTI ..., FRATELLI E SORELLE

(Codice civile)

Al coniuge sono devoluti i due terzi dell´eredità se egli concorre con ascendenti ... o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri. In quest´ultimo caso la parte residua è devoluta agli ascendenti, ai fratelli e alle sorelle, secondo le disposizioni dell´articolo 571, salvo in ogni caso agli ascendenti il diritto a un quarto della eredità.

ART. 860 - CONCORSO DEI PROPRIETARI NELLA SPESA

(Codice civile)

I proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l´esecuzione, la manutenzione e l´esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica.

ART. 1227 - CONCORSO DEL FATTO COLPOSO DEL CREDITORE

(Codice civile)

Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l´entità delle conseguenze che ne sono derivate.
Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l´ordinaria diligenza.

ART. 2741 - CONCORSO DEI CREDITORI E CAUSE DI PRELAZIONE

(Codice civile)

I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause legittime di prelazione.
Sono cause legittime di prelazione i privilegi, il pegno e le ipoteche.

ART. 2779 - CONCORSO DEI PRIVILEGI CON IPOTECHE SUGLI AUTOVEICOLI

(Codice civile)

Se i privilegi indicati dall´articolo precedente concorrono con le ipoteche sugli autoveicoli, menzionate nell´articolo 2810, queste sono proposte ai privilegi menzionati nei primi dieci numeri dell´articolo 2778 e sono preferite a tutti gli altri.

ART. 2781 - CONCORSO DI PRIVILEGI SPECIALI CON CREDITI PIGNORATIZI

(Codice civile)

Qualora con crediti assistiti da privilegio speciale concorra un credito garantito con pegno e uno dei privilegi debba essere preferito rispetto al pegno, tale privilegio prevale su quegli altri che devono essere posposti al pegno, anche se anteriori di grado.

ART. 316-BIS - CONCORSO NEL MANTENIMENTO

(Codice civile)

I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinchè possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.
In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l´inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell´obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all´altro genitore o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l´istruzione e l´educazione della prole.
Il decreto, notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica.
L´opposizione è regolata dalle norme relative all´opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili.
Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento.

ART. 73 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE TEMPORANEE O PENE PECUNIARIE DELLA STESSA SPECIE

(Codice penale)

Se più reati importano pene temporanee detentive della stessa specie, si applica una pena unica, per un tempo uguale alla durata complessiva delle pene che si dovrebbero infliggere per i singoli reati.
Quando concorrono più delitti, per ciascuno dei quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni, si applica l´ergastolo.
Le pene pecuniarie della stessa specie si applicano tutte per intero.

ART. 184 - ESTINZIONE DELLA PENA DI MORTE, DELL´ERGASTOLO O DI PENE TEMPORANEE NEL CASO DI CONCORSO DI REATI

(Codice penale)

Quando, per effetto di amnistia, indulto o grazia, la pena di morte o dell´ergastolo è estinta, la pena detentiva temporanea, inflitta per il reato concorrente, è eseguita per intero. Nondimeno, se il condannato ha già  interamente subito l´isolamento diurno, applicato a norma del capoverso dell´art. 72, la pena per il reato concorrente è ridotta alla metà ; ed è estinta, se il condannato è stato detenuto per oltre trenta anni.
Se, per effetto di alcuna delle dette cause estintive, non deve essere scontata la pena detentiva temporanea inflitta, per il reato concorrente, al condannato all´ergastolo, non si applica l´isolamento diurno, stabilito nel capoverso dell´articolo 72. Se la pena detentiva deve essere scontata solo in parte, il periodo dell´isolamento diurno, applicato a norma del predetto articolo, può essere ridotto fino a tre mesi.

ART. 183 - CONCORSO DI CAUSE ESTINTIVE

(Codice penale)

Le cause di estinzione del reato o della pena operano nel momento in cui esse intervengono.
Nel concorso di una causa che estingue il reato con una causa che estingue la pena, prevale la causa che estingue il reato, anche se è intervenuta successivamente.
Quando intervengono in tempi diversi più cause di estinzione del reato o della pena, la causa antecedente estingue il reato o la pena, e quelle successive fanno cessare gli effetti che non siano ancora estinti in conseguenza della causa antecedente.
Se più cause intervengono contemporaneamente, la causa più favorevole opera l´estinzione del reato o della pena; ma anche in tal caso, per gli effetti che non siano estinti in conseguenza della causa più favorevole, si applica il capoverso precedente.

ART. 81 - CONCORSO FORMALE. REATO CONTINUATO

(Codice penale)

à? punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.
Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge.
Nei casi preveduti da quest´articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti.
Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall´articolo 99, quarto comma, l´aumento della quantità  di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave.

ART. 80 - CONCORSO DI PENE INFLITTE CON SENTENZE O DECRETI DIVERSI

(Codice penale)

Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche nel caso in cui, dopo una sentenza o un decreto di condanna, si deve giudicare la stessa persona per un altro reato commesso anteriormente o posteriormente alla condanna medesima, ovvero quando contro la stessa persona si debbono eseguire più sentenze o più decreti di condanna.

ART. 301 - CONCORSO DI REATI

(Codice penale)

Quando l´offesa alla vita, all´incolumità , alla libertà  o all´onore, indicata negli articoli 276, 277, 278, 280, 281, 282, 295, 296, 297 e 298, è considerata dalla legge come reato anche in base a disposizioni diverse da quelle contenute nei capi precedenti, si applicano le disposizioni che stabiliscono la pena più grave.
Nondimeno, nei casi in cui debbono essere applicate disposizioni diverse da quelle contenute nei capi precedenti, le pene sono aumentate da un terzo alla metà .
Quando l´offesa alla vita, all´incolumità , alla libertà  o all´onore è considerata dalla legge come elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro reato, questo cessa dal costituire un reato complesso, e il colpevole soggiace a pene distinte, secondo le norme sul concorso dei reati, applicandosi, per le dette offese, le disposizioni contenute nei capi precedenti.

ART. 74 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE DI SPECIE DIVERSA

(Codice penale)

Se più reati importano pene temporanee detentive di specie diversa, queste si applicano tutte distintamente e per intero.
La pena dell´arresto è eseguita per ultima.

ART. 41 - CONCORSO DI CAUSE

(Codice penale)

Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall´azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità  fra l´azione od omissione e l´evento.
Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità  quando sono state da sole sufficienti a determinare l´evento. In tal caso, se l´azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sè un reato, si applica la pena per questo stabilita.
Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui.

ART. 72 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO L´ERGASTOLO E DI REATI CHE IMPORTANO PENE DETENTIVE TEMPORANEE

(Codice penale)

Al colpevole di più delitti, ciascuno dei quali importa la pena dell´ergastolo, si applica la detta pena con l´isolamento diurno da sei mesi a tre anni.
Nel caso di concorso di un delitto che importa la pena dell´ergastolo, con uno o più delitti che importano pene detentive temporanee per un tempo complessivo superiore a cinque anni, si applica la pena dell´ergastolo, con l´isolamento diurno per un periodo di tempo da due a diciotto mesi.
L´ergastolano condannato all´isolamento diurno partecipa all´attività  lavorativa.

ART. 69 - CONCORSO DI CIRCOSTANZE AGGRAVANTI E ATTENUANTI

(Codice penale)

Quando concorrono insieme circostanze aggravanti e circostanze attenuanti, e le prime sono dal giudice ritenute prevalenti, non si tien conto delle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti, e si fa luogo soltanto agli aumenti di pena stabiliti per le circostanze aggravanti.
Se le circostanze attenuanti sono ritenute prevalenti sulle circostanze aggravanti, non si tien conto degli aumenti di pena stabiliti per queste ultime, e si fa luogo soltanto alle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti.
Se fra le circostanze aggravanti e quelle attenuanti il giudice ritiene che vi sia equivalenza, si applica la pena che sarebbe inflitta se non concorresse alcuna di dette circostanze.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall´articolo 99, quarto comma, nonchè dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato.
(â?¦)

ART. 68 - LIMITI AL CONCORSO DI CIRCOSTANZE

(Codice penale)

Salvo quanto è disposto nell´articolo 15, quando una circostanza aggravante comprende in sè un´altra circostanza aggravante, ovvero una circostanza attenuante comprende in sè un´altra circostanza attenuante, è valutata a carico o a favore del colpevole soltanto la circostanza aggravante o la circostanza attenuante, la quale importa, rispettivamente, il maggiore aumento o la maggiore diminuzione di pena.
Se le circostanze aggravanti o attenuanti importano lo stesso aumento o la stessa diminuzione di pena, si applica un solo aumento o una sola diminuzione di pena.

ART. 67 - LIMITI DELLE DIMINUZIONI DI PENA NEL CASO DI CONCORSO DI PIÙ CIRCOSTANZE ATTENUANTI

(Codice penale)

Se concorrono più circostanze attenuanti la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non può essere inferiore:
1) a quindici anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena di morte;
2) a dieci anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena dell´ergastolo.
Le altre pene sono diminuite. In tal caso, quando non si tratta delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell´articolo 63, la pena non può essere applicata in misura inferiore ad un quarto.

ART. 66 - LIMITI DEGLI AUMENTI DI PENA NEL CASO DI CONCORSO DI PIÙ CIRCOSTANZE AGGRAVANTI

(Codice penale)

Se concorrono più circostanze aggravanti, la pena da applicare per effetto degli aumenti non può superare il triplo del massimo stabilito dalla legge per il reato, salvo che si tratti delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell´articolo 63, nè comunque eccedere:
1) gli anni trenta, se si tratta della reclusione;
2) gli anni cinque, se si tratta dell´arresto;
3) e, rispettivamente, euro 10.329 o euro 2.065, se si tratta della multa o dell´ammenda; ovvero, rispettivamente, euro 30.987 o euro 6.197 se il giudice si avvale della facoltà  di aumento indicata nel capoverso dell´articolo 133-bis .

ART. 75 - CONCORSO DI REATI CHE IMPORTANO PENE PECUNIARIE DI SPECIE DIVERSA

(Codice penale)

Se più reati importano pene pecuniarie di specie diversa, queste si applicano tutte distintamente e per intero.
Nel caso che la pena pecuniaria non sia stata pagata per intero, la somma pagata, agli effetti della conversione, viene detratta dall´ammontare della multa.

ART. 671 - APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA DEL CONCORSO FORMALE E DEL REATO CONTINUATO

(Procedura penale)

1. Nel caso di più sentenze o decreti penali irrevocabili pronunciati in procedimenti distinti contro la stessa persona, il condannato o il pubblico ministero possono chiedere al giudice dell´esecuzione l´applicazione della disciplina del concorso formale o del reato continuato, sempre che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione. Fra gli elementi che incidono sull´applicazione della disciplina del reato continuato vi è la consumazione di più reati in relazione allo stato di tossicodipendenza.
2. Il giudice dell´esecuzione provvede determinando la pena in misura non superiore alla somma di quelle inflitte con ciascuna sentenza o ciascun decreto.
2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all´articolo 81, quarto comma del codice penale.
3. Il giudice dell´esecuzione può concedere altresì la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, quando ciò consegue al riconoscimento del concorso formale o della continuazione. Adotta infine ogni altro provvedimento conseguente.

ART. 39 - CONCORSO DI ASTENSIONE E DI RICUSAZIONE

(Procedura penale)

1. La dichiarazione di ricusazione si considera come non proposta quando il giudice, anche successivamente ad essa, dichiara di astenersi e l´astensione è accolta.

ART. 31 - ASPETTATIVA DEI LAVORATORI CHIAMATI A FUNZIONI PUBBLICHE ELETTIVE O A RICOPRIRE CARICHE SINDACALI PROVINCIALI E NAZIONALI

(Statuto dei lavoratori)

I lavoratori che siano eletti membri del Parlamento nazionale o del
Parlamento europeo o di assemblee regionali ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa non retribuita, per tutta la durata del loro mandato.
La medesima disposizione si applica ai lavoratori chiamati a
ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali.
I periodi di aspettativa di cui ai precedenti commi sono
considerati utili, a richiesta dell´interessato, ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della misura della pensione a carico della assicurazione generale obbligatoria di cui al regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, e successive modifiche ed integrazioni, nonchè a carico di enti, fondi, casse e gestioni per forme obbligatorie di previdenza sostitutive della assicurazione predetta, o che ne comportino comunque l´esonero.
Durante i periodi di aspettativa l´interessato, in caso di
malattia, conserva il diritto alle prestazioni a carico dei competenti enti preposti alla erogazione delle prestazioni medesime.
Le disposizioni di cui al terzo e al quarto comma non si applicano
qualora a favore dei lavoratori siano previste forme previdenziali per il trattamento di pensione e per malattia, in relazione all´attività espletata durante il periodo di aspettativa.


[Note]

Il D.L. 2 marzo 1974, n. 30, convertito con modificazioni dalla L.
16 aprile 1974, n. 114, ha disposto (con l´art. 16-ter) che ´I periodi di aspettativa previsti dall´articolo 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e i permessi spettanti a norma degli articoli 23 e 32 della stessa legge, sono considerati come periodi di effettivo lavoro ai fini dell´applicazione delle norme sugli assegni familiari di cui al testo unico 30 maggio 1955, n. 797, o della corresponsione di altri trattamenti per i familiari a carico comunque denominatì.



La L. 23 dicembre 1994, n. 724 ha disposto (con l´art. 22, comma
39) che ´La normativa prevista dall´articolo 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, si interpreta autenticamente nel senso della sua applicabilità ai dipendenti pubblici eletti nel Parlamento nazionale, nel Parlamento europeo e nei consigli regionali´.

ART. 2396 - DIRETTORI GENERALI

(Codice civile)

Le disposizioni che regolano la responsabilità degli amministratori si applicano anche ai direttori generali nominati dall´assemblea o per disposizione dello statuto, in relazione ai compiti loro affidati, salve le azioni esercitabili in base al rapporto di lavoro con la società.

ART. 1364 - ESPRESSIONI GENERALI

(Codice civile)

Per quanto generali siano le espressioni usate nel contratto, questo non comprende che gli oggetti sui quali le parti si sono proposte di contrattare.

ART. 1368 - PRATICHE GENERALI INTERPRETATIVE

(Codice civile)

Le clausole ambigue s´interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui il contratto è stato concluso.
Nei contratti in cui una delle parti è un imprenditore, le clausole ambigue s´interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui è la sede dell´impresa.

ART. 1787 - RESPONSABILITÀ DEI MAGAZZINI GENERALI

(Codice civile)

I magazzini generali sono responsabili della conservazione delle merci depositate, a meno che si provi che la perdita, il calo o l´avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura delle merci ovvero da vizi di esse o dell´imballaggio.

ART. 2211 - POTERI DI DEROGA ALLE CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO

(Codice civile)

I commessi, anche se autorizzati a concludere contratti in nome dell´imprenditore, non hanno il potere di derogare alle condizioni generali di contratto o alle clausole stampate sui moduli dell´impresa, se non sono muniti di una speciale autorizzazione scritta.

ART. 2396 - DIRETTORI GENERALI

(Codice civile)

Le disposizioni che regolano la responsabilità degli amministratori si applicano anche ai direttori generali nominati dall´assemblea o per disposizione dello statuto, in relazione ai compiti loro affidati, salve le azioni esercitabili in base al rapporto di lavoro con la società.

ART. 1341 - CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO

(Codice civile)

Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell´altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l´ordinaria diligenza.
In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l´esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell´altro contraente decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell´autorità giudiziaria.

ART. 236 - SPECIE: REGOLE GENERALI

(Codice penale)

Sono misure di sicurezza patrimoniali, oltre quelle stabilite da particolari disposizioni di legge:
1) la cauzione di buona condotta;
2) la confisca.
Si applicano anche alle misure di sicurezza patrimoniali le disposizioni degli articoli 199, 200, prima parte, 201, prima parte, 205, prima parte e numero 3 del capoverso, e, salvo che si tratti di confisca, le disposizioni del primo e secondo capoverso dell´articolo 200 e quelle dell´articolo 210.
Alla cauzione di buona condotta si applicano altresì le disposizioni degli articoli 202, 203, 204, prima parte, e 207.

ART. 3 - PRINCIPI GENERALI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Il Codice garantisce i diritti inderogabili di libertà delle persone nell´uso dei mezzi di comunicazione elettronica, nonchè il diritto di iniziativa economica ed il suo esercizio in regime di concorrenza, nel settore delle comunicazioni elettroniche. I provvedimenti riguardanti l´accesso o l´uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, rispettano i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell´uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto dell´Unione europea. Qualunque provvedimento di questo tipo riguardante l´accesso o l´uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, che ostacolasse tali diritti o libertà fondamentali può essere imposto soltanto se appropriato, proporzionato e necessario nel contesto di una società democratica e la sua attuazione deve essere oggetto di adeguate garanzie procedurali conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell´uomo e delle libertà fondamentali e ai principi generali del diritto dell´Unione europea, inclusi un´efficace tutela giurisdizionale e un giusto processo. Tali provvedimenti sono adottati soltanto nel rispetto del principio della presunzione d´innocenza e del diritto alla protezione dei dati personali. Deve essere garantita una procedura preliminare equa ed imparziale, che fra l´altro assicuri il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, fatta salva la necessità di presupposti e regimi procedurali appropriati in casi di urgenza debitamente accertata conformemente alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell´uomo e delle libertà fondamentali. Deve essere garantito il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo.
2. La fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica, che è di preminente interesse generale, è libera e ad essa si applicano le disposizioni del Codice.
3. Sono fatte salve le limitazioni derivanti da esigenze della difesa e della sicurezza dello Stato, della protezione civile, della salute pubblica e della tutela dell´ambiente e della riservatezza e protezione dei dati personali, poste da specifiche disposizioni di legge o da disposizioni regolamentari di attuazione.

ART. 4 - OBIETTIVI GENERALI DELLA DISCIPLINA DI RETI E SERVIZI DI

(Comunicazioni elettroniche)

comunicazione elettronica
1. La disciplina delle reti e servizi di comunicazione
elettronica è volta a salvaguardare, nel rispetto del principio della libera circolazione delle persone e delle cose, i diritti costituzionalmente garantiti di:
a) libertà di comunicazione;
b) segretezza delle comunicazioni, anche attraverso il
mantenimento dell´integrità e della sicurezza delle reti di comunicazione elettronica;
c) libertà di iniziativa economica e suo esercizio in regime di
concorrenza, garantendo un accesso al mercato delle reti e servizi di comunicazione elettronica secondo criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità.
2. A garanzia dei diritti di cui al comma 1, gli obblighi per le
imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica, disposti dal Codice, sono imposti secondo principi di trasparenza, non distorsione della concorrenza, non discriminazione e proporzionalità.
3. La disciplina delle reti e servizi di comunicazione
elettronica è volta altresì a:
a) promuovere la semplificazione dei procedimenti amministrativi
e la partecipazione ad essi dei soggetti interessati, attraverso l´adozione di procedure tempestive, non discriminatorie e trasparenti nei confronti delle imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica;
b) garantire la trasparenza, pubblicità e tempestività delle
procedure per la concessione dei diritti di passaggio e di installazione delle reti di comunicazione elettronica sulle proprietà pubbliche e private;
c) garantire l´osservanza degli obblighi derivanti dal regime di
autorizzazione generale per l´offerta al pubblico di reti e servizi di comunicazione elettronica;
d) garantire la fornitura del servizio universale, limitando gli
effetti distorsivi della concorrenza;
e) promuovere lo sviluppo in regime di concorrenza delle reti e
servizi di comunicazione elettronica, ivi compresi quelli a larga banda e la loro diffusione sul territorio nazionale, dando impulso alla coesione sociale ed economica anche a livello locale;
f) garantire in modo flessibile l´accesso e l´interconnessione
per le reti di comunicazione elettronica a larga banda, avendo riguardo alle singole tipologie di servizio, in modo da assicurare concorrenza sostenibile, innovazione e vantaggi per i consumatori;
g) garantire la convergenza, la interoperabilità tra reti e
servizi di comunicazione elettronica e l´utilizzo di standard aperti;
h) garantire il rispetto del principio di neutralità
tecnologica, inteso come non discriminazione tra particolari tecnologie, non imposizione dell´uso di una particolare tecnologia rispetto alle altre e possibilità di adottare provvedimenti ragionevoli al fine di promuovere taluni servizi indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.
4. La disciplina della fornitura di reti e servizi di
comunicazione elettronica tiene conto delle norme e misure tecniche approvate in sede comunitaria, nonchè dei piani e raccomandazioni approvati da organismi internazionali cui l´Italia aderisce in virtù di convenzioni e trattati.

ART. 51 - PRINCIPI GENERALI

(Legge sulla privacy)

1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni processuali
concernenti la visione e il rilascio di estratti e di copie di atti e documenti, i dati identificativi delle questioni pendenti dinanzi all´autorità giudiziaria di ogni ordine e grado sono resi accessibili a chi vi abbia interesse anche mediante reti di comunicazione elettronica, ivi compreso il sito istituzionale della medesima autorità nella rete Internet.
2. Le sentenze e le altre decisioni dell´autorità giudiziaria di
ogni ordine e grado depositate in cancelleria o segreteria sono rese accessibili anche attraverso il sistema informativo e il sito istituzionale della medesima autorità nella rete Internet, osservando le cautele previste dal presente capo.

ART. 40 - AUTORIZZAZIONI GENERALI

(Legge sulla privacy)

1. Le disposizioni del presente codice che prevedono
un´autorizzazione del Garante sono applicate anche mediante il rilascio di autorizzazioni relative a determinate categorie di titolari o di trattamenti, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

ART. 183 - SANATORIE GENERALI DELLE NULLITÀ

(Procedura penale)

1. Salvo che sia diversamente stabilito, le nullità sono sanate:
a) se la parte interessata ha rinunciato espressamente ad eccepirle ovvero ha accettato gli effetti dell´atto;
b) se la parte si è avvalsa della facoltà al cui esercizio l´atto omesso o nullo è preordinato.

ART. 273 - CONDIZIONI GENERALI DI APPLICABILITÀ DELLE MISURE

(Procedura penale)

1. Nessuno può essere sottoposto a misure cautelari se a suo carico non sussistono gravi indizi di colpevolezza.
1-bis. Nella valutazione dei gravi indizi di colpevolezza si applicano le disposizioni degli articoli 192, commi 3 e 4, 195, comma 7, 203 e 271, comma 1 .
2. Nessuna misura può essere applicata se risulta che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilità o se sussiste una causa di estinzione del reato
ovvero una causa di estinzione della pena che si ritiene possa essere irrogata.

ART. 8 - REGOLE GENERALI

(Procedura penale)

1. La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato.
2. Se si tratta di fatto dal quale è derivata la morte di una o più persone, è competente il giudice del luogo in cui è avvenuta l´azione o l´omissione.
3. Se si tratta di reato permanente, è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione, anche se dal fatto è derivata la morte di una o più persone.
4. Se si tratta di delitto tentato, è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l´ultimo atto diretto a commettere il delitto.

ART. 172 - REGOLE GENERALI

(Procedura penale)

1. I termini processuali sono stabiliti a ore, a giorni, a mesi o ad anni.
2. I termini si computano secondo il calendario comune.
3. Il termine stabilito a giorni, il quale scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno successivo non festivo.
4. Salvo che la legge disponga altrimenti, nel termine non si computa l´ora o il giorno in cui ne è iniziata la decorrenza; si computa l´ultima ora o l´ultimo giorno.
5. Quando è stabilito soltanto il momento finale, le unità di tempo stabilite per il termine si computano intere e libere.
6. Il termine per fare dichiarazioni, depositare documenti o compiere altri atti in un ufficio giudiziario si considera scaduto nel momento in cui, secondo i regolamenti, l´ufficio viene chiuso al pubblico.

ART. 568 - REGOLE GENERALI

(Procedura penale)

1. La legge stabilisce i casi nei quali i provvedimenti del giudice sono soggetti a impugnazione e determina il mezzo con cui possono essere impugnati.
2. Sono sempre soggetti a ricorso per cassazione, quando non sono altrimenti impugnabili, i provvedimenti con i quali il giudice decide sulla libertà personale e le sentenze, salvo quelle sulla competenza che possono dare luogo a un conflitto di giurisdizione o di competenza a norma dell´articolo 28.
3. Il diritto di impugnazione spetta soltanto a colui al quale la legge espressamente lo conferisce. Se la legge non distingue tra le diverse parti, tale diritto spetta a ciascuna di esse.
4. Per proporre impugnazione è necessario avervi interesse.
5. L´impugnazione è ammissibile indipendentemente dalla qualificazione a essa data dalla parte che l´ha proposta. Se l´impugnazione è proposta a un giudice incompetente, questi trasmette gli atti al giudice competente.

ART. 64 - REGOLE GENERALI PER L´INTERROGATORIO

(Procedura penale)

1. La persona sottoposta alle indagini, anche se in stato di custodia cautelare o se detenuta per altra causa, interviene libera all´interrogatorio, salve le cautele necessarie per prevenire il pericolo di fuga o di violenze.
2. Non possono essere utilizzati, neppure con il consenso della persona interrogata, metodi o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti.
3. Prima che abbia inizio l´interrogatorio, la persona deve essere avvertita che:
a)le sue dichiarazioni potranno sempre essere utilizzate nei suoi confronti;
b) salvo quanto disposto dall´articolo 66, comma 1, ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, ma comunque il procedimento seguirà il suo corso;
c) se renderà dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerà, in ordine a tali fatti, l´ufficio di testimone, salve le incompatibilità previste dall´articolo 197 e le garanzie di cui all´articolo 197-bis.
3-bis. L´inosservanza delle disposizioni di cui al comma 3, lettere a) e b) rende inutilizzabili le dichiarazioni rese dalla persona interrogata. In mancanza dell´avvertimento di cui al comma 3, lettera c), le dichiarazioni eventualmente rese dalla persona interrogata su fatti che concernono la responsabilità di altri non sono utilizzabili nei loro confronti e la persona interrogata non potrà assumere, in ordine a detti fatti, l´ufficio di testimone.

ART. 112 - DISPOSIZIONI GENERALI SUL GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA

(Processo amministrativo)

1. I provvedimenti del giudice amministrativo devono essere eseguiti dalla pubblica amministrazione e dalle altre parti.
2. L´azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l´attuazione:
a) delle sentenze del giudice amministrativo passate in giudicato;
b) delle sentenze esecutive e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice amministrativo;
c) delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l´adempimento dell´obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato;
d) delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati per i quali non sia previsto il rimedio dell´ottemperanza, al fine di ottenere l´adempimento dell´obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi alla decisione;
e) dei lodi arbitrali esecutivi divenuti inoppugnabili al fine di ottenere l´adempimento dell´obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.
3. Può essere proposta, anche in unico grado dinanzi al giudice dell´ottemperanza, azione di condanna al pagamento di somme a titolo di rivalutazione e interessi maturati dopo il passaggio in giudicato della sentenza, nonchè azione di risarcimento dei danni connessi all´impossibilità o comunque alla mancata esecuzione in forma specifica, totale o parziale, del giudicato o alla sua violazione o elusione.
4. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 15 NOVEMBRE 2011, N. 195.
5. Il ricorso di cui al presente articolo può essere proposto anche al fine di ottenere chiarimenti in ordine alle modalità di ottemperanza.

ART. 1 - PRINCIPI GENERALI

(Testo unico enti locali)

1. Il presente testo unico contiene i principi e le disposizioni in materia di ordinamento degli enti locali.
2. Le disposizioni del presente testo unico non si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano se incompatibili con le attribuzioni previste dagli statuti e dalle relative norme di attuazione.
3. La legislazione in materia di ordinamento degli enti locali e di disciplina dell´esercizio delle funzioni ad essi conferite enuncia espressamente i principi che costituiscono limite inderogabile per la loro autonomia normativa. L´entrata in vigore di nuove leggi che enunciano tali principi abroga le norme statutarie con essi incompatibili. Gli enti locali adeguano gli statuti entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore delle leggi suddette.
4. Ai sensi dell´articolo 128 della Costituzione le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe al presente testo unico se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.

ART. 149 - PRINCIPI GENERALI IN MATERIA DI FINANZA PROPRIA E DERIVATA

(Testo unico enti locali)

1. L´ordinamento della finanza locale è riservato alla legge, che la coordina con la finanza statale e con quella regionale.
2. Ai comuni e alle province la legge riconosce, nell´ambito della finanza pubblica, autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.
3. La legge assicura, altresì, agli enti locali potestà impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse e delle tariffe, con conseguente adeguamento della legislazione tributaria vigente. A tal fine i comuni e le province in forza dell´articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo per quanto attiene alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e dell´aliquota massima dei singoli tributi, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti. Per quanto non regolamentato si applicano le disposizioni di legge vigenti.
4. La finanza dei comuni e delle province è costituita da:
a) imposte proprie;
b) addizionali e compartecipazioni ad imposte erariali o
regionali;
c) tasse e diritti per servizi pubblici;
d) trasferimenti erariali;
e) trasferimenti regionali;
f) altre entrate proprie, anche di natura patrimoniale;
g) risorse per investimenti;
h) altre entrate.
5. I trasferimenti erariali sono ripartiti in base a criteri obiettivi che tengano conto della popolazione, del territorio e delle condizioni socio- economiche, nonchè in base ad una perequata distribuzione delle risorse che tenga conto degli squilibri di fiscalità locale.
6. Lo Stato assegna specifici contributi per fronteggiare situazioni eccezionali.
7. Le entrate fiscali finanziano i servizi pubblici ritenuti necessari per lo sviluppo della comunità ed integrano la contribuzione erariale per l´erogazione dei servizi pubblici indispensabili.
8. A ciascun ente locale spettano le tasse, i diritti, le tariffe e i corrispettivi sui servizi di propria competenza. Gli enti locali determinano per i servizi pubblici tariffe o corrispettivi a carico degli utenti, anche in modo non generalizzato. Lo Stato e le regioni, qualora prevedano per legge casi di gratuità nei servizi di competenza dei comuni e delle province ovvero fissino prezzi e tariffe inferiori al costo effettivo della prestazione, debbono garantire agli enti locali risorse finanziarie compensative.
9. La legge determina un fondo nazionale ordinario per contribuire ad investimenti degli enti locali destinati alla realizzazione di opere pubbliche di preminente interesse sociale ed economico.
10. La legge determina un fondo nazionale speciale per finanziare con criteri perequativi gli investimenti destinati alla realizzazione di opere pubbliche unicamente in aree o per situazioni definite dalla legge statale.
11. L´ammontare complessivo dei trasferimenti e dei fondi è determinato in base a parametri fissati dalla legge per ciascuno degli anni previsti dal bilancio pluriennale dello Stato e non è riducibile nel triennio.
12. Le regioni concorrono al finanziamento degli enti locali per la realizzazione del piano regionale di sviluppo e dei programmi di investimento, assicurando la copertura finanziaria degli oneri necessari all´esercizio di funzioni trasferite o delegate.
13. Le risorse spettanti a comuni e province per spese di investimento previste da leggi settoriali dello Stato sono distribuite sulla base di programmi regionali. Le regioni, inoltre, determinano con legge i finanziamenti per, le funzioni da esse attribuite agli enti locali in relazione al costo di gestione dei servizi sulla base della programmazione regionale.

ART. 151 - PRINCIPI GENERALI

(Testo unico enti locali)

1. Gli enti locali ispirano la propria gestione al principio della programmazione. A tal fine presentano il Documento unico di programmazione entro il 31 luglio di ogni anno e deliberano il bilancio di previsione finanziario entro il 31 dicembre, riferiti ad un orizzonte temporale almeno triennale. Le previsioni del bilancio sono elaborate sulla base delle linee strategiche contenute nel documento unico di programmazione, osservando i principi contabili generali ed applicati allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni. I termini possono essere differiti con decreto del Ministro dell´interno, d´intesa con il Ministro dell´economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, in presenza di motivate esigenze.
2. Il Documento unico di programmazione è composto dalla Sezione strategica, della durata pari a quelle del mandato amministrativo, e dalla Sezione operativa di durata pari a quello del bilancio di previsione finanziario.
3. Il bilancio di previsione finanziario comprende le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio del periodo considerato e le previsioni di competenza degli esercizi successivi. Le previsioni riguardanti il primo esercizio costituiscono il bilancio di previsione finanziario annuale.
4. Il sistema contabile degli enti locali garantisce la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sotto il profilo finanziario, economico e patrimoniale, attraverso l´adozione:
a) della contabilità finanziaria, che ha natura autorizzatoria e consente la rendicontazione della gestione finanziaria;
b) della contabilità economico-patrimoniale ai fini conoscitivi, per la rilevazione degli effetti economici e patrimoniali dei fatti gestionali e per consentire la rendicontazione economico e patrimoniale.
5. I risultati della gestione finanziaria, economico e patrimoniale sono dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale.
6. Al rendiconto è allegata una relazione della Giunta sulla gestione che esprime le valutazioni di efficacia dell´azione condotta sulla base dei risultati conseguiti, e gli altri documenti previsti dall´art. 11, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
7. Il rendiconto è deliberato dall´organo consiliare entro il 30 aprile dell´anno successivo.
8. Entro il 30 settembre l´ente approva il bilancio consolidato con i bilanci dei propri organismi e enti strumentali e delle società controllate e partecipate, secondo il principio applicato n. 4/4 di cui al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.


[Note]

La L. 24 dicembre 2012, n. 228 ha disposto (con l´art. 1, comma 381) che ´Per l´anno 2013 è differito al 30 giugno 2013 il termine per la deliberazione del bilancio di previsione degli enti locali di cui all´articolo 151 del Testo unico delle leggi sull´ordinamento degli enti locali approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267´.



La L. 24 dicembre 2012, n. 228, come modificata dal D.L. 8 aprile 2013, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 6 giugno 2013, n. 64, ha disposto (con l´art. 1, comma 381) che ´Per l´anno 2013 è differito al 30 settembre 2013 il termine per la deliberazione del bilancio di previsione degli enti locali di cui all´articolo 151 del Testo unico delle leggi sull´ordinamento degli enti locali approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267´.



Il D.L. 31 agosto 2013, n. 102, convertito con modificazioni dalla L. 28 ottobre 2013, n. 124, ha disposto (con l´art. 8, comma 1) che ´Il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione 2013 degli enti locali, di cui all´articolo 151 del Testo unico delle leggi sull´ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, già differito al 30 settembre 2013, dall´articolo 10, comma 4- quater, lettera b), numero 1), del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, è ulteriormente differito al 30 novembre 2013. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche agli enti in dissesto´.



Il D.L. 6 marzo 2014, n. 16, convertito con modificazioni dalla L. 2 maggio 2014, n. 68, ha disposto (con l´art. 2-bis, comma 1) che ´Il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali per l´esercizio 2014, di cui all´articolo 151 del testo unico delle leggi sull´ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, è ulteriormente differito al 31 luglio 2014´.



Il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126, ha disposto (con l´art. 80, comma 1) che la presente modifica si applica, ´ove non diversamente previsto nel presente decreto, a decorrere dall´esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all´esercizio 2015 e successivì.

ART. 252 - AFFIDAMENTO DEL FIGLIO NATO FUORI DEL MATRIMONIO E SUO INSERIMENTO NELLA FAMIGLIA DEL GENITORE

(Codice civile)

Qualora il figlio nato fuori del matrimonio di uno dei coniugi sia riconosciuto durante il matrimonio il giudice, valutate le circostanze, decide in ordine all´affidamento del minore e adotta ogni altro provvedimento a tutela del suo interesse morale e materiale.
L´eventuale inserimento del figlio nato fuori del matrimonio nella famiglia legittima di uno dei genitori può essere autorizzato dal giudice qualora ciò non sia contrario all´interesse del minore e sia accertato il consenso dell´altro coniuge e dei figli che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e siano conviventi, nonchè dell´altro genitore che abbia effettuato il riconoscimento. In questo caso il giudice stabilisce le condizioni cui ciascun genitore deve attenersi.
Qualora il figlio ... sia riconosciuto anteriormente al matrimonio, il suo inserimento nella famiglia ... è subordinato al consenso dell´altro coniuge, a meno che il figlio fosse già convivente con il genitore all´atto del matrimonio o l´altro coniuge conoscesse l´esistenza del figlio ....
E´ altresì richiesto il consenso dell´altro genitore ... che abbia effettuato il riconoscimento.
In caso di disaccordo tra i genitori, ovvero di mancato consenso degli altri figli conviventi, la decisione è rimessa al giudice tenendo conto dell´interesse dei minori. Prima dell´adozione del provvedimento, il giudice dispone l´ascolto dei figli minori che abbiano compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capaci di discernimento.


[Note]

Il D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154 ha disposto (con l´art. 23, comma 1, lettera c che al secondo comma ´le parole: ´e dei figli legittimi´ sono sostituite dalle seguenti: ´convivente e degli altri figli´´.

ART. 156 - RUOLO ORGANICO E PERSONALE

(Legge sulla privacy)

1. All´Ufficio del Garante è preposto un segretario generale scelto anche tra magistrati ordinari o amministrativi.
2. Il ruolo organico del personale dipendente è stabilito nel limite di cento unità.
3. Con propri regolamenti pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, il Garante definisce:
a) l´organizzazione e il funzionamento dell´ufficio anche ai fini dello svolgimento dei compiti di cui all´articolo 154;
b) l´ordinamento delle carriere e le modalità di reclutamento del personale secondo le procedure previste dall´articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001;
c) la ripartizione dell´organico tra le diverse aree e qualifiche;
d) il trattamento giuridico ed economico del personale, secondo i
criteri previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, e successive
modificazioni e, per gli incarichi dirigenziali, dagli articoli
19, comma 6, e 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, tenuto conto delle specifiche esigenze funzionali e
organizzative. Nelle more della più generale razionalizzazione
del trattamento economico delle autorità amministrative
indipendenti, al personale è attribuito l´ottanta per cento del
trattamento economico del personale dell´Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
e) la gestione amministrativa e la contabilità, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato, l´utilizzo dell´avanzo di amministrazione nel quale sono iscritte le somme già versate nella contabilità speciale, nonchè l´individuazione dei casi di riscossione e utilizzazione dei diritti di segreteria o di corrispettivi per servizi resi in base a disposizioni di legge secondo le modalità di cui all´articolo 6, comma 2, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
4. L´Ufficio può avvalersi, per motivate esigenze, di dipendenti dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche o di enti pubblici collocati in posizione di fuori ruolo o equiparati nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, ovvero in aspettativa ai sensi dell´articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni, in numero non superiore, complessivamente, a venti unità e per non oltre il venti per cento delle qualifiche dirigenziali, lasciando non coperto un corrispondente numero di posti di ruolo. Al personale di cui al presente comma è corrisposta un´indennità pari all´eventuale differenza tra il trattamento erogato dall´amministrazione o dall´ente di provenienza e quello spettante al personale di ruolo, sulla base di apposita tabella di corrispondenza adottata dal Garante, e comunque non inferiore al cinquanta per cento della retribuzione in godimento, con esclusione dell´indennità integrativa speciale.
5. In aggiunta al personale di ruolo, l´ufficio può assumere direttamente dipendenti con contratto a tempo determinato, in numero non superiore a venti unità ivi compresi i consulenti assunti con contratto a tempo determinato ai sensi del comma 7.
6. Si applicano le disposizioni di cui all´articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001.
7. Nei casi in cui la natura tecnica o la delicatezza dei problemi lo richiedono, il Garante può avvalersi dell´opera di consulenti, i quali sono remunerati in base alle vigenti tariffe professionali ovvero sono assunti con contratti a tempo determinato, di durata non superiore a due anni, che possono essere rinnovati per non più di due volte.
8. Il personale addetto all´Ufficio del Garante ed i consulenti sono tenuti al segreto su ciò di cui sono venuti a conoscenza, nell´esercizio delle proprie funzioni, in ordine a notizie che devono rimanere segrete.
9. Il personale dell´Ufficio del Garante addetto agli accertamenti di cui all´articolo 158 riveste, in numero non superiore a cinque unità, nei limiti del servizio cui è destinato e secondo le rispettive attribuzioni, la qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria.
10. Le spese di funzionamento del Garante sono poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello Stato e iscritto in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell´economia e delle finanze. Il rendiconto della gestione finanziaria è soggetto al controllo della Corte dei conti.


[Note]

La L. 27 dicembre 2013, n. 147 ha disposto (con l´art. 1, comma 268) che ´Al fine di non disperdere la professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato assunto a seguito di superamento di apposita procedura selettiva pubblica, per titoli ed esami, nonchè per fare fronte agli accresciuti compiti derivanti dalla partecipazione alle attività di cooperazione fra autorità di protezione di dati dell´Unione europea, il ruolo organico di cui all´articolo 156, comma 2, del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come incrementato in attuazione dell´articolo 1, comma 542, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementato di dodici unità, previa contestuale riduzione nella medesima misura del contingente di cui al comma 5 del predetto articolo 156 del codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003´.

ART. 1208 - REQUISITI PER LA VALIDITÀ DELL´OFFERTA

(Codice civile)

Affinchè l´offerta sia valida è necessario:
1) che sia fatta al creditore capace di ricevere o a chi ha la facoltà di ricevere per lui;
2) che sia fatta da persona che può validamente adempiere;
3) che comprenda la totalità della somma o delle cose dovute, dei frutti o degli interessi e delle spese liquide, e una somma per le spese non liquide, con riserva di un supplemento, se è necessario;
4) che il termine sia scaduto, se stipulato in favore del creditore;
5) che si sia verificata la condizione dalla quale dipende l´obbligazione;
6) che l´offerta sia fatta alla persona del creditore o nel suo domicilio;
7) che l´offerta sia fatta da un ufficiale pubblico a ciò autorizzato.
Il debitore può subordinare l´offerta al consenso del creditore necessario per liberare i beni dalle garanzie reali o da altri vincoli che comunque ne limitino la disponibilità.

ART. 1212 - REQUISITI DEL DEPOSITO

(Codice civile)

Per la validità del deposito è necessario:
1) che sia stato preceduto da un´intimazione notificata al creditore e contenente l´indicazione del giorno, dell´ora e del luogo in cui la cosa offerta sarà depositata;
2) che il debitore abbia consegnato la cosa, con gli interessi e i frutti dovuti fino al giorno dell´offerta, nel luogo indicato dalla legge o, in mancanza, dal giudice;
3) che sia redatto dal pubblico ufficiale un processo verbale da cui risulti la natura delle cose offerte, il rifiuto di riceverle da parte del creditore o la sua mancata comparizione, e infine il fatto del deposito;
4) che, in caso di non comparizione del creditore, il processo verbale di deposito gli sia notificato con l´invito a ritirare la cosa depositata.
Il deposito che ha per oggetto somme di danaro può eseguirsi anche presso un istituto di credito.

ART. 1325 - INDICAZIONE DEI REQUISITI

(Codice civile)

I requisiti del contratto sono:
1) l´accordo delle parti;
2) la causa;
3) l´oggetto;
4) la forma, quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

ART. 1346 - REQUISITI

(Codice civile)

L´oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

ART. 2387 - REQUISITI DI ONORABILITÀ, PROFESSIONALITÀ E INDIPENDENZA

(Codice civile)

Lo statuto può subordinare l´assunzione della carica di amministratore al possesso di speciali requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza, anche con riferimento ai requisiti al riguardo previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di gestione di mercati regolamentati. Si applica in tal caso l´articolo 2382.
Resta salvo quanto previsto da leggi speciali in relazione all´esercizio di particolari attività.

ART. 902 - APERTURA PRIVA DEI REQUISITI PRESCRITTI PER LE LUCI

(Codice civile)

L´apertura che non ha i caratteri di veduta o di prospetto è considerata come luce, anche se non sono state osservate le prescrizioni indicate dall´art. 901.
Il vicino ha sempre il diritto di esigere che essa sia resa conforme alle prescrizioni dell´articolo predetto.

ART. 2527 - REQUISITI DEI SOCI

(Codice civile)

L´atto costitutivo stabilisce i requisiti per l´ammissione dei nuovi soci e la relativa procedura, secondo criteri non discriminatori coerenti con lo scopo mutualistico e l´attività economica svolta.
Non possono in ogni caso divenire soci quanti esercitano in proprio imprese in concorrenza con quella della cooperativa.
L´atto costitutivo può prevedere, determinandone i diritti e gli obblighi, l´ammissione del nuovo socio cooperatore in una categoria speciale in ragione dell´interesse alla sua formazione ovvero del suo inserimento nell´impresa. I soci ammessi alla categoria speciale non possono in ogni caso superare un terzo del numero totale dei soci cooperatori. Al termine di un periodo comunque non superiore a cinque anni il nuovo socio è ammesso a godere i diritti che spettano agli altri soci cooperatori.

ART. 2514 - REQUISITI DELLE COOPERATIVE A MUTUALITÀ PREVALENTE

(Codice civile)

Le cooperative a mutualità prevalente devono prevedere nei propri statuti:
a) il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all´interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;
c) il divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori;
d) l´obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell´intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Le cooperative deliberano l´introduzione e la soppressione delle clausole di cui al comma precedente con le maggioranze previste per l´assemblea straordinaria.

ART. 119 - REQUISITI DELLE APPARECCHIATURE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Le apparecchiature impiegate per le attività di cui agli
articoli 104 e 105, se non disciplinate dal decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269, devono essere rispondenti alle specifiche stabilite in materia di compatibilità elettromagnetica, di sicurezza elettrica e di altri requisiti essenziali nonchè alle specifiche previste in materia di conformità tecnica.

ART. 114 - REQUISITI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Fermo restando quanto stabilito dall´articolo 99, comma 1, non
può conseguire l´autorizzazione generale chi abbia riportato condanna per delitti non colposi a pena restrittiva superiore a due anni ovvero sia stato sottoposto a misure di sicurezza e di prevenzione finchè durano gli effetti dei provvedimenti e sempre che non sia intervenuta sentenza di riabilitazione.

ART. 137 - REQUISITI

(Comunicazioni elettroniche)

1. L´impianto e l´esercizio della stazione di radioamatore sono
consentiti a chi:
a) abbia la cittadinanza di uno dei Paesi dell´Unione europea o
dello Spazio Economico Europeo, di Paesi con i quali siano intercorsi accordi di reciprocità, fermo restando quanto disposto dall´articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ovvero sia residente in Italia;
b) abbia età non inferiore a sedici anni;
c) sia in possesso della relativa patente;
d) non abbia riportato condanne per delitti non colposi a pena
restrittiva superiore a due anni e non sia stato sottoposto a misure di sicurezza e di prevenzione finchè durano gli effetti dei provvedimenti e sempre che non sia intervenuta sentenza di riabilitazione.

ART. 11 - MODALITÀ DEL TRATTAMENTO E REQUISITI DEI DATI

(Legge sulla privacy)

1. I dati personali oggetto di trattamento sono:
a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;
b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e
legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi;
c) esatti e, se necessario, aggiornati;
d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità
per le quali sono raccolti o successivamente trattati;
e) conservati in una forma che consenta l´identificazione
dell´interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati.
2. I dati personali trattati in violazione della disciplina
rilevante in materia di trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati.

ART. 823 - DELIBERAZIONE E REQUISITI DEL LODO

(Procedura civile)

Il lodo è deliberato a maggioranza di voti con la partecipazione di tutti gli arbitri ed è quindi redatto per iscritto. Ciascun arbitro può chiedere che il lodo, o una parte di esso, sia deliberato dagli arbitri riuniti in conferenza personale.
Il lodo deve contenere:
1) il nome degli arbitri;
2) l´indicazione della sede dell´arbitrato;
3) l´indicazione delle parti;
4) l´indicazione della convenzione di arbitrato e delle conclusioni delle parti;
5) l´esposizione sommaria dei motivi;
6) il dispositivo;
7) la sottoscrizione degli arbitri. La sottoscrizione della maggioranza degli arbitri è sufficiente, se accompagnata dalla dichiarazione che esso è stato deliberato con la partecipazione di tutti e che gli altri non hanno voluto o non hanno potuto sottoscriverlo;
8) la data delle sottoscrizioni.

ART. 417 - REQUISITI FORMALI DELLA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO

(Procedura penale)

1. La richiesta di rinvio a giudizio contiene:
a) le generalità dell´imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonchè le generalità della persona offesa dal reato qualora ne sia possibile l´identificazione;
b) l´enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l´applicazione di misure di sicurezza, con l´indicazione dei relativi articoli di legge;
c) l´indicazione delle fonti di prova acquisite;
d) la domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il giudizio;
e) la data e la sottoscrizione.

ART. 426 - REQUISITI DELLA SENTENZA

(Procedura penale)

1. La sentenza contiene:
a) l´intestazione ´in nome del popolo italiano´ e l´indicazione dell´autorità che l´ha pronunciata;
b) le generalità dell´imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonchè le generalità delle altre parti private;
c) l´imputazione;
d) l´esposizione sommaria dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione è fondata;
e) il dispositivo, con l´indicazione degli articoli di legge applicati;
f) la data e la sottoscrizione del giudice.
2. In caso di impedimento del giudice, la sentenza è sottoscritta dal presidente del tribunale previa menzione della causa della sostituzione.
3. Oltre che nel caso previsto dall´articolo 125 comma 3, la sentenza è nulla se manca o è incompleto nei suoi elementi essenziali il dispositivo ovvero se manca la sottoscrizione del giudice.

ART. 460 - REQUISITI DEL DECRETO DI CONDANNA

(Procedura penale)

1. Il decreto di condanna contiene:
a) le generalità dell´imputato o le altre indicazioni personali che valgano a identificarlo nonchè, quando occorre, quelle della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria;
b) l´enunciazione del fatto, delle circostanze e delle disposizioni di legge violate;
c) la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione è fondata, comprese le ragioni dell´eventuale diminuzione della pena al di sotto del minimo edittale;
d) il dispositivo;
e) l´avviso che l´imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria possono proporre opposizione entro quindici giorni dalla notificazione del decreto e che l´imputato può chiedere mediante l´opposizione il giudizio immediato ovvero il giudizio abbreviato o l´applicazione della pena a norma dell´articolo 444;
f) l´avvertimento all´imputato e alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria che, in caso di mancata opposizione, il decreto diviene esecutivo;
g) l´avviso che l´imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria hanno la facoltà di nominare un difensore;
h) la data e la sottoscrizione del giudice e dell´ausiliario che lo assiste.
2. Con il decreto di condanna il giudice applica la pena nella misura richiesta dal pubblico ministero indicando l´entità dell´eventuale diminuzione della pena stessa al di sotto del minimo edittale; ordina la confisca, nei casi previsti dall´articolo 240, secondo comma del codice penale, o la restituzione delle cose sequestrate; concede la sospensione condizionale della pena. Nei casi previsti dagli articoli 196 e 197 del codice penale, dichiara altresì la responsabilità della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.
3. Copia del decreto è comunicata al pubblico ministero ed è notificata con il precetto al condannato, al difensore d´ufficio o al difensore di fiducia eventualmente nominato ed alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria .
4. Se non è possibile eseguire la notificazione per irreperibilità dell´imputato, il giudice revoca il decreto penale di condanna e restituisce gli atti al pubblico ministero.
5. Il decreto penale di condanna non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento, né l´applicazione di pene accessorie. Anche se divenuto esecutivo non ha efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo. Il reato è estinto se nel termine di cinque anni, quando il decreto concerne un delitto, ovvero di due anni, quando il decreto concerne una contravvenzione, l´imputato non commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole. In questo caso si estingue ogni effetto penale e la condanna non è comunque di ostacolo alla concessione di una successiva sospensione condizionale della pena.

[Note]

La Corte costituzionale, con sentenza 13-18 novembre 2000, n. 504 (in G.U. 1a s.s. 22/11/2000, n. 48) ha dichiarato ´l´illegittimità costituzionale dell´art. 460, comma 4, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la revoca del decreto penale di condanna e la restituzione degli atti al pubblico ministero anche nel caso in cui non sia possibile la notificazione nel domicilio dichiarato a norma dell´art. 161 del codice di procedura penale´.

ART. 546 - REQUISITI DELLA SENTENZA

(Procedura penale)

1. La sentenza contiene:
a) l´intestazione ´in nome del popolo italiano´ e l´indicazione dell´autorità che l´ha pronunciata;
b) le generalità dell´imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonchè le generalità delle altre parti private;
c) l´imputazione;
d) l´indicazione delle conclusioni delle parti;
e) la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione è fondata, con l´indicazione delle prove poste a base della decisione stessa e l´enunciazione delle ragioni per le quali il giudice ritiene non attendibili le prove contrarie;
f) il dispositivo, con l´indicazione degli articoli di legge applicati;
g) la data e la sottoscrizione del giudice.
2. La sentenza emessa dal giudice collegiale è sottoscritta dal presidente e dal giudice estensore. Se, per morte o altro impedimento, il presidente non può sottoscrivere, alla sottoscrizione provvede, previa menzione dell´impedimento, il componente più anziano del collegio; se non può sottoscrivere l´estensore, alla sottoscrizione, previa menzione dell´impedimento, provvede il solo presidente.
3. Oltre che nel caso previsto dall´articolo 125 comma 3, la sentenza è nulla se manca o è incompleto nei suoi elementi essenziali il dispositivo ovvero se manca la sottoscrizione del giudice.

ART. 190-BIS - REQUISITI DELLA PROVA IN CASI PARTICOLARI

(Procedura penale)

1. Nei procedimenti per taluno dei delitti indicati nell´ articolo 51, comma 3-bis, quando è richiesto l´esame di un testimone o di una delle persone indicate nell´articolo 210 e queste hanno già reso dichiarazioni in sede di incidente probatorio o in dibattimento nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le dichiarazioni medesime saranno utilizzate ovvero dichiarazioni i cui verbali sono stati acquisiti a norma dell´articolo 238, l´esame è ammesso solo se riguarda fatti o circostanze diversi da quelli oggetto delle precedenti dichiarazioni ovvero se il giudice o taluna delle parti lo ritengono necessario sulla base di specifiche esigenze.
1-bis. La stessa disposizione si applica quando si procede per uno dei reati previsti dagli articoli 600-bis, primo comma, 600-ter, 600- quater, 600-quinquies, 609-bis, 609-ter, 609-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all´articolo 600-quater.1, 609-quinquies e 609-octies del codice penale, se l´esame richiesto riguarda una testimone minore degli anni sedici.

ART. 56 - REQUISITI DELLA CANDIDATURA

(Testo unico enti locali)

1. Nessuno può presentarsi come candidato a consigliere in più di due province o in più di due comuni o in più di due circoscrizioni, quando le elezioni si svolgano nella stessa data. I consiglieri provinciali, comunali o di circoscrizione in carica non possono candidarsi, rispettivamente, alla medesima carica in altro consiglio provinciale, comunale o circoscrizionale. .sp, 2. Nessuno può essere candidato alla carica di sindaco o di presidente della provincia in più di un comune ovvero di una provincia.

ART. 104 - SCUOLA SUPERIORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LOCALE E SCUOLE REGIONALI E INTERREGIONALI

(Testo unico enti locali)

1. L´organizzazione, il funzionamento e l´ordinamento contabile della Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale e delle scuole di cui al comma 2 sono disciplinati con regolamento, determinando i criteri per l´eventuale stipula di convenzioni per l´attività formativa anche in sede decentrata con istituti, enti, società di formazione e ricerca.
2. L´Agenzia istituisce scuole regionali ed interregionali per la formazione e la specializzazione dei segretari comunali e provinciali e dei dirigenti della pubblica amministrazione locale ovvero può avvalersi, previa convenzione, della sezione autonoma della Scuola superiore dell´amministrazione dell´interno.

ART. 2139 - SCAMBIO DI MANO D´OPERA O DI SERVIZI

(Codice civile)

Tra piccoli imprenditori agricoli è ammesso lo scambio di mano d´opera o di servizi secondo gli usi.

ART. 2111 - SERVIZIO MILITARE

(Codice civile)

La chiamata alle armi per adempiere agli obblighi di leva risolve il contratto di lavoro, salvo diverse disposizioni delle norme corporative.
In caso di richiamo alle armi, si applicano le disposizioni del primo e del terzo comma dell´articolo precedente.

ART. 1677 - PRESTAZIONE CONTINUATIVA O PERIODICA DI SERVIZI

(Codice civile)

Se l´appalto ha per oggetto prestazioni continuative o periodiche di servizi, si osservano, in quanto compatibili, le norme di questo capo e quelle relative al contratto di somministrazione.

ART. 1679 - PUBBLICI SERVIZI DI LINEA

(Codice civile)

Coloro che per concessione amministrativa esercitano servizi di linea per il trasporto di persone o di cose sono obbligati ad accettare le richieste di trasporto che siano compatibili con i mezzi ordinari dell´impresa, secondo le condizioni generali stabilite o autorizzate nell´atto di concessione e rese note al pubblico.
I trasporti devono eseguirsi secondo l´ordine delle richieste; in caso di più richieste simultanee, deve essere preferita quella di percorso maggiore.
Se le condizioni generali ammettono speciali concessioni, il vettore è obbligato ad applicarle a parità di condizioni a chiunque ne faccia richiesta.
Salve le speciali concessioni ammesse dalle condizioni generali, qualunque deroga alle medesime è nulla, e alla clausola difforme è sostituita la norma delle condizioni generali.

ART. 331 - INTERRUZIONE DI UN SERVIZIO PUBBLICO O DI PUBBLICA NECESSITÀ 

(Codice penale)

Chi, esercitando imprese di servizi pubblici o di pubblica necessità , interrompe il servizio, ovvero sospende il lavoro nei suoi stabilimenti, uffici o aziende, in modo da turbare la regolarità  del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa non inferiore a euro 516 .
I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da tre a sette anni e con la multa non inferiore a euro 3.098.
Si applica la disposizione dell´ultimo capoverso dell´articolo precedente.

ART. 332 - OMISSIONE DI DOVERI DI UFFICIO IN OCCASIONE DI ABBANDONO DI UN PUBBLICO UFFICIO O DI INTERRUZIONE DI UN PUBBLICO SERVIZIO

(Codice penale)

Articolo abrogato

ART. 358 - NOZIONE DELLA PERSONA INCARICATA DI UN PUBBLICO SERVIZIO

(Codice penale)

Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.
Per pubblico servizio deve intendersi un´attività  disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata, dalla mancanza dei poteri tipici di quest´ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale.

ART. 359 - PERSONE ESERCENTI UN SERVIZIO DI PUBBLICA NECESSITÀ 

(Codice penale)

Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità :
1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell´opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi;
2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, nè prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità  mediante un atto della pubblica amministrazione.

ART. 362 - OMESSA DENUNCIA DA PARTE DI UN INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO

(Codice penale)

L´incaricato di un pubblico servizio che omette o ritarda di denunciare all´autorità  indicata nell´articolo precedente un reato del quale abbia avuto notizia nell´esercizio o a causa del servizio, è punito con la multa fino a euro 103.
Tale disposizione non si applica se si tratta di un reato punibile a querela della persona offesa, nè si applica ai responsabili delle comunità  terapeutiche socio-riabilitative per fatti commessi da persone tossicodipendenti affidate per l´esecuzione del programma definito da un servizio pubblico.

ART. 409 - TURBAMENTO DI UN FUNERALE O SERVIZIO FUNEBRE

(Codice penale)

Chiunque, fuori dei casi preveduti dall´articolo 405, impedisce o turba un funerale o un servizio funebre è punito con la reclusione fino a un anno.

ART. 340 - INTERRUZIONE DI UN UFFICIO O SERVIZIO PUBBLICO O DI UN SERVIZIO DI PUBBLICA NECESSITÀ 

(Codice penale)

Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge cagiona un´interruzione o turba la regolarità  di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità  è punito con la reclusione fino a un anno.
I capi promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

ART. 481 - FALSITÀ  IDEOLOGICA IN CERTIFICATI COMMESSA DA PERSONE ESERCENTI UN SERVIZIO DI PUBBLICA NECESSITÀ 

(Codice penale)

Chiunque, nell´esercizio di una professione sanitaria o forense, o di un altro servizio di pubblica necessità , attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l´atto è destinato a provare la verità , è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 51 a euro 516.
Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro.

ART. 320 - CORRUZIONE DI PERSONA INCARICATA DI UN PUBBLICO SERVIZIO

(Codice penale)

Le disposizioni degli articoli 318 e 319 si applicano anche all´incaricato di un pubblico servizio.

In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non superiore a un terzo.

ART. 493 - FALSITÀ  COMMESSE DA PUBBLICI IMPIEGATI INCARICATI DI UN SERVIZIO PUBBLICO

(Codice penale)

Le disposizioni degli articoli precedenti sulle falsità  commesse da pubblici ufficiali si applicano altresì agli impiegati dello Stato, o di un altro ente pubblico, incaricati di un pubblico servizio, relativamente agli atti che essi redigono nell´esercizio delle loro attribuzioni.

ART. 583-QUATER - LESIONI PERSONALI GRAVI O GRAVISSIME A UN PUBBLICO UFFICIALE IN SERVIZIO DI ORDINE PUBBLICO IN OCCASIONE DI MANIFESTAZIONI SPORTIVE

(Codice penale)

Nell´ipotesi di lesioni personali cagionate a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive, le lesioni gravi sono punite con la reclusione da quattro a dieci anni; le lesioni gravissime, con la reclusione da otto a sedici anni.

ART. 330 - ABBANDONO COLLETTIVO DI PUBBLICI UFFICI, IMPIEGHI, SERVIZI O LAVORO

(Codice penale)

Articolo abrogato

ART. 619 - VIOLAZIONE, SOTTRAZIONE E SOPPRESSIONE DI CORRISPONDENZA COMMESSE DA PERSONA ADDETTA AL SERVIZIO DELLE POSTE, DEI TELEGRAFI O DEI TELEFONI

(Codice penale)

L´addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, il quale, abusando di tale qualità , commette alcuno dei fatti preveduti dalla prima parte dell´articolo 616 è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se il colpevole senza giusta causa rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 30 a euro 516.

ART. 288 - ARRUOLAMENTI O ARMAMENTI NON AUTORIZZATI A SERVIZIO DI UNO STATO ESTERO

(Codice penale)

Chiunque nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma cittadini, perchè militino al servizio o a favore dello straniero, è punito con la reclusione da quattro a quindici anni.
La pena è aumentata se fra gli arruolati sono militari in servizio, o persone tuttora soggette agli obblighi del servizio militare.

ART. 620 - RIVELAZIONE DEL CONTENUTO DI CORRISPONDENZA, COMMESSA DA PERSONA ADDETTA AL SERVIZIO DELLE POSTE, DEI TELEGRAFI O DEI TELEFONI

(Codice penale)

L´addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, che, avendo notizia, in questa sua qualità , del contenuto di una corrispondenza aperta, o di una comunicazione telegrafica, o di una conversazione telefonica, lo rivela senza giusta causa ad altri che non sia il destinatario ovvero a una persona diversa da quelle tra le quali la comunicazione o la conversazione è interceduta, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

ART. 640-QUINQUIES - FRODE INFORMATICA DEL SOGGETTO CHE PRESTA SERVIZI DI CERTIFICAZIONE DI FIRMA ELETTRONICA

(Codice penale)

Il soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica, il quale, al fine di procurare a se´ o ad altri un ingiusto profitto ovvero di arrecare ad altri danno, viola gli obblighi previsti dalla legge per il rilascio di un certificato qualificato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro

ART. 333 - ABBANDONO INDIVIDUALE DI UN PUBBLICO UFFICIO, SERVIZIO O LAVORO

(Codice penale)

Articolo abrogato

ART. 54 - FORNITURA DELL´ACCESSO AGLI UTENTI FINALI DA UNA POSTAZIONE FISSA E FORNITURA DI SERVIZI TELEFONICI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Qualsiasi richiesta ragionevole di connessione in postazione fissa a una rete di comunicazione pubblica è soddisfatta quanto meno da un operatore. Il Ministero vigila sull´applicazione del presente comma.
2. La connessione consente agli utenti finali di supportare le comunicazioni vocali, facsimile e dati, a velocità di trasmissione tali da consentire un accesso efficace a Internet tenendo conto delle tecnologie prevalenti usate dalla maggioranza dei contraenti e della fattibilità tecnologica nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell´UIT-T.
2-bis. Qualsiasi richiesta ragionevole di fornitura di un servizio telefonico accessibile al pubblico attraverso la connessione di rete di cui al primo comma che consente di effettuare e ricevere chiamate nazionali e internazionali è soddisfatta quanto meno da un operatore. Il Ministero vigila sull´applicazione del presente comma.

ART. 4 - OBIETTIVI GENERALI DELLA DISCIPLINA DI RETI E SERVIZI DI

(Comunicazioni elettroniche)

comunicazione elettronica
1. La disciplina delle reti e servizi di comunicazione
elettronica è volta a salvaguardare, nel rispetto del principio della libera circolazione delle persone e delle cose, i diritti costituzionalmente garantiti di:
a) libertà di comunicazione;
b) segretezza delle comunicazioni, anche attraverso il
mantenimento dell´integrità e della sicurezza delle reti di comunicazione elettronica;
c) libertà di iniziativa economica e suo esercizio in regime di
concorrenza, garantendo un accesso al mercato delle reti e servizi di comunicazione elettronica secondo criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità.
2. A garanzia dei diritti di cui al comma 1, gli obblighi per le
imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica, disposti dal Codice, sono imposti secondo principi di trasparenza, non distorsione della concorrenza, non discriminazione e proporzionalità.
3. La disciplina delle reti e servizi di comunicazione
elettronica è volta altresì a:
a) promuovere la semplificazione dei procedimenti amministrativi
e la partecipazione ad essi dei soggetti interessati, attraverso l´adozione di procedure tempestive, non discriminatorie e trasparenti nei confronti delle imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica;
b) garantire la trasparenza, pubblicità e tempestività delle
procedure per la concessione dei diritti di passaggio e di installazione delle reti di comunicazione elettronica sulle proprietà pubbliche e private;
c) garantire l´osservanza degli obblighi derivanti dal regime di
autorizzazione generale per l´offerta al pubblico di reti e servizi di comunicazione elettronica;
d) garantire la fornitura del servizio universale, limitando gli
effetti distorsivi della concorrenza;
e) promuovere lo sviluppo in regime di concorrenza delle reti e
servizi di comunicazione elettronica, ivi compresi quelli a larga banda e la loro diffusione sul territorio nazionale, dando impulso alla coesione sociale ed economica anche a livello locale;
f) garantire in modo flessibile l´accesso e l´interconnessione
per le reti di comunicazione elettronica a larga banda, avendo riguardo alle singole tipologie di servizio, in modo da assicurare concorrenza sostenibile, innovazione e vantaggi per i consumatori;
g) garantire la convergenza, la interoperabilità tra reti e
servizi di comunicazione elettronica e l´utilizzo di standard aperti;
h) garantire il rispetto del principio di neutralità
tecnologica, inteso come non discriminazione tra particolari tecnologie, non imposizione dell´uso di una particolare tecnologia rispetto alle altre e possibilità di adottare provvedimenti ragionevoli al fine di promuovere taluni servizi indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.
4. La disciplina della fornitura di reti e servizi di
comunicazione elettronica tiene conto delle norme e misure tecniche approvate in sede comunitaria, nonchè dei piani e raccomandazioni approvati da organismi internazionali cui l´Italia aderisce in virtù di convenzioni e trattati.

ART. 14 - GESTIONE DELLE RADIOFREQUENZE PER I SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

(Comunicazioni elettroniche)

1. Tenendo debito conto della circostanza che le radiofrequenze sono un bene pubblico dotato di un importante valore sociale, culturale ed economico, il Ministero e l´Autorità, nell´ambito delle rispettive competenze, assicurano la gestione efficiente delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione elettronica ai sensi degli articoli 13 e 13-bis. La predisposizione dei piani di ripartizione, a cura del Ministero, e dei piani di assegnazione, a cura dell´Autorità, è fondata su criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati. L´attribuzione delle frequenze radio destinate a servizi di comunicazione elettronica e il rilascio di autorizzazioni generali o di diritti d´uso individuali in materia sono fondate su criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati. Nell´applicare il presente articolo il Ministero e l´Autorità rispettano gli accordi internazionali pertinenti, fra cui i regolamenti radio dell´UIT e la normativa CEPT, e possono tener conto di particolari esigenze di interesse pubblico.
2. Il Ministero promuove l´armonizzazione dell´uso delle radiofrequenze nel territorio dell´Unione europea in modo coerente con l´esigenza di garantirne un utilizzo effettivo ed efficiente e di perseguire benefici per i consumatori, come economie di scala e interoperabilità dei servizi, in conformità all´articolo 13-bis ed in attuazione delle decisioni della Commissione europea in materia, tra cui la decisione n. 676/2002/CE.
3. Salvo disposizione contraria di cui al comma 2, il Ministero e l´Autorità, nell´ambito delle rispettive competenze, assicurano che, coerentemente con il diritto dell´Unione europea, nelle bande di frequenze dichiarate disponibili per servizi di comunicazione elettronica nel Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, possono essere impiegati tutti i tipi di tecnologie usati per i servizi di comunicazione elettronica. Il Ministero e l´Autorità, nell´ambito delle rispettive competenze, possono tuttavia prevedere restrizioni proporzionate e non discriminatorie relativamente ai tipi di tecnologie di accesso senza fili o rete radio utilizzati per servizi di comunicazione elettronica, ove ciò sia necessario al fine di:
a) evitare interferenze dannose;
b) proteggere la salute pubblica dai campi elettromagnetici;
c) assicurare la qualità tecnica del servizio;
d) assicurare la massima condivisione delle radiofrequenze;
e) salvaguardare l´uso efficiente dello spettro; oppure;
f) garantire il conseguimento di un obiettivo di interesse generale conformemente al comma 5.
4. Salvo disposizione contraria di cui al comma 2, il Ministero e l´Autorità, ciascuno nell´ambito delle rispettive competenze, assicurano, nel piano nazionale di ripartizione e assegnazione delle frequenze a norma del diritto dell´Unione europea, che nelle bande di frequenze dichiarate disponibili per i servizi di comunicazione elettronica possono essere forniti tutti i tipi di servizi di comunicazione elettronica. Il Ministero e l´Autorità, nell´ambito delle rispettive competenze, possono tuttavia prevedere restrizioni proporzionate e non discriminatorie relativamente ai tipi di servizi di comunicazione elettronica che è possibile fornire, anche, se necessario, al fine di soddisfare un requisito dei regolamenti radio dell´UIT e della normativa CEPT.
5. Le misure che impongono la fornitura di un servizio di comunicazione elettronica in una banda specifica disponibile per i servizi di comunicazione elettronica sono giustificate per garantire il conseguimento di un obiettivo di interesse generale conformemente al diritto europeo, come, ad esempio e a titolo non esaustivo:
a) garantire la salvaguardia della vita umana;
b) promuovere la coesione sociale, regionale o territoriale;
c) evitare un uso inefficiente delle radiofrequenze; oppure;
d) promuovere la diversità culturale e linguistica ed il pluralismo dei media, anche mediante prestazione di servizi di radiodiffusione o telediffusione.
6. Il Ministero e l´Autorità, nell´ambito delle rispettive competenze, possono vietare la fornitura di qualsiasi altro servizio di comunicazione elettronica in una banda specifica esclusivamente ove ciò sia giustificato dalla necessità di proteggere servizi finalizzati ad assicurare la salvaguardia della vita umana. Tale divieto può essere eccezionalmente esteso al fine di conseguire altri obiettivi di interesse generale definiti a norma del diritto dell´Unione europea.
7. Il Ministero e l´Autorità, nell´ambito delle rispettive competenze, riesaminano periodicamente la necessità delle restrizioni di cui ai comma da 3 a 6 e rendono pubblici i risultati di tale riesame.
8. I commi 3 e 4 si applicano allo spettro radio attribuito ai servizi di comunicazione elettronica nonchè alle autorizzazioni generali e ai diritti d´uso individuali delle radiofrequenze concessi a decorrere dal termine di cui all´articolo 4, comma 1, secondo periodo, del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, e successive modificazioni. Alle attribuzioni dello spettro radio, alle autorizzazioni generali e ai diritti d´uso individuali esistenti al termine di cui al periodo precedente, si applicano le disposizioni dell´articolo 14-bis.
9. Fatte salve le disposizioni delle direttive specifiche e tenendo conto delle circostanze nazionali pertinenti, il Ministero e l´Autorità, nell´ambito delle rispettive competenze, possono stabilire norme volte a impedire l´accaparramento di frequenze, in particolare fissando scadenze rigorose per l´effettivo utilizzo dei diritti d´uso da parte del titolare dei diritti e applicando sanzioni, comprese le sanzioni pecuniarie di cui all´articolo 98, comma 8, o la revoca dei diritti d´uso in caso di mancato rispetto delle scadenze. Tali norme sono stabilite e applicate in modo proporzionato, trasparente non discriminatorio.
10. Il rinvio al presente articolo operato dal comma 3 dell´articolo 8-novies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, si intende riferito all´articolo 14-ter.

ART. 21 - INTEROPERABILITÀ DEI SERVIZI DI TELEVISIONE INTERATTIVA DIGITALE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Fermo restando quanto stabilito da norme di legge e di regolamento in materia di radiodiffusione sonora e televisiva, l´Autorità, sentito il Ministero, relativamente al libero flusso di informazioni, al pluralismo dei mezzi d´informazione e alla diversità culturale, incoraggia, nel rispetto delle disposizioni dell´articolo 20, comma 1:
a) i fornitori dei servizi di televisione digitale interattiva, da rendere disponibile al pubblico su piattaforme di televisione digitale interattiva, indipendentemente dal modo di trasmissione, a usare un´API aperta;
b) i fornitori di tutte le apparecchiature digitali televisive avanzate destinate a ricevere i servizi di televisione digitale, su piattaforme di televisione digitale interattiva, a rispettare l´API aperta in conformità ai requisiti minimi dei relativi standard o specifiche.
b-bis) i fornitori di servizi e apparecchiature di televisione digitali a cooperare alla fornitura di servizi televisivi interoperabili per gli utenti disabili.
2. Fermo restando quanto disposto all´articolo 42, comma 2, lettera b), l´Autorità, sentito il Ministero, incoraggia i proprietari delle API a rendere disponibile a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie e dietro adeguata remunerazione, tutte le informazioni necessarie a consentire ai fornitori di servizi di televisione digitale interattiva di fornire tutti i servizi supportati dalle API in una forma pienamente funzionale.

ART. 53 - DISPONIBILITÀ DEL SERVIZIO UNIVERSALE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Sul territorio nazionale i servizi elencati nel presente Capo
sono messi a disposizione di tutti gli utenti finali ad un livello qualitativo stabilito, a prescindere dall´ubicazione geografica dei medesimi. Il Ministero vigila sull´applicazione del presente comma.
2. L´Autorità determina il metodo più efficace e adeguato per
garantire la fornitura del servizio universale ad un prezzo accessibile, nel rispetto dei principi di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità. L´Autorità limita le distorsioni del mercato, in particolare la fornitura di servizi a prezzi o ad altre condizioni che divergano dalle normali condizioni commerciali, tutelando nel contempo l´interesse pubblico.

ART. 78 - ACCESSO A NUMERI E SERVIZI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Ove ciò sia tecnicamente ed economicamente fattibile e salvo il caso in cui un contraente chiamato abbia scelto, per ragioni commerciali, di limitare l´accesso da parte di chiamanti ubicati in determinate zone geografiche, ovvero con riferimento ad accessi effettuati da numerazioni non geografiche l´Autorità assume tutte le misure necessarie per assicurare che gli utenti finali siano in grado di:
a) accedere e utilizzare i servizi associati a numeri non geografici appartenenti ai Piani di numerazione telefonica nazionali presenti all´interno dell´Unione europea; nonchè;
b) accedere a tutti i numeri forniti nell´Unione europea, a prescindere dalla tecnologia e dai dispositivi utilizzati dall´operatore, compresi quelli dei piani di numerazione telefonica nazionali, quelli dello ETNS e i numeri verdi internazionali universali (UIFN).
1-bis. L´Autorità può imporre alle imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di bloccare l´accesso a numeri o servizi caso per caso, ove ciò sia giustificato da motivi legati a frodi o abusi, e imporre che in simili casi i fornitori di servizi di comunicazione elettronica trattengano i relativi ricavi da interconnessione o da altri servizi.

ART. 211 - TURBATIVE ALLE RETI ED AI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

(Comunicazioni elettroniche)

1. E´ vietato arrecare disturbi o causare interferenze alle reti
ed ai servizi di comunicazione elettronica; si applica il disposto dell´articolo 97.

ART. 209 - INSTALLAZIONE DI ANTENNE RICEVENTI DEL SERVIZIO DI

(Comunicazioni elettroniche)

radiodiffusione e di antenne per la fruizione di servizi di comunicazione elettronica.
1. I proprietari di immobili o di porzioni di immobili non
possono opporsi alla installazione sulla loro proprietà di antenne appartenenti agli abitanti dell´immobile stesso destinate alla ricezione dei servizi di radiodiffusione e per la fruizione dei servizi radioamatoriali.
2. Le antenne, i relativi sostegni, cavi ed accessori non devono
in alcun modo impedire il libero uso della proprietà, secondo la sua destinazione, né arrecare danno alla proprietà medesima od a terzi.
3. Si applicano all´installazione delle antenne l´articolo 91,
nonchè il settimo comma dell´articolo 92.
4. Gli impianti devono essere realizzati secondo le norme
tecniche emanate dal Ministero.
5. Nel caso di antenne destinate a servizi di comunicazione
elettronica ad uso privato è necessario il consenso del proprietario o del condominio, cui è dovuta un´equa indennità che, in mancanza di accordo fra le parti, sarà determinata dall´autorità giudiziaria.

ART. 204 - SORVEGLIANZA SUL SERVIZIO RADIOELETTRICO A BORDO DEGLI AEROMOBILI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Il Ministero ha facoltà di far ispezionare dall´autorità
competente ai sensi della vigente normativa gli apparati radioelettrici a bordo degli aeromobili nazionali al fine di accertare la rispondenza alle norme tecniche, di cui all´articolo 200, e di constatarne l´efficienza.

ART. 198 - SERVIZIO RADIOELETTRICO MOBILE AERONAUTICO

(Comunicazioni elettroniche)

1. Il servizio radioelettrico mobile aeronautico è un servizio
effettuato fra stazioni aeronautiche e stazioni di aeromobile, o fra stazioni di aeromobile. Partecipano al servizio anche le stazioni radioelettriche dei mezzi di salvataggio e le stazioni di radioboa per la localizzazione di sinistri, quando quest´ultime operano sulle frequenze di soccorso ed urgenza all´uopo destinate.

ART. 175 - VIGILANZA SUL SERVIZIO RADIOELETTRICO

(Comunicazioni elettroniche)

1. Il Ministero esercita la vigilanza sullo svolgimento del
servizio radioelettrico di bordo, sull´efficienza tecnica delle stazioni e degli apparati radioelettrici di bordo obbligatori e facoltativi nonchè sulla qualificazione del personale addetto, nel rispetto della legislazione vigente.
2. Il Ministero esercita la vigilanza sullo svolgimento del
servizio radioelettrico costiero di cui all´articolo 159, sull´efficienza tecnica delle stazioni e degli apparati radioelettrici costieri, nonchè sulla qualificazione del personale addetto.

ART. 164 - SERVIZI RADIOELETTRICI MOBILE MARITTIMO E MOBILE MARITTIMO VIA

(Comunicazioni elettroniche)

satellite
1. Il servizio radioelettrico mobile marittimo è un servizio
effettuato tra stazioni radioelettriche costiere e stazioni radioelettriche di nave, o fra stazioni radioelettriche di nave, al quale possono partecipare le stazioni radioelettriche dei mezzi di salvataggio e le stazioni di radioboa per la localizzazione dei sinistri.
2. Il servizio radioelettrico mobile marittimo via satellite è
un servizio effettuato tra stazioni terrene radioelettriche costiere e stazioni terrene radioelettriche di nave, o tra stazioni terrene radioelettriche di nave, al quale possono partecipare le stazioni radioelettriche dei mezzi di salvataggio e le stazioni di radioboa per la localizzazione dei sinistri.

ART. 159 - ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI RADIOELETTRICI COSTIERI PER LA

(Comunicazioni elettroniche)

sicurezza della navigazione marittima
1. Ferme restando le norme vigenti in materia di sicurezza della
navigazione aerea, la competenza sull´organizzazione dei servizi radioelettrici costieri inerenti alla sicurezza della navigazione marittima spetta, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 662, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il quale, per lo svolgimento di tale servizio, può avvalersi di idonei titolari di apposita autorizzazione generale per l´istallazione e l´esercizio di una rete di stazioni costiere allo scopo di prestare il servizio mobile marittimo e di stazioni terrene allo scopo di prestare il servizio mobile via satellite Inmarsat. I rapporti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il titolare del suddetto provvedimento, all´uopo individuato dal Ministero, sono regolati mediante uno specifico accordo tra le parti.
2. All´impianto ed all´esercizio delle stazioni costiere ad
esclusivo uso militare provvede direttamente il Ministero della difesa. L´impianto e l´esercizio da parte delle Amministrazioni dello Stato di stazioni costiere che operino nelle gamme di frequenza attribuite al servizio mobile marittimo o mobile marittimo via satellite dal regolamento delle radiocomunicazioni dell´UIT, ad eccezione di quelle di cui al comma 1, è sottoposto al consenso di cui all´articolo 100, che è rilasciato previa verifica della compatibilità con la rete di cui allo stesso comma 1 del presente articolo.

ART. 132 - FREQUENZE RISERVATE AL SERVIZIO RADIOMOBILE PROFESSIONALE

(Comunicazioni elettroniche)

numerico TETRA autogestito
1. Sono riservate al servizio radiomobile professionale numerico
TETRA autogestito, di cui all´articolo 130, le frequenze indicate nell´allegato n. 24.
2. Ulteriori coppie di frequenze possono essere riservate con
provvedimento ministeriale al sistema di cui al comma 1 da reperire nelle bande di frequenze previste per tali applicazioni dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze in accordo con la decisione CEPT/ERC/DEC 04.

ART. 131 - FREQUENZE PREVISTE PER IL SERVIZIO RADIOMOBILE PROFESSIONALE

(Comunicazioni elettroniche)

analogico in tecnica multiaccesso autogestito
1. Le coppie di frequenza in banda VHF elencate nell´allegato n.
21 e le coppie di frequenza in banda UHF elencate nell´allegato n. 22 possono essere utilizzate per il servizio radiomobile professionale analogico autogestito sia in tecnica multiaccesso che in tecnica ad accesso singolo. I sistemi radiomobili professionali analogici in tecnica multiaccesso possono essere realizzati utilizzando anche le frequenze libere in banda VHF e UHF già attribuite al servizio radiomobile professionale non in tecnica multiaccesso.
2. Il numero delle coppie di frequenze, da assegnare a ciascun
sistema radiomobile professionale analogico in tecnica multiaccesso autogestito, comprendente anche le frequenze di servizio necessarie al funzionamento del sistema stesso, è stabilito secondo le fasce di cui all´allegato n. 23.
3. Rimangono valide le assegnazioni in numero maggiore di coppie
effettuate prima della data di entrata in vigore del Codice, fino alla relativa scadenza, non oltre comunque il periodo previsto dall´articolo 133.

ART. 124 - RETI E SERVIZI VIA SATELLITE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Il conseguimento delle autorizzazioni generali riguardanti
reti e servizi di comunicazione elettronica via satellite per uso privato è disciplinato dalle disposizioni di cui all´articolo 107.

ART. 25 - AUTORIZZAZIONE GENERALE PER LE RETI E I SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

(Comunicazioni elettroniche)

1. L´attività di fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica è libera ai sensi dell´articolo 3, fatte salve le condizioni stabilite nel presente Capo e le eventuali limitazioni introdotte da disposizioni legislative regolamentari e amministrative che prevedano un regime particolare per i cittadini o le imprese di Paesi non appartenenti all´Unione europea o allo Spazio economico europeo, o che siano giustificate da esigenze della difesa e della sicurezza dello Stato e della sanità pubblica, compatibilmente con le esigenze della tutela dell´ambiente e della protezione civile, poste da specifiche disposizioni, ivi comprese quelle vigenti alla data di entrata in vigore del Codice.
2. Le disposizioni del presente Capo si applicano anche ai cittadini o imprese di Paesi non appartenenti all´Unione europea, nel caso in cui lo Stato di appartenenza applichi, nelle materie disciplinate dal presente Titolo, condizioni di piena reciprocità. Rimane salvo quanto previsto da trattati internazionali cui l´Italia aderisce o da specifiche convenzioni.
3. La fornitura di reti o di servizi di comunicazione elettronica, fatti salvi gli obblighi specifici di cui all´articolo 28, comma 2, o i diritti di uso di cui all´articolo 27, è assoggettata ad un´autorizzazione generale, che consegue alla presentazione della dichiarazione di cui al comma 4.
3-bis. Le imprese che forniscono servizi transfrontalieri di comunicazione elettronica ad imprese situate in più Stati membri non sono obbligate ad effettuare più di una notifica per Stato membro interessato.
4. L´impresa interessata presenta al Ministero una dichiarazione resa dalla persona fisica titolare ovvero dal legale rappresentante della persona giuridica, o da soggetti da loro delegati, contenente l´intenzione di iniziare la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica, unitamente alle informazioni strettamente necessarie per consentire al Ministero di tenere un elenco aggiornato dei fornitori di reti e di servizi di comunicazione elettronica, da pubblicare sul proprio Bollettino ufficiale e sul sito Internet. Tale dichiarazione costituisce segnalazione certificata di inizio attività e deve essere conforme al modello di cui all´allegato n. 9. L´impresa è abilitata ad iniziare la propria attività a decorrere dall´avvenuta presentazione della dichiarazione e nel rispetto delle disposizioni sui diritti di uso stabilite negli articoli 27, 28 e 29. Ai sensi dell´articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, il Ministero, entro e non oltre sessanta giorni dalla presentazione della di chiarazione, verifica d´ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti e dispone, se del caso, con provvedimento motivato da notificare agli interessati entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell´attività. Le imprese titolari di autorizzazione sono tenute all´iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione di cui all´articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249.
5. La cessazione dell´esercizio di una rete o dell´offerta di un servizio di comunicazione elettronica, può aver luogo in ogni tempo.
La cessazione deve essere comunicata agli utenti almeno 90 giorni prima, informandone contestualmente il Ministero. Tale termine è ridotto a trenta giorni nel caso di cessazione dell´offerta di un profilo tariffario.
6. Le autorizzazioni generali hanno durata non superiore a venti anni e sono rinnovabili. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell´economia e delle finanze, le autorizzazioni possono essere prorogate, nel corso della loro durata, per un periodo non superiore a quindici anni, previa presentazione di un dettagliato piano tecnico finanziario da parte degli operatori. La congruità del piano viene valutata d´intesa dal Ministero dello sviluppo economico e dall´Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in relazione anche alle vigenti disposizioni comunitarie e all´esigenza di garantire l´omogeneità dei regimi autorizzatori. L´impresa interessata può indicare nella dichiarazione di cui al comma 4 un periodo inferiore. Per il rinnovo si applica la procedura di cui al medesimo comma 4 e la presentazione della dichiarazione deve avvenire con sessanta giorni di anticipo rispetto alla scadenza.
7. La scadenza dell´autorizzazione generale coincide con il 31 dicembre dell´ultimo anno di validità.
8. Una autorizzazione generale può essere ceduta a terzi, anche parzialmente e sotto qualsiasi forma, previa comunicazione al Ministero nella quale siano chiaramente indicati le frequenze radio ed i numeri oggetto di cessione. Il Ministero entro sessanta giorni dalla presentazione della relativa istanza da parte dell´impresa cedente, può comunicare il proprio diniego fondato sulla non sussistenza in capo all´impresa cessionaria dei requisiti oggettivi e soggettivi per il rispetto delle condizioni di cui all´autorizzazione medesima. Il termine è interrotto per una sola volta se il Ministero richiede chiarimenti o documentazione ulteriore e decorre nuovamente dalla data in cui pervengono al Ministero stesso i richiesti chiarimenti o documenti.

ART. 82 - SERVIZI OBBLIGATORI SUPPLEMENTARI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza Unificata, possono essere resi accessibili al pubblico servizi supplementari rispetto ai servizi compresi negli obblighi di servizio universale definiti dalla Sezione I del presente Capo; in tal caso, tuttavia, non può essere prescritto un sistema di ripartizione dei costi o di indennizzo che preveda la partecipazione di specifiche imprese.

ART. 77-BIS - NUMERI ARMONIZZATI DESTINATI A SERVIZI ARMONIZZATI A VALENZA SOCIALE, COMPRESO IL NUMERO DELLE HOTLINE DESTINATE AI MINORI SCOMPARSI

(Comunicazioni elettroniche)

1. I Ministeri competenti per materia promuovono i numeri specifici nell´arco di numerazione che inizia con il ´116´ identificati nella decisione 2007/116/CE della Commissione europea, del 15 febbraio 2007, che riserva l´arco di numerazione nazionale che inizia con il 116 a numeri armonizzati destinati a servizi armonizzati a valenza sociale e resi disponibili dall´Autorità. Essi incoraggiano la prestazione dei servizi per cui tali numeri sono riservati.
2. I Ministeri competenti per materia provvedono affinchè gli utenti finali disabili possano avere un accesso più ampio possibile ai servizi forniti nell´arco della numerazione che inizia con il ´116´. Le misure adottate per facilitare l´accesso degli utenti disabili a tali servizi mentre viaggiano in altri Stati membri sono fondate sul rispetto delle norme o specifiche attinenti pubblicate a norma dell´articolo 20 del Codice.
3. I Ministeri competenti per materia provvedono affinchè i cittadini siano opportunamente informati circa l´esistenza e l´utilizzazione dei servizi forniti nell´ambito dell´arco di numerazione ´116´, in particolare mediante iniziative specificatamente destinate a persone che viaggiano tra gli Stati membri.
4. I Ministeri competenti per materia si adoperano per garantire ai cittadini l´accesso a un servizio dedicato per denunciare casi di minori scomparsi, aggiuntivo rispetto alle misure di applicazione generale relative a tutti i numeri nell´arco di numerazione ´116´ adottate a norma dei commi 1, 2 e 3. Tale servizio sarà disponibile sul numero 116000.

ART. 76 - SERVIZI DI EMERGENZA E NUMERO DI EMERGENZA UNICO EUROPEO

(Comunicazioni elettroniche)

1. Il Ministero provvede affinchè tutti gli utenti finali dei servizi di cui al comma 1-bis, compresi gli utenti di telefoni pubblici a pagamento, possano chiamare gratuitamente i servizi di soccorso digitando il numero di emergenza unico europeo ´112´ e qualunque numero di emergenza nazionale. Le chiamate al numero di emergenza unico europeo ´112´ devono ricevere adeguata risposta ed essere trattate nel modo più conforme alla struttura dei servizi di soccorso. Tali chiamate ricevono risposte e un trattamento con la stessa rapidità ed efficacia riservate alle chiamate al numero o ai numeri di emergenza nazionali, se questi continuano ad essere utilizzati. I numeri di emergenza nazionali sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita l´Autorità in merito alla disponibilità dei numeri, e sono recepiti dall´Autorità nel piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica.
1-bis. Il Ministero, in consultazione con i fornitori dei servizi di emergenza, provvede affinchè sia garantito un accesso ai servizi di emergenza da parte delle imprese che forniscono un servizio di comunicazione elettronica che permette di effettuare chiamate nazionali verso uno o più numeri che figurano nel piano nazionale di numerazione dei servizi di comunicazione elettronica.
2. Il Ministero provvede affinchè, per ogni chiamata al numero di emergenza unico europeo ´112´, gli operatori esercenti reti telefoniche pubbliche mettano a disposizione delle autorità incaricate dei servizi di soccorso e di protezione civile, nella misura in cui sia tecnicamente fattibile, le informazioni relative all´ubicazione del chiamante.
3. Il Ministero provvede che venga assicurata ai cittadini un´informazione adeguata in merito all´esistenza e all´uso del numero di emergenza unico europeo ´112´, in particolare attraverso iniziative rivolte specificamente alle persone che viaggiano da uno Stato membro all´altro.
3-bis. Il Ministero provvede affinchè l´accesso per gli utenti finali disabili ai servizi di emergenza sia equivalente a quello degli altri utenti finali. Per assicurare che gli utenti finali disabili possano accedere ai servizi di emergenza mentre si trovano in Stati membri diversi dal proprio, le misure adottate a tal fine si basano quanto più possibile sulle norme o specifiche europee pubblicate conformemente all´articolo 17 della direttiva 2002/21/CE. Tali misure non impediscono al Ministero di adottare ulteriori prescrizioni al fine di perseguire gli obiettivi di cui al presente articolo.
3-ter. Il Ministero provvede affinchè le imprese interessate mettano gratuitamente a disposizione dell´autorità incaricata delle chiamate di emergenza le informazioni sulla localizzazione del chiamante nel momento in cui la chiamata raggiunge tale autorità. Ciò si applica altresì per ogni chiamata al numero di emergenza unico europeo ´112´. Il Ministero estende tale obbligo alle chiamate a numeri di emergenza nazionali. Il Ministero definisce i criteri per l´esattezza e l´affidabilità delle informazioni fornite sulla localizzazione del chiamante.

ART. 75 - SERVIZI DI CONSULTAZIONE DEGLI ELENCHI TELEFONICI

(Comunicazioni elettroniche)

1. L´Autorità provvede affinchè sia rispettato il diritto degli abbonati ai servizi telefonici accessibili al pubblico ad essere inseriti negli elenchi di cui all´articolo 55, comma 1, lettera a), e le informazioni che li riguardano siano messe a disposizione dei fornitori di elenchi o di servizi di consultazione ai sensi del comma 2 del presente articolo.
2. L´Autorità provvede affinchè le imprese che assegnano numeri ai contraenti soddisfino qualsiasi richiesta ragionevole di rendere disponibili le informazioni necessarie, ai fini della fornitura di elenchi e di servizi di consultazione, in una forma concordata e a condizioni eque, oggettive, orientate ai costi e non discriminatorie.
3. L´Autorità provvede affinchè sia rispettato il diritto di tutti gli utenti finali dotati di un servizio telefonico accessibile al pubblico di accedere ai servizi di consultazione elenchi. A tal fine, l´Autorità può imporre obblighi alle imprese che controllano l´accesso agli utenti finali per la fornitura di servizi di consultazione elenchi in conformità alle disposizioni dell´articolo 55. Detti obblighi e condizioni sono obiettivi, equi, trasparenti e non discriminatori.
4. Gli utenti finali degli altri Stati membri hanno diritto di accedere direttamente ai servizi di consultazione elenchi abbonati di cui all´articolo 55 tramite chiamata vocale o SMS a norma dell´articolo 78.
5. I commi 1, 2, 3 e 4 si applicano, fatte salve le disposizioni in materia di protezione dei dati personali e della vita privata nel settore delle comunicazioni.

ART. 73 - DISPONIBILITÀ DI SERVIZI

(Comunicazioni elettroniche)

1. Il Ministero stabilisce le misure necessarie per garantire la più ampia disponibilità possibile dei servizi telefonici accessibili al pubblico forniti attraverso le reti pubbliche di comunicazioni, in caso di incidenti gravi di rete o nei casi di forza maggiore. Le imprese fornitrici di servizi telefonici accessibili al pubblico devono adottare tutte le misure necessarie per garantire l´accesso ininterrotto ai servizi di emergenza.

ART. 72 - QUALITÀ DEL SERVIZIO

(Comunicazioni elettroniche)

1. L´Autorità, dopo aver effettuato la consultazione di cui all´articolo 83, può prescrivere alle imprese fornitrici di reti o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di pubblicare, a uso degli utenti finali, informazioni comparabili, adeguate ed aggiornate sulla qualità dei servizi offerti e sulle misure adottate per assicurare un accesso equivalente per gli utenti finali disabili. Le informazioni sono comunicate, a richiesta, anche all´Autorità prima della pubblicazione.
2. L´Autorità può precisare, tra l´altro, i parametri di qualità del servizio da misurare, nonchè il contenuto, la forma e le modalità della pubblicazione, compresi meccanismi di certificazione della qualità, per garantire che gli utenti finali, inclusi gli utenti finali disabili, abbiano accesso ad informazioni complete, comparabili e di facile consultazione, anche utilizzando i parametri, le definizioni e i metodi di misura indicati nell´allegato n. 6.
2-bis. Per impedire il degrado del servizio e la limitazione o il rallentamento del traffico di rete, l´Autorità può imporre prescrizioni in materia di qualità minima del servizio all´impresa o alle imprese che forniscono reti di comunicazione pubbliche.
2-ter. L´Autorità fornisce alla Commissione europea, con largo anticipo rispetto alla fissazione delle prescrizioni di cui al comma 2-bis, una sintesi delle ragioni alla base dell´intervento, le misure previste e l´impostazione proposta. Dette informazioni sono rese disponibili anche al BEREC.
2-quater. Nel deliberare sulle prescrizioni di cui al comma 2-bis del presente articolo, l´Autorità tiene nella massima considerazione le osservazioni o raccomandazioni eventualmente formulate dalla Commissione europea in esito alla comunicazione di cui al comma 2.

ART. 67 - CONTROLLI NORMATIVI SUI SERVIZI AL DETTAGLIO

(Comunicazioni elettroniche)

1. L´Autorità, qualora in esito all´analisi del mercato realizzata a norma dell´articolo 19 del Codice accerti che un determinato mercato al dettaglio identificato conformemente all´articolo 18 non è effettivamente concorrenziale e giunga alla conclusione che gli obblighi previsti dagli articoli da 46 a 50 non portino al conseguimento degli obiettivi di cui all´articolo 13, impone i necessari obblighi alle imprese identificate come imprese che dispongono di un significativo potere di mercato su un dato mercato al dettaglio ai sensi dell´articolo 17.
2. Gli obblighi di cui al comma 1 si basano sulla natura della restrizione della concorrenza accertata e sono proporzionati e giustificati alla luce degli obiettivi di cui all´articolo 13. Tali obblighi possono includere prescrizioni affinchè le imprese identificate non applichino prezzi eccessivi, non impediscano l´ingresso sul mercato né limitino la concorrenza fissando prezzi predatori, non privilegino ingiustamente determinati utenti finali, non accorpino in modo indebito i servizi offerti. Qualora le pertinenti misure relative alla vendita all´ingrosso, alla selezione e alla preselezione del vettore non consentano di realizzare l´obiettivo di garantire una concorrenza effettiva e l´interesse pubblico, l´Autorità, nell´esercizio del proprio potere di sorveglianza sui prezzi, può prescrivere a tali imprese di rispettare determinati massimali per i prezzi al dettaglio, di controllare le singole tariffe o di orientare le proprie tariffe ai costi o ai prezzi su mercati comparabili.
3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 28 MAGGIO 2012, N. 70.
4. L´Autorità provvede affinchè ogni impresa, soggetta a regolamentazione delle tariffe al dettaglio o ad altri pertinenti controlli al dettaglio, applichi i necessari e adeguati sistemi di contabilità dei costi. L´Autorità può specificare la forma e il metodo contabile da utilizzare. La conformità al sistema di contabilità dei costi è verificata da un organismo indipendente dalle parti interessate, avente specifiche competenze, incaricato dall´Autorità. L´Autorità provvede affinchè ogni anno sia pubblicata una dichiarazione di conformità.
5. Fatti salvi l´articolo 59, comma 2 e l´articolo 60, l´Autorità non applica i meccanismi di controllo al dettaglio di cui al comma 1 in mercati geografici o tipologie di utenza per i quali abbia accertato l´esistenza di una concorrenza effettiva, anche mediante l´analisi dinamica di cui all´articolo 19, comma 5.

ART. 65 - RIESAME DELL´AMBITO DI APPLICAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI SERVIZIO

(Comunicazioni elettroniche)

universale
1. Il Ministero, sentita l´Autorità, procede periodicamente al riesame dell´ambito di applicazione degli obblighi di servizio universale di cui al presente Capo, al fine di individuare, sulla base degli orientamenti della Commissione europea e delle diverse offerte presenti sul mercato nazionale in termini di disponibilità, qualità e prezzo accessibile, a quali servizi, e in che misura, si applichino le disposizioni di cui all´articolo 58. Il riesame è effettuato per la prima volta entro un anno dalla data di entrata in vigore del Codice, e successivamente ogni due anni.

ART. 63 - FINANZIAMENTO DEGLI OBBLIGHI DI SERVIZIO UNIVERSALE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Qualora, sulla base del calcolo del costo netto di cui
all´articolo 62, l´Autorità riscontri che un´impresa designata è soggetta ad un onere ingiustificato, previa richiesta dell´impresa stessa, ripartisce il costo netto degli obblighi di servizio universale tra i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica utilizzando il fondo per il finanziamento del costo netto degli obblighi del servizio universale, istituito presso il Ministero, di cui all´allegato n. 11.
2. Può essere finanziato unicamente il costo netto degli
obblighi di cui agli articoli da 53 a 60, calcolato conformemente all´articolo 62. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, 4, 5 e 6 dell´allegato n. 11, possono essere modificate, all´occorrenza, con provvedimento dell´Autorità, sentito il Ministero.
3. Il sistema di ripartizione dei costi deve rispettare i
principi di trasparenza, minima distorsione del mercato, non discriminazione e proporzionalità, in conformità all´articolo 2, commi 5, 6 e 7, dell´allegato n. 11. Ogni anno, l´Autorità, tenuto conto delle condizioni di concorrenzialità del mercato, può valutare l´opportunità di introdurre un meccanismo di esenzione dalla contribuzione al fondo per le imprese che non superano determinati livelli di fatturato e per quelle nuove entranti nel settore, tenendo conto della loro situazione finanziaria.
4. Gli eventuali contributi relativi alla ripartizione del costo
degli obblighi di servizio universale sono scorporati e definiti separatamente per ciascuna impresa. Tali contributi non sono imposti alle imprese che non forniscono servizi nel territorio nazionale.

ART. 62 - CALCOLO DEL COSTO DEGLI OBBLIGHI DI SERVIZIO UNIVERSALE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Qualora l´Autorità ritenga che la fornitura del servizio
universale di cui agli articoli da 53 a 60 possa comportare un onere ingiustificato per le imprese designate a fornire tale servizio, prevede il calcolo dei costi netti di tale fornitura. A tal fine, l´Autorità può:
a) procedere al calcolo del costo netto delle singole componenti
dell´obbligo del servizio universale, tenendo conto degli eventuali vantaggi commerciali derivanti all´impresa designata per la fornitura del servizio universale, in base alle modalità stabilite nell´allegato n. 11;
b) utilizzare i costi netti della fornitura del servizio
universale individuati in base a un meccanismo di determinazione conforme all´articolo 58, comma 2.
2. I conti ovvero le altre informazioni su cui si basa il calcolo
del costo netto degli obblighi di servizio universale di cui al comma 1, lettera a), sono sottoposti alla verifica di un organismo indipendente dalle parti interessate, avente specifiche competenze, incaricato dall´Autorità. I risultati del calcolo e le conclusioni finali della verifica sono messi a disposizione del pubblico sul Bollettino ufficiale e sul sito Internet dell´Autorità. I costi derivanti dalla verifica del servizio universale sono ricompresi nel fondo per il finanziamento del costo netto degli obblighi del servizio universale, istituito presso il Ministero, di cui all´allegato n. 11.

ART. 61 - QUALITÀ DEL SERVIZIO FORNITO DALLE IMPRESE DESIGNATE

(Comunicazioni elettroniche)

1. L´Autorità provvede affinchè tutte le imprese designate soggette agli obblighi previsti dagli articoli 54, 55, 56, 57 e 59, comma 2, pubblichino informazioni adeguate ed aggiornate sulla loro efficienza nella fornitura del servizio universale, basandosi sui parametri di qualità del servizio, sulle definizioni e sui metodi di misura stabiliti nell´allegato n. 6. Le informazioni pubblicate sono comunicate anche all´Autorità.
2. L´Autorità può inoltre specificare, previa definizione di parametri idonei, norme supplementari di qualità del servizio per valutare l´efficienza delle imprese nella fornitura dei servizi agli utenti finali disabili e ai consumatori disabili. L´Autorità provvede affinchè le informazioni sull´efficienza delle imprese in relazione a detti parametri siano anch´esse pubblicate e messe a sua disposizione.
3. L´Autorità specifica, con appositi provvedimenti, contenuto, forma e modalità di pubblicazione delle informazioni, in modo da garantire che gli utenti finali e i consumatori abbiano accesso a informazioni complete, comparabili e di facile impiego.
4. L´Autorità fissa obiettivi qualitativi per le imprese assoggettate ad obblighi di servizio universale. Nel fissare tali obiettivi, l´Autorità tiene conto del parere dei soggetti interessati, applicando in particolare le modalità stabilite all´articolo 38 e nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell´UIT-T e della normativa CEPT.
5. L´Autorità controlla il rispetto degli obiettivi qualitativi da parte delle imprese designate.
6. L´Autorità adotta, a fronte di perdurante inadempimento degli obiettivi qualitativi da parte dell´impresa, misure specifiche a norma del Capo II del presente Titolo. L´Autorità può esigere una verifica indipendente o una valutazione dei dati relativi all´efficienza, a spese dell´impresa interessata, allo scopo di garantire l´esattezza e la comparabilità dei dati messi a disposizione dalle imprese soggette ad obblighi di servizio universale.

ART. 55 - ELENCO ABBONATI E SERVIZI DI CONSULTAZIONE

(Comunicazioni elettroniche)

1. Sono accessibili agli utenti finali e, per la lettera b) anche agli utenti dei telefoni pubblici a pagamento:
a) almeno un elenco completo relativo alla rete urbana di appartenenza in una forma, cartacea, elettronica o in entrambe le forme, approvata dall´Autorità e aggiornato a scadenze regolari ed almeno una volta l´anno;
b) almeno un servizio completo di consultazione degli elenchi.
2. Il Ministero vigila sull´applicazione del comma 1.
3. In considerazione dell´esistenza sul mercato di diverse offerte in termini di disponibilità, qualità e prezzo accessibile, fintantochè il Ministero non riscontri il venir meno di tali condizioni, ai servizi di cui al comma 1 non si applicano gli obblighi di fornitura del servizio universale. Il Ministero verifica il permanere delle predette condizioni, sentiti gli operatori interessati, con cadenza semestrale.
4. Gli elenchi di cui al comma 1 comprendono, fatte salve le disposizioni in materia di protezione dei dati personale, tutti gli abbonati ai servizi telefonici accessibili al pubblico.
5. L´Autorità assicura che le imprese che forniscono servizi di cui al comma 1 applichino il principio di non discriminazione nel trattamento e nella presentazione delle informazioni loro comunicate da altre imprese.
6. Con regolamento adottato ai sensi dell´articolo 17, comma 1 della legge 23 agosto 1988 n. 400, entro sessanta giorni dall´entrata in vigore del Codice, su proposta del Ministro dello sviluppo economico di concerto con i Ministri della giustizia e dell´interno, previa consultazione ai sensi dell´articolo 11, sono disciplinati gli obblighi e le modalità di comunicazione al Ministero, da parte delle imprese, delle attivazioni in materia di portabilità del numero di cui all´articolo 80.
7. Ogni impresa è tenuta a rendere disponibili, anche per via telematica, al centro di elaborazione dati del Ministero dell´interno gli elenchi di tutti i propri abbonati e di tutti gli acquirenti del traffico prepagato della telefonia mobile, che sono identificati prima dell´attivazione del servizio, al momento della consegna o messa a disposizione della occorrente scheda elettronica (S.I.M.). Le predette imprese adottano tutte le necessarie misure affinchè venga garantita l´acquisizione dei dati anagrafici riportati su un documento di identità, nonchè del tipo, del numero e della riproduzione del documento presentato dall´acquirente ed assicurano il corretto trattamento dei dati acquisiti. L´autorità giudiziaria ha facoltà di accedere per fini di giustizia ai predetti elenchi in possesso del centro di elaborazione dati del Ministero dell´interno.

ART. 99 - INSTALLAZIONE ED ESERCIZIO DI RETI E SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA AD USO PRIVATO

(Comunicazioni elettroniche)

1. L´attività di installazione di reti ed esercizio di reti o servizi di comunicazioni elettroniche ad uso privato è libera ai sensi dell´articolo 3, fatte salve le condizioni stabilite nel presente Titolo e le eventuali limitazioni introdotte da disposizioni legislative regolamentari amministrative che prevedano un regime particolare per i cittadini o le imprese di Paesi non appartenenti all´Unione europea o allo Spazio Economico Europeo, o che siano giustificate da esigenze della difesa e della sicurezza dello Stato, della protezione civile, della sanità pubblica e della tutela dell´ambiente, poste da specifiche disposizioni, ivi comprese quelle vigenti alla data di entrata in vigore del Codice.
2. Le disposizioni del presente Titolo si applicano anche ai cittadini o imprese di Paesi non appartenenti all´Unione europea, nel caso in cui lo Stato di appartenenza applichi, nelle materie disciplinate dal presente Titolo, condizioni di piena reciprocità. Rimane salvo quanto previsto da trattati internazionali cui l´Italia aderisce o da specifiche convenzioni.
3. L´attività di installazione ed esercizio di reti o servizi di comunicazione elettronica ad uso privato, fatta eccezione di quanto previsto al comma 5, è assoggettata ad una autorizzazione generale che consegue alla presentazione della dichiarazione di cui al comma 4.
4. Il soggetto interessato presenta al Ministero una dichiarazione resa dalla persona fisica titolare ovvero dal legale rappresentante della persona giuridica, o da soggetti da loro delegati, contenente l´intenzione di installare o esercire una rete di comunicazione elettronica ad uso privato. La dichiarazione costituisce segnalazione certificata di inizio attività. Il soggetto interessato è abilitato ad iniziare la propria attività a decorrere dall´avvenuta presentazione. Ai sensi dell´articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, il Ministero, entro e non oltre sessanta giorni dalla presentazione della dichiarazione, verifica d´ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti e dispone, se del caso, con provvedimento motivato da notificare agli interessati entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell´attività. Sono fatte salve le disposizioni in materia di conferimento di diritto d´uso di frequenze.
5. Sono in ogni caso libere le attività di cui all´articolo 105, nonchè la installazione, per proprio uso esclusivo, di reti di comunicazione elettronica per collegamenti nel proprio fondo o in più fondi dello stesso proprietario, possessore o detentore purchè contigui, ovvero nell´ambito dello stesso edificio per collegare una parte di proprietà del privato con altra comune, purchè non connessi alle reti di comunicazione elettronica ad uso pubblico. Parti dello stesso fondo o più fondi dello stesso proprietario, possessore o detentore si considerano contigui anche se separati, purchè collegati da opere permanenti di uso esclusivo del proprietario, che consentano il passaggio pedonale o di mezzi.

ART. 88 - MEDICINALI NON A CARICO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

(Legge sulla privacy)

1. Nelle prescrizioni cartacee di medicinali soggetti a
prescrizione ripetibile non a carico, anche parziale, del Servizio sanitario nazionale, le generalità dell´interessato non sono indicate.
2. Nei casi di cui al comma 1 il medico può indicare le
generalità dell´interessato solo se ritiene indispensabile permettere di risalire alla sua identità, per un´effettiva necessità derivante dalle particolari condizioni del medesimo interessato o da una speciale modalità di preparazione o di utilizzazione.

ART. 162-TER - SANZIONI NEI CONFRONTI DI FORNITORI DI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA ACCESSIBILI AL PUBBLICO

(Legge sulla privacy)

1. La violazione delle disposizioni di cui all´articolo 32-bis, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da venticinquemila euro a centocinquantamila euro.
2. La violazione delle disposizioni di cui all´articolo 32-bis, comma 2, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da centocinquanta euro a mille euro per ciascun contraente o altra persona nei cui confronti venga omessa o ritardata la comunicazione di cui al medesimo articolo 32-bis, comma 2. Non si applica l´articolo 8 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
3. La sanzione amministrativa di cui al comma 2 non può essere applicata in misura superiore al 5 per cento del volume d´affari realizzato dal fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico nell´ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della contestazione della violazione amministrativa, fermo restando quanto previsto dall´articolo 164-bis, comma 4.
4. La violazione delle disposizioni di cui all´articolo 32-bis, comma 7, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ventimila euro a centoventimila euro.
5. Le medesime sanzioni di cui al presente articolo si applicano nei confronti dei soggetti a cui il fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico abbia affidato l´erogazione dei predetti servizi, qualora tali soggetti non abbiano comunicato senza indebito ritardo, al fornitore, ai sensi dell´articolo 32-bis, comma 8, le informazioni necessarie ai fini degli adempimenti di cui all´articolo 32-bis.

ART. 121 - SERVIZI INTERESSATI

(Legge sulla privacy)

1. Le disposizioni del presente titolo si applicano al trattamento dei dati personali connesso alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico su reti pubbliche di comunicazioni , comprese quelle che supportano i dispositivi di raccolta dei dati e di identificazione.

ART. 87 - MEDICINALI A CARICO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

(Legge sulla privacy)

1. Le ricette relative a prescrizioni di medicinali a carico,
anche parziale, del Servizio sanitario nazionale sono redatte secondo il modello di cui al comma 2, conformato in modo da permettere di risalire all´identità dell´interessato solo in caso di necessità connesse al controllo della correttezza della prescrizione, ovvero a fini di verifiche amministrative o per scopi epidemiologici e di ricerca, nel rispetto delle norme deontologiche applicabili.
2. Il modello cartaceo per le ricette di medicinali relative a
prescrizioni di medicinali a carico, anche parziale, del Servizio sanitario nazionale, di cui agli allegati 1, 3, 5 e 6 del decreto del Ministro della sanità 11 luglio 1988, n. 350, e al capitolo 2, paragrafo 2.2.2. del relativo disciplinare tecnico, è integrato da un tagliando predisposto su carta o con tecnica di tipo copiativo e unito ai bordi delle zone indicate nel comma 3.
3. Il tagliando di cui al comma 2 è apposto sulle zone del
modello predisposte per l´indicazione delle generalità e dell´indirizzo dell´assistito, in modo da consentirne la visione solo per effetto di una momentanea separazione del tagliando medesimo che risulti necessaria ai sensi dei commi 4 e 5.
4. Il tagliando può essere momentaneamente separato dal modello
di ricetta, e successivamente riunito allo stesso, quando il farmacista lo ritiene indispensabile, mediante sottoscrizione apposta sul tagliando, per una effettiva necessità connessa al controllo della correttezza della prescrizione, anche per quanto riguarda la corretta fornitura del farmaco.
5. Il tagliando può essere momentaneamente separato nei modi di
cui al comma 3 anche presso i competenti organi per fini di verifica amministrativa sulla correttezza della prescrizione, o da parte di soggetti legittimati a svolgere indagini epidemiologiche o di ricerca in conformità alla legge, quando è indispensabile per il perseguimento delle rispettive finalità.
6. Con decreto del Ministro della salute, sentito il Garante, può
essere individuata una ulteriore soluzione tecnica diversa da quella indicata nel comma 1, basata sull´uso di una fascetta adesiva o su altra tecnica equipollente relativa anche a modelli non cartacei.

ART. 32 - OBBLIGHI RELATIVI AI FORNITORI DI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA ACCESSIBILI AL PUBBLICO

(Legge sulla privacy)

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta, ai sensi dell´articolo 31, anche attraverso altri soggetti a cui sia affidata l´erogazione del predetto servizio, misure tecniche e organizzative adeguate al rischio esistente, per salvaguardare la sicurezza dei suoi servizi e per gli adempimenti di cui all´articolo 32-bis.
1-bis. Ferma restando l´osservanza degli obblighi di cui agli articoli 30 e 31, i soggetti che operano sulle reti di comunicazione elettronica garantiscono che i dati personali siano accessibili soltanto al personale autorizzato per fini legalmente autorizzati.
1-ter. Le misure di cui al commi 1 e 1-bis garantiscono la protezione dei dati relativi al traffico ed all´ubicazione e degli altri dati personali archiviati o trasmessi dalla distruzione anche accidentale, da perdita o alterazione anche accidentale e da archiviazione, trattamento, accesso o divulgazione non autorizzati o illeciti, nonchè assicurano l´attuazione di una politica di sicurezza.
2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede anche l´adozione di misure che riguardano la rete, il fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta tali misure congiuntamente con il fornitore della rete pubblica di comunicazioni. In caso di mancato accordo, su richiesta di uno dei fornitori, la controversia è definita dall´Autorità per le garanzie nelle comunicazioni secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
3. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico informa gli abbonati e, ove possibile, gli utenti, se sussiste un particolare rischio di violazione della sicurezza della rete, indicando, quando il rischio è al di fuori dell´ambito di applicazione delle misure che il fornitore stesso è tenuto ad adottare ai sensi dei commi 1 , 1-bis e 2, tutti i possibili rimedi e i relativi costi presumibili. Analoga informativa è resa al Garante e all´Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

ART. 85 - COMPITI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

(Legge sulla privacy)

1. Fuori dei casi di cui al comma 2, si considerano di rilevante
interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalità che rientrano nei compiti del Servizio sanitario nazionale e degli altri organismi sanitari pubblici relative alle seguenti attività:
a) attività amministrative correlate a quelle di prevenzione,
diagnosi, cura e riabilitazione dei soggetti assistiti dal Servizio sanitario nazionale, ivi compresa l´assistenza degli stranieri in Italia e dei cittadini italiani all´estero, nonchè di assistenza sanitaria erogata al personale navigante ed aeroportuale;
b) programmazione, gestione, controllo e valutazione
dell´assistenza sanitaria;
c) vigilanza sulle sperimentazioni, farmacovigilanza,
autorizzazione all´immissione in commercio e all´importazione di medicinali e di altri prodotti di rilevanza sanitaria;
d) attività certificatorie;
e) l´applicazione della normativa in materia di igiene e sicurezza
nei luoghi di lavoro e di sicurezza e salute della popolazione;
f) le attività amministrative correlate ai trapianti d´organo e
di tessuti, nonchè alle trasfusioni di sangue umano, anche in applicazione della legge 4 maggio 1990, n. 107;
g) instaurazione, gestione, pianificazione e controllo dei
rapporti tra l´amministrazione ed i soggetti accreditati o convenzionati del Servizio sanitario nazionale.
2. Il comma 1 non si applica ai trattamenti di dati idonei a
rivelare lo stato di salute effettuati da esercenti le professioni sanitarie o da organismi sanitari pubblici per finalità di tutela della salute o dell´incolumità fisica dell´interessato, di un terzo o della collettività, per i quali si osservano le disposizioni relative al consenso dell´interessato o all´autorizzazione del Garante ai sensi dell´articolo 76.
3. All´identificazione dei tipi di dati idonei a rivelare lo stato
di salute e di operazioni su essi eseguibili è assicurata ampia pubblicità, anche tramite affissione di una copia o di una guida illustrativa presso ciascuna azienda sanitaria e presso gli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
4. Il trattamento di dati identificativi dell´interessato è
lecito da parte dei soli soggetti che perseguono direttamente le finalità di cui al comma 1. L´utilizzazione delle diverse tipologie di dati è consentita ai soli incaricati, preposti, caso per caso, alle specifiche fasi delle attività di cui al medesimo comma, secondo il principio dell´indispensabilità dei dati di volta in volta trattati.

ART. 149 - NOTIFICAZIONE A MEZZO DEL SERVIZIO POSTALE

(Procedura civile)

Se non ne è fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi anche a mezzo del servizio postale.

In tal caso l´ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull´originale e sulla copia dell´atto, facendovi menzione dell´ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento. Quest´ultimo è allegato all´originale.

La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della consegna del plico all´ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza dell´atto.

ART. 146 - NOTIFICAZIONE A MILITARI IN ATTIVITÀ DI SERVIZIO

(Procedura civile)

Se il destinatario è militare in attività di servizio e la notificazione non è eseguita in mani proprie, osservate le disposizioni di cui agli articoli 139 e seguenti, si consegna una copia al pubblico ministero, che ne cura l´invio al comandante del corpo al quale il militare appartiene.

ART. 270-BIS - COMUNICAZIONI DI SERVIZIO DI APPARTENENTI AL DIPARTIMENTO DELLE INFORMAZIONI PER LA SICUREZZA E AI SERVIZI DI INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA

(Procedura penale)

1. L´autorità giudiziaria, quando abbia acquisito, tramite intercettazioni, comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o ai servizi di informazione per la sicurezza, dispone l´immediata secretazione e la custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti concernenti tali comunicazioni.
2. Terminate le intercettazioni, l´autorità giudiziaria trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri copia della documentazione contenente le informazioni di cui intende avvalersi nel processo, per accertare se taluna di queste informazioni sia coperta da segreto di Stato.
3. Prima della risposta del Presidente del Consiglio dei ministri, le informazioni ad esso inviate possono essere utilizzate solo se vi è pericolo di inquinamento delle prove, o pericolo di fuga, o quando è necessario intervenire per prevenire o interrompere la commissione di un delitto per il quale sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. Resta ferma la disciplina concernente la speciale causa di giustificazione prevista per attività del personale dei servizi di informazione per la sicurezza.
4. Se entro sessanta giorni dalla notificazione della richiesta il Presidente del Consiglio dei ministri non oppone il segreto, l´autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l´ulteriore corso del procedimento.
5. L´opposizione del segreto di Stato inibisce all´autorità giudiziaria l´utilizzazione delle notizie coperte dal segreto.
6. Non è in ogni caso precluso all´autorità giudiziaria di procedere in base ad elementi autonomi e indipendenti dalle informazioni coperte dal segreto.
7. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, qualora il conflitto sia risolto nel senso dell´insussistenza del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri non può più opporlo con riferimento al medesimo oggetto. Qualora il conflitto sia risolto nel senso della sussistenza del segreto di Stato, l´autorità giudiziaria non può acquisire né utilizzare, direttamente o indirettamente, atti o documenti sui quali è stato opposto il segreto di Stato.
8. In nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale. La Corte adotta le necessarie garanzie per la segretezza del procedimento.

ART. 254-BIS - SEQUESTRO DI DATI INFORMATICI PRESSO FORNITORI DI SERVIZI INFORMATICI, TELEMATICI E DI TELECOMUNICAZIONI

(Procedura penale)

1. L´autorità giudiziaria, quando dispone il sequestro, presso i fornitori di servizi informatici, telematici o di telecomunicazioni, dei dati da questi detenuti, compresi quelli di traffico o di ubicazione, può stabilire, per esigenze legate alla regolare fornitura dei medesimi servizi, che la loro acquisizione avvenga mediante copia di essi su adeguato supporto, con una procedura che assicuri la conformità dei dati acquisiti a quelli originali e la loro immodificabilità. In questo caso è, comunque, ordinato al fornitore dei servizi di conservare e proteggere adeguatamente i dati originali.

ART. 256-BIS - ACQUISIZIONE DI DOCUMENTI, ATTI O ALTRE COSE DA PARTE DELL´AUTORITÀ GIUDIZIARIA PRESSO LE SEDI DEI SERVIZI DI INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA

(Procedura penale)

1. Quando deve disporre l´acquisizione di documenti, atti o altre cose presso le sedi dei servizi di informazione per la sicurezza, presso gli uffici del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o comunque presso uffici collegati all´esercizio delle funzioni di informazione per la sicurezza della Repubblica, l´autorità giudiziaria indica nell´ordine di esibizione, in modo quanto più possibile specifico, i documenti, gli atti e le cose oggetto della richiesta.
2. L´autorità giudiziaria procede direttamente sul posto all´esame dei documenti, degli atti e delle cose e acquisisce agli atti quelli strettamente indispensabili ai fini dell´indagine. Nell´espletamento di tale attività, l´autorità giudiziaria può avvalersi della collaborazione di ufficiali di polizia giudiziaria.
3. Quando ha fondato motivo di ritenere che i documenti, gli atti o le cose esibiti non siano quelli richiesti o siano incompleti, l´autorità giudiziaria informa il Presidente del Consiglio dei ministri, che provvede a disporre la consegna di ulteriori documenti, atti o cose o, se ne ricorrono i presupposti, a confermare l´inesistenza di ulteriori documenti, atti o cose.
4. Quando deve essere acquisito, in originale o in copia, un documento, un atto o una cosa, originato da un organismo informativo estero, trasmesso con vincolo di non divulgazione, l´esame e la consegna immediata sono sospesi e il documento, l´atto o la cosa è trasmesso immediatamente al Presidente del Consiglio dei ministri affinchè vengano assunte le necessarie iniziative presso l´autorità estera per le relative determinazioni in ordine all´apposizione del segreto di Stato.
5. Nell´ipotesi prevista al comma 4, il Presidente del Consiglio dei ministri autorizza l´acquisizione del documento, dell´atto o della cosa ovvero oppone o conferma il segreto di Stato entro sessanta giorni dalla trasmissione.
6. Se il Presidente del Consiglio dei ministri non si pronuncia nel termine di cui al comma 5, l´autorità giudiziaria acquisisce il documento, l´atto o la cosa.

ART. 56 - SERVIZI E SEZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA

(Procedura penale)

1. Le funzioni di polizia giudiziaria sono svolte alla dipendenza e sotto la direzione dell´autorità giudiziaria:
a) dai servizi di polizia giudiziaria previsti dalla legge;
b) dalle sezioni di polizia giudiziaria istituite presso ogni procura della Repubblica e composte con personale dei servizi di polizia giudiziaria;
c) dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria appartenenti agli altri organi cui la legge fa obbligo di compiere indagini a seguito di una notizia di reato.

ART. 158 - PRIMA NOTIFICAZIONE ALL´IMPUTATO IN SERVIZIO MILITARE

(Procedura penale)

1. La prima notificazione all´imputato militare in servizio attivo il cui stato risulti dagli atti è eseguita nel luogo in cui egli risiede per ragioni di servizio, mediante consegna alla persona. Se la consegna non è possibile, l´atto è notificato presso l´ufficio del comandante il quale informa immediatamente l´interessato della avvenuta notificazione con il mezzo più celere.

ART. 289 - SOSPENSIONE DALL´ESERCIZIO DI UN PUBBLICO UFFICIO O SERVIZIO

(Procedura penale)

1. Con il provvedimento che dispone la sospensione dall´esercizio di un pubblico ufficio o servizio, il giudice interdice temporaneamente all´imputato, in tutto o in parte, le attività a essi inerenti.
2. Qualora si proceda per un delitto contro la pubblica amministrazione, la misura può essere disposta a carico del pubblico ufficiale o dell´incaricato di un pubblico servizio, anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall´articolo 287 comma 1. Nel corso delle indagini preliminari, prima di decidere sulla richiesta del pubblico ministero di sospensione dall´esercizio di un pubblico ufficio o servizio, il giudice procede all´interrogatorio dell´indagato, con le modalità indicate agli articoli 64 e 65.
3. La misura non si applica agli uffici elettivi ricoperti per diretta investitura popolare.

ART. 331 - DENUNCIA DA PARTE DI PUBBLICI UFFICIALI E INCARICATI DI UN PUBBLICO SERVIZIO

(Procedura penale)

1. Salvo quanto stabilito dall´articolo 347, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell´esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito.
2. La denuncia è presentata o trasmessa senza ritardo al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria.
3. Quando più persone sono obbligate alla denuncia per il medesimo fatto, esse possono anche redigere e sottoscrivere un unico atto.
4. Se, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, emerge un fatto nel quale si può configurare un reato perseguibile di ufficio, l´autorità che procede redige e trasmette senza ritardo la denuncia al pubblico ministero.

ART. 11 - ATTIVITÀ CULTURALI, RICREATIVE E ASSISTENZIALI E CONTROLLI SUL SERVIZIO DI MENSA)

(Statuto dei lavoratori)

Le attività culturali, ricreative ed assistenziali promosse
nell´azienda sono gestite da organismi formati a maggioranza dai
rappresentanti dei lavoratori.
Le rappresentanze sindacali aziendali, costituite a norma
dell´articolo 19, hanno diritto di controllare la qualità del servizio di mensa secondo modalità stabilite dalla contrattazione collettiva.

ART. 209 - OGGETTO DEL SERVIZIO DI TESORERIA

(Testo unico enti locali)

1. Il servizio di tesoreria consiste nel complesso di operazioni legate alla gestione finanziaria dell´ente locale e finalizzate in particolare alla riscossione delle entrate, al pagamento delle spese, alla custodia di titoli e valori ed agli adempimenti connessi previsti dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti dell´ente o da norme pattizie.
2. Il tesoriere esegue le operazioni di cui al comma 1 nel rispetto della legge 29 ottobre 1984, n. 720, e successive modificazioni.
3. Ogni deposito, comunque costituito, è intestato all´ente locale e viene gestito dal tesoriere.
3-bis. Il tesoriere tiene contabilmente distinti gli incassi di cui all´art. 180, comma 3, lettera d). I prelievi di tali risorse sono consentiti solo con i mandati di pagamento di cui all´art. 185, comma 2, lettera i). E´ consentito l´utilizzo di risorse vincolate secondo le modalità e nel rispetto dei limiti previsti dall´art. 195.


[Note]

Il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126, ha disposto (con l´art. 80, comma 1) che la presente modifica si applica, ´ove non diversamente previsto nel presente decreto, a decorrere dall´esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all´esercizio 2015 e successivì.

ART. 14 - COMPITI DEL COMUNE PER SERVIZI DI COMPETENZA STATALE

(Testo unico enti locali)

1. Il comune gestisce i servizi elettorali, di stato civile, di anagrafe, di leva militare e di statistica.
2. Le relative funzioni sono esercitate dal sindaco quale ufficiale del Governo, ai sensi dell´articolo 54.
3. Ulteriori funzioni amministrative per servizi di competenza statale possono essere affidate ai comuni dalla legge che regola anche i relativi rapporti finanziari, assicurando le risorse necessarie.

ART. 33 - ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI DA PARTE DEI COMUNI

(Testo unico enti locali)

1. Le regioni, nell´emanazione delle leggi di conferimento delle funzioni ai comuni, attuano il trasferimento delle funzioni nei confronti della generalità dei comuni.
2. Al fine di favorire l´esercizio associato delle funzioni dei comuni di minore dimensione demografica, le regioni individuano livelli ottimali di esercizio delle stesse, concordandoli nelle sedi concertative di cui all´articolo 4. Nell´ambito della previsione regionale, i comuni esercitano le funzioni in forma associata, individuando autonomamente i soggetti, le forme e le metodologie, entro il termine temporale indicato dalla legislazione regionale. Decorso inutilmente il termine di cui sopra la regione esercita il potere sostitutivo nelle forme stabilite dalla legge stessa.
3. Le regioni predispongono, concordandolo con i comuni nelle apposite sedi concertative, un programma di individuazione degli ambiti per la gestione associata sovracomunale di funzioni e servizi, realizzato anche attraverso le unioni, che può prevedere altresì la modifica di circoscrizioni comunali e i criteri per la corresponsione di contributi e incentivi alla progressiva unificazione. Il programma è aggiornato ogni tre anni, tenendo anche conto delle unioni di comuni regolarmente costituite.
4. Al fine di favorire il processo di riorganizzazione sovracomunale dei servizi, delle funzioni e delle strutture, le regioni provvedono a disciplinare, con proprie leggi, nell´ambito del programma territoriale di cui al comma 3, le forme di incentivazione dell´esercizio associato delle funzioni da parte dei comuni, con l´eventuale previsione nel proprio bilancio di un apposito fondo. A tale fine, oltre a quanto stabilito dal comma 3 e dagli articoli 30 e 32, le regioni si attengono ai seguenti principi fondamentali:
a) nella disciplina delle incentivazioni:
1) favoriscono il massimo grado di integrazione tra i comuni, graduando la corresponsione dei benefici in relazione al livello
di unificazione, rilevato mediante specifici indicatori con
riferimento alla tipologia ed alle caratteristiche delle funzioni
e dei servizi associati o trasferiti in modo tale da erogare il
massimo dei contributi nelle ipotesi di massima integrazione;
2) prevedono in ogni caso una maggiorazione dei contributi nelle ipotesi di fusione e di unione, rispetto alle altre forme di
gestione sovracomunale;
b) promuovono le unioni di comuni, senza alcun vincolo alla successiva fusione, prevedendo comunque ulteriori benefici da
corrispondere alle unioni che autonomamente deliberino, su
conforme proposta dei consigli comunali interessati, di procedere
alla fusione.

ART. 49 - PARERI DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI

(Testo unico enti locali)

1. Su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta e al Consiglio che non sia mero atto di indirizzo deve essere richiesto il parere, in ordine alla sola regolarità tecnica, del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell´ente, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile. I pareri sono inseriti nella deliberazione.
2. Nel caso in cui l´ente non abbia i responsabili dei servizi, il parere è espresso dal segretario dell´ente, in relazione alle sue competenze.
3. I soggetti di cui al comma 1 rispondono in via amministrativa e contabile dei pareri espressi.
4. Ove la Giunta o il Consiglio non intendano conformarsi ai pareri di cui al presente articolo, devono darne adeguata motivazione nel testo della deliberazione.

ART. 112 - SERVIZI PUBBLICI LOCALI

(Testo unico enti locali)

1. Gli enti locali, nell´ambito delle rispettive competenze,
provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali.
2. COMMA ABROGATO DALLA L. 28 DICEMBRE 2001, N.448 .
3. Ai servizi pubblici locali si applica il capo III del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286, relativo alla qualità dei servizi pubblici locali e carte dei servizi.

ART. 113 - GESTIONE DELLE RETI ED EROGAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA

(Testo unico enti locali)

1. Le disposizioni del presente articolo che disciplinano le
modalità di gestione ed affidamento dei servizi pubblici locali concernono la tutela della concorrenza e sono inderogabili ed integrative delle discipline di settore. Restano ferme le altre disposizioni di settore e quelle di attuazione di specifiche normative comunitarie. Restano esclusi dal campo di applicazione del presente articolo i settori disciplinati dai decreti legislativi 16 marzo 1999, n. 79, e 23 maggio 2000, n. 164.
1-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al
settore del trasporto pubblico locale che resta disciplinato dal decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni.
2. Gli enti locali non possono cedere la proprietà degli impianti,
delle reti e delle altre dotazioni destinati all´esercizio dei servizi pubblici di cui al comma 1, salvo quanto stabilito dal comma 13.
2-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli
impianti di trasporti a fune per la mobilità turistico-sportiva eserciti in aree montane.
3. Le discipline di settore stabiliscono i casi nei quali
l´attività di gestione delle reti e degli impianti destinati alla produzione dei servizi pubblici locali di cui al comma 1 può essere separata da quella di erogazione degli stessi. E´, in ogni caso, garantito l´accesso alle reti a tutti i soggetti legittimati all´erogazione dei relativi servizi.
4. Qualora sia separata dall´attività di erogazione dei servizi,
per la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni
patrimoniali gli enti locali, anche in forma associata, si
avvalgono:
a) di soggetti allo scopo costituiti, nella forma di società di
capitali con la partecipazione totalitaria di capitale pubblico cui può essere affidata direttamente tale attività a condizione che gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l´ente o gli enti pubblici che la controllano;
b) di imprese idonee, da individuare mediante procedure ad
evidenza pubblica, ai sensi del comma 7.
5. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
5-bis. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
5-ter. In ogni caso in cui la gestione della rete, separata o
integrata con l´erogazione dei servizi, non sia stata affidata con gara ad evidenza pubblica, i soggetti gestori di cui ai precedenti commi provvedono all´esecuzione dei lavori comunque connessi alla gestione della rete esclusivamente mediante contratti di appalto o di concessione di lavori pubblici, aggiudicati a seguito di procedure di evidenza pubblica, ovvero in economia nei limiti di cui all´articolo 24 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e all´articolo 143 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554. Qualora la gestione della rete, separata o integrata con la gestione dei servizi, sia stata affidata con procedure di gara, il soggetto gestore può realizzare direttamente i lavori connessi alla gestione della rete, purchè qualificato ai sensi della normativa vigente e purchè la gara espletata abbia avuto ad oggetto sia la gestione del servizio relativo alla rete, sia l´esecuzione dei lavori connessi. Qualora, invece, la gara abbia avuto ad oggetto esclusivamente la gestione del servizio relativo alla rete, il gestore deve appaltare i lavori a terzi con le procedure ad evidenza pubblica previste dalla legislazione vigente.
6. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
7. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
8. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
9. Alla scadenza del periodo di affidamento, e in esito alla
successiva gara di affidamento, le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprietà degli enti locali o delle società di cui al comma 13 sono assegnati al nuovo gestore. PERIODO ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168. PERIODO ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
10. E´ vietata ogni forma di differenziazione nel trattamento dei
gestori di pubblico servizio in ordine al regime tributario, nonchè alla concessione da chiunque dovuta di contribuzioni o agevolazioni per la gestione del servizio.
11. I rapporti degli enti locali con le società di erogazione del
servizio e con le società di gestione delle reti e degli impianti sono regolati da contratti di servizio, allegati ai capitolati di gara, che dovranno prevedere i livelli dei servizi da garantire e adeguati strumenti di verifica del rispetto dei livelli previsti.
12. L´ente locale può cedere in tutto o in parte la propria
partecipazione nelle società erogatrici di servizi mediante procedure ad evidenza pubblica da rinnovarsi alla scadenza del periodo di affidamento. Tale cessione non comporta effetti sulla durata delle concessioni e degli affidamenti in essere.
13. Gli enti locali, anche in forma associata, nei casi in cui non
sia vietato dalle normative di settore, possono conferire la proprietà delle reti, degli impianti, e delle altre dotazioni patrimoniali a società a capitale interamente pubblico, che è incedibile. Tali società pongono le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali a disposizione dei gestori incaricati della gestione del servizio o, ove prevista la gestione separata della rete, dei gestori di quest´ultima, a fronte di un canone stabilito dalla competente Autorità di settore, ove prevista, o dagli enti locali. Alla società suddetta gli enti locali possono anche assegnare, ai sensi della lettera a) del comma 4, la gestione delle reti, nonchè il compito di espletare le gare di cui al comma 5.
14. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
15. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle
regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, se incompatibili con le attribuzioni previste dallo statuto e dalle relative norme di attuazione.
15-bis. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
15-ter. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.
15-quater. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 7 SETTEMBRE 2010, N. 168.


[Note]

La Corte costituzionale, con sentenza 13-27 luglio 2004, n. 272 (in
G.U. 1a s.s. 4/8/2004, n. 30) ha dichiarato l´illegittimità costituzionale del comma 7, limitatamente al secondo ed al terzo periodo, del presente articolo, nel testo sostituito dall´art. 35, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.



Il D.L. 25 giugno 2008, n.112 convertito, con modificazioni, con L.
6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l´art. 23-bis, comma 11) che ´L´articolo 113 del testo unico delle leggi sull´ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, è abrogato nelle parti incompatibili con
le disposizioni di cui al presente articolo.´



Il D.P.R. 7 settembre 2010, n. 168 ha disposto (con l´art. 12,
comma 2) che ´Le leggi, i regolamenti, i decreti, o altri provvedimenti, che fanno riferimento al comma 7 dell´articolo 113 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, abrogato dal comma 1, lettera a), si intendono riferiti al comma 1 dell´articolo 3 del presente regolamento´.

ART. 113-BIS - GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI PRIVI DI RILEVANZA ECONOMICA

(Testo unico enti locali)

1. Ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, i
servizi pubblici locali privi di rilevanza economica sono gestiti mediante affidamento diretto a:
a) istituzioni;
b) aziende speciali, anche consortili;
c) società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società
un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che
la società realizzi la parte più importante della propria
attività con l´ente o gli enti pubblici che la controllano.
2. E´ consentita la gestione in economia quando, per le modeste
dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere ad affidamento ai soggetti di cui al comma 1.
3. Gli enti locali possono procedere all´affidamento diretto dei
servizi culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite o partecipate.
4. COMMA ABROGATO DAL D.L. 30 SETTEMBRE 2003, N. 269, CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 NOVEMBRE 2003, N. 326
5. I rapporti tra gli enti locali ed i soggetti erogatori dei
servizi di cui al presente articolo sono regolati da contratti di servizio.


[Note]

La Corte costituzionale, con sentenza 13-27 luglio 2004, n. 272 (in
G.U. 1a s.s. 4/8/2004, n. 30) ha dichiarato l´illegittimità costituzionale del presente art. 113-bis, nel testo introdotto dal comma 15 dell´art. 35 della legge n. 448 del 2001.

ART. 117 - TARIFFE DEI SERVIZI

(Testo unico enti locali)

1. Gli enti interessati approvano le tariffe dei servizi pubblici in misura tale da assicurare l´equilibrio economico-finanziario dell´investimento e della connessa gestione. I criteri per il calcolo della tariffa relativa ai servizi stessi sono i seguenti:
a) la corrispondenza tra costi e ricavi in modo da assicurare la integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di
ammortamento tecnico-finanziario;
b) l´equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti ed il capitale investito;
c) l´entità dei costi di gestione delle opere, tenendo conto anche degli investimenti e della qualità del servizio;
d) l´adeguatezza della remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato.
2. La tariffa costituisce il corrispettivo dei servizi pubblici; essa è determinata e adeguata ogni anno dai soggetti proprietari, attraverso contratti di programma di durata poliennale, nel rispetto del disciplinare e dello statuto conseguenti ai modelli organizzativi prescelti.
3. Qualora i servizi siano gestiti da soggetti diversi dall´ente pubblico per effetto di particolari convenzioni e concessioni dell´ente o per effetto del modello organizzativo di società mista, la tariffa è riscossa dal soggetto che gestisce i servizi pubblici.

ART. 129 - SERVIZI DI CONSULENZA DEL COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO

(Testo unico enti locali)

1. Possono essere attivati nell´ambito dei comitati regionali di controllo servizi di consulenza ai quali gli enti locali possono rivolgersi al fine di ottenere preventivi elementi valutativi in ordine all´adozione di atti o provvedimenti di particolare complessità o che attengano ad aspetti nuovi dell´attività deliberativa. La regione disciplina con propria normativa le modalità organizzative e di espletamento dei servizi di consulenza.

ART. 153 - SERVIZIO ECONOMICO-FINANZIARIO

(Testo unico enti locali)

1. Con il regolamento sull´ordinamento degli uffici e dei servizi sono disciplinati l´organizzazione del servizio finanziario, o di ragioneria o qualificazione corrispondente, secondo le dimensioni demografiche e l´importanza economico-finanziaria dell´ente. Al servizio è affidato il coordinamento e la gestione dell´attività finanziaria.
2. E´ consentito stipulare apposite convenzioni tra gli enti per assicurare il servizio a mezzo di strutture comuni.
3. Il responsabile del servizio finanziario di cui all´articolo 151, comma 4, si identifica con il responsabile del servizio o con i soggetti preposti alle eventuali articolazioni previste dal regolamento di contabilità.
4. Il responsabile del servizio finanziario, di ragioneria o qualificazione corrispondente, è preposto alla verifica di veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa, avanzate dai vari servizi, da iscriversi nel bilancio annuale o pluriennale ed alla verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese , alla regolare tenuta della contabilità economico-patrimoniale e e più in generale alla salvaguardia degli equilibri finanziari e complessivi della gestione e dei vincoli di finanza pubblica. Nell´esercizio di tali funzioni il responsabile del servizio finanziario agisce in autonomia nei limiti di quanto disposto dai principi finanziari e contabili, dalle norme ordinamentali e dai vincoli di finanza pubblica.
5. Il regolamento di contabilità disciplina le modalità con le quali vengono resi i pareri di regolarità contabile sulle, proposte di deliberazione ed apposto il visto di regolarità contabile sulle determinazioni dei soggetti abilitati. Il responsabile dei servizio finanziario effettua le attestazioni di copertura della spesa in relazione alle disponibilità effettive esistenti negli stanziamenti di spesa e, quando occorre, in relazione allo stato di realizzazione degli accertamenti di entrata vincolata secondo quanto previsto dal regolamento di contabilità.
6. Il regolamento di contabilità disciplina le segnalazioni obbligatorie dei fatti e delle valutazioni del responsabile finanziario al legale rappresentante dell´ente, al consiglio dell´ente nella persona del suo presidente, al segretario ed all´organo di revisione , nonchè alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti ove si rilevi che la gestione delle entrate o delle spese correnti evidenzi il costituirsi di situazioni - non compensabili da maggiori entrate o minori spese - tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio. In ogni caso la segnalazione è effettuata entro sette giorni dalla conoscenza dei fatti. Il consiglio provvede al riequilibrio a norma dell´articolo 193, entro trenta giorni dal ricevimento della segnalazione, anche su proposta della giunta.
7. Lo stesso regolamento prevede l´istituzione di un servizio di economato. cui viene preposto un responsabile, per la gestione di cassa delle spese di ufficio di non rilevante ammontare.


[Note]

Il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126 ha disposto:
- (con l´art. 74, comma 1, numero 7 che ´al comma 4 dell´art. 153, le parole: «annuale e pluriennale» sono sostituite dalle seguenti: «di previsione»´;
- (con l´art. 80, comma 1) che le presenti modifiche ´si applicano, ove non diversamente previsto nel presente decreto, a decorrere dall´esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all´esercizio 2015 e successivì.

ART. 168 - SERVIZI PER CONTO DI TERZI E LE PARTITE DI GIRO)

(Testo unico enti locali)

1. Le entrate e le spese relative ai servizi per conto di terzi e le partite di giro, ... che costituiscono al tempo stesso un debito ed un credito per l´ente, comprendono le transazioni poste in essere per conto di altri soggetti, in assenza di qualsiasi discrezionalità come individuate dal principio applicato della contabilità finanziaria di cui all´allegato n. 4/2 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni.
2. Le partite di giro riguardano le operazioni effettuate come sostituto di imposta, per la gestione dei fondi economali e le altre operazioni previste nel principio applicato della contabilità finanziaria di cui all´allegato n. 4/2 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni.
2-bis. Le previsioni e gli accertamenti d´entrata riguardanti i servizi per conto di terzi e le partite di giro conservano l´equivalenza con le corrispondenti previsioni e impegni di spesa, e viceversa. A tal fine, le obbligazioni giuridicamente perfezionate attive e passive che danno luogo ad entrate e spese riguardanti tali operazioni sono registrate e imputate all´esercizio in cui l´obbligazione è perfezionata, in deroga al principio contabile generale n. 16.
2-ter. Non comportando discrezionalità e autonomia decisionale, gli stanziamenti riguardanti le operazioni per conto di terzi e le partite di giro non hanno natura autorizzatoria.


[Note]

Il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126, ha disposto (con l´art. 80, comma 1) che le presenti modifiche ´si applicano, ove non diversamente previsto nel presente decreto, a decorrere dall´esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all´esercizio 2015 e successivì.

ART. 208 - SOGGETTI ABILITATI A SVOLGERE IL SERVIZIO DI TESORERIA

(Testo unico enti locali)

1. Gli enti locali hanno un servizio di tesoreria che può essere affidato:
a) per i comuni capoluoghi di provincia, le province, le città metropolitane, ad una banca autorizzata, a svolgere l´attività di cui all´articolo 10 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385;
b) per i comuni non capoluoghi di provincia, le comunità montane e le unioni di comuni, anche a società per azioni regolarmente costituite con capitale sociale interamente versato non inferiore a cinquecentomila euro, aventi per oggetto la gestione del servizio di tesoreria e la riscossione dei tributi degli enti locali e che alla data del 25 febbraio 1995 erano incaricate dello svolgimento del medesimo servizio a condizione che il capitale sociale risulti adeguato a quello minimo richiesto dalla normativa vigente per le banche di credito cooperativo;
c) altri soggetti abilitati per legge.


[Note]

Il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 98, ha disposto (con l´art. 54, comma 1-bis) che ´Al fine di garantire in modo efficiente lo svolgimento del servizio di tesoreria nei confronti degli enti locali, l´articolo 208 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che il tesoriere, senza distinzione tra i soggetti di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 del predetto articolo 208, che rivesta la qualifica di società per azioni, può delegare, anche per i servizi di tesoreria già affidati, la gestione di singole fasi o processi del servizio ad una società per azioni che sia controllata dal tesoriere ai sensi dell´articolo 2359, primo comma, numeri 1) e 2), del codice civile. Il tesoriere che deleghi la gestione di singole fasi o processi del servizio di tesoreria garantisce che il servizio sia in ogni caso erogato all´ente locale nelle modalità previste dalla convenzione, e mantiene la responsabilità per gli atti posti in essere dalla società delegata. In nessun caso la delega della gestione di singole fasi o processi del servizio può generare alcun aggravio di costi per l´ente´.



Il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126, ha disposto (con l´art. 80, comma 1) che la presente modifica si applica, ´ove non diversamente previsto nel presente decreto, a decorrere dall´esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all´esercizio 2015 e successivì.

ART. 210 - AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TESORERIA

(Testo unico enti locali)

1. L´affidamento del servizio viene effettuato mediante le procedure ad evidenza pubblica stabilite nel regolamento di contabilità di ciascun ente, con modalità che rispettino i principi della concorrenza. Qualora ricorrano le condizioni di legge, l´ente può procedere, per non più di una volta, al rinnovo del contratto di tesoreria nei confronti del medesimo soggetto.
2. Il rapporto viene regolato in base ad una convenzione deliberata dall´organo consiliare dell´ente.
2-bis. La convenzione di cui al comma 2 può prevedere l´obbligo per il tesoriere di accettare, su apposita istanza del creditore, crediti pro soluto certificati dall´ente ai sensi del comma 3-bis dell´articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.


[Note]

La L. 12 novembre 2011, n. 183 ha disposto (con l´art. 13, comma 4) che ´L´obbligo di cui al comma 2-bis dell´articolo 210 del citato decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come introdotto dal comma 3 del presente articolo, trova applicazione con riferimento alle convenzioni stipulate successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.´

ART. 212 - SERVIZIO DI TESORERIA SVOLTO PER PIÙ ENTI LOCALI

(Testo unico enti locali)

1. I soggetti di cui all´articolo 208 che gestiscono il servizio di tesoreria per conto di più enti locali devono tenere contabilità distinte e separate per ciascuno di essi.

ART. 213 - GESTIONE INFORMATIZZATA DEL SERVIZIO DI TESORERIA

(Testo unico enti locali)

1. Qualora l´organizzazione dell´ente e del tesoriere lo consentano
il servizio di tesoreria può essere gestito con modalità e criteri informatici e con l´uso di ordinativi di pagamento e di riscossione informatici, in luogo di quelli cartacei, le cui evidenze informatiche valgono a fini di documentazione, ivi compresa la resa del conto del tesoriere di cui all´articolo 226.
2. La convenzione di tesoreria di cui all´articolo 210 può
prevedere che la riscossione delle entrate e il pagamento delle spese possano essere effettuati, oltre che per contanti presso gli sportelli di tesoreria, anche con le modalità offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari.
3. Gli incassi effettuati dal tesoriere mediante i servizi
elettronici interbancari danno luogo al rilascio di quietanza o evidenza bancaria ad effetto liberatorio per il debitore; le somme rivenienti dai predetti incassi sono versate alle casse dell´ente, con rilascio della quietanza di cui all´articolo 214, non appena si rendono liquide ed esigibili in relazione ai servizi elettronici adottati e comunque nei tempi previsti nella predetta convenzione di tesoreria.

ART. 177 - COMPETENZE DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI

(Testo unico enti locali)

1. Il responsabile del servizio, nel caso in cui ritiene necessaria una modifica della dotazione assegnata per sopravvenute esigenze successive all´adozione degli atti di programmazione, propone la modifica con modalità definite dal regolamento di contabilità.
2. La mancata accettazione della proposta di modifica della dotazione deve essere motivata dall´organo esecutivo.

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